In memoria di Eric Rohmer
Ho appena appreso della morte di Eric Rohmer.Io detesto le playlist necrologio ma stavolta è diverso.Sento che se n'è appena andato un amico più grande,uno che mi ha spiegato tante cose con l'arte della semplicità,una presenza costante nel mio percorso di crescita umano e cinematografico.Era uno dei miei registi preferiti e sapere che non è più con noi mi addolora profondamente perchè associo molti dei suoi film a molti dei momenti più belli della mia vita.Meglio non aggiungere altro.I suoi film continueranno a parlare per lui.Alcuni dei suoi titoli in ordine sparso....
Commenti
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11 gennaio 2010, 18:51 di jonas
Io lo apprendo ora, dalla tua playlist. Questo è un giorno di lutto.
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11 gennaio 2010, 18:55 di Paul Hackett
Non sono un grande appassionato di cinema francese, ma ho amato molto "Racconto d'estate" ("Un ragazzo, tre ragazze", nell'orrido titolo italiano) e "acconto d'autunno": mi unisco al cordoglio per la scomparsa di un grande regista.
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11 gennaio 2010, 19:19 di kotrab
NOOOOOOOO!!!!! Ho visto solo pochi titoli, ma mi hanno molto colpito!
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11 gennaio 2010, 19:38 di bradipo68
Rohmer è la voce dei miei venti anni ,l'ho scoperto a metà anni 80,con Il raggio verde e di anni ne avevo circa 17.Mi ha subito catturato,ipnotizzato ,e da allora in poi è stato praticamente insostituibile per lemie orecchie e per i miei occhi.Perch i suoi film oltre che da vedere sono sorpattutto da ascoltare....
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11 gennaio 2010, 19:48 di carlos brigante
un autore che ho messo volutamente (e colpevolmente) da parte...qualche anno fa avevo visto al cinema Triple Agent
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11 gennaio 2010, 21:44 di Peppe Comune
Idem come Jonas. E' uno dei grandi che mi sento di dire di conoscere poco. Vuol dire che userò i suggerimenti di Emidio per riparare.
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11 gennaio 2010, 22:51 di fixer
Eh, sì, la morte di Rohmer è una gran brutta notizia. Me ne innamorai follemente quando vidi LA MIA NOTTE CON MAUD: era un cinema di parole dietro a cui a fatica si calava una grande cultura letteraria. Non ho intenzione di mettermi a parlare della grande innovazione che egli e i colleghi della Nouvelle Vague portarono nel cinema non solo francese, mi limito a dire che questa è una play oltremodo doverosa e che sicuramente merita alcuni approfondimenti. Un mio collega lo intervistò a Parigi (a casa sua c'era semplicemente una targhetta col nome M.Scherer) e fu colpito dalla sua cordialità e disponibilità [cosa che non avvenne col suo amico Truffaut): era un professore di letteratura francese che amava il cinema e, cosa rara, sapeva anche farlo. Adieu Maurice!
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11 gennaio 2010, 23:50 di joe cavana
Anche se ho visto molti film di questo regista e me ne è piaciuto solo uno ("L'ALBERO, IL SINDACO E LA MEDIATECA"), mi associo al cordoglio degli utenti, visto che è in ogni caso un regista importante.
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11 gennaio 2010, 23:53 di steno79
Purtroppo anch'io non conosco benissimo il suo cinema, ma ho visto due dei suoi film più "estremi" : La nobildonna e il duca e Perceval le gallois, entrambi molto interessanti. Approfitterò presto per vederne altri, comunque conosco l'importanza di questo grande autore...
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12 gennaio 2010, 00:10 di maurri 63
Mi associo, bradipo.Come non omaggiare l'ultimo (insieme con Resnais) autore "morale"? L'unico, peraltro in grado di sostenere che scelte apparentemente frivole possono cambiare il corso dell'esistenza. Un solo titolo vale quasi tutta la carriera. La fornaia di Monceau. Appena 26 minuti. Nel 1962. Ma giù un'acclamazione. E mentre gli altri applaudivano, lasciava la sala in punta di piedi. E così ha fatto oggi. Semplicemente, è uscito di scena. Ciao, Eric! Lo schermo da oggi è un pò più piccino.
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12 gennaio 2010, 01:03 di carlos brigante
PERCEVAL che ha citato steno (ma come hai fatto a trovarlo?) è un film che ultimamente desideravo ardentemente di vedere....
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12 gennaio 2010, 01:28 di stefano2
Sto trattenendo le lacrime. "Chi ha due donne perde l’anima, chi ha due case perde il senno". Ciao Eric cercheremo il tuo raggio nei tramonti d'estate.
