
SCRITTORI DI CINEMA
Il premio Oscar a loro attribuito è considerato da alcuni secondario, non sempre sono menzionati nelle recensioni, il loro nome viene spesso dimenticato, soprattutto quando non coincide con quello del cineasta. Eppure il ruolo che rivestono nella realizzazione di un’opera cinematografica è essenziale e dalla qualità del loro prodotto può dipendere la riuscita dell’intero progetto, qualità senza la quale pure il più bravo dei metteurs en scène avrebbe serie difficoltà. Possono lavorare in solitaria o in gruppo, a volte scrivono di loro pugno altre adattano un romanzo o un’opera teatrale al grande schermo, non di rado sono allo stesso tempo produttori o registi. Riflettori puntati sugli sceneggiatori.
- Ethan e Joel Coen La coppia di fratelli attualmente più famosa nel mondo della celluloide, che negli ultimi 25 anni ha saputo portare sullo schermo un cinema innovativo e classico al tempo stesso, soprattutto con i toni della commedia grottesca, tragicomica e sofisticata, ma sempre con un occhio puntato sulla realtà odierna, fatta di stupidità, violenza e dubbia moralità. Hanno sceneggiato “Arizona junior”, “Mister Hula Hoop”, “Fargo”, “Il grande Lebowski”, “L’uomo che non c’era”, “Non è un paese per vecchi”, “Burn after reading” e “A serious man”.
- Woody Allen Ha praticamente scritto la totalità delle pellicole che poi ha diretto (e spesso interpretato), e vista la cadenza l’elenco completo sarebbe piuttosto lungo. La sua indiscutibile comicità, unita ad una massiccia dose di sarcasmo, il cui bersaglio prediletto è l’essere umano e tutto ciò che gli ruota attorno, è spesso portata in scena in maniera paradossale e nonsense con battute a mitraglietta forbite ed intelligenti. Dovendo scegliere tra i tanti titoli, “Prendi i soldi e scappa”, “Provaci ancora Sam”, “Io & Annie”, “Manhattan”, “Crimini e misfatti”, “Tutti dicono I love you”, “Hollywood ending”, “Match point” e “”Basta che funzioni”.
- Ernest Lehman Sceneggiatore (ma anche produttore) americano molto prolifico che ha realizzato gli script di film entrati nella storia del cinema, spaziando in generi molto diversi (dal musical alla commedia brillante fino al thriller) e collaborando, tra gli altri, con Hitchcock, Wilder (di cui fu grande amico), Wise, Nichols. Da ricordare, tra i pezzi da 90, le sceneggiature di “Sabrina”, “Lassù qualcuno mi ama”, “Intrigo internazionale”, “West side story”, “Tutti insieme appassionatamente”, “Hello, Dolly!” e “Complotto di famiglia”.
- Paolo Sorrentino Il cinema di Sorrentino ormai è un’isola felice nel panorama italiano e i suoi film, di cui è sempre sia sceneggiatore che regista, sono facilmente riconoscibili per le peculiarità dei personaggi (spesso negativi se non criminali) e delle storie (quasi sempre scomode, ambientate in zone franche o di confine, sia da un punto di vista ambientale che morale) che tratteggia, oltre ad un personale piglio nella messa in scena. Tra i suoi script, dall’esordio con “Un paradiso” a “L’uomo in più”, “Le conseguenze dell’amore”, “L’amico di famiglia” e “Il divo”.
- Tony Gilroy Prolifico script writer statunitense le cui sceneggiature cercano spesso di miscelare fra loro humour, azione e dialoghi brillanti in pellicole dotate di un certo appeal per gli spettatori ma al tempo stesso non prive di intelligenza e impegno (tranne nei casi in cui ha premuto troppo il pedale del commerciale, con conseguente appiattimento dell’opera), attente all’evoluzione dei costumi della società. Ha scritto “L’ultima eclissi”, “L’avvocato del diavolo”, “Armageddon”, i tre “Bourne”, “Michael Clayton”, “Duplicity” e “State of play”.
- François Truffaut Di cinema non è stato solo sceneggiatore, ma regista, produttore, attore, teorico e tra i principali esponenti della Nouvelle Vague. Nella sua indelebile carriera ha toccato tanti temi come l’amicizia, l’infanzia, l’amore, la letteratura, il cinema, sviscerando tutto a volte con drammaticità a volte con leggerezza, ma sempre coinvolgenti ed intensi (anche per le difficoltà della sua vita privata). Tra le pietre miliari, “I quattrocento colpi”, “Jules e Jim”, “Il ragazzo selvaggio”, “Effetto notte”, “Adele H” e “La camera verde”. L’ultima sceneggiatura per la miniserie tv “Belle Epoque”.
- Paul Haggis E dire che fu tra i creatori del mitico Norris di Walker Texas Ranger! Lo sceneggiatore canadese è diventato noto collaborando col grande Clint Eastwood. Molti dei suoi script (tranne quelli di film più commerciali, come i due ultimi 007) scendono nelle viscere dell’animo umano fino in profondità mostrando le contraddizioni, le ferite indelebili e le debolezze dei singoli e di un’intera nazione in particolare, quella americana. I suoi personaggi sono sempre a tutto tondo per i quali lo spettatore prova empatia e fascino. Pur col passo falso del remake de L’ultimo bacio (che però non ho visto), non si possono non ricordare “Crash”, “Million dollar baby”, “Flags of our fathers”, “Lettere da Iwo Jima” e “Nella valle di Elah”.
Commenti
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17 gennaio 2010, 01:25 di BobtheHeat
Aggiungo anche Jonathan Nolan, fratello minore del regista Christopher, a cui si devono le sceneggiature di Memento,The prestige e Il Cavaliere oscuro.
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17 gennaio 2010, 12:56 di kirkdetective
Ottima, e giustissima, playlist. Non a caso, diversi registi, come per esempio Abel Ferrara, non permetterebbero mai di far comparire la scritta "un film di..." nei titoli di testa o di coda. E quì si entra nel discorso che riguarda anche le altre professionalità, più o meno creative e decisive, che operano durante la realizzazione di un film.
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19 gennaio 2010, 15:38 di audrey84
Condivido tutto eccetto Truffaut ma solo perchè non lo conosco bene.... in alternativa aggiungerei Monahan, per dirne una quello di "The departed" , e anche Sofia Coppola che scrive sceneggiature molto belle! ciao!
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