
Le 7 grandi dame del cinema mondiale
- Maggie Smith Tanto teatro, tanto cinema, enorme talento per la più grande attrice inglese vivente. Non a caso, a trent'anni è già una grande Desdemona che tiene testa a Laurence Olivier nell'Othello (S. Berge, 1965). Pochi anni dopo vince il suo primo Oscar come la strana insegnante de La strana voglia di Jean (R. Neame, 1969). In seguito, è la fantastica e stravagante Augusta di In Viaggio con la zia (G. Cukor, 1972), la Dora Charleston moglie di David Niven nell'esilarante Invito a cena con delitto (R. Moore, 1976), la Miss Bowers infermiera della grande Bette Davis in Assassinio sul Nilo (J. Guillermin, 1978). Provate a resisterle in California suite (H. Ross, 1978), in cui interpreta la parte di una instabile attrice candidata all'Oscar che arriva a Los Angeles in compagnia del marito bisessuale Michael Caine: dialoghi scoppiettanti, tempi perfetti, risate assicurate e un toccante dialogo finale. Nella finzione Diana Barrie perde, nella realtà Maggie Smith trionfa e porta a casa il suo secondo Oscar, questa volta come non protagonsita. Negli anni successivi la sua presenza si fa costante e irrinunciabile, quasi sempre in ruoli di attempata donna inglese, caustica e sardonica. Ancora in Agatha Christie per la parte dell'alberghiera di Delitto sotto il sole (G. Hamilton, 1982), la cugina Charlotte Bartlett di Camera con vista (J. Ivory, 1985), l'arcigna Madre Superiora di Sister Act (E. Ardolino, 1992), la duchessa di York di Riccardo III (R. Linklater, 1995). Assolutamente adorabile quando sbraita con le fette di cetriolo sugli occhi o quando ridacchia beffarda nei panni della contessa di Trentham in Gosford Park (R. Altman, 2001), insostituibile come Minerva McGranitt nei vari Harry Potter. Grandissima.
- Vanessa Redgrave Una grande famiglia alle spalle (e nel presente), grande bravura, impegno politico e civile, scelte coraggiose. Tutto questo e molto altro è la grande Vanessa, che fa rivivere e infiamma i suoi tanti celebri personaggi dagli anni Sessanta ad oggi: Leonie, Anna Bolena, la misteriosa Jane spiata dal fotografo David Hemmings, Isadora Duncan, Maria Stuarda, Sister Jeanne, Andromaca, Mary Debenham, Agatha Christie, Ruth Wilcox, Mrs. Dalloway, l'anziana Briony Tallis. E, soprattutto, lei: Julia, il personaggio più vicino alla sua indole, al suo pensiero, al suo carisma. Memorabile nella scena del locale quando Jane Fonda, commossa, finalmente la ritrova. Vince l'Oscar come miglior attrice non protagonista perché compare per poco, ma è sempre "presente", nel titolo, nella mente e nei ricordi di Lillian Hellman. Alla fine, anche nel nostro cuore.
- Meryl Streep Sarà un caso che la Mary Louise abbia esordito proprio in Julia (F. Zinnemann, 1977)? La più grande attrice americana vivente brilla già di luce propria e, spesso, come personaggio dolente in grandi film della fine degli anni Settanta: l'intensa Linda ne Il cacciatore (M. Cimino, 1978), la confusa Joanna da Oscar di Kramer contro Kramer (R. Benton, 1979), l'ex moglie lesbica Jill di Manhattan (W. Allen, 1979). Il resto è storia: il doppio ruolo di Sarah e di Anna, Sophie, Karen Silkwood, Karen Blixen, Madeleine Ashton, Francesca Johnson, Clarissa Vaughan, Miranda Priestly, Donna Sheridan e tutte le altre. Sempre ammirevole, sempre grande, anche quando eccede con i virtuosismi e con la recitazione spinta da Actor's Studio. Impressionante quanto le giovino i 60 anni.
- Helen Mirren Signora del teatro, dagli anni Ottanta ha conquistato meritatamente un posto di diritto tra i grandi attori contemporani con ruoli diversi e audaci. La Caesonia di Io, Caligola (T. Brass, 1981), la mitica Morgana di Excalibur (J. Boorman, 1981), la russa Galina Ivanova di Il sole a mezzanotte (T. Hackford, 1985), la signora Fox di Mosquito Coast (P. Weir, 1986), l'adultera Georgina de Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante (P. Greenaway, 1989), la Caroline di Cortesie per gli ospiti (P. Schrader, 1990), la dottoressa de La promessa (S. Penn, 2001), la misteriosa Mrs. Wilson di Gosford Park (R. Altman, 2001), la sexy matura Chris di Calendar Girls (N. Cole, 2003). Tre sono le grandi interpretazioni cinematografiche, premiate e osannate ovunque, quelle di tre regine fiere ed altere: la regina Charlotte premiata a Cannes de La pazzia di Re Giorgio (N. Hytner, 1994), Elizabeth I premiata con Emmy e Golden Globe per l'omonima miniserie televisiva (T. Hooper, 2005) ed Elizabeth II premiata con tutto di The Queen (S. Frears, 2006). Una sessantenne sexy e indomita.
