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23/02/2010 h. 21.08 Film: Playlist libera
Clint e la redazione di Film Tv: un amore infinito

Clint e la redazione di Film Tv: un amore infinito

Ho appena comperato il nuovo numero di Film Tv. Largo spazio ad  "Invictus", Matt Damon in copertina e una "pioggia" di 10 nella rubrica"I 400 colpi". Una scena già vista in passato per la quasi  totalità dei film di Clint, per il quale la Redazione di Film ha una vera venerazione. Al loro confronto appaio come un moderato: ed è tutto dire. Non ho ancora visto "Invictus" ma comunque mi domando come sia possibile che i vari Fittante, Nazzaro & co, diano sempre un bel 10 ad ogni film (cito solo gli ultimi tre Changeling, Gran Torino ed Invictus) del nostro vecchio Clint. (Accade lo stesso per altri intoccabili, leggi DePalma per Fittante e Woo per Nazzaro: i loro film sono sempre da 10: quando si dice essere dei veri fans !). Non esiste una scala di valori all'interno della Sua filmografia? All'interno di un genere? A mio modesto avviso senz'altro sì. Come sempre e per ogni cosa. Voglio dire, "Flags of our fathers" è 2 gradini sotto "Lettere da Iwo Jima". Così' come "Debito di sangue" verso "Mystic River". Idem, è la mia semplice opinione ovviamente, se guardo ai suoi film dell'anno scorso: "Changeling" non era all'altezza di "Gran Torino". Lo hanno riconosciuto quasi tutti. Quasi. In generale ovviamente le scelte non sono sempre condivisibili: vederla alla stessa maniera come sappiamo, e per fortuna, è impossibile. Detto ciò, spero vivamente di poter inserire la prossima settimana "Invictus" tra i film di questa playlist. Ma credo onestamente che sia improbabile, comunque molto difficile, dato che sono molto legato ai titoli sotto indicati.

  1. DvdBlu-RayUmd non disponibile Million Dollar Baby (2004)
  2. DvdBlu-RayUmd non disponibile Mystic River (2003)
  3. DvdBlu-RayUmd non disponibile Gli spietati (1992)
  4. DvdBlu-RayUmd non disponibile Lettere da Iwo Jima (2006)
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Un mondo perfetto (1993)
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile I ponti di Madison County (1995)
  7. DvdBlu-RayUmd non disponibile Gran Torino (2008)
SI

Commenti

  • 24 febbraio 2010, 00:08 di bradipo68

    e io Bob,pur avendolo apprezzato,pur essendo un buonissimo film con lampi di grande cinema ,non ritengo che Gran Torino sia da considerare uno dei capolavori di Clint...spero solo che per Invictus non si verifichi l'effetto Avatar...un fioccare di 10 e poi....anche i sostenitori ad affermare che non si tratta di capolavoro....

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  • 24 febbraio 2010, 00:29 di BobtheHeat

    Ciao Bradipo, come sai considero Gran Torino un ottimo film (lo inserisco non a caso in settima posizione nella a personale play su Clint) ma non un capolavoro: parola di cui, non mi stancherò mai di dirlo, noi tutti abusiamo. Non credo onestamente vi sia alcun regista capace di fare solo "capolavori" : inutile aspettarseli ad gni nuova uscita, anche dai nostri registi del cuore. E' evidente però che persino tra gli addetti ai lavori, vi sia un'adorazione verso alcuni registi talmente forte da portare a non vedere le cose con obiettività e lucidità. Si arriva al fanatismo se così si può dire.

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  • 24 febbraio 2010, 01:00 di carlos brigante

    mettendo da parte il fatto di come l'Eastwood regista mi interessa poco, noto che la redazione di Film.tv sia più ligia al suo essere "ultras" quanto al voler essere "critico".....mi ricordo anche del caso "Nemico Pubblico" di M. Mann....forse ci sono altri interessi....pubblicitari? marketing? e qui mi fermo....il trailer di "Invictus" mi ha allontanato ancor di più da una possibile visione che già aveva poche chance....di una retorica imbarazzante....

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  • 24 febbraio 2010, 01:34 di Inside man

    Parole sante Bob, condivido in toto.

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  • 24 febbraio 2010, 01:54 di sutter c

    grazie bob,finalmente una playlist che parla del settimanale filmtv,ne vorrei di più di play cosi,tanto per discutere di cosa va e cosa non va sulla rivista. eastwood è in generale sopravvalutato ed è evidente che è troppo amato da filmtv,ci avrei scommesso che gli davano tanti 10,gli hanno dato 10 anche per film discreti o brutti. è vero anche i 10 a michael mann nemico pubblico erano scontati eppure è un film con dei difetti.

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  • 24 febbraio 2010, 02:12 di sutter c

    su filmtv c'è anche scritto che eastwood è la guida morale,secondo me dovrebbero togliere quella scritta,loro devono essere imparziali,è come se un arbitro andasse in campo con scritto sulle maglie"il portogallo è la nostra guida morale". aprezzo molto la rivista e fittante mi piace,però è giusto parlare anche dei difetti e questo esagerato amore per eastwood è un difetto. come anche il voto buono a twilight e solo il sufficiente a fight club e al cavaliere oscuro,ma questa è un'altra storia

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  • 24 febbraio 2010, 08:28 di fixer