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12 gennaio 2010, 04:49 di Neve Che Vola
"Si muore tutti, è questione di tempo." (John Russell in "Hombre" di Martin Ritt)
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12 gennaio 2010, 06:20 di bradipo68
a mio parere il cinema di Rohmer è un cinema fuori dal tempo,un cinema di parola e di regia invisibile(riteneva praticamente superfluo ogni movimento di macchina),un professore di letteratura come hanno detto alcuni che amava il cinema e che dimostrava una freschezza di idee e di ispirazione che molti altri colleghi anche più giovani di lui si sognavano.E'bello leggere i vostri contributi,leggere che cosa era per voi Eric Rohmer.@Neve che Vola:è vero che tutti siamo destinati a morire come si dice in Hombre che tu hai citato:però sapere che se ne va via uno per te importante anche se non lo hai mai conosciuto fa male.Un saluto a tutti gli intervenuti.
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12 gennaio 2010, 08:54 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
Il primo brevissimo film di Eric Rohmer contiene in nuce il suo cinema fino al beaumarchiano “Gli amori di Astrea e Celadon” (2007): moralità, leggerezza, lumi, dialoghi che ricordano gli umori sapidi del “Nipote di Rameau” di Diderot, del quale il regista francese non ha la corrosività illuministica ma l’apparente quiete di chi sembra riconciliato con il mondo. Solo in apparenza: nei film successivi gli elementi che caratterizzano il suo cinema tendono a sostanziarsi in sottili variazioni e gradazioni senza mai diventare pamphlet. Quale siano le scelte morali di Rohmer – senza volere a mia volta fare del moralismo, ma solo per indicare la rotta che divide i grandi uomini dai più compromissibili, basta citare la presenza nella “Fornaia” di Barbet Schroeder, un regista dal quale ci si aspettava molto, divenuto poi un modesto artigiano hollywoodiano. “La carriera di Suzanne” (1963), “La collezionista” (1969), “Il ginocchio di Claire (1970) chiudono la fase “nouvelle vague”. Ho omesso a posta “La mia notte con Maud” (1969) che a mio parere è uno, se non il più bei film di quella ‘vague’ insieme a “La maman et la putain” di Jean Eustache e “A bout de souffle” di Jean Luc Godard. La filmografia di Rohmer è cospicua, i film che seguono fino alla sua morte, sono gradevoli (talvolta stucchevoli variazioni sui temi a lui cari). Tra essi spiccano “Perceval” (impareggiabile contro l’impareggiabile “Lancelot” di Bresson) e “Il raggio verde” che segnò un’intera generazione. A 85 anni Rohmer dirige, “Triple agent” il film meno rohmeriano della sua lunga carriera, un thriller da camera, accostabile ai luminosi ultimi film di De Oliveira. Ci sono artisti insostituibili. Rohmer, come Buñuel e Bresson non lascia eredi.
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12 gennaio 2010, 11:43 di angelofdarkness
Anch'io non lo conosco molto, e fra i pochi film che ho visto mi ha colpito Il raggio verde. Era un grande e tale rimarrà, come rimarranno le sue opere. RIP.
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12 gennaio 2010, 12:05 di Death By Water
Adieu Eric, uomo tra i più delicati e sensibili, che sapeva fare il cinema con poche parole e poche sguardi: "Ma nuit chez Maud"; "Perceval"; "Pauline à la plage"; "Le rayon vert"; adieu Eric, adieu.
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12 gennaio 2010, 13:44 di steno79
Ciao Carlos, Perceval sono riuscito a vederlo grazie a e-mule, in versione originale con sottotitoli. E' un film di grande interesse, per quanto indubbiamente molto più difficile da seguire rispetto ai film di Commedie e proverbi e i racconti delle quattro stagioni. Se riesco, in questi giorni vorrei scriverne una recensione...
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12 gennaio 2010, 13:58 di pazuzu
Anch'io ho saputo della sua morte ieri sera da questa play. Di lui ho visto solo "Racconto d'autunno" e "Un ragazzo, tre ragazze (Racconto d'estate)" e li ho trovati entrambi molto belli.
