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03/02/2010 h. 14.09 Film: Playlist libera
Di mio sono un grande, è una verità, non obbedisco alla legge dell'umana socialità e trasgredisco perfino me stesso

Di mio sono un grande, è una verità, non obbedisco alla legge dell'umana socialità e trasgredisco perfino me stesso

L'invidia che rosicchia le viscere e non puoi allontanartene, schivarla, rifugiarti nell'amore verso il prossimo che qualche freccia fende la tua anima, oscurando il buono che avevi serbato.
C'è sempre qualcuno disposto a rubarti la gentilezza, i modi appresi per cavartela in questo sporco Mondo dove vince l'avidità ai danni dello sprovveduto, e se ti ribelli con furia vieni "appeso" in un manicomio dove cicatrizzano le ferite con qualche spugna chiamato anestetico.
Solo una canzone che intona la sua melodia leggera a inamidarti l'anima.
Tuo padre spolpa le ossa di quello che gli è rimasto, sogni svaniti nell'adolescenza tramutatisi in un lavoro d'ufficio poco (ap)pagante, che lo ha alienato dalla linfa vitale, spremendogli il cervello in scartoffie legiferanti "dignità".
E il sesso? L'ha rinnegato, prediligendo il bon ton, la mestizia dei sensi, la buona educazione che disconosce la parte selvaggia del nostro corpo. Abruttenti crisi di coscienza in favore di una "legalità" morale che tiene imprigionato il pene.
Si è accodato ad amici che non ne hanno mai riconosciuto il suo valore, estranei alle emozioni che riscaldano, tutti presi dall'apparenza che riveste e imbriglia i circuiti dell'anima in un espoliante, grottesco mangiarsi.
La città t'imbestialisce rendendo carne da sodomia, oscurato dai bene pensanti che leccano il padrone, da madri inette che segregano l'anima in un posto buio dove vive solo l'esigenza di consumarsi e da padri irresponsabili con troppe sigarette fra i denti.
'Fanculo.
"Macularsi", dividersi fra il bene e il male, bolgia avvilente la città, che pedina i poveri affranti, gli scarti della società, destinati a franare sotto il peso della loro claudicante "balbuzie".
Donne isteriche col rimmel, papponi da quattro soldi che ricattano giovani, virginali "ancelle" nel loro Mondo "sfarzesco", baristi con chili di rabbia, violenze domestiche, case degli orrori dove si consuma l'orgia di un divertimento osceno e di abusi perpetrati all'innocenza, schiavi redarguiti dal padrone se non licenziati per "cattiva" condotta, amori bruciati nel vento, la nebbia che disperde la solitudine di un uomo che cammina fra le luci candide della Luna.
Una stazione di polizia e quattro sbirri col manganello.
Bugie, inganni, fradici orgasmi, amplessi interrotti, sfide senza regole, un maniaco omicida che semina il terrore, il circo che campeggia ai bordi una periferia degradata, un murales che reclama il nome del suo autore, e una scuola di parrocchiani insegnanti senza odore della loro pelle.
Questo è Il Mondo, bevetelo, imbevetevene, e poi sputate nel piatto in cui mangiate. Che schifo, che vergogna, la parola vergogna ancora esiste? O è l'alibi per chi sputtana il suo talento?
E' un Mondo strano sapete, ma che ve lo dico a fare, son cose che s'imparano appena nati. Ti ficcano in vitro e ti fanno digerire la loro roba, basta saperla digerire, non tutti ci riescono, è sempre peggio una puttana che vi toglie il fiato. E i soldi.
Ma questa è un'altra storia, inutile accapigliarsi per le puttane, ti succhiano il midollo spinale, a voglia caro Homo Sapiens, dovrai rifoccilarti al sacro e poco sacrilego legame familiare, il codice della comune allenza, anzi il calice dell'eterna "beatitudine". Beati saranno coloro che si sposeranno, prole da metter su e un paio di ciabatte davanti alla Tv. Fottuta pubblicità che non finisce mai, così interrompono i bei film e guastano lo spizzichino.
Ma torniamo a noi, fottuti stronzi, quanta merda avete dovuto ingoiare, e non vi hanno rimborsato il costo del pranzo, tutto a spese delle vostre povere tasche.
Mi sono infilato in un bel pasticcio tempo fa, non rammemoro neppure quanto tempo fa, in quale occasione e dove, dove avevo messo la testa? Nel cesso, ecco dov'era, a marcire e a galleggiare nel liquame.
Se vi posso dare un consiglio state alla larga dalla gente che vi rimprovera, sanno intuzzarvi di consigli, ma se ne guarderebbero bene dall'osservarli, questa legione della "retta", "pia" morigeratezza.
Tempo fa, vi dicevo, venni espulso dal circolo che conta, di quelli in gamba, delle persone con la testa sulle a spalle, a posto, ok?
Il Mondo è intrappolato dentro una rete di vincenti, fottuti damerini con la puzza sotto il naso, c'è ancora qualcuno alla soglia del Terzo Millennio, ah scusate ci siamo già dentro, che pensa tu voglia fregarlo.
Di mio sono un grande attore, non fatemene una colpa, so vivisezionare l'altro, quello che mi sta di fronte e spesso capisco molte cose da come si approccia. L'abito fa il monaco, inutile raccontarsi delle frottole. Dall'aspetto, e so io a cosa mi riferisco, capisci molte cose.
Da quale classe sociale proviene, cosa vuole dalla vita e cosa vorrebbe essere. Un mucchio di verità, ve le snocciolo io.
Nella vita ho incontrato un fracco di gente che voleva mettermelo nel culo, gliel'ho messo io in quel posto, con classe e sobrietà, non se ne sono neppure accorti, e dire che non uso il Pic Indolor.
Applauso!

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Il grande Lebowski (1998)
  2. DvdBlu-RayUmd non disponibile Avatar (2009) Sono io l'Avatar di me stesso, multiplo e dappertutto, nella mia mente creo e disfo. A piacimento, e che piacere!
  3. DvdBlu-RayUmd non disponibile Codice: Genesi (2010) I mie libri valgono un'intera vita, mica i battibeccanti detrattori che si schierano in mio sfavore. Ah quante calunnie, chissà dove le vanno a prendere. E uso i paroloni, sono come una scopata. Non lasciano niente, ma sul momento danno tanto.
SI

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