    Forse Eastwood sarà sopravvalutato, ma è uno dei pochi registi americani (assieme ai Coen, ai Fincher, ai Demme, al solito Woody Allen e pochissimi altri) a sfornare un'impressionante serie di film al di sopra della media. Sono prodotti scritti bene e diretti bene. Non si può pretendere che Clint ci fornisca anche tocchi di genio: è un regista calato profondamente nello spirito americano, arricchito di qualche sprazzo di sensibilità europea. E' un regista che è andato migliorando di film in film e che riesce a non essere ripetitivo. I suoi film piacciono perchè riesce a combinare una serie di ingredienti in modo magistrale: la giusta dose di suspense, di violenza, di sentimentalismo, di romanticismo, di realismo ecc. Io non darei un 10 a tutti i suoi film. Alcuni sono francamente inferiori ad altri. Resta però il fatto che ogni suo nuovo film è celebrato come un avvenimento e, difficilmente, usciamo delusi dalla sala. E questo non è poco. Di veri geni del cinema, però, non ne vedo attualmente in attività (Woody Allen da tempo ormai fa solo film discreti e i Coen, per quanto straordinari per certi aspetti, non riescono a compiere il salto verso l'assoluta eccellenza).

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  • 24 febbraio 2010, 08:45 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Riviste e fanzine online in Italia funzionano a stellette, palline, asterischi oppure con il voto da 0 a dieci - una roba da scuola media. Non c'è bisogno di mettere i voti o di prenderli (come i religiosi di filmtv), una recensione dovrebbe contenere in sé il giudizio. Senza dimenticare il Manifesto che utilizza la vignetta del tipo che applaude come un pazzo (gran film), applaude con calma (buon film), si appoggia allo schienale (sufficiente), si spara un colpo in testa (film da evitare), o ancora Roberto Escobar sul Sole 24 Ore, sempre asterischi e sempre molti. Le recensioni sono pillole di critica solubili per lo spettatore, ma una volta che questi ha capito come funziona il tipo di voto, decide di testasua, per fortuna, senza seguire le ubbie di ciascuno dei recensori, le loro antipatie, i loro idoli i loro vezzi. Il caso Labranca, da poco entrato nelle file dei recensori di assalto, è esemplare: lui mette 0, comportandosi come certi maestrini delle elementari. Le recensioni di filmtv già erano abbastanza loffie, ma l'ingresso nel parterre di Mariuccia Ciotta (il Manifesto), Simone Emiliani e Giona Nazzaro (due 'tumistuffi') e di un Labranca che invita a non disertare Sanremo (atteggiamento snob-camp in ritardo e da ritardato) non promette bene. Per dire: Giona Nazzaro come Emiliani vengono da 'entieri Selvaggi" dove già fanno molti danni (Nazzaro montò tre anni fa tutto un casino per dire che "Cemento" era il capolavoro che Quentin Tarantino doveva vedere per cambiare parere sul cinema italiano, Giona entrò cos' nella gola della balena-forum, prendendosi un sacco di legnate. Non resta che ragionare con la propria testa, vedere i film di Clint e giudicare con recensioni 'critiche' non con fazzolettini tot battute e voti allineati da clan provinciali. I Cahiers, Sight & Sound, Filmcritica non danno voti, analizzano un film, lo inseriscono nell'intera filmografia del regista e non scrivo mai 'bello', 'sufficiente', 'brutto', insomma fanno critica.

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  • 24 febbraio 2010, 09:22 di peaceandlove

    Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue. (Clint Eastwood) :-))

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  • 24 febbraio 2010, 10:22 di zombi

    carina quella delle palle... però a volte mi piacerebbe avere(tra le mani)quelle di qualcun'altro. io personalmente di clint adoro quello con anjelica huston e jeff daniels... blood work. changeling per me è stato un gran film, ma con una protagonista sbagliatissima. lettere e flags due gran film e ricordo con particolare piacere flags. purtroppo mystic per me non è bellissimo e sean è troppo esagerato e doppiato orribilmente. certo con dei comprimari come robbins e i due colossi laura linney e marcia gay harden il tutto assume toni superbi. gran torino non è male e clint interpreta nel suo solito modo un pò alla ispettore callahan ma con addosso le pieghe del tempo che lo rendono un mito vivente. lunga vita a clint.

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  • 24 febbraio 2010, 10:33 di fixer

    La critica cinematografica è la croce e la delizia dell'universo della settima arte. Ognuno vede il film a modo suo, ognuno ha la sua sensibilità, il suo vissuto, le sue idiosincrasie e le sue fobie. Chi siamo noi per dirgli che il suo giudizio è sbagliato? Se per la critica "importante" Bertolucci è un genio, io dico invece che è un regista sopravvalutato. Perchè dovrei avere io torto e loro ragione? Io do delle motivazioni che per me sono valide, ma se gli altri non le condividono, perchè il loro giudizio dovrebbe essere più affidabile del mio? Per me, per il mio modo di pensare, per le mie esperienze, per i miei studi e la mia sensibilità il tal autore o il tale film sono ottimi, per altri invece no. OK. Ma tutto deve finire qui. Lorenzo ha ragione: cosa sono tutte ste stellette o palline? Perchè se Lietta Tornabuoni ama alla follia GRAN TORINO, il suo giudizio è più affidabile del mio se dico che si tratta di un buon film e basta? Allora, ok per le recensioni, ma non perdiamoci nei voti. Questi giudizi così precisi e sintetici, proprio perchè fissati con un numero o un simbolo, non sono più soggetti a ripensamenti o revisioni. Un esempio: un film di Nicholas Ray in bianco e nero degli anni Quaranta (I BASSIFONDI DI SAN FRANCISCO o PAURA SENZA PERCHE' ad esempio) quando uscirono si meritarono un voto sufficiente, oggi, a distanza di 60 anni, ci sembrano piccoli capolavori. E allora che valore hanno quelle stellette? Nessuno. Un film andrebbe commentato e recensito con un'umiltà e un senso della propria fallibilità e dell'obiettiva relatività del nostro giudizio "hic et nunc" che mal si accordano con le stroncature o le esaltazioni che troppo spesso leggiamo. Signori, un pò di decenza!

