Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

scrivi la tua opinione

Non ancora bookmarkato  
04/03/2010 h. 05.48 Film: Playlist libera
IO CHE DI TITOLI DI CODA ME NE POSSO VEDERE ANCHE SEI MINUTI DI FILA...

IO CHE DI TITOLI DI CODA ME NE POSSO VEDERE ANCHE SEI MINUTI DI FILA...

…ed odio quelli che si alzano, si stiracchiano, c’hanno le fregole, devono uscire per primi, si mettono la sciarpa, il maglione, il cappotto, il casco, si rifanno la messa in piega, telefonano al ristorante, alla mamma e sono proprio quelli che stanno davanti a te o accanto e ti vogliono passare sopra e che, anzi, proprio non capiscono perché stai ancora seduto se il film è finito… Perché i titoli di coda sono un must, una delicatessen, “the cherry on top”. Sono parte del film, a volte gran bella parte del film, e possono risultare illuminanti, possono farti capire che il tipo che hai pensato essere interpretato da Tizio per due ore, in realtà era Caio. E quel tal Sempronio che vedi ben scorrere ora a caratteri semicubitali, non l’avevi affatto notato, e riconoscerai i nomi dei parrucchieri che hanno pettinato la protagonista spettinata e quelli dei tre sarti che hanno vestito quel raffazzonato del coprotagonista, e ti sovverranno i doppiatori (accorgendoti che tuo cugino Filippo doppiava x e non y), e poi i meccanici, i montatori e gli smontatori, gli scenografi e gli sceneggiatori, i responsabili del catering ed i ringraziamenti al Comune di Procida per un film che credevi girato a Capri, e gli aiuto registi e gli aiuto degli aiuto  e, diciamocelo chiaro… volete mettere il fascino, il carisma, l’appeal dell’apparizione su mega schermo di un extra casting, di stills photographer, storyboards artist, set decorator, ed ancora  dressing propmen e cable mantenaince (altro che elettricisti…), il wardrobe supervisor, gli scanning ed i recording, i film editors, utility sound, greens foreman, il camera focus puller ed il camera clapper leader, il vision effects supervisor, il legal & business affairs manager, il dolly grip, senior and junior assistants, il re-recording mixer, l’additional editing ed il developmemt executive con l’art director, il post production accountant nonché tutti i titoli delle canzoni dei Beach Boys che pensavi fossero di Bruce Springsteen e quelle di Brian Eno che avresti stragiurato di non aver mai sentito… insomma ti si dipanerà un mondo, s’illuminerà la tenebra, farai amicizia con lo stunt, il trainer co-ordinator ed il passante uno, il passante due ed il passante tre, sarà un commiato cortese, un saluto delicato, un lieve arrivederci. Ti guarderà storto solo l’omino di sala che indirizza il pubblico verso l’uscita. Lui che non c’è giorno che riesca a vederseli in santa pace ‘stì benedetti titoli di coda…

  1. Dvd non disponibileBlu-RayUmd non disponibile A Bug's Life - Megaminimondo (1998) Titoli di coda con i finti errori commessi dai cartoni animati... geniale!
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Piramide di paura (1985) Gran peccato uscire prima...
  3. DvdBlu-RayUmd non disponibile X-Men: conflitto finale (2006) idem come sopra...
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Una pazza giornata di vacanza (1986) Qui è Broderick che vi caccia dal cinema...
  5. Santa Maradona (2001) ... col maniaco per i titoli...
  6. I Simpson - Il film
  7. DvdBlu-RayUmd non disponibile Una notte da leoni (2009) Titoli di coda rivelatori... da uccidersi dalle risate! 
SI

