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06/12/2009 h. 10.22 Film da ricordare
Film del nuovo decennio: Oriente

Film del nuovo decennio: Oriente

Anche in questo caso l'elenco è in ordine cronologico. Personalmente trovo che per il Cinema Orientale sia fondamentale poter vedere i film in lingua originale e recuperare dunque in dvd (o altro) tali versioni. Solo una piccola nota su Johnnie To: sono stufo ed insieme amareggiato di non poter mai vedere i suoi film in sala! Si tratta di un regista che vorrei conoscere di più (ho visto solo 3 suoi film, Breaking news, election e PTU che trovo il suo film più potente) perchè amo il suo stile ed il genere che "frequenta".  Speravo che con "Vengeance" finalmente ci sarei riuscito ma (ad oggi) non è andata così. Peace, vorrà dire che mi dovrò dare una mossa per recuperare buona parte della sua (imponente) filmografia attraverso altri canali.

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile In the Mood for Love (2000)
  2. La città incantata (2001)
  3. Dolls (2002)
  4. DvdBlu-RayUmd non disponibile Infernal Affairs (2002)
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Old Boy (2003)
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile PTU (2003)
  7. DvdBlu-RayUmd non disponibile La foresta dei pugnali volanti (2004)
SI

Commenti

  • 6 dicembre 2009, 12:29 di carlos brigante

    ottime scelte bob!! (1-3-5-6 da paura!!) Park Chan-wook è da tenere d'occhio anche per le sue opere al di fuori della trilogia della vendetta ("Joint Security Area" e "I'm a cyborg but that's ok")...Johnnie To ormai sforna film di livello a ripetizione. Ti consiglio di reperire "Mad Detective"; non sfigura vicino al grande "PTU"!. Io adoro Tsukamoto e "Vital", "Snake of June" e il buio e cupo "Haze" sono tra le sue opere migliori. Anche il Kim Ki-duk di "Ferro 3" e de "L'isola", di "bad Guy" o "indirizzo sconosciuto sono opere mirabili....ma come in molti casi i titoli sono molti e i posti ridotti. Le tue scelte rimangono importanti e di livello! un saluto

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  • 6 dicembre 2009, 13:56 di steno79

    ciao carlos, posso chiederti cosa ne pensi della Città incantata? Moltissimi critici hanno gridato al capolavoro, io l'ho visto una volta apprezzandolo, ma per il momento non mi pronuncio in sede critica perchè non sono ancora sicuro del giudizio...

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  • 6 dicembre 2009, 14:19 di carlos brigante

    ciao steno. è da un bel po' di tempo che è lì che aspetta di essere visto, ma nulla ancora. Ne ho sentito parlare benissimo però...in futuro ne riparleremo ;)

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  • 6 dicembre 2009, 16:44 di spopola

    io sulla "città incantata" mi sono già espresso evisto che una volta tanto non è poi un giudizio lunghissimo, se può interessare, lo ripropongo qui di seguito: "Un capolavoro assoluto, poetico e appassionato. Da vedere e rivedere all’infinito con la certezza di “scovarci” sempre nuovi contenuti filosofici, nuovi messaggi, nuovi stimoli per una riflessione profonda sui valori dell’esistenza. E’ un’opera affascinante e dolorosa che consente a ciascuno di noi di rispecchiarcisi dentro con i propri dubbi e le proprie paure, di dare insomma in qualche modo corpo “visivo” ai propri fantasmi. Viaggio iniziatico o di “formazione”, a seconda della angolazione di lettura e della prospettiva, ma anche rivisitazione “critica” dei nostri incubi esistenziali per affrontare e superare le paure dell’inconscio, confrontarsi con la nostra essenza più profonda e verificare così (tentando di superarli) i propri limiti e le proprie debolezze: ognuno, all’interno di questa opera unica e indimenticabile, può davvero “rintracciare” quello che “vuole” o che “desidera” (o anche che pensa sia più “necessario”) a seconda del momento e del particolare stato d’animo in cui si trova. Myazaky ci regala una favola moderna che incanta e fa riflettere, struggente e minacciosa al tempo stesso: ogni disegno è un’emozione, ogni personaggio rimane “incollato” indelebile nel nostro immaginario, e siamo per questo anche noi quasi obbligati, nonostante tutto (perché non possiamo che arrenderci senza difese alla fantasia e alla “suggestione” di fronte a tanta meraviglia) ad “affrontare” il viaggio a ritroso alla ricerca del “ricordo” e del passato su quel treno colmo di presenze inquietanti che sferraglia impaziente sulle rotaie di quella immaginifica ferrovia sottomarina. E’ un’avventura surreale e fascinosa nella quale rappresentazioni simboliche e contenuti etici si intersecano alla perfezione in una storia che si presta a molteplici chiavi di lettura, da quella filosofica appunto (come già accennato) a quella esistenziale, a quella più prettamente politica. Chichiro saprà superare prove difficili e coraggiose, grazie alla sua “apertura verso gli altri” e a quella caparbia forza di volontà che non la farà arretrare nemmeno di fronte alle prove più ardue e difficili. Un inno all’amore e alla tolleranza, alla “disponibilità” e alla accettazione di ogni diversità (temi spesso ricorrenti nella poetica di questo geniale autore): come nella vita, tutto qui è molto più sfumato e meno definitivo, non esiste la divisione manichea fra buoni e cattivi in questo “mondo al di là dello specchio” nel quale è costretta a “tuffarsi” Chichiro vincendo remore e titubanze per tentare di ritrovare e salvare i propri genitori (quasi un “viaggio all’inferno” di una moderna “Orfeo in gonnella”, coraggiosa e indomita, che avrà la forza di “non voltarsi a guardare indietro”nel passare quel tunnel che rappresenta anche l’abbandono dell’età della pubertà e l’acquisizione di una coscienza critica), novella Alice nel “paese delle meraviglie”, analogamente curiosa e disponibile, ma certamente più problematica e caparbia. E’ un film complesso e tortuoso, carico di quella atmosfera magica e avvolgente che caratterizza tutto il lavoro di Myazaki, pieno di invenzioni poeticamente visionarie che traggono origine dalla tradizione Shintoista e dal teatro kabuki rese altamente suggestive dall’ inesauribile immaginazione del regista e dei suoi collaboratori, che hanno il grande merito di aver reso credibile l’incredibile “inventando” figure e situazioni di potenza straordinaria. Tecnicamente, il lavoro è di incredibile perfezione nella animazione e nella stilizzazione grafica dei disegni: il “tratto” è come al solito sicuro e personalissimo, i colori abbaglianti, e tutto si fonde mirabilmente insieme (ottimo anche il commento musicale di Joe Hisaishi) per restituirci un universo composito e tenebroso, capace di superare i limiti fisici del tempo e dello spazio, fra scene di grande durezza e momenti di sublime poesia.