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  • 24 febbraio 2010, 10:48 di BobtheHeat

    Credo sia legittimo dare maggiore rilevanza verso l’uscita di alcuni film e o registi importanti. Sarebbe grave il contrario, peggio, dare più spazio a Muccino. Non condivido invece osannare quasi a priori (o comunque mettere sempre allo stesso livello come fatto da Nazzaro con gli ultimi film di Eastwood) ogni nuova uscita di un regista, anche di quello a cui siamo più intimamenti legati, quello più vicino comunque al nostro sguardo verso il Cinema. È un atteggiamento lontano dal mio modo di pensare. Poi è chiaro che a me,ad esempio, può interessare di più il Cinema di Eastwood, Mann, Coen, Kitano, Herzog & more. Per i loro film trovo sempre (a volte anche con fatica) il tempo per vederli in sala. Con molti altri no, neanche li vado a vedere. E non parlo solo di Moccia &Co ma anche di nomi “importanti”. I film di alcuni registi li seguo sempre, indipendentemente ad esempio dal soggetto, salvo rare eccezioni: ed è probabile che io sia anche più indulgente a volte,verso il Cinema che amo. (Ma accade anche il contrario, perchè è normale, da alcuni registi è lecito “pretendere” di più). Ma cerco nel mio piccolo di non arrivare mai ad atteggiamenti vicini al fanatismo, cerco di essere coerente, ci provo. Insomma, semplificando, trovo fuori luogo mettere sullo stesso piano “Gli Spietati” ad almeno una ventina dei film di Eastwood, “Changeling compreso. Personalmente comunque, sia ben chiaro, mi accodo a Zombi nel dire: lunga vita a Clint.

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  • 24 febbraio 2010, 10:57 di dedo

    Clint Eastwood è un personaggio, sia come attore che come regista di indiscusse qualità ed ammetto che è uno dei registi che preferisco. Questo non toglie che quando vedo un suo film lo accetti come Vangelo, non sottoponibile a critica: alcuni dei suoi film non mi hanno appagato, alcuni addirittura non mi sono piaciuti. Clint rimane un’uomo, un artista cui non tutte le ciambelle riescono col buco ed è poco serio cercare di difenderlo a spada tratta per ogni sua opera. Lo stesso concetto vale per molti, molti, altri registi: spesso producono opere eccellenti, spesso di medio livello, spesso non apprezzabili. I film vanno prima di tutto visti (e non limitarsi ai trailer) e dopo ognuno li valuta, magari rivedendoli per essere certo della propria opinione. Va sempre evitato il culto della personalità. Volutamente non ho citato i film di Eastwood che non mi hanno appagato e i registi osannati ed intoccabili, per non creare un putiferio e perchè nelle mie opinioni intendo essere completamente libero e svincolato da cliché. Come per tutti noi FILM.TV ha le sue preferenze, a mio avviso legittime. Noi abbiamo le nostre, altrettanto legittime. Ringraziamo pertanto la rivista che ci permette con il suo sito di esprimere liberamente le nostre opinioni. Un saluto a tutti

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  • 24 febbraio 2010, 11:05 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Fixer ha messo il dito nella piaga: il recensore si sovrappone al regista, spesso parla di sé e poco del film. Le riviste cinematografiche, compreso filmtv, commettono l'errore di giudicare un film a caldo, senza quel lasso di tempo che permetta un giudizio più ponderato. Senza dire che un film, come ogni opera dell'ingegno, andrebbe sottoposto ad analisi approfondite con gli strumenti della critica estetica, mentre in realtà leggiamo recensioni di natura 'impressionistica'. Allora, quando i critici ritorneranno a parlare di un film come si fa con la musica, un dipinto, un'installazione, un romanzo? E' necessario un ritorno alla grammatica e alla sintassi del linguaggio-cinema: la regia, lo script, il plot, i movimenti di macchina, il montaggio, ecc., sono il fulcro sul quale poggia un film. Quanti film arruffati, sgrammaticati, con sceneggiature ridicole sono oggi oggetti di culto? Clint Eastwood si situa sulla linea di confine del cinema classico, (attraversandone tutti i generi), sulla strada maestra che va da John Ford, Howard Hawks, Don Siegel, Sam Fuller, Raoul Walsh a... Clint Eastwood! Erede senza eredi, Clint Eastwood legittima il fervore dei recensori di filmtv. E una volta tanto non posso dare loro torto. Almeno non corrono il rischio di scrivere come Mereghetti che "Lo straniero senza nome" è un film "da rivalutare". Da questo punto di vista 'la politique des auteurs" dei Cahiers du Cinema insegna che ogni film di un "autore" va ricondotto all'intero corpus filmico dello stesso e non analizzato come un film qualsiasi. Dissento da fixer quando dice che oggi ci sono pochi cineasti 'geniali' solo in parte: ci sono ottimi registi , ma quanti di loro (vedi Fincher, Nolan) hanno già commesso passi falsi? Eastwood ha la libertà di fare quello che gli piace e lo fa a meraviglia perché è produttore di se stesso, gli altri lavorano per le major e fanno quello che pare ai tycoon. Per trovare registi totalmente liberi non resta che pensare a John Sayles e, per capacità di opporsi alle major, Michael Mann e terrence Malick.

    cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (Marcello Del Cam
  • 24 febbraio 2010, 11:06 di BobtheHeat

    fixer, se leggi le recensioni complete ed articolate di alcuni opinionisti vedrai che sempre e comunque motivano ed equiparano, giudicandoli sempre e comunque eccezionali,alcuni fim di registi di cui sono,di fatto, fans.Non si tratta solo di pallini e o voti. Ora si può avere un stima particolare verso un regista, si tratti di Eastwood, Bertolucci, Fellini: ma arrivare a dire che tutti i film di un regista che amiamo,siano sullo stesso livello, è a mio modesto avviso una fesseria.