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12 gennaio 2010, 14:48 di fixer
Domande provocatoria: il cinema di Rohmer e`letteratura messa in immagini o e' cinema vero e proprio? Perche' cosi' tanti dicono di apprezzare Rohmer e cosi' pochi hanno visto i suoi film? Non sara' che troppi di noi hanno un'idea "americana" del cinema e credono che la settima arte debba soprattutto essere potenza dell'immagine, per cui un film come AVATAR e' il massimo? Le storie di Rohmer sono esili, i personaggi sono soprattutto dei giovani (anche un po' sfigati, diciamolo): tante piccole storie di sentimenti, fiumi di parole, poca azione, poco dramma, pochi discorsi "seriosi" sul senso della vita ecc. Ma allora perche' amare Rohmer? Forse perche' le geometrie che si intuiscono dietro il velo minimale delle sue storie, denotano una finissima capacita' di interpretare le esigenze, i piccoli drammi, le piccole e grandi vicissitudini quotidiane di tutti noi, specie se giovani. Rohmer non parteggia per nessuno dei suoi personaggi, semplicemente li fa parlare e, come d'incanto, scopriamo che parlano un linguaggio autentico, vero, e che l'equilibrio sostanziale fra parole ed azione non s'interrompe mai, e' un fluire continuo, costante e sorprendente. Il professore di letteratura non si scopre mai, non s'affaccia, non s'incunea fra una frase ed un'altra. Ma solo chi ha una fine intelligenza, un'acuta sensibilita' ed una grande purezza morale riesce ad ottenere questo risultato. Insomma, un vero grande regista.
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12 gennaio 2010, 14:55 di carlos brigante
@steno. grazie, dovrò ripatugliare la rete, perchè avevo trovato solo una versione non sottotitolata...
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12 gennaio 2010, 17:30 di bradipo68
Credo che Marcello abbia descritto bene quello che era Rohmer,io pr ragioni anagrafiche l'ho conosciuto a metà anni 80 e quindi sono affezionatissimo ai suoi film di quesgli anni.@fixer:la tua domanda è molto stimolante e credo che tu stesso hai risposto al posto mio,mi ritrovo al 100% in quello che dici.Io non credo che il cinema debba essere soprattutto potenza dell'immagine.E forse è anche per questo che amo il suo cinema fatto di quotidianità,di dialoghi deiziosamente banali ma che quasi ti fanno scivolare lì accanto ai personaggi che in quel momento stanno dialogando.Ho letto che spesso il copione era poco più di un semplice canovaccio su cui gli attori improvvisavano,spesso per i film ambientati al giorno d'oggi non esistevano neanche costumi di scena.Rohmer era un regista contemplativo nel senso che lui guardava come noi quello che stava accadendo.E a mio parere la sua intelligenza sopraffina stava anhce nel fatto di non dare troppo peso(e importanza come affermi anche tu) al suo enorme bagaglio letterario e culturale o meglio lo ha fatto venire fuori solo in alcuni film .Un saluto a tutti gli intervenuti.
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12 gennaio 2010, 17:51 di jonas
@fixer: la seconda che hai detto.
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12 gennaio 2010, 19:13 di sasso67
Tra i suoi film che ho visto, mi sono piaciuti "Le signe du Lyon", "Le notti della luna piena" e "Il bel matrimonio". Molti altri mi hanno annoiato ("Il ginocchio di Claire", "La mia notte con Maud"), altri addirittura irritato ("Il raggio verde", "L'amico della mia amica", "Racconto di primavera"). Rohmer resta, secondo me, un autore ampiamente sopravvalutato, nel quale non mi sono mai riconosciuto, nemmeno quando descriveva i ventenni come me (all'epoca, ovviamente). R.I.P.
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13 gennaio 2010, 09:54 di degoffro
Playlist doverosa dedicata ad un gigante della settima arte! Bravo Bradipo, mi ritrovo interamente in quello che hai scritto!
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13 gennaio 2010, 18:21 di riverworld
Davvero una botta tosta per il cinema questa scomparsa. Però mi intristisce di più rendermi conto sempre di più che certi autori restano sconosciuti al grande pubblico. Qui scrivono appassionati, ma se proviamo a chiedere allo spettatore medio del cinema, magari anche tra i nostri stessi amici, temo che pochi sappiano chi era (sigh!) Rohmer, e con lui tanti altri, non necessariamente grandi o grandissim,i ma comunque indispensabili per l'evoluzione del cinema.
