Elogio della lentezza
La lentezza o la mancanza di ritmo in un film vengono spesso indicate come un difetto. Anche quando è una scelta precisa ai fini narrativi. Chissà perché la lentezza si è trasformata in una pecca, una mancanza imperdonabile, un sinonimo di noia. Se è vero (ed è sacrosanto) che le parole sono importanti, lento non ha solo connotazioni negative ma in letteratura significa anche scomposto e rilassato.. La lentezza può essere anche una benedizione, uno stratagemma per raccogliere l’attenzione sui particolari, un’opportunità per ricordarsi dell’essenziale perso in un’esistenza superficiale e frettolosa, un mondo usa e getta, mastica e sputa. Un gigantesco fast food dell’anima. Automobili sempre più veloci, motori “brillanti”, “da 0 a 100 in meno di 9 secondi”, per trovarsi su una tangenziale trafficata in una ridicola serie di accelerazioni e frenate; ritmi lavorativi frenetici, corse per competere con i propri simili e scannarsi a vicenda. Lulù Massa lavora a cottimo e con il suo assurdo stacanovismo danneggia i suoi compagni finché un incidente non lo fa deragliare inchiodando gli ingranaggi della macchina che lui stesso è diventato: è cosi che la classe operaia va in paradiso?
Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo
chi è veloce si fa male e finisce in ospedale
in ospedale non c'è posto e si può morire presto
Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo
la salute non ha prezzo, quindi rallentare il ritmo
pausa pausa ritmo lento, pausa pausa ritmo lento
sempre fuori dal motore, vivere a rallentatore
(Enzo Del Re, 1974. L’autore aveva come strumento di accompagnamento solo una sedia e come cachet chiedeva il minimo sindacale della paga di una giornata di lavoro di un metalmeccanico. Un antesignano della lotta per riprenderci il nostro tempo. Per tredici mesi Radio Alice di Bologna, considerata l'emittente del Movimento del '77, utilizzò come sigla iniziale e finale dei programmi proprio Lavorare con lentezza (tratta dall'album Il Banditore) del cantastorie di Mola di Bari.)
Fast food non significa un modo pratico di cibarsi, ma una pratica contro natura, il preludio all’alimentazione automatizzata preconizzata da Chaplin in Tempi Moderni, l’alimentazione forzata per morti viventi condannati a lavorare come robot (dal ceco robota, "lavoro pesante").
Dalla Rivoluzione Industriale in poi, lo stile di vita soprattutto occidentale è caratterizzato da un’accelerazione costante. Quale ne sarà il limite, se esso esiste? La immagini velocizzate delle vetture nel traffico, del sole nascente o morente, di un fiore che sboccia non sono forse rappresentative di quest'epoca quanto quella della carcassa di un animale che imputridisce rapidamente.
Anche nel cinema il significato di progresso è, tra le altre cose, un inesorabile aumento della velocità, del ritmo nella narrazione? Dovremmo buttare le vecchie pellicole che si prendevano il loro tempo per dire le cose che dovevano dire?
Fermate il mondo, voglio scendere.
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C'era una volta il West (1969) Un classico. Un lento classico.
“ Il 26 maggio 1969 la capsula di rientro della missione Apollo 10 raggiunse la velocità di 39.885 km/h, la più alta velocità mai raggiunta da un veicolo con equipaggio umano”. - Il sorpasso (1962) "Bonneville 1963: Don Vesco porta LITTLE GIANT 444 nel club delle 200 miglia segnando 222.78 miglia orarie (358.45 Km/h)."
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Una storia vera (1999) Recarsi al capezzale del fratello dall’altra parte degli Stati Uniti, a bordo di un tosaerba. E avere la certezza di arrivare in tempo.
“Il 15 ottobre 1997 venne realizzato l'attuale record di velocità terrestre di un'automobile nel Black Rock Desert (Nevada, USA) quando il pilota della RAF Andy Green raggiunse la velocità di 1227,98 km/h a bordo del Thrust Supersonic Car, un veicolo pesante 10 tonnellate con due motori a reazione (più simile ad un aereo senza ali che ad un'auto comunemente intesa). Il Thrust SSC è anche la prima auto ad aver superato "ufficialmente" il muro del suono (Mach 1.016).” -
La classe operaia va in paradiso (1972) “Il termine cottimo indica una modalità lavorativa per cui la retribuzione è proporzionale alla quantità di lavoro svolto. Vale a dire che più si lavora e più si viene retribuiti.
Il lavoro a cottimo può essere di due tipi:
- Cottimo a tempo: si viene retribuiti in base al numero di ore effettuate;
- Cottimo a misura: quando il reddito dipende dal numero di unità di pezzi prodotti in un arco di tempo definito come può essere un turno o una giornata.”
“Il 16 gennaio 1976 venne lanciata la sonda spaziale Helios 2 La massima velocità mai raggiunta da un oggetto creato dall'uomo è stata di 252 792 km/h (70,2 km/s), raggiunta grazie alla spinta ricevuta dal campo gravitazionale del sole."
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Tempi moderni (1936) Dopo la Grande Depressione del ‘29 e alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, il progresso stava già compiendo il suo percorso di disumanizzazione.