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  • 24 febbraio 2010, 11:16 di BobtheHeat

    Marcello, bellissimo commento il tuo. E sono anche sulla tua stessa linea di pensiero. Condivido, ribadisco, il fervore verso l’uscita in sala di alcuni film/registi. Meno la sudditanza psicologica : e molto meno ancora il fanatismo.

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  • 24 febbraio 2010, 11:40 di bubuwest

    I film di Eastwood, soprattutto da Mystic River in poi (anche se già con Gli spietati si era avvertito qualche cambiamento), hanno costretto quasi tutti gli amanti di cinema a un ripensamento sulle capacità registiche e sul valore artistico di quello che fino a pochi decenni fa era soprattutto un attore legato alla duplice immagine del pistolero senza nome e del poliziotto reazionario. Basti pensare al fatto che Eastwood non compare proprio in alcune storie del cinema o rassegne sui grandi registi ancora negli anni '90 (tanto per citarne due, la Storia del cinema di Di Giammatteo per Marsilio, o I grandi registi della storia del cinema di Fofi per Donzelli), mentre oggi è impensabile parlare di cinema americano senza farne il nome. Non voglio dilungarmi con una valutazione generale dell'opera di Eastwood regista, anche perchè da grande estimatore del suo cinema rischierei facilmente, con le mie preferenze, di suscitare sterili discussioni della serie capolavoro/non capolavoro e via dicendo. Volevo limitarmi a far notare come il caso Eastwood sia al centro di operazioni critiche spesso opposte. Sfogliando l'ultima edizione del Morandini, ad es., mi hanno incuriosito le 5 stellette date a Gran Torino, e ne ho avuto l'impressione quasi di un voler rendere giustizia a un regista un po' snobbato in precedenza, o perlomeno di porre rimedio ad una certa disattenzione sui suoi primi film. Non c'è dubbio che la maturità Eastwood l'ha raggiunta perlomeno non prima di Bird, ma il dizionario suddetto sembra ignorare assai le qualità di film come Il cavaliere pallido o Lo straniero senza nome, e lascia perplessi quando si limita a riportare i credits di Cacciatore bianco, cuore nero senza due righe di trama o commento (non sarà un gran film, ma non merita neppure di essere trascurato come un B-movie o una commedia sexy qualsiasi). E allo stesso tempo, è curioso anche notare come a mano a mano che la sua fama come regista è cresciuta in questi ultimi anni, prosperano sia i suoi sostenitori (spesso con giudizi a prescindere, come ben sottolinea la play) che i suoi detrattori (tra cui alcuni competenti membri di questa community). Premetto che, personalmente, mi ritrovo sia nelle sacrosante parole di Marcello, per le quali è assai sterile affidarsi unicamente ad un giudizio a stelline ("una recensione dovrebbe contenere in sé il giudizio") che in quelle di fixer, per cui Eastwood rimane uno dei punti di riferimento per il cinema contemporaneo, pur non potendolo di certo definire un genio al pari di Kubrick. Da parte mia, vorrei proporre una chiave di lettura che aiuti a capire e inquadrare meglio questo regista. Credo infatti che Eastwood sia un grandissimo cineasta perchè sa fondere nelle sue opere migliori spettacolo popolare (violenza, romanticismo, sentimentalismo etc), dimensione etica e un senso della misura, sia tecnica che narrativa, in un equilibrio che sa resistere alla prova del tempo. In questo sta, secondo me, il suo essere 'classico' come lo erano un Ford o un Hawks,e in un modo di fare cinema che non guarda tanto all'"artisticità" del prodotto finito ma alla carica umana ed emotiva della storia raccontata. Un cinema inteso in questo senso è per definizione un cinema destinato a dare grandi, grandissimi risultati ma anche prove mediocri (Ford ha fatto Sentieri selvaggi, ma anche Mogambo; Hawks ha fatto Un dollaro d'onore, ma anche La regina delle piramidi): se leggiamo Eastwood in questo senso, ci rendiamo conto che non è ragionevole aspettarsi un grande film ogni volta. Eastwood non sarà mai un Kubrick: la pignoleria maniacale di pensare-il -cinema del secondo non si accorda con la sobrietà di fare-il-cinema del primo. In quest'ottica, a mio parere, si dovrebbe meglio comprendere questo regista, ed evitare lo spiacevole aut-aut con cui quasi tutti sembrano accostarsi ad Eastwood oggigiorno (cioè, o diciamo che è un grandissimo o lo ridimensioniamo come un abile film-maker e nulla più). Ma penso anche che solo in un prossimo futuro, quando il suo corpus cinematografico da regista sarà incastonato fra due date (1971-20??), potremo farne un bilancio più equilibrato e coerente.

