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29/01/2010 h. 23.31 Film: Playlist libera
OF MISSING FILMS

OF MISSING FILMS

Quali sono le ragioni che spingono i distributori italiani a immettere nel mercato un film modesto come Bangkok Dangerous del duo Pang (Oxide Chun Pang & Danny Pang)?
Risposta: perché nel film recita “faccia di tolla” Nicholas Cage.  
Perché un capolavoro come Departures (Okuribito, 2008) di Yôjirô Takita, premio Oscar 2009 come  miglior film straniero, più volte annunciato, viene continuamente rimandato a data da destinarsi (come ho letto su FilmTv)?
Perché è impossibile fare una playlist dei migliori film del 2009, quando mancano all’appello film competitivi, quanto a qualità, con gli invadenti blockbuster ‘stelle e strisce’ e ciascun utente che fa il suo bravo elenco sceglie sempre e soltanto film made in U.S.A.?
Prendiamo un film come Zodiac di David Fincher: se già questo straordinario thriller psicologico è guardato con sospetto perché non è molto movimentato, non è girato con gli effetti speciali, tenta e riesce a darci un prodotto diverso dai soliti film sui serial killers, componendo un mosaico finissimo dell’America del Killer dello Zodiaco, quante speranze ci sono che un altro grande film come Memories of Murder, 2003, di Bong Joon-Ho possa rappresentarne il prototipo made in Korea?
Il mercato americano in Italia fagocita l’87% del cinema mondiale e i distributori italiani si accodano supinamente a qualsiasi schifezza statunitense, rifiutando di fare conoscere ‘altri cinema’, negandoci anche il piacere di vedere in film dei cugini d’oltralpe (arriveranno mai i film che Joseba e Death by Water elencano episodicamente con molta cura?
Vedremo mai In The Electric Mist di Bertrand Tavernier da James Lee Burke e i film indicati da Joseba come “La nouvelle Trouille”?.
Certamente arriveranno Banlieu 13 – Ultimatum di Patrick Alessandrin, Town Creeck di Joel Schumacher, Gamer di Mark Neveldine, Triangle di Christopher Smith, Deadline di Sean McConville, Night Train di Brian King, Hush di Mark Tonderai – arriveranno tra gli scampoli estivi i film da drive-in, ma vedremo mai Synecdoche New York di Charlie Kaufman, Pontypool di Bruce McDonald, Shrink di Jonas Pate, Thirst di Chan Wook Park, Largo Winch di Jérôme Salle, Adam Resurrected di Paul Schrader?
Sono domande alle quali non è possibile rispondere – le vie della distribuzione seguono le regole della politica di asservimento del governo italiano: il cinema U.S.A. (a parte una dozzina di grandi film) è piacevolmente movimentato, adrenalinico, soddisfa gli appetiti di massa, così come gli aiuti umanitari a Tahiti seguono le regole di una arruffata, spettacolare messa in scena che pure al capo della protezione civile Bertolaso è apparsa tale. Ed è stato subito redarguito.
Per fortuna, molti utenti hanno esposto in altre play liste di film che si possono vedere solo acquistandoli all’estero o scaricandoli.
Qui voglio aggiungere quattro mini-opinioni su film che non ho trovato menzionati né su FilmTv né su MyMovies (missing film, è il caso di dire!).
 
 

CASTAWAY ON THE MOON (KIMSSI PYORYUGI, 2009) – SCENEGGIATURA E REGIA DI HAE-JUN LEE (COREA DEL SUD) – INTERP. MIN-HEUI HONG, SO-YEON JANG, JAE-YEONG JEONG, KIM SEONG-GEUN. 116 MIN.
 
Rovinato economicamente, un giovane yuppy tenta il suicidio gettandosi dal ponte che dà sul fiume Han. Le correnti lo trascinano su un’isola deserta, non lontana dal centro cittadino. Scampato alla morte, si trova in una situazione che ricorda Robinson Crusoe e in un incubo ballardiano: lui può vedere la città ma non può essere visto né salvato. Dopo avere tentato ancora di porre fine alla sua vita, si adopera come può a vivere solo sull’isola, mangiando bacche e chiedendo aiuto inutilmente. Il tono dell’inizio del film è da commedia, resta impressa la cravatta rosa-confetto sull’abito in shantung del giovane. Da un appartamento lontano, una ragazza si accorge del naufrago. Due solitudini si incontrano e si intersecano. La ragazza è isolata come il ragazzo: lui sull’isola, lei per scelta. Lui portato dal caso sull’isola, lei chiusa in un appartamento da molti mesi, decisa a farla finita con il mondo. Entrambi hanno scelto la solitudine. Le bellezze dell’isola temperano la voglia di morire di lui, il personal computer la depressione di lei. Si incontreranno queste due vite eccentriche?
 
