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27/10/2009 h. 17.57 Film: Playlist libera
Napoli e dintorni

Napoli e dintorni

Napoli (che come luogo emblematico è rappresentativo dell'intera regione Campania) è molto spesso vittima di pericolose forme di pressapochismo culturale. Quando se ne parla male,costretti dai contingenti fatti di cronaca nera, si è ben lontani da un'accurata profondita' di analisi sui perchè e i per come si è arrivati addirittura a dare una valenza sistemica a taluni mali della citta'. Quando se ne parla bene si fa sempre ricorso alla solita oleografia partenopea e alle solite immagini da cartolina. In ogni caso,insomma,si fa largo uso dei soliti luoghi comuni e pregiudizi di maniera che generano verso l'esterno una percezione della realta' assai distorta. In altri termini,a livello soprattutto della grande comunicazione di massa,si tende piu' alla spettacolarizzazione del fatto piuttosto che alla sua analisi critica e questo svilisce a monte ogni possibilita' di capire in modo piu' appropriato una realta' cosi complessa e multiforme. L'ideale sarebbe che di Napoli si dicesse tutto ma che questo tutto venisse detto bene perchè ogni omissione che allontana la descrizione dei fatti dalla realta' rende piu' difficile (se non impossibile) la soluzione dei problemi e la normalizzazione della vita della citta'. Il cinema ha spesso fatto giustizia di questa complessita' e lo ha fatto quasi sempre con registi autoctoni. Credo,e su questo magari si potrebbe aprire una bella discussione,che per quantita' e qualita'  quello fatto dai registi campani sia stato il miglior cinema italiano degli ultimi decenni. Il fatto che la presenza di tanti talenti agenti sul territorio non si sia mai fatta sistema,ovvero un qualcosa suscettibile di contribuire alla crescita culturale e,perchè no, economica della citta', è l'ulteriore riprova dei mali strutturali della citta' di Napoli che hanno retaggi antichi e malefatte politiche contemporanee. Sono la cattiva politica e la mala fede delle classi dirigenti (locali e nazionali) retrive ai cambiamenti ad aver impedito che la somma di tanti talenti del cinema diventasse una scuola capace di coaugulare in un unico circolo virtuoso (questa volta) tutte le espressioni artistiche di una citta' bella e affascinante nonostante tutto.

  1. Libera (1992) Pappi Corsicato dipinge tre ritratti di donne contrassegnati dall'anarchica voglia di raccontare la citta' in piena liberta'. Emerge il grottesco come solo i grattacieli del centro direzionale sanno apparire.
  2. Teatro di guerra (1998) Si sta preparando i "Sette contro Tebe"di Eschilo,da rappresentare nella Sarajevo martoriata dalla guerra,in mezzo al vociare e brulicare continuo di gente dei vicoli di Napoli. Un filo conduttore che attraversa secoli e guerre passando per i disagi quotidiani dei giorni nostri messo in scena da un Martone in stato di grazia.Con una certezza:che la cultura paga sempre.
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile L'uomo in più (2001) Due nomi uguali per due esistenze speculari. Gli Antonio Pisapia di Sorrentino passano dall'altare alla polvere. Da idoli delle folle a vittime del male di vivere. Sembrano non esserci vie di mezzo, normalizzanti e pacificatorie. Come dice il Pisapia calcitore,"il pareggio non esiste". Come per Napoli.
  4. Luna rossa (2001) La famiglia Cammarano è l'emblema di un male assoluto. Capuano ci porta dentro la loro casa fortezza  entro i cui confini i mostri si divorano a vicenda. Ma si rigenerano anche sempre perchè c'è l'atavica bramosia al potere all'origine dell'agire di certi uomini. Per un male che diventa antropologico.
  5. Pater Familias (2003) Le periferie delle grandi citta' alienanti e disordinate.Patierno ci porta in quella a nord di Napoli:un agglomerato urbano senza soluzione di continuita'. Una periferia che danna l'animo di ragazzi senza difese immunitarie adeguate.
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Il resto di niente (2004) La Repubblica Partenopea del 1799. La storia dimenticata. Antonietta De Lillo,con questo grande affresco storico,ci ricorda che le distorsioni sociali di una citta' possono avere un'origine molto lontana e che Napoli ha dato il suo contributo culturale e i suoi martiri alla causa dell'Illuminismo europeo.
  7. DvdBlu-RayUmd non disponibile Gomorra (2008) Matteo Garrone ha fatto un'ottima trasposizione cinematografica del libro di Saviano.L'epicentro di Gomorra è Napoli (e la Campania),dove si regolano i conti spargendo sangue per le strade,generando paure collettive e lasciando i segni sotto forma di degrado urbano. Altrove la camorra fa affari stipulando contratti con gentiluomini in doppiopetto. Gomorra se ha un merito è quello di aver restituito tutta la complessita' del "sistema" camorra ,il suo saper essere quella non facilmente identificabile zona grigia che si pone tra e oltre lo schema manicheo tra bene e male. Gomorra è un grido contro tutti quelli che si ostinano a non voler comprendere la complessita' del fenomeno. In fondo è comodo dargli una valenza localistica. Agli ignavi basta la sensazione che il problema sia sempre degli altri e che in alcun modo uno vi è partecipe.
SI

Commenti

  • 27 ottobre 2009, 23:11 di grundrisse

    La Napoli dei nuovi poveri, dove un bambino capoverdiano, Elvis, muore perché la madre non ha il denaro par pagare l'energia elettrica. Il basso che scandisce il tempo della loro esistenza si è trasformato in una camera a gas a causa del bracierre che usavano per scaldarsi. Elvis si è addormentato sul grembo della madre...per sempre.