- Irene Papas La più grande attrice greca vivente, sempre divisa tra teatro e cinema, tra ruoli classici e moderni. Bruna, bellissima, intensa. E un mostro di bravura. Frequenta il cinema italiano degli anni Cinquanta, ma è con la stupenda e ambigua vedova del dottore ucciso, Luisa Roscio, che in A ciascuno il suo (E. Petri, 1967)seduce (e abbandona) Gian Maria Volonté e tutti gli spettatori. Così come farà l'anno successivo per uno dei ruoli della sua vita, la perfetta e meravigliosa Penelope del bellissimo sceneggiato L'Odissea (F. Rossi, 1968). Tanti i grandi ruoli: Caterina d'Aragona in Anna dei mille giorni (C. Jarrott, 1969), la moglie di Yves Montand in Z - l'orgia del potere (Costa-Gavras, 1971), Elena di Troia al fianco della sua amica Katharine Hepburn ne Le troiane (M. Cacoyannis, 1971), la Giulia di Cristo si è fermato a Eboli (F. Rosi, 1979), una delle tante comparse di lusso di Tutto in una notte (J. Landis, 1985). Ultima interpretazione è quella di Elena, una delle star protagoniste (assieme a Catherine Deneuve e a Stefania Sandrelli) di Un film parlato (M. de Oliveira, 2003), nel quale intona uno struggente canto prima dell'esplosione finale.
- Jeanne Moreau Con quella voce... Florence, Lidia, Eva, Céléstine, Julie, Lysianne, Amande. E lei, Catherine, donna libera.
- Gena Rowlands La meravigliosa signora Cassavetes. Jeannie, Minnie, l'immensa Mabel Longhetti, la cazzuta Gloria, l'alleniana Marion. Tanto altro ancora. Ma questo può bastare per spedirla nell'Empireo delle Grandi.
Commenti
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26 ottobre 2009, 00:52 di AlexPortman80
Immense tutte e 7: non ho parole adeguate alla stima che nutro per le divine Streep e Mirren, grandissime attrici e donne di gran classe, eleganza e carisma. Ma pure sulle altre c'è poco da dire, impreziosiscono qualsiasi film anche recitandovi per soli 5 minuti: come non ricordare la Redgrave nell'emozionante finale di "Espiazione"?
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27 ottobre 2009, 20:44 di fedeico winslet
mi piacciono molto le tue play!!
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27 ottobre 2009, 20:57 di walterb
Che nomi ! Il meglio del cinema internazionale .Difficile dire chi e' la +++, per me sono tutte allo stesso livello ..insuperabili. Esempio sublime di bravura e bellezza (non per tutte per la verita').Attrici italiane e non ...imparate come si recita. .. Complimenti, mi piacciono veramente tutte. Immagino un film con tutte e sette. Penso al povero regista, sarebbe molto dura,penso.
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27 ottobre 2009, 20:58 di walterb
Che nomi ! Il meglio del cinema internazionale .Difficile dire chi e' la +++, per me sono tutte allo stesso livello ..insuperabili. Esempio sublime di bravura e bellezza (non per tutte per la verita').Attrici italiane e non ...imparate come si recita. .. Complimenti, mi piacciono veramente tutte. Immagino un film con tutte e sette. Penso al povero regista, sarebbe molto dura,penso.
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27 ottobre 2009, 20:58 di walterb
Che nomi ! Il meglio del cinema internazionale .Difficile dire chi e' la +++, per me sono tutte allo stesso livello ..insuperabili. Esempio sublime di bravura e bellezza (non per tutte per la verita').Attrici italiane e non ...imparate come si recita. .. Complimenti, mi piacciono veramente tutte. Immagino un film con tutte e sette. Penso al povero regista, sarebbe molto dura,penso.
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27 ottobre 2009, 20:59 di walterb
Che nomi ! Il meglio del cinema internazionale .Difficile dire chi e' la +++, per me sono tutte allo stesso livello ..insuperabili. Esempio sublime di bravura e bellezza (non per tutte per la verita').Attrici italiane e non ...imparate come si recita. .. Complimenti, mi piacciono veramente tutte. Immagino un film con tutte e sette. Penso al povero regista, sarebbe molto dura,penso.
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