 
MADEO (MOTHER, 2009)  - REGIA DI BONG JOON-HO, SC. DI EUN-KYO PARK E BONG JOON-HO. INTERP. BIN WON, HYE-JA KIM, KU JIN. (COREA DEL SUD). 122 MINUTI.
 
 
Bong Joon-ho dà, in questo bellissimo film presentato a Cannes l’anno scorso, una lezione di stile-classico. Niente effetti speciali, nessun narcotico avatariano, la camera non fa le acrobazie, inquadra in campi lunghissimi (che da un pezzo non si vedevano) una piccola Madre Courage che indaga sull’omicidio di una ragazza del quale è stato accusato il figlio ritardato Doo-Jun (grande interprete Bin Won che era protagonista in Taegukgi hwinalrimyeo- Brotherhood of War, 2004 di Jin-seok Lee). La mother può competere con altre grandi madri della storia del cinema. Il regista, insieme a Chan Wook Park e a Kim Ki Duk, meriterebbe maggiore fama. L’indagine è complessa come in Zodiac di David Fincher, perché dal particulare di un fatto di cronaca, si allarga ai putridi meandri di una civiltà della legalità fatta di avvocati, magistrati, uomini di potere corrotti in una società permanentemente feudale. Bong Joon-ho ci riconcilia con il cinema-cinema, tenendoci con il fiato sospeso per due ore fino alla rivelazione finale che getta una luce fosca sui legami di sangue. Chi ha visto Memories of Murder e Host troverà una conferma delle grandi doti stilistiche e di scrittura di Bong Joon-ho. La madre (una inarrivabile Hye-ja Kim) mi ha ricordato la Katina Paxinou di Rocco e i suoi fratelli. (Si profila remake americano: ormai a Hollywood fanno solo remake).
 
 
DER KNOCHENMANN (THE BONE MAN, 2009) – REGIA DI WOLFGANG MURNBERGER, DAL ROMANZO DI WOLF HAAS, SC. DI WOLF HAAAS. – INTERP. JOSEF HADER, JOSEF BIERBICHLER, BIRGIT MINICHMAYR, CHRISTOPH LUSER, PIA HIERZEGGER. 117 MINUTI (AUSTRIA)
 
Wolfgang Murnberger ha tutte le carte in regola per competere e superare gli ormai fiacchi thriller in circolazione, accolti da noi come capolavori. La serie di tre film tratti dai romanzi di Wolf Haas (in Italia è stato pubblicato soltanto Vieni dolce morte da Neri Pozza nel 2004), Komm, süsser Tod (2000), Silentium (2004), e questo ultimo capitolo, formano una trilogia dell’orrore criminale che non ha niente a che spartire con i romanzi-fiume di Stieg Larsson, anabolizzanti con pretese ‘letterarie’ ma sono prossimi alla vera letteratura di scrittori come Dürrenmatt o come Derek Raymond. Mumberger non fa cinema televisivo come Daniel Alfredson il cui unico merito è quello di avere scoperto Naomi Rapace. Il cinema del regista austriaco è preciso, tagliente, inquietante. In The Bone Man il detective dei bassifondi Brenner (superbamente interpretato dal grande caratterista Josef Hader), in pensione e ridotto a fare il recupero crediti per una ditta di automobili, viene incaricato di andare ad esigere il denaro da un certo Horvath, misteriosamente scomparso nel budello infero di una cittadina nevosa dimenticata da dio. Horvath è stato visto per l’ultima volta in un ristorante gestito dall’allevatore di polli, Loeschenkohl, un omaccione nerboruto che nasconde qualcosa. Brenner trova l’auto di Horvath, ma dell’uomo nessuna traccia: scomparso nel nulla. Qui il racconto si ferma: Der Knochenmann è un film da scoprire e vedere assolutamente. Per dare un’idea del clima di questo film teso fino alla sorprendente rottura finale, basta ricordare Lasciami entrare di Tomas Alfredson con il quale ha in comune la sospensione dell’incredulità. La colonna sonora dei Sofa Surfers vale l’acquisto, ma non sono riuscito a trovarla. Spero che i distributori italiani rinsaviscano e distribuiscano questo pregevole film noto in tutto il mondo e presentato al Festival Internazionale di Berlino del 2009.
 
NOTA: i film in lista non riguardano questa play, sono il ‘grimaldello’ per pubblicarla.
 