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  • 6 dicembre 2009, 17:44 di bradipo68

    io mi sto educando piano piano al cinema orientale.magari date uno sguardo a Memories of murder ,poi ha ragione carlos Tsukamoto e To sono autori da amare e basta....

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  • 6 dicembre 2009, 20:07 di maldoror

    Come non citare Takashi Miike, una delle personalità più interessanti del nuovo cinema coreano (ad esempio nella lista di BobtheHeat avrebbe potuto starci Ichi the killer o Gozu)...

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  • 7 dicembre 2009, 03:09 di carlos brigante

    Miike è interessante, ma altalenante a mio avviso (in confronto a Tsukamoto). Ichi the kiler ne è un esempio. bei momenti alternati ad istanti discreti e nulla più...stessa cosa per Audition o Imprint ad esempio....non riesco ad amarlo come altri autori dagli occhi a mandorla...

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  • 7 dicembre 2009, 18:48 di maldoror

    Mmmhh, beh, io trovo altalenante anche Tsukamoto in realtà, cioè a parte Tetsuo e alcuni dei più recenti, il resto lo trovo abbastanza deludente (su tutti Tetsuo II e Hiruko the goblin). Di Miike effettivamente non ho visto quasi nulla, avendo fatto un fottìo di film tutti di genere diverso è probabile che complessivamente sia altalenante, ma quel poco che ho visto mi ha molto colpito: Gozu ad esempio è un gioiellino, Ichi the killer è allucinante e si mangia tutto l'ultimo Tarantino secondo me, così come Imprint. Certo a volte forse eccede un po'...

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  • 8 dicembre 2009, 01:33 di carlos brigante

    Hiruko the goblin è il film a mio avviso meno riuscito di Tsukamoto (tra quelli da me visti, ossia quasi tutti). Tetsuo II lo ritengo sottovalutato dalla critica. Non raggiunge il primo Tetsuo, ma non mi ha deluso stilisticamente e contenutisticamente. Non solo le opere dell'ultimo periodo (Vital e Snake of June suttute) sono di rilievo. Prima ha girato Bullet Ballet o Tokyo Fist che sono di livello più che buono. Cmq Tsukamoto è uno di quegli autori che anche nell'incompiuto riesce a dare e trovare qualcosa di interessante. Lo stesso Gemini (altalenante nel suo procedere), ha lampi di vero Cinema, etc etc....poi, ognuno ha i suoi gusti, ma io la vedo (anche in questo caso) come Ghezzi: il Cinema di Tsukamoto è un vero e proprio mutante cinematografico. E' un regista unico nel suo "genere". Un mutante a sé nel panorama cinematografico di tutti i tempi. Estraneo ad ogni categorizzazione.

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  • 8 dicembre 2009, 12:36 di sbrillo

    ottmi sscelte, in the mood for love e dolls le migliori. PTU purtroppo non l'ho visto ma vedo di recuperarlo.

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