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13 gennaio 2010, 19:51 di bradipo68
@sasso67credo che mai come in Rohmer apprezzare il suo cinema vuol dire filtrarlo attraverso la propria sensibilità.Ciò naturalmente non vuol dire che chi non lo ha apprezzato non abbia sensibilità ma comprendo benissimo che ci possono essere molti cultori di cinema che possano non apprezzare alcune o molte delle sue opere.Io l'ho conosciuto poco meno che diciottenne e mi sono innamorato del suo cinema perchè mi sembrava per prima cosa diverso da tutto il cinema che avevo fin lì conosciuto e poi mi sembrava che finalmente qualcuno avesse capito il linguaggio delle piccole cose.E a volte ho avuto la sensazione di aver vissuto nella mia vita reale alcune delle situazioni che ho visto in alcuni suoi fim.Un ringraziamento a sasso67,degoffro e a riverwild che purtroppo ha ragione.Rohmer era un autore sconosciuto al grande pubblico.
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14 gennaio 2010, 20:04 di colonel blimp
Mancanza di ritmo, verbosissimo, a volte poco verosimile e forse addirittura noioso e ripetitivo. Ma allora perchè il suo cinema mi piace così tanto? Perchè pensava per scrittura più che per immagini, e questa è una capacità che non vedo in nessun altro autore contemporaneo. Anche l'idea di serializzare la sua filmografia, come una raccolta di volumi, appartiene alla fascinazione di un bibliofilo più che di un regista. Al di fuori di qualsiasi nicchia, riusciva anche ad essere popolare, colto ma senza ostentarlo più di tanto. Come qualcuno ha detto qui sopra, non lascia eredi. Segnalo un suo film che non mi sembra sia stato citato nei commenti, ma che amo molto e che è una specie di sintesi scherzosa dei suoi temi, a sviluppo episodico: INCONTRI A PARIGI del 95. Se anche uno solo di voi lo vedrà e lo apprezzerà, sarò soddisfatto di questa piccola commemorazione. Doverosissima la playlist bradipo68, complimenti! PS: quest'estate sono andato ad Annecy dove Rohmer ha girato "Il ginocchio di Claire". Fatevi un piacere e andateci col vostro partner.
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14 gennaio 2010, 23:54 di bradipo68
Anche io trovo delizioso Incontri a Parigi,un film forse più adatto a un pubblico più esteso di quello suo solito:un film meno parlato del solito e con degli scorci incantevoli.La struttura a episodi poi ne "alleggerisce" i contenuti.Sono stato ad Annecy assieme a mia moglie e a mia figlia(il secondo ancora non era arrivato) cinque anni fa.Annecy,località dell'Alta Savoia a circa tre ore di macchina da Aosta(passando per il Piccolo S.Bernardo) è veramente una città bellissima,qualcosa che ti si conficca nel cuore e non riesci più a tirarla via.E ha un castello bellissimo.Grazie colonel blimp per avermi ricordato una delle giornate più belle della mia vita...
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17 gennaio 2010, 11:38 di lina09
Mi aggiungo alla fine di questa lista di commenti e discussioni, a volte polemiche, spesso commosse, sempre sincere, perché lì per lì sono rimasta, come si suol dire, senza parole. Come perdere un vecchio amico, con cui magari litigavi a morte su certe scelte, sui suoi dialoghi che più trasparenti in apparena non si può (inconcludenti, per tamti spettatori frettolosi), e per le sue "visioni". Insomma, grazie Erci.
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17 gennaio 2010, 13:45 di Rei
Ho conosciuto il cinema di Rohmer da adolescente; mi ero innamorata della visionarietà di "Celine et Julie" di Jacques Rivette, e approfondivo quella passione dedicandomi alle rassegne di Fuori Orario su Rivette e sugli altri cineasti sempre a lui associati parlando di Nouvelle Vague; Truffaut, naturalmente, ma anche Rohmer. Con Rohmer fu un colpo di fulmine: il capriccioso e lunatico personaggio interpretato da Beatrice Romand in "Racconto d'autunno" mi conquistò; più tardi imparai ad apprezzare i dialoghi, la musica della natura, le luci, l'ironia, le riflessioni - a volte, colte, a volte estremamente fini - sull'esistenza. Non posso ancora dire d'aver visto tutto il cinema di Rohmer - mi mancano dei titoli e spero di recuperarli con la raccolta ora in edicola; tuttavia il mio film del cuore, da molto tempo, ì il magico "Il raggio verde". Delphine, con la sua insicurezza, ha detto tanto al mio animo. Ora è come se avessi perso un amico che mi dava sicurezza. Mi associo a lina09: grazie, Rohmer.
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17 gennaio 2010, 18:01 di bradipo68
vi ringrazio,lina09 e Rei, per le belle parole che avete dedicato a Rohmer e per essere intervenute...
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19 gennaio 2010, 10:38 di FABIO1971
R.I.P. Eric... Anche solo per averci donato "Le notti della luna piena", per me una delle sue vette più folgoranti...
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