Biografie
Spesso il cinema si affida alla vita di grandi personaggi per raccontare e raccontarsi. Il problema delle biografie è che è facile risultino banali o appaiano come un racconto cronologico di fatti e cose, magari concentrandosi sull'artista e non sulla società che lo circonda, mitizzando certi aspetti, prendendosi libertà che lo rendano poco credibile, sacrificando la storia vera per il cinema o viceversa. Insomma fare un film biografico non è facile e apre sempre mille dibattiti perché trovare il giusto equilibrio non è mai facile. Per esempio
- Amadeus (1984) di Milos Forman racconta la vita del grande Mozart. La scelta, in questo caso, è quella di costruire un film basandosi molto sui miti e le leggende che hanno circondato il genio del grande artista. Il risultato, dal punto di vista cinematografico, è secondo me ineccepibile. A parte la risata insopportabile che hanno appioppato a Mozart i doppiatori italiani (mi chiedo se nella lingua originale fosse altrettanto idiota), il film è costruito sul mito del genio, sulla rivalità di Mozart e Salieri, sulla leggenda del Requiem e dell'uomo vestito di nero che torna a fargli visita come fosse mandato dalla Morte in persona. La storia e i carteggi del Maestro ci svelano in realtà l'inattendibilità di tutti questi espedienti che però, in quanto tali, al cinema funzionano bene e permettono di costruire una biografia avvincente e ben confezionata. Al contrario
- I cento passi (2000) di Marco Tullio Giordana romanza la vita di Peppino Impastato con un taglio quasi documentaristico. Lo stile di Giordana è sempre quello, anche in Pasolini: un delitto italiano il suo approccio era molto asciutto. Il film riesce a trasmettere mille emozioni e può aiutare a comprendere e a capire come funzionano certe cose. E' chiaro che un film del genere sacrifica, per forza, un po' di cinema alla storia vera, sebbene alcuni fatti siano stati ritoccati per necessità di copione. Un risultato imbarazzante, invece, l'ha ottenuto con
- Charlot (1993) Richard Attenborough perché non ha saputo fare sua la storia di Chaplin e il film risulta una successione di eventi forse un po' fredda. A me questo film è piaciuto, ma non posso negare che lo stesso regista in Gandhi ottenne un risultato decisamente più riuscito. Quello che mi colpì di più di Charlot fu il finale, il grande omaggio al suo cinema e al mondo che seppe creare, oltre agli insegnamenti che ci ha umanamente lasciato. Forse la vita di Chaplin è stata talmente grandiosa per un uomo da diventare un soggetto troppo difficile da realizzare al cinema senza fargli qualche torto. Uno dei miei film biografici preferiti è
- Man on the Moon (1999) merito sia di Forman, sia del bravissimo Jim Carrey che danno insieme vita a un personaggio unico. Kaufman era indubbiamente un artista molto geniale e Carrey ne ha saputo cogliere l'essenza, mentre Forman ha saputo raccontarne la vita con lo stesso spirito e la stessa genialità. D'altronde già il titolo annuncia un taglio tutt'altro che documentaristico e il risultato dal punto di vista cinematografico, ancora una volta, è ineccepibile. Una biografia spettacolare è quella raccontata in
- Braveheart (1995) da Mel Gibson dove la storia di William Wallace viene ricoperta di sentimento e di battaglie epiche in cui il regista trova la sua migliore espressione. Gibson ha fatto la scelta giusta, in questo caso, non solo per il soggetto che ha scelto, ma perché ha saputo scegliere la materia che sapeva trattare meglio e il risultato si vede. Infine, citando un regista italiano,
- Piano, solo (2007) di Riccardo Milani deve alla bravura di Kim Rossi Stuart l'esito del film. La storia di Luca Flores è affascinante, ma il film sembra concentrarsi più che sul suo talento artistico sui suoi problemi personali e questo penalizza molto l'artista di cui si parla. Forse romanzare un po' di più e cercare di essere meno oggettivi avrebbe dato un altro spessore alla pellicola. Infine menziono una biografia fantasiosa,
- Big Fish (2003) dove Tim Burton ci mostra un uomo che ha raccontato la propria vita attraverso il filtro della fantasia dando solo una versione alterata della verità. E' quello che fa il cinema ogni volta che deve rappresentare in un film la biografia di un eroe, un mito o un artista. Quella che potremmo chiamare "licenza cinematografica" è forse indispensabile per produrre un film che non risulti banale, noioso o didascalico e che possa trasmetterci per forza qualcosa. Resta secondo me vero che nessun film biografico possa essere ritenuto inutile, perché comunque può incuriosire (per me è stato così con The Aviator) e può spingere ad approfondire un argomento, un contesto storico o sociale, per individuare quante cose può fare un uomo se ha talento, volontà e un'estrema fiducia in se stesso.
Commenti
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17 febbraio 2010, 12:03 di bradipo68
i complimenti per questa playlist sono assolutamente doverosianche perchè hai scelto alcuni flm che amo moltissimo,se dovessi indicare il mio preferito forse sceglierei Amadeus.
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17 febbraio 2010, 13:44 di Inside man
Bella play! Per conto mio aggiungerei Bird e Toro scatenato.