“Nel 1936 lo Z.506, un idrovolante a doppio galleggiante trimotore ad ala bassa, conquistò ben otto primati di velocità con carichi progressivi sui 1.000 e 2.000 km.” - Fast Food Nation (2006) “ Nel 2007 è stato realizzato l’attuale record di velocità per autovetture stradali di serie, detenuto dalla SSC Ultimate Aero Twin Turbo che, sull'autostrada chiusa al traffico Highway 221 nello stato di Washington, USA, convalidò il record di 412,28 km/h. Tuttavia la porzione di rettilineo perfettamente dritta disponibile per l'accelerazione era limitata e lo stesso pilota che ha effettuato il record, Chuck Bigelow, ha dichiarato che con un rettilineo più lungo l'auto potrebbe stabilire un nuovo record.”
- 11 settembre 2001 (2002) ”Nel 2004 l'aereo NASA's X-43A raggiunse i 11 270 kmh. Ma si trattava di uno Scramjet ipersonico senza pilota, incapace di decollare od atterrare autonomamente."
Commenti
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24 ottobre 2009, 16:56 di bradipo68
per rispondere alla domanda che poni ti dico che probabilmente bisogna buttare via le nuove che procedono con questi montaggi sincopati assurdi e in cui succedono mille cose al nanosecondo,non dando tempo di pensare.Grande play dask...
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24 ottobre 2009, 22:09 di ROTOTOM
Sono d'accordo Das, la lentezza è un valore che abbiamo perso. Nel cinema sto constatando quello che ha detto bradipo, soprattutto i film destinati ai più giovani non danno il tempo di pensare, devono trattenere davanti allo schermo un prototipo di imbecille che ha la presunzione di lavorare in multitasking,quindi battere la concorrenza di telefonini, i pod, distrazioni varie. Fate vedere ad un ventenne medio Frankenstein Junior. non riderà, le situazioni sono troppo lente, il tempo comico non è quello ripetitivo e onanistico di Zelig.... Riguardo al settimo punto. Mi ricordo di quella notizia, l'ho ritagliata da un giornale perchè si diceva che l'aereo avrebbe raggiunto gli 11000 km AL SECONDO. La troppa velocità non riusciamo neppure a scriverla bene.....
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25 ottobre 2009, 11:37 di tabula rasa elettrificata
Un Lynch "diverso" , un Germi d'annata che dovrebbe comparire nei programmi scolastici , un Leone che dipinge l'affresco ad un genere cinematografico sul punto di spegnersi .... mi viene in mente il vecchio concetto futurista della velocità che si riferiva al progresso sociale e tecnico mentre ora , al contrario , ne sottolinea il progressivo peggioramento . Ciao Das , bella play .
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26 ottobre 2009, 09:14 di FABIO1971
Complimenti Das, play magnifica!
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26 ottobre 2009, 16:52 di ponga3000
Buffo che l'animale più lento del mondo sia stato il più veloce a commentare una play sulla lentezza!-) Bradipo vs ghepardo 110 Km/h... Grazie per la bella play, per l'appunto sto organizzando una fuga dalla città e dai suoi ritmi, verso una vita più bucolica ma più umana e pazienza se non avrò più a disposizione il ventaglio cinematografico che la ''metropoli'' offre. farò come billy crystal: scappo dalla città- la vita, l'amore e le vacche. Ho già messo nel mio carnet (o forse meglio carniere?) quest'appetibile: Una storia vera. cius
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26 ottobre 2009, 21:19 di Daskabinett
Grazie per i commenti; in effetti volevo ragionare sulle cause del fastidio verso la lentezza, se sia legato ai nostri stili di vita e se per certi (per)versi la frenesia non sia, come dice Roto, uno strumento per il rincoglionimento ulteriore della gente.
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30 ottobre 2009, 15:18 di AIDES
il problema è legato ad una condizione culturale, storica, antropologica. Il nostro stato. Il ritmo va trovato dentro sé stessi e non nelle tecnologie e nei surrogati mercificati (compresi i film- consumo). Si VEDA con l'anima Oltre che con gli occhi. Idea doverosa, ben posta, Dkt. Ciao
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30 ottobre 2009, 15:43 di Daskabinett
Grazie Aides, ottimo commento - concordo pienamente.
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1 novembre 2009, 14:48 di Silvia Piccone
Ciao! Bè...secondo me se un film è lento, non è lento in sè per sè, perchè vuol dire che c'è qualcosa da guardare che richiede più tempo per essere percepito! E' lento se ci si ferma all'apparenza...è giusto se invece capiamo quello su cui il regista ci invita a soffermarci! bella play!
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30 novembre 2009, 11:55 di alexorsetto
Vero. Verissimo. Tutto sacrosantamente vero! Ma che tristezza...... Oggigiorno la prima cosa che si guarda di un film non sono gli attori o il regista, ma la durata: 90 minuti? Ok! 160 minuti? Bello, ma che palle....non finisce mai! Purtroppo è la stessa cosa che era gia successa ai libri: "mi interessava tanto leggere quel libro, ma 1100 pagine...mamma mia! non incomincio nemmeno!" Però, in TV, vanno per la maggiore quiz dove prima di avere la risposta giusta passano quarti d'ora interminabili (dice che fa tanto thriller) e trasmissioni fiume come Il Grande Fratello, che riescono a dilatare per ore e ore il vuoto assoluto.... Mah! Bellissima e originalissima playlist, complimenti!
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18 dicembre 2009, 15:47 di Daskabinett
Grazie a voi, condivido..
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