 

  1. DvdBlu-RayUmd non disponibile Departures (2008)
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Memories of Murder (2003)
  3. Thirst (2009)
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Lasciami entrare (2008)
  5. DvdBlu-RayUmd non disponibile In the Electric Mist (2009)
SI

Commenti

  • 30 gennaio 2010, 00:04 di Peppe Comune

    Finchè i gestori dell'azienda mondo seguiteranno a misurare tutto secondo parametri eminentemente economici il momento quantitativo sarà sempre preponderante su quello qualitativo con tutte le implicazioni che questo imput fondamentale è sucettibile di generare in tutti i più disparati campi dell'agire umano. Grande play Marcello (Lorenzo) su cosa può significare dare un ottimo servizio alla community (e non solo). Saluti.

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  • 30 gennaio 2010, 00:06 di ethan

    Penso che i distributori debbano fare i conti con gli spettatori; purtroppo molti film belli non se li fila nessuno. Ho letto una statistica sugli spettatori in Francia e in Italia nel 2009 da cui risulta che i transalpini siano andati al cinema più del doppio di noi. Penso sia più che altro un fatto culturale. Tanto per riagganciarmi a 'Lasciami entrare', che a me è piaciuto, per vederlo ho dovuto recuperarlo su You Tube, mentre da noi non era nemmeno entrato nei primi 100 incassi della scorsa stagione.

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  • 30 gennaio 2010, 00:30 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Ora diciamo la verità: con una discreta conoscenza del download i film si possono recuperare, ci sono gruppi di 'sottotitolisti', - vedoi 'genoma horror' che lavorano come pazzi per darci la possibilità di vedere film altrimenti impossibili da vedere. Ma a un certo punto viene a mancare la sala, vedi il film sul piccolo schermo, ti cechi gli occhi per sbirciare sottotitoli in italiano su sottotitoli inglesi su sottotitoli coreani - infine hai un'idea del film, ma non hai 'visto' realmente quel film, è come se leggessi un romanzo tradotto alla buona, capisci che forse è un buon romanzo, ma ti manca qualcosa e il tuo giudizio rischia di peccare per eccesso o per difetto; deve essere proprio un gran film perché il tuo giudizio non risenta delll'ambiente' improprio in cui ti trovi a vederlo. Però sei curioso e ti va di vederlo. Peccato, perché la montagna di film immessa sul mercato è, come dice Peppe, qualitativamente bassa, ma, a buona ragione, come dice ethan, si tratta di un fatto culturale. Mio nipote a Parigi, come Death by Water, ha visto il 'film scomparsi', in America sono arrivati; il problema è che il mercato americano ci invade ma è accorto nel ricevere tutto il buon cinema che si gira in tutte le parti del mondo. Da questo punto di vista (non parliamo di altri) l'Italia è messa davvero male.

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  • 30 gennaio 2010, 01:47 di pazuzu

    A dire il vero io sono tra i pochi che per un po' hanno sperato di vedere Dream di Kim Ki-duk nelle sale italiane. Che illuso... Ormai ci stiamo abituando a scaricare film in lingua originale e cercare i sottotitoli. Non si può fare altrimenti se si vuole vedere veramente i prodotti migliori. Su Bong Joon-ho concordo, ho visto Memories of Murder e The Host (alla mitica Sala Trevi con doppi sottotitoli...) e non mancherò di vedere il nuovo. E pure gli altri due film da te segnalati sembrano molto interessanti.

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  • 30 gennaio 2010, 02:17 di AIDES

    Che arte sfigata il cinema. Sta seduto sul suo trono di "arte" contemporanea leader (nella misura in cui è di massa, massa massa massa massa massa fino al parossismo), con i suoi Rasputin accanto, il Mercato a destra e la Tecnologia a sinistra. Questa è la Trinità dell' "arte" contemp. signori, e noi sotto, a contemplare il nuovo Dogma. Già perché che possiamo fare? Boicottare? Come fa la massa a boicottare, se si boicotta l'encefalo tutti i giorni? E poi anche a me viene voglia di andare a vederlo un c...di film ogni tanto. Non è possibile. Comunque, una poesia te la leggi adesso, quasi al buio, nel silenzio di tomba, con le sillabe che ti si scolpiscono sulla fronte e sul petto. Non hai bisogno di protesi, di utensili, di gigantismi. Una spesuccia alla bancarella. Non devi affrontare venti minuti di spot assordanti massacra tempie (tanto per direne una). Non devi imprecare perché i pollici, purtroppo, non sono i metri. Soprattutto in senso antropologico e sociologico, tra la poesia e il cinema c'è un abisso culturale. Ma il dramma vero sta nel fatto che quest'ultimo non ne verrà mai a capo, e sprofondrà sempre più nella mortificazione e nell'infantilizzazione della sua Comunicazione. Forse tra dieci anni, saremo direttamente dentro Pandora, per assumere funghetti allucinogeni legalmente e beatamente. E non mi stupirei affatto. Con buona pace delle lezioni di Ejsenstejn e delle aurore di Murnau. guteNACHT