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17 febbraio 2010, 13:54 di Acid Jack
davvero ottime scelte, complimenti...peró io non ho mai capito una cosa, come mai film tv da spazio solo x 7 scelte?, xké 7? xké non 5 o 10?... fossero state 10 avrei aggiunto : "Ray'' il film sulla vita di ray charles davvero ben fatto e molto toccante a mio avviso, poi avrei messo 'Alí'' quello sulla vita di cassius clay ed infine avrei messo anche ''Pollock'' di e con ed harris sulla vita dello sfortunato artista maledetto jackson pollock pioniere di uno stile innovativo nella pittura, il dripping. concludo dicendo che tra le tue selezioni il mio preferito é Braveheart. ciá
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17 febbraio 2010, 14:18 di AlexPortman80
"La vie en rose" su Edith Piaf.
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18 febbraio 2010, 07:18 di heavypigeon
Tutti film incredibilmente belli!!Sono d'accordo con InsideMan:soprattutto per Toro Scatenato...
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18 febbraio 2010, 09:40 di cantautoredelnulla
Vi ringrazio per il contributo con cui avete arricchito questa play. In effetti scordare Toro Scatenato è imperdonabile, sarebbe stato più dignitoso del ricordo di Piano, solo. Però se citavo solo film buoni non valeva :D Toro Scatenato è l'ennesimo capolavoro di Scorsese. Ricordo la bellissima scena in cui, ormai fallito, La Motta è in prigione e con un urlo quasi animale sbatte la propria testa contro il muro. E' una scena emblematica, è quel senso di sconfitta che prende il sopravvento e fa sentire tutto il peso di ogni errore fino a far perdere la propria coscienza di essere umano. Mi ricorda, per certi versi, la scena di Accordi e disaccordi (W. Allen) dove Sean Penn prende la chitarra e la distrugge gettando via un sogno e ogni speranza. Il cinema, secondo me, quando riesce a trasmettere un messaggio con la forza del gesto, dell'azione e dell'immagine, che sono le sue caratteristiche ancestrali, raggiunge il suo scopo toccando i suoi massimi livelli. Invece mi interesserebbe conoscere il vostro parere (se vi va, ovvio) sugli altri film che avete aggiunto perché, purtroppo, non li ho visti. Alcuni, come Ray, Alì o La vie en rose ero lì lì per vederli quand'erano usciti al cinema, poi per via di problemi organizzativi mi sono saltati. Le opinioni non sono sempre concordi. Qual è l'impostazione che è stata data a questi film? E il risultato ottenuto? Grazie a tutti. Ciao
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18 febbraio 2010, 17:55 di fixer
Negli anni Quaranta la Warner Bros. lanciò il filone delle biografie, un pò per allargare il campo delle possibil fonti di guadagno, un pò perchè buoni produttori, come Hal Wallis, pensavano che facendo conoscere alle masse la vita di certi personaggi si sarebbe reso un buon servizio alla cultura e al sapere. A quel tempo uno dei divi più importanti dello studio era Paul Muni e a lui venne chiesto di interpretare personaggi come Pasteur, Benito Juarez ed Emile Zola. Venne scelto un ottimo regista mitteleuropeo come William Dieterle (famoso per aver diretto IL RITRATTO DI JENNY). I risultati furono buoni anche se poi, come sempre avviene, Muni cominciò a rifiutare certi ruoli, a suo dire non congeniali e Jack Warner, che non aveva mai accettato con entusiasmo di finanziare questo genere, decise di dire basta ( e finì per licenziare Wallis, commettendo un errore imperdonabile). Ho ritenuto importante scrivere queste due righe per completare una play doverosa e intelligente. In effetti, nel delineare filmicamente un personaggio, si corrono i rischi cui tu accenni. C'è inoltre il pericolo dell'agiografia, dell'esaltazione accentuata del personaggio in questione, e della conseguente attenuazione dei difetti e dei vizi. I migliori film biografici che ho visto, tanto per citare a memoria, sono UN UOMO PER TUTTE LE STAGIONI (un affresco splendido sulla figura di Thomas More)di Zinnemann, GANDHI di R.Attenborough(che, malgrado certe forzature, delinea una figura molto vicina, a mio avviso, al personaggio reale e MORTE DI un MATEMATICO NAPOLETANO di Martone (straordinario ritratto del prof.Caccioppoli, interpretato da un Mario Cecchi mozzafiato). Ma ce ne sono altri di cui varrebbe la pena parlare. Magari un'altra volta. Ciao e complimenti.
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18 febbraio 2010, 19:57 di cantautoredelnulla
Grazie fixer per il tuo prezioso contributo. Hai inserito un pezzo di storia del cinema che ignoravo e mi hai dato molti spunti di approfondimento, oltre ad avermi indicato nuovi titoli che non ho mai avuto occasione di vedere. I complimenti li devo fare io a te per le conoscenze che sei sempre disposto a condividere con tutti (in particolare mi ispira molto quello di Martone, ma mi appunto anche quello di More). Per quanto riguarda l'agiografia, direi che è uno dei pericoli in cui spesso sono incappati i registi. Se poi prendo il termine "agiografia" letteralmente, mi viene in mente la biografia di Gesù, forse quella di cui il cinema si è più servito e di cui abbiamo più rappresentazioni. Mi piace ricordare in questo contesto l'approccio avuto da Pasolini nel Vangelo secondo Matteo dove l'esaltazione della figura di Cristo arriva dalla forza delle sue parole e il racconto prosegue fluido senza ricerche sensazionali. In questo film, poi, il contesto storico è stato ricreato con doverosa accuratezza, quindi lo ritengo un film emblematico di come si possa trattare una biografia con intelligenza dando un vero valore aggiunto, attraverso il mezzo cinematografico, ai fatti storici spesso già noti.
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