Le ragazze di Rohmer
Offro il mio personale tributo alla memoria del regista omaggiando il suo universo femminile. Spesso si tratta di attrici che ritornavano da un film all’altro, facendo circolare un’aria di famiglia, e spesso lavoravano solo nei suoi film. In apparenza sembravano le tipiche ragazze della porta accanto, ma avevano una qualità indefinibile che non trovavo mai in nessuna delle ragazze della porta accanto alla mia: forse il moderato esotismo dell’essere francesi, forse la bidimensionalità dello schermo, forse il tono sognante e irreale delle vicende in cui si muovevano. Credo che difficilmente avrò occasione di rivederle al cinema.
- Marie Rivière La più presente. Fa parte del coro in Perceval; ha un ruolo insolitamente duro in La moglie dell’aviatore; Il raggio verde la consacra. Apparizioni illuminanti in Reinette e Mirabelle e Racconto d’inverno, poi in Racconto d’autunno è quasi un alter ego dell’autore. Particine in La nobildonna e il duca e Astrea e Celadon. Un fenicottero sfuggente.
- Marie-Christine Barrault La cito in rappresentanza di tutti i personaggi dell’Eletta nei Racconti morali: biondina dall’aria mite e tranquilla in La mia notte con Maud, è un ammonimento vivente contro il rischio di collocare su un piedistallo la donna che amiamo (anzi, che adoriamo). Torna in una scena di L’amore il pomeriggio, poi fa Ginevra in Perceval.
- Arielle Dombasle La più bella, senza discussioni. Esordisce come Blanchefleur in Perceval; moglie appagata ma intrigante per conto terzi in Il bel matrimonio; oggetto di seduzione in Pauline alla spiaggia; esce di scena intonando una canzoncina in L’albero, il sindaco e la mediateca. Con la sola voce aveva chiuso anche La moglie dell’aviatore, cantando Paris m’a séduit.
- Béatrice Romand La rompiscatole. Ancora acerba in Il ginocchio di Claire e L’amore il pomeriggio; apoteosi in Il bel matrimonio; piccoli ruoli in Il raggio verde e Reinette e Mirabelle. Poi, in Racconto d’autunno, trovano finalmente un marito anche per lei.
- Sophie Renoir Compare solo in due film, sorella minore in Il bel matrimonio e bellona estroversa in L’amico della mia amica. Un’espressione sempre un po’ imbronciata che non si dimentica.
- Anne-Laure Meury La mia preferita in assoluto. Vispa, graziosa, pungente. Si becca uno schiaffo dalla sorella in una scena di Perceval; aiuta il protagonista di La moglie dell’aviatore nelle sue fallimentari indagini; fa la terza (o meglio quinta) incomoda in L’amico della mia amica. Una gestualità incantevole.
- Amanda Langlet Da ragazzina, flirta con un coetaneo in Pauline alla spiaggia; tredici anni dopo, in Racconto d’estate, è ancora lì, come sospesa in un’eterna adolescenza. Clima completamente diverso in Triple agent.
Commenti
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16 gennaio 2010, 13:01 di lina09
Caro Jonas, grazie per aver fatto questo piccolo omaggio a Rohmer. Si parla sempre della sua leggerezza, troppo poco della sua implacabile capacità di riprodurre dialoghi solo in apparenza evanescenti, ma di una evanescenza d'acciaio. Un brindisi alle ragazze di Rohmer, e uno alla tenera e lieve Pscale Ogier, con cui ora Eric potrà brindare chissà dove, lassù. O quaggiù, nei film che ci ha regalato!
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16 gennaio 2010, 14:30 di CristinaG
Che bella questa idea di rendere omaggio a Rohmer parlando delle sue attrici. Bèatrice Romand è anche la mia preferita. Si può dire io sia cresciuta insieme a lei, che era ragazzina, al tempo di "Il ginocchio di Claire", donna adulta, ma sempre con quella incertezza e grazia che caratterizzano l'adolescenza, quando invece la vita tenderebbe ad aumentare la durezza del cuore, al tempo di "Racconto d'autunno". Ho letto che Rohmer prediligeva la grazia nelle donne, non tanto la sola bellezza fisica. Non mi sembra di aver sentito che una simile preferenza abbia orientato altri registi nella scelta delle attrici.
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16 gennaio 2010, 15:15 di fixer
Una play che condivido e che svela e smaschera una conoscenza non certo dilettantesca [vero, Jonas?]. A me piaceva tanto l'espressività di Anne-Laure Meury: una ragazza che più francese di così si muore. La donna, in Rohmer, è l'elemento motore del film: L'uomo è un comprimario, spesso superficiale, a volte pure sciocco. Questa suddivisione, un tantino ingenerosa e generica, si fa perdonare grazie all'intelligenza, alla costruzione ingegnosa e alla sostanziale "autenticità" dei dialoghi, apparentemente minimali, ma, in realtà, tutt'altro che vacui.
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16 gennaio 2010, 17:09 di bradipo68
Mi piaccion le donne di quasi tutti i suoi film:sse ne dovessi scegliere una penso che sceglierei quella che è diventata un po'la sua musa,la Riviere,ma ho anche una predilezione per la Langlet.Se proprio dovessi scegliere....altrimenti le venererei tutte alla stessa maniera...
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16 gennaio 2010, 18:56 di jonas
In effetti l'ottavo posto spetta idealmente a Pascale Ogier (e poi via via in ordine sparso Françoise Fabian, Charlotte Véry, Zouzou, Clémentine Amouroux...). Grazie a tutti per i vostri interventi.
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17 gennaio 2010, 12:20 di Rei
Anche per me, la preferita è "la rompiscatole": beatrice Romand. Capricciosa, divertente, contraddittoria.
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18 gennaio 2010, 10:25 di degoffro
Credo che sia la playlist più rohmeriana che si potesse fare! Grande Jonas
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22 novembre 2010, 11:48 di Baliverna
Complimenti per la conoscenza delle attrici di Rohmer e dei loro nomi. Io mi sono limitato semplicemente ad ammirarle e osservarle attentamente. Sono tutte tipi umani interessanti, da studiare, molto femminili. E poi è vero, molte di loro hanno lavorato solo col regista dei dialoghi. Una curiosità: secondo me "La mia notte con Maud" è certo un bel film, ma credo il film più difficile da seguire in assoluto. Bisogna fare un vero sforzo mentale per seguire quei dialoghi profondi e filosofici.
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22 novembre 2010, 18:22 di jonas
Ben detto: La mia notte con Maud è uno di quei film che alla fine ti ripagano della difficoltà che ci hai messo a seguirli. Per l'identificazione delle attrici, tieni presente che questa è una playlist a posteriori e che l'ho compilata anche con l'aiuto di IMDb: via via che vedevo i singoli film, magari non notavo subito certe presenze (es. difficilmente avrei riconosciuto Clémentine Amouroux in Perceval), ma con uno sguardo complessivo a posteriori i collegamenti diventano chiari. Appunto come succede nelle storie raccontate da Rohmer.
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