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  • 27 ottobre 2009, 23:47 di Peppe Comune

    Ciao Paola . Anche a me è piaciuto molto Fortapàsc che poteva chiaramente starci nella play come moltissimi altri film del resto (puo' mai essere esaustiva una siffatta playlist ?). E sono daccordo nel ritenere che l'aspetto socialmente piu' rilevante del film (oltre al tributo del povero Siani) sia questo mostrare i capi camorra vivere impunemente la loro quotidianita' come se nulla potesse scalzare il loro dominio su Torre Annunziata. Ma Gomorra (prima il libro e poi il film) ha avuto il merito di andare oltre la pur meritoria denuncia della camorra attraverso la descrizione dei suoi archetipi. Ha avuto il merito secondo me,e mi ripeto,di aver fatto intendere che le mafie non sono un problema da ricondurre in ambiti localistici e siccome io denuncio,come ho cercato di render chiaro ,il pressapochismo culturale di cui sarebbe vittima la citta' di Napoli intesa qui come luogo problematico da analizzare criticamente,credo che tutto cio' che è stato ingenerato da Gomorra sia gia' qualcosa di buono in tal senso. Poi ritengo che il film sia un capolavoro assoluto,ottimamente girato,rivoluzionario per certi aspetti. Ritengo che per qualche anno Gomorra non smettera' di influenzare chiunque vogli cimentarsi con questo genere filmico. Sara' difficile prescindergli. Saluti sinceri Paola e benvenuta.

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  • 28 ottobre 2009, 10:00 di johnpjgozz

    Complimenti per la play... Sul discorso politico meglio poi stendere un velo pietoso visto che la prossima sfida elettorale per la Regione Campania sarà tra il PDL Cosentino (in odor di Casalesi) e il PD De Luca (Sindaco di Salerno, con un curriculum giudiziario niente male)... Se Bassolino era (dopo una stagione di speranze) ormai impresentabile, qui si va oltre l'impresentabilità! E tutto questo i napoletani e i campani VERI non se lo meritano proprio!

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  • 28 ottobre 2009, 11:20 di Peppe Comune

    Io ho di norma un idiosincrasia forte contro ogni forma di spettacolarizzazionnne mediatica (certamente è un mio difetto dovuto ai tanti libri letti che forse mi ha fatto diventare un po' snob) e la sovraesposizione eccessiva di Saviano rasenta il fastidio talvolta perchè oltra alla sostanza di quel che si dice c'è la forma,rappresentata da tutto quello che gira intorno,che soverchiando il tutto rishia di anestetizzare le questioni di fondo. Tuttavia io invito sempre a scindere le cose:una è il lavoro "magistrale fatto dagli uffici marketing della Mondadori (la rete di cui tu parlavi) e l'altra è la sostanza in sè del libro.Io invito sempre a leggere il libro che è scritto bene.Magari(un'altra cosa che dico sempre) se oltre al "modaiolo"Gomorra uno andasse a leggersi le opere fondamentali sul fenomeno camorra di Francesco Barbagallo (tra gli altri "Napoli fine novecento.Politici,cammorristi,imprenditori",1997 e "Il potere della camorra",1999 entrambi per l'Einaudi) e Isaia Sales (tra gli altri "La camorra le camorre",1988 per Editori Riuniti e "Le strade della violenza",2006 per L'ancora del Mediterraneo),tanto per citarne solo due importanti,non sarebbe male.Saluti "amica".

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  • 11 novembre 2009, 14:38 di Silvia Piccone

    Peppe! Bella play! Grazie per il commento a COSI' PARLO' BELLAVISTA, il film mi è piaciuto proprio perchè come dici tu "non si prende sul serio". Inoltre secondo me hai ragione, le bocche sono intrise di luoghi comuni senza che nessuno approfondisca un po' di più...troppo facile criticare senza sapere!

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  • 10 gennaio 2010, 23:02 di gene55

    Napoli,Napoli,Napoli...ci sarebbe da aprire un capitolo,sull'interessantissimo spunto proposto dal buon Peppe.Certo parecchie persone,anche chi non ne ha ben donde,si riempiono costatemente la bocca nel narrare cose o fatti che hanno a che fare con il capoluogo campano,a mio modestissimo parere,la città più bella e carismatica del mondo.Il problema è questo:se una cosa accade a Napoli c'è un punto di vista ed un giudizio enormemente diverso da ciò che succede lontano dalle mura partenopee(vedi il recente caso rifiuti a Palermo).Sfruttamento e mala informazione,poi,fanno il resto..Quante volte,allontanandoci da queste terre,ci viene subito messa addosso un'etichetta non proprio gratificante,manco fossimo polli argentini del discount..??Credo che,l'orgogl è chèst' gènt,(come cita una famosissima canzone)è ora di non mortificarlo più...

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  • 4 agosto 2010, 14:20 di lorenzomarone

    Ciao Peppe e complimenti per la tua playlist da un napoletano doc Ci sono tanti bei film che mi sono rimasti dentro. Non ho ancora visto pater familias e me ne rammarico. Un saluto uagliò

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  • 5 agosto 2010, 09:48 di spopola

    .. questa tua bella play me l'ero persa e grazie a lorenzomarone l'ho recuperata...... Giò.... oltre a "rasoi" (che è in mio evidente pallino personale forse proprio perchè è teatro filmato e "che teatro" mi fa un immenso piacere la citazione di un film misconosciuto e importante com "Luna rossa" (con "Teatri di guerra" di Martone poi ci sono anche molte "affinità personali on realzione a . per quel che mi riguarda - più minimali esperienze che me lo fanno considerare a livello di emozione, uno dei titoli "principe" della mia vita... ma questo ovviamente al di là del suo valore che è comunque elevatissimo).

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