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20/11/2009 h. 20.39 Attori: Playlist libera
INVISIBILI: quando il talento non fa notizia

INVISIBILI: quando il talento non fa notizia

Nel nostro paese il cinema, per molti, è l’ultimo dei pensieri: giornali e tv riflettono questo status a modo loro parlando poco della 7° arte (meglio la stessa tv o la cronaca multicolore) e, quando accade, dando ampi spazi alle solite facce e declinando il tutto al gossip e allo scandalo e sempre meno al “cinema filmato” (come nel calcio, quando si arriva al “calcio giocato” dopo il settore tangenti-processi-calciomercato-veline…). E in tutto questo tourbillon ci sono attrici e attori veri, e non al primo film (ogni riferimento ad una certa Madé è voluto, con tutto il rispetto naturalmente), che possono piacere o no (e ci mancherebbe!) ma di cui si parla pochissimo, e quasi mai per meriti artistici. Sono cosciente che bisognerebbe ridimensionare lo spazio dedicato a Paris Hilton, Simona Ventura, Vanessa Hessler, Pietro Taricone, Nicolas Vaporidis... Ma visto che mi sono impuntato, estraggo dal cilindro alcuni dei miei attori/attrici preferiti, ma solo quelli su cui gli “ottimi” giornalisti made in Italy hanno poco o nulla da dire.

  1. Evan Rachel Wood Per questa attrice l’etichetta affibbiata, ormai da un po’ di tempo, è “La ex di Marilyn Manson”, che evidenzia quali sono le priorità di certo giornalismo gossipparo. Non sarebbe meglio parlare della notevole bravura (oltre all’indiscutibile bellezza)? Ultimamente qualcosa di professionale su Evan è apparso grazie a Woody Allen, ma forse solo grazie a lui, visto che le importanti perfomances in film a basso budget come “Davanti agli occhi”, “Alla scoperta di Charlie”, “Correndo con le forbici in mano” e “Down in the valley” sono passate più o meno nel dimenticatoio.
  2. Daniel Auteuil E che dire dell’eccezionale attore francese con alle spalle ormai una carriera trentennale, per me uno dei massimi interpreti in assoluto del cinema contemporaneo? La sua risonanza in Italia mi sembra ancora colpevolmente ridotta e lontana dai “soliti” (ma non in senso negativo, vista, in questo caso, l’altrettanta bravura) Depardieu (col quale ha girato almeno tre film) e . E questo pur avendo girato opere in parte anche nostrane (“Vajont” e “Sotto falso nome”). Un po’ più di attenzione per gli ammiratori italiani, che suppongo abbastanza numerosi!
  3. Emily Blunt Già ne “Il diavolo veste Prada” era piuttosto chiaro che le protagoniste sarebbero state la Streep e la Hathaway, ma non si può scordare il terzo vertice di questo triangolo al femminile: rispetto alla giovane collega la Blunt aveva, almeno secondo me, un ruolo più “scomodo” (più antipatico e acido) che ha “vestito” perfettamente. Altre due belle interpretazioni sono quelle in “My summer of love” e “Le verità negate”, oltre alla piccola partecipazione in “La guerra di C. Wilson”. Ma da allora dell’attrice inglese ho quasi perso le tracce: in Inghilterra recentemente è uscito “Young Victoria”, ma dell’uscita italiana nemmeno l’ombra. Che fine farà?
  4. Josh Hartnett Anche per il giovane e bravo attore statunitense la popolarità in Italia è praticamente tendente allo zero assoluto. Vuoi per scelte passate parecchio stroncate (“Pearl Harbor”) o per i ruoli in piccoli film mai usciti o al massimo direttamente in dvd (e dei quali poco si è parlato) o ancora per la tournee teatrale che lo ha impegnato per diversi mesi, però, secondo me, Hartnett meriterebbe qualche parola in più. L’unica notizia riportata nell’ultimo anno è stata quella relativa ad un malore durante uno spettacolo!    
  5. Rose Byrne Forse uno dei casi più emblematici: nonostante la bravura (a mio parere) dell’attrice australiana (che si destreggia benissimo nel cinema indipendente come nel blockbuster fino alle serie tv made in USA di qualità, con nomination ai Golden Globes e agli Emmy) silenzio quasi assoluto. Certo, sarà che la sua vita privata se la tiene per sé… Di Rose molte volte storpiato pure il nome o il cognome! Ultimamente, mai nemmeno citata da Ciak nel cast di “Segnali dal futuro”, neanche fosse una comparsa… Boh, il sottoscritto aspetta segnali dalla Terra!
  6. Richard Jenkins Nel caso dell’ottimo protagonista de “L’ospite inatteso” si potrebbe sostenere che in molte pellicole ha rivestito ruoli secondari (solo per citarne alcuni, “Burn after reading”, “Dick & Jane operazione furto”, “North country”, “Prima ti sposo poi ti rovino”, “L’uomo che non c’era”…) e che è stato messo in ombra proprio dagli attori principali, ai quali, sia chiaro, è sacrosanto concedere più visibilità. Ma ciò non toglie che un po’ di considerazione anche per un attore di tale bravura (e, vista l’età, di esperienza) dovrebbe essere imprescindibile.
  7. Natalie Portman Pure nel caso dell’attrice israeliana (è questo un primo problema?) la riservatezza nel privato è vista come una colpa. Se si aggiunge poi che gira quasi solo piccoli film e che non fa pubblicità alle sue attività umanitarie (vs Angelina Jolie o Madonna) il gioco è fatto. Eppure ha dalla sua anche un’eleganza innata oltre quella riflessa nell’abbigliamento, ma forse è meglio Paris Hilton… Ancora oggi quando qualcuno scrive due righe su di lei dice “quella di Star Wars” (espressione utilizzata spesso anche per altri interpreti di notevole bravura della saga, come Ewan McGregor, spesso destinati alle “retrovie mediatiche”): aggiornatevi!
SI

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