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20/11/2009 h. 11.31 Film da ricordare genere: Drammatico
RHV (Ripley’s Home Video) una presenza importante e imprescindibile sul mercato dei Dvd

RHV (Ripley’s Home Video) una presenza importante e imprescindibile sul mercato dei Dvd

Questa vuole essere semplicemente una specie di “comunicazione di servizio” per mettere in evidenza la lodevole opera divulgativa che sta facendo da tempo la RHV. L’occasione è propizia (cade a fagiolo, come si suol dire) grazie all’uscita sul mercato “ufficiale”, e quasi in contemporanea, di tre titoli (editati appunto da RHV) che meritano (a diverso titolo e ragione) una particolare attenzione da parte dell’utenza.
I primi due titoli, sono opere di Maestri indiscussi e indiscutibili della settima arte come Werner Herzog e Ingmar Bergman (non che non fossero già da tempo fruibili girando un po’ sul web che meglio di ogni altra cosa offre al momento la possibilità di colmare imperdonabili lacune dell’ufficialità distributiva, ma evidentemente rappresentano un fondamentale appuntamento da non perdere, per esempio per tipi come me che non sono molto bravi a navigare in rete, e che non sanno nemmeno “galoppare in groppa al mulo” se non gli vengono in soccorso i provvidenziali contributi di collaborazione operativa da parte di qualche amico compiacente); il terzo riguarda invece un interessante esordio italiano che, nonostante il favorevole impatto avuto col pubblico e la critica alla penultima Mostra cinematografica di Venezia, è stato poi penalizzato da una distribuzione in sala tanto disattenta quanto sconsiderata che lo ha reso praticamente “invisibile” ai più, come troppo spesso accade qui da noi in Italia.
Mi riferisco a:
-         Segnali di Vita (in originale Lebenszeichen, 1967) di Herzog (sporadicamente trasmesso anche in Tv e del quale esisteva una ormai da tempo introvabile edizione in VHS) che è in pratica il primo titolo “ufficiale” della copiosa, straordinaria filmografia del regista (un adattamento allucinato e visionario che mette già in piena luce la superlativa capacità del regista di padroneggiare anche stilisticamente “la follia apocalittica dell’assurdo”, tratto dal racconto di Achim von Armin Der tolle Invalide auf dem Fort Ratonneau). L’edizione, abbastanza spartana nel suo insieme, offre la possibilità – fra gli extra  - di visionare il trailer originale, e di recuperare oltre a Nessuno vuole giocare con me (1976) che, utilizzando come insoliti protagonisti un gruppo di bambini d’asilo affronta il tema della solitudine e dell’integrazione nelle comunità ristrette – in questo caso quella della scuola - indirette metafore di una più ampia dimensione variegata della società e del mondo, anche il cortometraggio del suo esordio (1962), Herakles, “prima ironica variazione sull’ossessione herzighiana degli Uomini forti”;
-         Una vampata d’amore (Gycklarnas afton, 1953) di Bergman (il circo come allegoria della vita per uno dei più disperati e cupi film “prima maniera” del regista, qui ancora fortemente influenzato – stilisticamente parlando – dall’espressionismo);
Un altro pianeta (2008) di Stefano Tummolini (un “giorno nella vita” e nei sentimenti di un gruppo di differente – e anche “diversa” – umanità, che si incontra su una spiaggia libera  del litorale laziale, complice la risacca delle onde). Intelligentemente risolto anche sotto il profilo della forma nonostante la scarsità dei mezzi ampiamente compensata dall’intelligenza, che si muove con disinvolta acutezza fra Antonioni e Fassbinder, con qualche Emmeriana annotazione alla Rohmer.

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Segni di vita (1968) "Prima straordinaria tappa delle esplorazioni herzoghiane nei territori sconosciuti della Geografia dell'Anima". Un esordio denso e pregnate che esprime già la piena "maturità stilistica" del regista
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Una vampata d'amore (1953) "Un film relativamente sincero e svergognatamente personale (...) dove i rituali più primitivi dell'umiliazione si sommano alla sofferenza per una insopportabile gelosia retrospettiva"  (Ingmar Bergman)
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Un altro pianeta (2008) "Un film sull'imprevedibilità della vita e la magia degli incontro", che è anche il sorprendente esordio alla regia di Stefano Tummolini, un nome da tenere sicramente d'occhio
SI

Commenti

  • 20 novembre 2009, 19:17 di supadany

    Ottima segnalazione, è una casa che distribuisce al cinema, ma soprattutto in home video, parecchi film che altrimenti rimarrebbero senza release! Complimenti a loro!

    cancella commento cancella commento e blacklista supadany
  • 20 novembre 2009, 22:00 di montelaura

    Condivido l'elogio di Spopola, parola di una che "vende" home video ^_^. A questo punto, però, trovo encomiabile anche ciò che fa, sul versante del cinema italiano, la CRISTALDI (distribuito da Cecchi Gori), o ancora, per quanto riguarda soprattutto i western, la FLAMINGO VIDEO. Ultimamente ho assistito al recupero di veri e propri gioiellini, e, a dispetto di tutto, del mercato, della crisi, dell'ignoranza dilagante, LA GENTE LI COMPRA!!! Con mia somma gioia...

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  • 20 novembre 2009, 22:07 di Peppe Comune

    Ottimo servizio davvero.

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  • 21 novembre 2009, 11:10 di spopola

    Concordo Laura!!! La Cristaldi ci sta dando la possibilità di"recuperare" una parte importante del nostro (inteso come italiano) ormai sempre più remoto passato dcinematografico... e della Flamingo ho praticamenete quasi tutto (le riscoperte fatte da Vieri Razzini che per altro offre sempre un commento approrpiato che aiuta a "contestualizzare " l'opera come meglio nons arebbe possibile, sono imperdibili occasioni di conoscneza). Aggiungerei a questo punto anche il lavoro un pò più elitario ma uggualmente significativo di "Raro" e do quella strarodinaria casa (mi sfugge il nome in questo momento) che praticamente ci sta consentendo di confrontarci davvero con tutta l'opera, partendo abche dai titoli meno conosciuti, di un grande come Bunuel...

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  • 16 giugno 2011, 20:50 di fatso

    A proposito di Vieri Razzini,prima che Spopola mettesse il suo nome e cognome,ho sempre creduto che Razzini fosse proprio lui,vista l'incredibile somiglianza,almeno nella foto,e la cultura cinematografica.

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