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  • 24 febbraio 2010, 11:47 di bubuwest

    Mentre scrivevo sono fioccati altri interessanti commenti...non volevo sviare il dibattito concentrandolo solo su Eastwood.

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  • 24 febbraio 2010, 11:52 di bradipo68

    A me piace Eastwood lo ritengo adorabilmente fuori dal mainstream perchè ha tale potere che decide lui cosa gli piace fare e cosa non gli piace fare(o quasi).Però anche se vado a vedere il suo film a scatola chiusa ho un approccio sempre cauto e ragionato.Non da ultra' .Condivido in pieno quanto detto da fixer e da Marcello.

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  • 24 febbraio 2010, 11:53 di Adriano Pappalardo

    A mio avviso Clint Eastwood è davvero uno dei più grandi cineasti contemporanei. Basta ciò ad assegnare un 10 preventivo? Certo che no! Ormai i "400 colpi" di Film Tv sono diventati una barzelletta. Una volta vi partecipavano la Martini, Crespi, Fornara, Bocchi, Magrelli, addirittura Morandini per un periodo. E, piacciano o no (spesso Bocchi non mi convinceva) erano firme di tutto rispetto. Oggi dobbiamo sorbirci LaBranca che assegna 0 e 1 a chiunque e una batteria di firme di un'insipidezza rara: Bianchino, Bruno, Cantoni, Feole, Negri, Re, Sagrati, solo per mettere sul piatto parte del reparto femminile. Provate a confrontare un qualsiasi scritto di una delle sopracitate (ma chi sono?) con un qualsiasi articolo della gestione Martini. Eh no, non basta buona volontà e l'intenzione di voler accontentare tutti: ci sarà pure generosità nell'attuale Film Tv, ma il confronto con il passato è Impietoso.

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  • 24 febbraio 2010, 14:51 di cantautoredelnulla

    Bella play e gran bell'argomento che torna periodicamente alla ribalta. L'arbitrarietà dei giudizi è stata più volte discussa e, indubbiamente, dare 10 a tutti i film di un regista snatura il voto stesso oltre che indicare la scarsa capacità critica di un critico che fa il critico di professione e dovrebbe sapere valutare ed equilibrare con il giusto peso tutte le componenti di un film. Fosse anche l'imperfezione della recitazione (penso a Changeling dove la Jolie neanche sotto la direzione di Eastwood ha saputo dare prova di una decente abilità interpretativa), non è possibile che un regista sappia fare solo film da 10 e quindi sapere scegliere un casting perfetto, avere sembre scenografi perfetti, fotografi perfetti, soggetti perfetti, costumisti perfetti ecc. ecc. Le componenti di un film sono tantissime, esistono anche dei bei libri (neanche a prezzi altissimi) sull'analisi dei film che innanzitutto introducono all'analisi come approccio e poi ne approfondiscono i dettagli calandoli nella realtà cinematografica. Credo quindi che un giudizio equilibrato sulle qualità tecniche di un film si possa comunque trovare. Poi ci sta la componente personale, io mi sono trovato spesso a dire: un film ben fatto, ma non mi piace. E a maggior ragione - visto che io sono un profano - mi aspetterei che un critico abbia quanto meno lo stesso approccio se non un approccio ancor più ragionato e sappia quindi calibrare bene la componente oggettiva e quella soggettiva. Non ho mai capito se lo spirito dei 400 colpi fosse quello di dare un giudizio soggettivo o un'indicazione oggettiva. Il giudizio soggettivo spiegherebbe gli 1 e i 10 sullo stesso film, quello oggettivo no. Dal punto di vista dei voti, secondo me, sarebbero sufficienti i tre pollici dell'origine: alto vale la pena vederlo, medio scegli, verso non perdere tempo. Ovvio, alla base di tutto ci deve comunque essere il buon senso.

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  • 24 febbraio 2010, 17:20 di leporello

    Interessante discussione, anche se non ho capito bene Eastwood sia il protagonista o solo il pretesto per una riflessione più generale sulla critica (professionale o soltanto dilettantistico/amatoriale) cinematografica. Personalmente sono ignorante quanto basta sull’attività/identità dei vari critici professionisti per essere esentato dal dovermi esprimere, anche se, pure nella mia modestissima conoscenza globale, non posso non provare una certa viscerale e istintiva nausea quando m’imbatto nei banchi d’incenso fitti come la nebbia di Milano per questo o per quel regista. E’ recente il caso di Hollywood Party (Radio3), dove un’intera puntata di untuosi salamelecchi è stata consumata per l’ultimo film di Pupi Avati, mentre non un solo fiato, in questi ultimi mesi, è stato fatto, ad esempio, per un film che, a parte essere piaciuto a me, è candidato a tre premi Oscar, ha spopolato al Sundance Festival, ha un rating di quasi 8 su IMDB e che si intitola “An Education”, di pressochè ignota regista danese di mezza età dedita fin qui ai documentari, e che, grazie anche evidentemente all’attività di certa critica, in Italia è stato praticamente snobbato. I film di Eastwood a me non piacciono. Non mi piaceva lui da giovane, biondino cow-boy, non mi piace oggi come vecchio leone della regia. Apro parentesi: belli e preziosi come al solito gli interventi di Marcello del Campo: una critica che sia una ciritica (professionale, stavolta) deve comprendere tutti quegli elementi (ed altri ancora) che Marcello ricorda, se non altro per distingere il giudizio del critico “vero” dal leporello qualunque che dice la sua su Eastwood e del suo ultimo film, e per “educare” al cinema i leporello suddetti. Chiudo parentesi. Quel che non amo di Eastwood (e che così tanto lo fa diverso da registi come Herzog, ad esempio, o come il John Sayles citato da Marcello, che personalmente adoro), è il materiale di cui sono fatti i suoi “eroi” e cioè di plastica. Con l’unica eccezione che la mia memoria mi consente, e cioè per il cow-boy miope de “Gli spietati”, l’eroe di Eastwood entra in scena già pronto, col cartellino che gli penzola fuori dal bavero, un odore di McDonald, confezionato e precotto. Lo è gia sin dalla locandina, fuori dal cinema, e dentro si muove così, ragiona così, è prevedibile e sempre uguale a se stesso, e allo spettatore manca il piacere fondamentale della genesi e dell’evoluzione di un eroe, o anche solo di un personaggio, il gusto dello scoprire, del formarsi. In parole povere, i film di Eastwood mi annoiano, e questo al di là dei suoi meriti e della sua esperienza che non sono certo io a poter confutare, e al di là di ciò che racconta nei suoi film. Io preferisco gli eroi di carne e sangue, i Treadwell di Herzog che si immolano per l’assurda causa degli orsi, i suoi cercatori d’oro, i pazzi e i visionari che trasportano navi nella jungla. Penso che andrò comunque a vedere Invictus, se non altro per non perdermi Morgan Freeman nella parte di Mandela, per la grossa stima e ammirazione che ho per entrambi. Ma so già che non potrò aspettarmi niente di più di un grande Morgan Freeman e di un grande Nelson Mandela, mentre sul piano delle emozioni, come al solito, prevedo per me personalmente calma piatta. Vedremo

