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06/01/2010 h. 14.38 Film: Off Topic
MONSTRUM HORRENDUM INFORME INGENS AS YOUNG MAN (A GENTILE RICHIESTA SI RIPUBBLICA)

MONSTRUM HORRENDUM INFORME INGENS AS YOUNG MAN (A GENTILE RICHIESTA SI RIPUBBLICA)

Il 13 dicembre 2009 l’uomo delle pasquinate indegne, il cavaliere con le mani al cavallo (dei pantaloni), il lanzo della loggia, l’uomo che fece le corna in Europa dietro le reali corna dei cosiddetti ‘grandi’, il marito che consigliò alla moglie Veronica di darsi a un macho nordico invece di flirtare con il doge Massimo Cacciari Dell’Acqua Alta, l’oltraggioso esibizionista, fautore della scrittura e del parlare attuale, il nuovo estensore della Crusca per il poppolo, – la neolingua come linguaggio-unico dell’Italia che unisce lettere e arti in un solo disarticolato ghigno vociante e scrivente, da Luca Giurato (nemico delle grammatiche) ai pupazzi dell’informazione, da Amadeus a tutta la banda dei disonesti – si spaccia per giovane Narciso.
Colpito in faccia da una miracolosa (ma non letalmente definitiva) statuetta, lanciata da un matto-saggio, ha fatto sapere alle genti italiche che lui si farà vedere il giorno dopo l’Epifania: la ‘cosa’ che apparirà sulle reti unite è un raddoppio della Befana – vedremo il volto prontamente liftato, probabilmente rigenerato come nei romanzi di Folsom oppure restaurato come in Gorky Park, agendo sulla mai rassettata facies sepolcrale del Galigola del XXI secolo che, a dispetto della storia, ha fatto senatore Cicchitto al posto di un generoso cavallo.
Vedremo un volto giovane come Bruce Wyllis nel Mondo dei replicanti, non v’è dubbio. Il cavaliere disarcionato ha puntato tutto sui giovani, ha fatto della giovinezza (Giovinezza… Giovinezza…) il leit motif del suo malgoverno. Non lo so. Questa faccenda dei giovani è irritante. Forse perché non sono un giovane. Da giovane non mi sentivo affatto un giovane. Bella quella frase di Moretti: “Parla con lui che sa fare il giovane”. Anche Godard in A bout de souffle, a un’intervistatrice che gli chiede un parere sui giovani Belmondo risponde:” Grazie. Preferisco i vecchi”. La società attuale punta tutto sul rincoglionimento giovanile. Essere giovani non è più un dato anagrafico, è diventato uno status symbol, si fa a gara per tifare per i giovani, chiunque dice di essere giovane, anche mummie decrepite fanno i giovani e se non lo sono per le bende mummiesche dicono che sono giovani dentro (dove? Nel buco del culo?). Senti in giro: largo ai giovani, lavoro per i giovani, sentiamo cosa dice questo giovane. Poi senti i vecchi: mi sento giovane, sono più giovane di mio figlio, giovane lo sono sempre stato. Senti i nonni: a centodue anni mi sento di averne venti, mi sento più giovane adesso che da giovane, nei cento metri piani lascio dietro i giovani. Vedi le locandine funebri: a sole settanta primavere è morto il giovane virgulto strappato ai cari.
Leggo sul Manifesto la dolorosa notizia della morte di Igor Man: l’ottantaquattrenne bravissimo ancora giovane giornalista è morto di un male incurabile. Questa storia del puer aeternus è una seccatura: i giovani hanno dalla società il regalo dell’eufemismo, del piagnisteo, i privilegi e le limosine dei paraplegici, si fa pagare ai giovani il fatto di esserlo a suon di belle parole, poi vedi disoccupazione, miseria, uno schifo. I veri giovani hanno la faccia lucertolosa di Andreotti, il rictus perenne di Berlusconi, la volgarità del governo in carica e in caricatura, l’orrido ghigno di Schifani (nomen omen, fa proprio schifo costui), anche nella sinistra sinistrata non scherza la piega sarcastico-bavosa di D’Alema, sono questi i giovani veri, sempre vivi come nel film di Carpenter e senza bisogno di occhiali. I giovani, tutti giovani i registi italiani: il giovane Citto Maselli, il giovane Peppuccio Tornatore; gli scrittori: il giovane Tabucchi, il giovane De Carlo (Bompiani e Einaudi mettono sempre la fotografia della prima comunione di questo giovane scrittore).
Orson Welles, Stanley Kubrick, Luis Buñuel, Thomas Pynchon, William Gaddis, un esercito di vecchi che non ancora trentenni, (aimez-vous Vigo?), nessuno aveva mai chiamato giovani… Rimbaud … i venti anni di Paul Nizan e di René Char?
Nessuno nel nostro paese ha puntato niente su nessuno.
Solo la polizia punta tutto sui poveri cristi.

  1. Una faccia di c..., (1972)
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile La maschera di cera (1933)
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Un'altra giovinezza (2007)
  4. Der Golem (1914)
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Il Caimano (2006)
  6. Il capitalista (1952)
  7. Quella villa accanto al cimitero (1981)
SI

Commenti

  • 6 gennaio 2010, 20:10 di cantautoredelnulla

    Mmmhhh... ho avuto un deja vu... A ogni modo vorrei lasciare un commentino semplice sul perchè mi piace questa playlist. Mi piace per diversi motivi: il primo è che a 15 anni me ne sentivo 30, ora che ne ho più di 30 me ne sento 100 e sono contento così; il secondo è che questa playlist mi ha fatto venire in mente queste parole: "Alla società italiana sono rimasti, del giovanilismo fascista, un fortissimo sospetto per i tentativi di rinnovamento delle nuove generazioni e il deprezzamento dei vecchi, pesi inutili da sopportare e il cui costo nella vita comune. In poche altre società contemporanee, come nella nostra, si pongono ai margini gli anziani, oggetto di solidarietà o di carità ma mai di dignità in sè" (G.B.Guerri, Fascisti). Queste parole le lessi nel '96 e mi illuminarono a tal punto che ancora oggi le ricordo con chiarezza. Da sempre assisto alla "pena" di essere vecchi e questo rinnegare la vecchiaia nel nome di una giovinezza interiore (mi chiedo sempre: si tratta dei polmoni? del fegato? che cosa significa essere giovani dentro?) mi deprime enormemente. Concludo citando "Il vecchio e il bambino", quel primo verso che riprende in realtà un'immagine presente sicuramente nell'immaginario infantile, ma che possiamo ritrovare anche nel finale de La luna e i falò: "Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera". Mi piace pensare che in fondo appartenga solo alla meschinità degli adulti questo disprezzo per l'età. I bambini e i vecchi vanno avanti mano nella mano perché non possono fare a meno l'uno dell'altro

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  • 6 gennaio 2010, 21:21 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Siamo inattuali, cari Paola e Cantoredelnulla. Le nostre considerazioni sono “inattuali”, controcorrente, contro il tempo presente perchè enunciano tesi contrastanti con i valori dominanti e operano per costruire un nuovo futuro, anzichè per avere successo nell’immediato e conquistare l’attualità.

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