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  • 30 gennaio 2010, 06:29 di bradipo68

    come non darti ragione...io per procurarmi qualche film di Tavernier li ho dovuti ordinare all'estero,in lingua originale e con i sottotitoli in inglese e devo dire che sono pure abbastanza economici(tra i 7,99 euro e i 9,49 comprese spese di spedizione che su quel sito sono gratis).Inutile aggiungere altro a quanto scritto.la nostra industria è mossa esclusivamente da fini economici per cui i film belli ma non di cassetta è difficile che li vediamo....un saluto

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  • 30 gennaio 2010, 14:21 di glm

    mi chiedo dove sia finito L'Esorcista di Schrader...

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  • 30 gennaio 2010, 17:58 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Fu tolto a Schrader e affidato a Harlin che ne fece il polpettone "Dominion" se non sbaglio.

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  • 30 gennaio 2010, 20:36 di kirkdetective

    Ho dato un'occhiata in giro, Harlin ha diretto "L'esorcista - La genesi", Schrader "Dominion: Prequel to The Exorcist". Il primo è stato distribuito senza problemi, il secondo si può trovare in vendita, per esempio, sul sito inglese www.play.com (me ne parlò piuttosto bene un amico tempo fa, rimasto entusiasta dopo aver ordinato l'eccellente versione inglese del dvd di "Heat" di Mann, lontana anni luce da quella indecente di cecchi gori) ad un prezzo oltretutto molto vantaggioso. Alcuni anni fa il grande regista (di professione impiegato) Paolo Benvenuti venne a Pesaro in occasione della proiezione del suo "Segreti di stato"; ricordo, la cosa mi colpì e la riporto solo come spunto eventualmente da verificare e approfondire, che Benvenuti fece riferimento a una sorta di accordo firmato con gli americani da Veltroni (non ricordo in quale veste), in base al quale veniva garantita esplicitamente (proprio in termini di percentuale credo) l'invadente presenza di film americani sul mercato italiano. Fermo restando che bisognerebbe appurare anche se vi siano state eventuali successive variazioni, a tutt'oggi il risultato è proprio quello che Marcello (Lorenzo) descrive con chiarezza nella playlist. Ciao

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  • 31 gennaio 2010, 14:06 di kirkdetective

    Certo Paola hai ragione, oltretutto il mio ricordo della serata è piuttosto debole. Forse, e sottolineo forse, Benvenuti fece riferimento alla legge 346/97 promulgata quando Veltroni ricopriva il ruolo di ministro dei beni culturali. A parte questo, ho trovato un'intervista molto interessante fatta a Cesare Petrillo, co-direttore della "Teodora Film", dal quotidiano "Liberazione". Riguarda in particolare il rapporto fra televisione, produzione e distribuzione in Italia. http://www.teodorafilm.com/news_scheda.php?id=54

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  • 1 febbraio 2010, 15:12 di AIDES

    Che mi avete ricordato..Veltroni e il Cinema...una love story che faceva tenerezza....tra cene..incontri..puro romanticismo...wow....che nostalgia per un vero promotore della FICTION.............. Comunque, Petrillo conferma, in termini pratici, che il problema è il rapporto tra Stato e mercato. Ah dimenticavo un piccolo particolare, anche il fatto che ambedue sono nelle mani della stessa persona. Omologazione della base e del vertice della piramide, in senso verticale e orizzontale. Ha ragione il buon Cesare, vuoi veder che Berlusca è un comunista! Moderno s'intende...non retrò..In una società ipercaotica, confusa e aggrovigliata ci si orienta sulle solite cose NOTE. Ciò è le alitazioni della pubblicità, la nuova Idra di Lerna. La Teodora film non può sperare nello Stato (che è un vero e proprio marciapiede..), né tantomeno nella stampa, che non è arrivata a produrre merendine, ma fa già incartamenti. Dovrebbe reinventarsi la comunicazione, a partire dal web. Se oggi si "campa si prepotenza", per lo meno si può (tentare di ) sopravvivere di creatività....In questo momento mi viene un po' da ridere...però....sarà il Guglielmo Tell in sottofondo.......ho il gulliver in fiamme....vado a mettermi la tuta bianca e la bombetta......all'inferno!!

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