Commenti

  • 4 marzo 2010, 06:58 di Neve Che Vola

    Eh, mi trovi col dente avvelenato sull'argomento. Ho visto Nine 4 volte e Memorie di una geisha 19 e la Città proibita 11 e Hero 6 volte in sala, e sempre fino all'ultimissimo istante. Certo si tratta di quattro film particolari, un musical, una semi-opera e due musicati appositamente per essi, per cui il commento musicale è indispensabile. Ma anche negli altri casi, quando ci sono canzoni già esistenti, sono pur sempre parte del film come dici giustamente tu. Sai cosa ti dico? Che è meglio metterla sullo scherzo, come fai tu, altrimenti ci sarebbe da essere davvero duri con i "compagni" di sala. E commentano continuamente, e guardano il telefonino luminoso, fanno versi impensabili, non hanno la minima idea che se non si tace non si ascolta. E' la loro abitudine di una vita, in sala la ripropongono. Il silenzio non è un momento inserito dal regista affinchè si possa commentare, ma spiegaglielo? Tutta la tensione se ne va, il senso della forma viene perso, in poche parole non si guarda il film. Come quelli che vanno in gradinata a far casino nella convinzione che la partita si viva più intensamente. Sembrerebbe ovvio, la partita la vivi di più se ne segui gli sviluppi, non se ti unisci ad un coro di ubriachi, ho perfino vergogna a dire cose così ovvie, ma ne conosco a migliaia che affermano il contrario. Solo per vedere Nine, quanta fatica superflua m'è costato, quel vecchio balordo accanto commentava quando cantavano "si, ma a me che me ne frega?", e le ragazzine maledette che arrivano in gruppo a ridacchiare? Le brucerei vive! Io sono stato maledetto, il mio castigo sono spesso due signore insieme, specie ai concerti. Proprio nel momento di maggior tensione di un movimento lento di un Quartetto per archi in pp, ecco che sbucciano lentamente una caramella... ma perchè non le tengono al museo egizio? Vecchie bastarde maledette! Non riesco già più a tenerla sul comico, sono già col sangue al cervello al solo pensarci. E il brutto è che non puoi intervenire, perchè se anche smettessero su tuo ammonimento, proprio avvertendole contribuiresti tu stesso a perdere qualche frammento del film o del concerto. Gente del genere non sta certo a sentire tutta la sigla, per loro il film è una serata diversa, non una questione di vita o di morte. Non sono abituati a capire, quando ero bambino una ragazza mi chiese cosa ci trovassi in Louis Armostrong, visto che non si capivano le parole quando c'erano... Secondo lei la musica è un optional alle parole... e son quasi tutti così, come i Vampiri de L'ultimo uomo della Terra, e ti assediano. Ho enumerato apposta le 19 volte che vidi Memorie, perchè fu un ottimo esercizio per i diversi tipi di percezione dati fattori ambientali differenti. La mia idea è che con un pubblico pessimo, l'atmosfera che si forma in sala non sia adatta a cogliere il significato di un film, la percezione stessa ne è influenzata, la tua percezione. non si tratta solo di malumore, ma di interferenze psichiche. Se il film è grossolano, puoi benissimo perdere dei frammenti, ma se richiede di entrare in sintonia anche coi silenzi, allora sono guai. La maggior parte dei titoli di coda sono quasi inutili, perchè vengono riempiti con canzoni adatte ai giovani tanto per musicare le scritte, ma una colonna sonora composta apposta non la puoi perdere per nessun motivo. Mi guardava storto il proiezionista l'altra sera, c'ero solo io durante i titoli di coda, e anche qui se li interrompe cosa fai? Se perdi la pazienza e lo cerchi, in tal modo il tuo umore si rovina anche di più. Ma una volta l'ho fatto dopo "La città proibita", e glil'ho detto in malo modo, lui è stato zitto. Ad un altro, dopo Memorie, ho pagato da bere perchè era rimasto apposta per me su mia richiesta. Beato te che riesci a scherzarci su, ora sono già diventato intrattabile e sono da solo a casa...

    cancella commento cancella commento e blacklista Neve Che Vola
  • 4 marzo 2010, 07:01 di Neve Che Vola

    Mi sono dilungato, ma stavolta voglio riassumere in una sola parola quello che penso di quelli che entrano nel mio stesso cinema: "Morissero!".

    cancella commento cancella commento e blacklista Neve Che Vola
  • 4 marzo 2010, 08:52 di Immorale

    Play più che condivisibile, i titoli di coda sono essenziali e purtroppo vengono sacrificati anche in televisione (soprattutto da Mediaset); leggo per intero anche quelli dei Videogames !!

    cancella commento cancella commento e blacklista Immorale
  • 4 marzo 2010, 09:58 di dedo

    Mi sono espresso anche in altre discussioni su quanto, con ragione, lamenti. Un film non è completo senza i titoli di coda, che fra l'altro permettono il completamento della colonna sonora. Costretto a vedere quasi esclusivamente la TV è indecente che un film venga decurtato di questa sua parte essenziale.E colpevoli sono tutte le reti, specie RAI 4 ove spesso non riesci neanche a capire se un film è finito o meno. Ma sia Mediaset, che Rai e pure La7 ormai troncano la visione senza pietà. Quindi mi trovi perfettamente solidale con le tue lamentele e purtroppo non ci sono speranze per il futuro. Un saluto

    cancella commento cancella commento e blacklista dedo
  • 4 marzo 2010, 10:50 di paperino73

    viva tutti i titoli di coda del mondo... Alla fine della Vendetta dei Sith non volevo più uscire dal cinema. Dopo l'iimagine degli zii di Luke che scrutano l'orizzonte bisolare, che malinconia...