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  • 24 febbraio 2010, 18:00 di carlos brigante

    un regista totalmente libero e fuori dagli schemi classici americani, è T. Solondz. Eastwood è molto di moda oggi e ne parlano un po' tutti sempre e comunque...Film.tv compresa

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  • 24 febbraio 2010, 23:30 di groviglio

    A me Clint Eastwood piace, io lo giudico un buon artigiano , di quelli sopraffini, come un liutaio che capisce di musica e la sa suonare. fa degli ottimi film , che raccontano delle storie , scorrono , dicono qualcosa, toccano le corde emotive e lasciano il segno , certo ognuno di noi , nei suoi film , prova emozioni e stati d'animo diversi , io per esempio in Gran Torino , vi ho trovato una grande lezione di umanità , dove le differenze tra le persone ci sono e sono ingombranti , danno fastidio, però poi quello che conta sono le persone e il rispetto reciproco , a me è sembrata una bella lezione , specialmente adesso con i fatti di cronaca che quotidianamente vediamo.Poi sono molto affezionato ai Ponti di Madison County , un film tenero , ma anche ricco di emozioni forti . Mystic River , film molto bello , con problematiche diverse , molto pessimista, ma anche realista, ..io credo che il grande merito di Clint sia la apparente semplicità , i suoi film sono lineari , hanno un inizio e una fine , raccontano delle storie e appassionano , sono equilibrati , ma secondo me fanno anche pensare , danno spunti di riflessione e discussione , per me è un ottimo regista , poi ognuno gli può dare il voto che più gli aggrada , a me basta uscire dal cinema soddisfatto di aver visto un bel film e aver provato delle emozioni .

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  • 25 febbraio 2010, 00:18 di supadany

    Condivido quasi all'unisono la play di Bob, ma leggendo oggi la rivista, ho visto che non tutti gli hanno dato dieci e se un film è oggettivamente ben fatto è anche giusto che non si vada sotto il sette (a parte i giudizi da "ultras" che danno alcuni). Venerdì credo che me lo vedrò e sono molto fiducioso. Per il resto considero "Gran Torino" un capolavoro personale e, se dovessi dare dei voti alla "Film tv", cioè con gli eccessi del caso(le vie valutazioni in punti da uno a dieci sono figli delle mie esperienze scolastiche, sopra l'otto si da una volta ogni tanto, solo per chi è veramente più meritevole nel corso della stagione), darei dieci a Gran Torino, Million dollar baby e Letters from Iwo Jima, nove a Mystic river, otto a Changeling e Flags of our fathers, sette a Debito di sangue, per quanto riguarda i suoi film più recenti. :-) Comunque sono anche io un pò un tifoso, per me Clint ha saputo dare al suo cinema più recente, un'umanità al di sopra di qualunque regista in circolazione e che non ricordo in altri (ma la mia memoria non è a lungo raggio). Lunga vita a lui e spero in tanti film così (e su questo vedo che continua ad essere prolifico come pochi, con un altro film già pronto ed un altro che sta per partire)

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  • 25 febbraio 2010, 00:19 di carlos brigante

    qua qualcuno continua a scrivere e a cancellare.....e i commenti successivi che si riferiscono a quanto detto sembrano piovuti dal cielo....basta per favore!!!!

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  • 25 febbraio 2010, 04:53 di LAMPUR

    Andrò a vedere Invictus, storia e contesto mi intrigano, ma già un frammento di trailer, dove due rugbisti si pistano gratuitamente a margine dell'incontro, mi fa ritornare in mente le storture pugilistiche di Mllion Dollar Baby e mi allarma alquanto. Speriamo bene...

