Sirk, il mélo e la nostra gioventù perduta
Ha ancora un senso proporre un regista come Douglas Sirk? Ha ancora un senso proporre il mélo oggi? Che cos'è il mélo,oggi? Manipolazione dei sentimenti? Svilimento calcolato delle nostre emozioni più profonde? E la TV? Le sguaiate litigate quotidiane, i chiacchiericci e i cazzeggi quotidiani dove si spaccia per sentimenti un simulacro falso, volgare, moralmente sporco, socialmente laido. Il cinema di Sirk ci restituisce un mondo di sentimenti autentici, un'oasi di scrupoli morali oggi impensabile, un rifugio per le relazioni sentimentalmente pure, per rapporti umani puliti, autentici, anche se spesso, proprio per essere autentici, risultano brutali. Se ne esce più puliti dentro dopo aver visto uno dei suoi film. Ma oggi Sirk non è più di moda. Lo si considera alla stregua di un melenso artigiano ormai inesorabilmente condannato dalla nuova sensibilità. Eppure il suo cinema, proprio perchè scava nel profondo delle nostre emozioni senza manipolarle, risulta a noi, di una certa età, quanto mai "vero" e sorprendentemente affascinante per chi, giovane, si accosta alla sua cinematografia. Commuoversi non è segno di debolezza, ma coinvolgimento autentico e segno di purezza.
Commenti
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26 febbraio 2010, 13:56 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
Benvenuta questa play, fixer - un mese fa ho rivisto per la decima volta (!) "Come le foglie al vento", un capolavoro del melò e del cinema tout court. Sirk commuove, gira divinamente e non nego che quando vidi il film da ragazzo ho sempre amato il personaggio di Robert Stack (una grande presenza anche nella serie "Gli Intoccabili") più di quello di Rock Hudson: ma, si sa, l'eroe negativo ha una presa maggiore sui giovani, soprattuto in quel lontano periodo di formazione in cui confusione e turbamento avevano la meglio sulle buone ragioni degli adulti. Degli altri ricordo di avere visto al cinema e poi ripetutamente rivisto "Lo specchio della vita!: una serata memorabile, il pubblico era incantato da Mahalia Jackson. Sirk non era Matarazzo, Sirk filtrava il melò dentro la grande letteratura, impeto e passione che da buon transfuga avev trapiantato da Theodore Storm e Gottfried Kelle entro il tessuto grezzo del cinema hollywoodiano. Un grandissimo regista che ha dato in seguito cibo alle ironiche svenevolezze di Pedro Almòdovar (scusami l'accento grave!), alle magnifiche ossessioni di Fassbinder e, per strade diverse, a me sgradite, anche del cinema del 'geniale' Von Trier. Grazie per i ricordi che questa play attiva.
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26 febbraio 2010, 14:07 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
"Naturalmente "Almodóvar”.
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26 febbraio 2010, 14:19 di callme Snake
Io sto scoprendo solo ora, in un momento particolare della mia vita, Douglas Sirk, e lo sto amando già molto. I suoi film mi catturano, rispecchiano la mia vita, mi spingono a identificarmi e, appunto, mi portano ad uscire dal cinema purificato, con una visione più limpida delle cose. Proprio perché fuori moda Sirk merita di essere riproposto: è un'occasione per verificare dove l'immaginario contemporaneo sta spingendo il nostro modo di sentire. è la differenza che dà valore: se vogliamo ruscire a giudicare il cinema e la società in cui viviamo è necessario il paragone con sistemi diversi, linguaggi diversi, come quello (quasi scomparso) del melò classico hollywoodiano.
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26 febbraio 2010, 14:25 di fixer
Se poi aggiungiamo, caro Lorenzo, la musica di Frank Skinner e la fotografia di Russell Metty, beh...che dire? Ricordi quella lettera che John Gavin, soldato tedesco morente sui campi gelidi di Russia, scivolata dalle sue mani e ora cullata dalle acque di un torrente simbolo di un amore e di una vita perduti per sempre? Oppure il cervo che, alla fine del film, fa capolino davanti alla vetrata della casa dove riposa,ferito, Rock Hudson e Jane Wyman se lo coccola. felice di aver ritrovato l'amore? Piccoli simboli di un'umanità civile, di piccola e grande poesia quotidiana, di amore vero per gli altri. Ricordo che una sera al Fiamma, a Roma, riproponevano su grande schermo COME LE FOGLIE AL VENTO. Tra gli altri, notai Enrico Ghezzi, scarmigliato e arruffato come sempre, che alla fine uscì senza parole, tutto preso, come lo eravamo noi, dalle forti emozioni provate, dalla magnifica ossessione che è, quando lo fa un artista vero, il cinema! Anche i critici, allora, hanno un'anima!
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26 febbraio 2010, 14:27 di fixer
Grazie, caro Snake: le tue perole sono musica! Se anche i giovani imparano ad amare Sirk, forse il mondo si può ancora salvare!
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26 febbraio 2010, 17:57 di Inside man
Probabilmente ho una percezione errata, ma non mi risulta che Sirk sia fuori moda e ancor meno sia considerato "un melenso artigiano ormai inesorabilmente condannato dalla nuova sensibilità", anzi negli ultimi decenni è stato assai rivalutato (anche grazie al ns Ghezzi). E poi quale sarebbe questa nuova sensibilità? Si sta parlando di pareri di appassionati di cinema e critici o di adepti delle soap televisive? Chiedo lumi. Un saluto.
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26 febbraio 2010, 18:44 di fixer
Mi riferisco ai commenti uditi tra la gente comune. Troppo spesso è l'opinione della maggioranza a fare tendenza. Se in politica questo è normale, nell'arte spesso diventa una palla al piede. Nel cinema, in particolare, si assiste al fenomeno per il quale le Majors americane e i nostri produttori producono film di un certo tipo per la fascia ritenuta più appetibile e cioè quella dei giovani dai diciotto ai 25 anni, circa. Prova a chiedere quanti di loro conoscono Sirk e chiediti quanto possa piacere loro una qualsiasi delle storie citate.I gusti attuali ("la sensibilità nuova") sono quelli dei cinepanettoni o delle storielle tipo i film di Moccia o di Vaporidis: storie calate nella quotidianità tanto leggere quanto insulse. Così almeno mi pare. Le storie "vere", paradossalmente le produce la RAI, con tutti le limitazioni e le precauzioni che ne conseguono. Noi dobbiamo per forza fare i conti con questi nuovi gusti. L'opinione dei critici e degli intenditori rappresenta una ristretta minoranza che, purtroppo, non influisce più di tanto, sull'orientamento da prendere. E spesso anche loro non brillano per coerenza.
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26 febbraio 2010, 20:21 di steno79
Sirk non è assolutamente fuori moda, basta pensare al toccante omaggio che gli ha reso Todd Haynes in Lontano dal paradiso qualche anno fa. Tra i suoi film, quello a cui sono più affezionato è Lo specchio della vita, che vidi per la prima volta a 13 anni e mi commosse profondamente.
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26 febbraio 2010, 22:14 di kirkdetective
Ho scoperto e immediatamente amato i film diretti da Sirk in televisione, senza poter più dimenticarne la messa in scena magnifica e raffinata al servizio di storie esasperatamente vere, che mi hanno spesso "trovato" integralmente, e in cui in più di un'occasione mi sono specchiato. Lo considero insomma il grande cinema, sulla e al servizio della vita. Sarebbe bellissimo, poterlo (ri)vedere sul grande schermo, ma si sa, a parte rarissime e difficilmente avvicinabili (almeno per me) occasioni offerte da rassegne e/o festival, il consumismo non lo permette.
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