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30/01/2010 h. 10.34 Film da ricordare
nouvelle vague dell'horror francofono e maternità

nouvelle vague dell'horror francofono e maternità

non è certo una novità che negli ultimi anni l'horror francese sia il più interessante e coraggioso del globo. E fra i comuni denominatori di questo genere oltre alla matrice "politica" vi è anche quella della maternità (donne quasi sempre protagoniste). Senza dimenticare altri gioielli come: haute tension (precursore), them, martyrs, il belga calvaire (vero joseba?) e aspettando "la horde" e "la meute". 

  1. Inside - À l'intérieur (2007) disturbante
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Frontiers (2007) ibrido
  3. mutants (2009)
    truce
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Saint Ange (2004) d'atmosfera
SI

Commenti

  • 30 gennaio 2010, 10:56 di Mathiasparrow

    La horde non deluderà

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  • 30 gennaio 2010, 11:43 di maldoror

    Questa è la mia teoria sulla cosiddetta nouvelle vague dell'horror francese: credo che quella del super-ultra-gore non sia altro che una trovata commerciale che ha avuto successo, e che il tutto si riduca semplicemente a una gara finalizzata a superare tutti i tabù della visione, ad andare sempre più al di là nella rappresentazione dell'orrore soltanto perchè questo piace al pubblico; ma ovviamente operazioni del genere hanno bisogno di qualcosa che le nobiliti e le giustifichi, di qualcosa che non le faccia apparire gratuite, ecco dunque che subentrano tutti i giochetti e le strizzatine d'occhio cinefile, e soprattutto le riflessioni di carattere sociologico, filosofico o addirittura teologico-martirologico e quant'altro. Almeno, io ho visto A l'interieur, e il messaggino sociale in sottofondo è solo un pretesto patetico per giustificare il superamento delle barriere del visibile-filmabile, ma essenzialmente è pura pornografia della violenza e basta, uno spettacolo a livello intellettivo zero (nonostante le sperticate e risibili difese de Gli spietati), reso ancor più irritante dalle pretese di riflessione sociologica. Martyrs è un gradino superiore rispetto a A l'interieur, ma ho sempre l'impressione che tutto il discorsetto di fondo sia ugualmente pretestuoso, sempre per i suddetti motivi.

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  • 30 gennaio 2010, 12:04 di bradipo68

    calvaire mi aspetta da un po'di tempo....

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  • 30 gennaio 2010, 12:27 di joseba

    Grande Old! La Nouvelle Vague Horror francese ci delizia da qualche anno con perle insanguinate tremendamente disturbanti. Di Du Welz suggerisco di recuperare il corto d'esordio "Quand on est amoureux, c'est merveilleux" del 1999, un gioiellino di humour macabro splendidamente fotografato da Benoît Debie. Ringrazio Maldoror per lo sferzante e salutare giudizio sulla lettura politica del film di Bustillo e Maury: l'autore della risibile recensione sugli Spietati è il sottoscritto, incasso la critica di buon grado :) Buona giornata e buone visioni a tutti!

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  • 30 gennaio 2010, 12:35 di maldoror

    @Joseba: ma lo sai che qualche sospetto ce l'avevo?? :D No beh, vorrei chiarire una cosa: io ti stimo moltissimo, hai scritto delle recensioni che reputo eccezionali e che consiglio a tutti di leggere (ad esempio quella su Un anno con 13 lune di Fassbinder), credo sinceramente tu sia uno dei migliori utenti del sito (sul serio non è una sviolinata). Purtroppo sugli horror francesi non riesco a condividere il tuo punto di vista, pur avendo letto anche l'altra tua recensione su A l'interieur, quella che hai scritto su questo blog. Pazienza, credo che la cosa non causerà grandi problemi a nessuno dei due...un saluto!

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  • 30 gennaio 2010, 13:06 di joseba

    Nessun problema Maldoror, figurati. Anzi, ricevere critiche sferzanti non è affatto improduttivo (tra l'altro non è una novità per me e, per così dire, ci ho fatto il callo). Quanto alla divergenza dei nostri punti di vista su quella che ho fantasiosamente definito Nouvelle Trouille (Nuova Strizza), ritengo sia più che legittima: personalmente ho trovato il film di Maury e Bustillo di una potenza cinematografica impressionante e alla seconda visione la lettura politica mi ha investito come un treno. Credo sia segno di onestà intellettuale del recensore descrivere fedelmente e in modo strutturato i sensi ravvisati nel testo, per quanto opinabili e questionabili possano essere o risultare. Se avessi omesso gli aspetti sociopolitici che ho riscontrato in "A l'intérieur" per un malinteso senso della convenienza (leggasi paraculaggine), avrei infranto il mio personale codice deontologico (espressione un po' pomposa, me ne rendo conto, ma non me ne viene una migliore). Insomma, meglio apparire ridicoli e farneticanti agli occhi di chi legge che censurarsi in perfetta malafede. Ti ringrazio per la stima, pienamente ricambiata,e spero ci sia occasione di confontarci altre volte sul nuovo horror francese (e non solo). Saluti e buona giornata! PS- Se non l'hai ancora fatto, ti suggerisco di vedere il sopracitato corto d'esordio Du Welz, magari potrebbe consolidare la tua opinione o farti cambiare idea, va savoir :)

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  • 30 gennaio 2010, 13:13 di old boy

    grazie a tutti... @ jo: recupererò il prima possibile il corto di Du welz! Ormai sei una garanzia (soprattutto in questo genere!). @: bra: calvaire è un vero pugno nello stomaco, non tanto per le scene (l'interieur è puro splatter in confronto) ma per la mancanza si speranza e la totale disperazione del film (un capolavoro). @ maldoror: non condivido la tua tesi per una questione semplicemente cnematografica. Questi sono film girati quasi sempre benissimo, con attori in parte, ottime scenografie e luci stupende (la fotografia è davvero efficacie). Se poi da un horror ti aspetti un film di bergman, allora sei fuori strada. Questo è (grande) cinema di genere. Grazie a dio.

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  • 30 gennaio 2010, 13:42 di maldoror

    Old boy: il grande cinema di genere per me è Mario Bava, Dario Argento, Carpenter, Romero, nessuno si aspetta film di Bergman, soltanto qualcosa che vada leggermente al di la del puro e semplice bagno di sangue fine a sè stesso. Comunque vedrò anch'io il corto di Du Weltz visto che mi è stato consigliato, non si sa mai!

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  • 30 gennaio 2010, 13:57 di old boy

    anche io amo gli autori da te citati. Ed è proprio per questo che apprezzo moltissimo questa nouvelle trouille ;) . Al di la delle citazioni c'è buon cinema dietro. Anche tarantino fa cinema derivato ma (in alcuni casi) è grande cinema. Infine non li ritengo affatto bagni di sangue fini a se stessi.

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