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  • 25 febbraio 2010, 10:43 di BobtheHeat

    Tengo a sottolineare e ripeto, visto anche alcuni messaggi ricevuti in privato, che condivido l’interesse della Redazione nei confronti del nuovo atteso film di Clint. Giusto dedicare più risalto a certe uscite “importanti”. E quella di Clint, piaccia o meno, è una di queste. A tale proposito in passato ricordo anzi di aver chiesto, almeno in queste occasioni e dunque per alcuni dei registi più seguiti, maggior spazio nello spazio internet. Quindi vedere non una ma più recensioni della Redazione almeno sul sito, visto che per problemi di costi, all’interno della rivista, era praticamente impossibile. Questo per avere una pluralità di interventi benpiù significativa di quella dei semplici voti. Ma la mia richiesta era rimasta inascoltata: ricordo che in effetti la mia playlist in merito, era stata appoggiata veramente da pochissimi utenti.

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  • 25 febbraio 2010, 11:08 di AlexPortman80

    Lunga vita a Clint! Per me rimane un grandissimo regista, ma questo non implica certo che tutti i suoi film siano dei capolavori: ad esempio "Debito di sangue" e "Changeling", pur molto belli, ritengo non siano allo stesso livello di "Mystic River" o "Gran Torino". Riguardo ai recensori di filmtv i loro voti sono personali come quelli di qualsiasi critico, a volte anche parziali e "precipitosi" (come già detto da qualcuno una cosa è dare un giudizio a caldo, appena usciti dalla sala, una cosa è dopo qualche giorno) ma il balletto delle stelline deve essere preso per quello che è, un gioco. Inoltre c'è il discorso di chi recensisce: personalmente opterei sempre sul perche sì perchè no, questo eviterebbe che, come nel caso di "New Moon", sia pubblicata la recensione dell'unico critico che promuove un film anche se la media complessiva in realtà è 4 o 5. Poi preferisco comunque vedere dei 10 a Clint (ricordando comunque che per ora la media di "Invictus" sui 400 colpi è di 8,5 e non certo 10) che ad altre opere leggermente più discutibili, tipo "Videocracy" o "Avatar", che di 10 forse ne hanno avuti molti di più.

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  • 25 febbraio 2010, 16:18 di Dalton

    Premesso che non ho - avuto il - tempo - per seguire la discussione avvenuta in questo spazio commenti, qualsiasi essa sia. Mi limito quindi a rispondere a quanto letto nella prefazione. Le riflessioni del nostro BobTheHeat lette in questa play sono frutto di circostanze palesi, comunque argute ed ineccepibili. Tuttavia, lo zio Clint rimane l'unico mito monolitico del cinema USA (assieme allo zio Woody): un pò di priviegio (o attenuante) credo proprio che gli sia dovuto.

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  • 26 febbraio 2010, 08:32 di nibbio

    Non sono riuscita per ragioni di tempo a leggere i commenti di tutti. Mi esprimo dicendo che Invictus è un ottimo film, non lo annovererei tra i migliori di Eastwood, ma comunque buono (e per apprezzarlo al meglio andrebbe visto in originale). A mio modesto parere i migliori di Clint rimangono Mistic river, Gli spietati, Lettere da Iwo Jima e Million dollar baby. Il resto dei suoi film merita comunque senz'altro punteggi oltre l'8 (se vogliamo ragionare in scala 0-10), ma molti suoi film, pur essendo curatissimi e con una regia impeccabile, peccano di eccesso di buonismo e di americanità.

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  • 26 febbraio 2010, 21:16 di sasso67

    Sono d'accordo con carlos brigante, sutter c, fixer e marcello del campo nel loro non appiattirsi nelle spropositate lodi a clint eastwood regista. Sopravvalutato, furbissimo, dà al suo pubblico esattamente quello che si aspetta. Non spiazza mai. E' come la locomotiva del Bufalo Bill di De Gregori. Io preferisco i bufali che possono "scartare di lato e cadere".

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  • 26 febbraio 2010, 22:30 di ed wood

    Per Carlos Brigante: "un regista totalmente libero e fuori dagli schemi classici americani, è T. Solondz". Ecco, tu dici Solondz, io dico Lynch, qualcun altro Payne o Anderson o Fincher...il guaio è che tutti questi autori, per quanto validi e talora irresistibili, esprimono anzitutto il loro personalissimo immaginario, il quale potrà anche riflettere in qualche modo quello collettivo, ma resta pur sempre qualcosa di personale (Lynch ad esempio è ossessionato dal fuoco, dal legno e da tutta una serie di stranezze che portano inequivocabilmente il suo marchio): con questi presupposti, è evidente che autori come questi avranno almeno un detrattore ogni 3 sostenitori...il cinema di Eastwood invece è universale, perchè trasparente nella forma (la classicità è eternamente "bella") e potente nei contenuti: Clint parla di drammi privati o pubblici, di oggi o di ieri, in ogni caso riguardanti tutti noi, avendo a che fare con le tematiche più importanti a livello sociale (tolleranza, solidarietà, apertura verso il diverso, progresso dell'umanità) e morale (libertà di scelta, reponsabilità, legami familiari e non, senso di colpa, riscatto, redenzione, vecchiaia, lutto)...

