20/10/2009 h. 19.49
Film: Playlist libera
I mostri siamo noi
- Freaks (1932) Circhi ambulanti per plebei sommovimenti di stomaco e pelosi inorridimenti borghesi. Bellezza meschina che dall'alto di una banale simmetria manipola vite irregolari, che bramano vendetta. Mostri che mostri, in ossequio al copione, lo diventano.
- The Elephant Man (1980) Mostruosità principesca, da sala da thé, grottesco amuleto di bontà a cui aggrapparsi per infondere posticcia umanità al girotondo animale della solita pantomima borghese. Ma il mostro non la merita la scena. Il mostro muore solo, nel buio delle stelle.
- Edward mani di forbice (1990) E lo spolpano vivo come un gambero, il talento. La masticano fino all'osso e poi la sputano, la diversità. Si nutrono della fantasia e della grazia che non hanno, e non avranno mai, e dopo inchiodano alla miserabile ignoranza che li rode chi in un taglio di arcobaleno ha messo in ombra il loro gretto essere normali. Mostri che sognano di non esserlo. Mostri che si sognano peggiori.
- La bella e la bestia (1946) Già, l'amore. L'unico afflato che può intrecciare in un vortice di senso un'usuale bellezza e una mostruosa alterità. Ma se l'incontro è una missione ristabilizzatrice di canoni condivisi, se il destino è il mutamento della Bestia in addomesticato Principe meglio allora la fine di King Kong. Trafitto dalle raffiche di lillipuziani idioti, a un'altezza che loro non raggiungeranno mai.
- M, il mostro di Düsseldorf (1931) Recinto delle coscienze, mediatico lavacro, di simultanea efficienza e infida, gradevole comodità. Il mostro è da linciare, il mostro è come noi ma non è noi, è un altro, estraneo tra la folla, intruso squarcio nel tessuto della nostra buona e criminale società. Maschera da avanspettacolo, utile fantoccio, ne servono sempre al pubblico di mostri così. Quando c'è più grottesca umanità nella mano che, schifosa, uccide di quanta ne resti attaccata ad altre mani che, paffute, applaudono.
- Darkman (1990) Pelle sintetica, identità chiazzata, bugia che si riflette, terrore personale in spersonalizzati anfratti di modernità. Il mostro è la metropoli, accende le sue zone d'ombra, agghiaccia con la maschera delle sue vittime in un beffardo spasmo di teatralità. Tutti siamo tutti. E anche il mostro non può che essere noi.
- Frankenstein (1931) Mostro illuminista, demone del limite, baluginio di vita, scintilla immaginifica che accende l'oscurità di un tempo ignoto. Mostro dell'intelletto, mostro dell'umano. Fornace nucleare da lasciar bruciare, libera di forgiare mondi.
Commenti
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21 ottobre 2009, 06:04 di LAMPUR
I mostri (Risi) ed ancor più I nuovi mostri (sempre Risi più Monicelli e Scola) fanno vedere come il mostruoso aleggerà già nello specchio stamattina mentre annodo la cravatta e dimorerà nella scrivania accanto alla mia in ufficio dopo aver guidato la mia auto. Play liberatoria in un certo senso. Mostruosamente affrancatrice.
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