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  • 27 febbraio 2010, 03:47 di carlos brigante

    @ed wood: dire Solondz non esclude dire Lynch.....Eastwood universale?? per me assolutamente no. per me son altri gli Autori universali e citare Finicher alla pari di Solondz o Lynch non mi sembra azzeccato per doti tecniche e contenutiostiche. Universali (tuttora in vita) per me son ben altri artisti.......esempi? Godard, Svankmajer, Kitano etc etc etc etc etc etc etc etc quoto sasso completamente. eastwood fa un cinema che va bene a tanti...troppi

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  • 27 febbraio 2010, 21:38 di BobtheHeat

    Carlos, concordo con te quando dici , riallaciandosi al discorso dei registi "liberi" aperto da Marcellodelcampo, che "Solondz non esclude dire Lynch". Purtroppo Solondz alla fine risulta evidentemente sin troppo libero, dato che il suo ultimo film presentatao lo scorso Settembre a Venezia non ha trovato ancora una Distribuzione. Però, ritornando almeno in parte alla play, credo tu abbia interpretato male quanto detto da Ed wood a proposito dell'Universalità del Cinema (meglio dei suoi temi cardine sopra citati) di Eastwood: perchè è certamente così. Che poi a te non interessi il "regista" Eastwood è una tua questione personale del tutto legittima e sacrosanta. E venendo a "Invictus", l'ho appena visto e posso dirti che a mio modesto avviso vale circa la metà (o in qualche caso al massimo poco più) dei film presenti nella playlist. Non riesco proprio a capire come possa essere posto ai vertici della Sua filmografia. (Sensazione avuta quest'anno purtroppo più volte, in occasione dell'uscita degli ultimi film di altri registi come Herzog,Mann,Loach,Coen che solitamente amo invece molto). Per cui, tutti coloro che usualmente trovano già di scarso interesse il Cinema di Eastwood, come mi pare di capire siano ad es Sasso67 e Nektar, è bene ne stiano tranquillamente alla larga. Inutile farsi del male e perdere tempo prezioso. Voglio dire a che scopo? Per poterne parlare poi male/sarcasticamente in sede di opinione su Film tv? No, meglio fare altro.

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  • 28 febbraio 2010, 00:17 di Peppe Comune

    Trattare in modo uguale cose diverse è sbagliato come trattare in modo diseguale cose simili. Questo semplice assunto rende ineccepibile lo spirito di fondo che anima la play di BobtheHeat. Dell'unanimità di giudizio poi diffido sempre un pò. Eastwood è certamente un'autore importante ma "santificarlo" come se si trattasse della panacea contro la fine della creatività cinematografica mi sembra, oltre che un errore di metodo ascrivibile alla stimabile redazione di Film tv (e qui sottoscrivo in particolare quanto scritto da sutter c), un atteggiamento ostinatamente pessimista. Mi piacciono diversi suoi film (i "Ponti" proprio no) ma la sua esasperata rettitudine me lo allontana decisamente dalle mie più spiccate preferenze. Anch'io amo i bufali che possono "scartare di lato e cadere"(oltre che De Gregori). Saluti.

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  • 28 febbraio 2010, 09:32 di testadiradio

    solo per esprimere il mio sollievo. a leggere film tv mi sembrava di essere l'unico ad avere delle riserve su Eastwood santo subito. a forza di "capolavori" finisce che ce lo fanno odiare: clint è molto meglio dei suoi recensori.

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  • 28 febbraio 2010, 21:35 di ed wood

    @ Carlos: forse mi hai frainteso...intendevo piu che altro dire che registi eccentrici come Lynch o Anderson o Solondz trattano temi e stili molto peculiari, e come tali possono attrarre o respingere...Eastwood invece è lineare, classico, diretto...d'altra parte, anche nel Terzo Millennio, la gente (pubblico, cirtica, cinefili etc...) metabolizza più facilmente il cinema narrativo, con uno schema di personaggi strutturato, psicologie complesse ma definite, climax emotivo, risvolto morale etc...tutte cose esposte in maniera trasparente da Eastwood...il cinema dei Godard e dei Kitano è molto più criptico, ellittico, intellettuale...e attenzione: non è solo una questione di appeal commerciale o di populismo, ma è proprio un discorso di espressione di dati contenuti (alti) in un dato stile (immediato)...spero di essermi espresso bene...

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  • 1 marzo 2010, 01:16 di carlos brigante

    @ed wood. avevo frainteso le tue parole; credevo ti riferissi al fatto che Eastwood venisse universalmente riconosciuto come "maestro". Condivido ogni tua parola qui sopra. chiedo scusa

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  • 26 marzo 2010, 10:03 di sfrisolo

    Lunga vita a Clint nonostante la critica favorevole! ;-)

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  • 10 aprile 2010, 01:58 di screwysquirrel

    La cosa buffa è che a MYSTIC RIVER, capolavoro dei capolavori, Fittante a suo tempo ha dato 9, evidentemente nel frattempo si è consolidato il “culto della personalità” nei confronti di Clint (eh già, adesso è la loro “moral guidance”……). Mi spiace dover dissentire da cotanto entusiasmo nei confronti di un film comunque bello, specie per un biopic, e ancor di più sbertucciare gli scrivani di FilmTv proprio a proposito del mio regista preferito tra tutti quelli in attività. Del resto alla ggente piace sentirsi dire che tutti i film sono capolavori, Goffredo Fofi l’hanno mandato via apposta dalla mia ex rivista preferita… Abuso o non abuso della parola “capolavoro”, comunque, GRAN TORINO è, con MYSTIC RIVER e MILLION DOLLAR BABY, uno dei top nella sfilza di grandi film che Eastwood ci ha dato nell’ultimo decennio e un 10, tutto sommato, se lo merita. Certo che darlo, a quanto mi dite (ho smesso di comprare FilmTv dopo il colpo di stato fittantico-damsiano), anche al pur impressionante CHANGELING e addirittura ad INVICTUS… Mah, spero che, permaloso com’è il Fittante, i moderatori non mi censurino o mi costringano a fare autocritica, come usava ai tempi di Baffone…

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