    cancella commento cancella commento e blacklista paperino73
  • 4 marzo 2010, 11:36 di jonas

    Guarda, avevo pensato anch'io che l'argomento "ciò che si vede alla fine dei titoli di coda" poteva fornire lo spunto a una playlist. Ecco i primi esempi che mi erano venuti in mente: 1) Mission. Il gesuita finisce di scrivere la sua relazione e guarda in macchina verso lo spettatore. 2) L.A. Confidential. Termina una puntata del telefilm che viene dedicata alla memoria del personaggio di Kevin Spacey. 3) A serious man. Compare la scritta "Nessun ebreo è stato maltrattato durante la lavorazione di questo film" (!!), che peraltro fa il paio con quella di The Flintstones "Nessun dinosauro è stato ecc.". Al cinema io rimango ostinatamente seduto fino all'ultimo fotogramma; con i film in tv, purtroppo, ormai è prevalso l'andazzo ignobile che conosciamo.

    cancella commento cancella commento e blacklista jonas
  • 4 marzo 2010, 12:10 di bradipo68

    La sequenza di Louise Michel nascosta dopo il termine di titoli di coda.Una vera goduria pensando a quelli che avevano già abbandonato la sala.....

    cancella commento cancella commento e blacklista bradipo68
  • 4 marzo 2010, 12:41 di kotrab

    BRAVOOOO!!! Un altro esempio incredibile è come si possa uscire di sala o bloccare il dvd nei titoli di coda di Blade Runner: come si fa a snobbare la musica finale di Vangelis???!! Non solo è un brano bellissimo, ma non si è mai sentito prima nel corso del film ed è stato scritto come coronamento finale, proiettato oltre l'immagine e lo schermo. E ci sarebbero esempi a bizzaffe!

    cancella commento cancella commento e blacklista kotrab
  • 4 marzo 2010, 14:12 di AlexPortman80

    Grande e condivisibile play! Almeno nel 90% dei casi sono tra gli ultimi 2 o 3 ad abbandonare la sala (di cui uno è l' "omino di sala" che però intanto comincia a ripulirla in seguito ai soliti e numerosissimi maleducati), nel restante 10% sono proprio l'ultimo: uno dei record di presenze ai titoli di coda fu per il secondo Pirati dei Caraibi, ma semplicemente perchè alcuni avevano letto su qualche giornale che al termine delle scritte c'era una ulteriore scena e di certo non per chissà quali motivi trascendentali! Visto che pure per me sono una parte fondamentale di un film (ed in alcuni casi molto meglio della pellicola stessa) proporrei ai registi di sparare per intero i titoli subito in testa (consuetudine in parte propria di Woody Allen, ad esempio, anche se nel suo caso non si spreca più di tanto, neanche per cambiar loro il carattere), almeno al termine non dovrei "slalomeggiare" tra i vari spettatori per nulla trasparenti per riuscire a vedere qualcosa...

    cancella commento cancella commento e blacklista AlexPortman80
  • 4 marzo 2010, 16:17 di ocagiuliva

    @ Neve che vola: ma muori tu sulla poltrona mentre scorrono i titoli di coda!!!!! :-)))))) Io li vedo poche volte, dipende: se c'è mio marito con me, si esce di corsa, sennò me li leggo, con le luci accese....ma non è che mi dicano un granchè....;-)

    cancella commento cancella commento e blacklista ocagiuliva
  • 4 marzo 2010, 17:05 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Ho imparato molte più cose sul cinema dai titoli di coda che da decine di saggi. Un tempo i titoli di coda erano poco 'democratici', c'era poco da leggere, la parola 'Fine" o "The End" arrivavano bruscamente e si usciva di sala senza sapere molto. Allora erano importanti i titoli di apertura dei quali non perdevo un nome, sceneggiatore, fotografia, produttore e, ca va sans dire, interpreti. Non sono mai entrato in un cinema senza vedere un film dall'inizio né ne sono uscito senza vederne completamente la fine. Spesso sono rimasto solo: ricordo che io la mia compagna abbiamo più volte imposto all'esercente di non bloccare i titoli di coda, reclamando altrimenti il rimborso del biglietto; ho litigato con chi, prima che il film finisse e apparisse il telo immacolato, si alzava, togliendomi la visuale; ho imprecato contro gli addetti al personale che accendevano le luci in sala prima che ogni traccia di crediti fosse scomparsa. Rare volte ho sacrificato i titoli di coda - quelli lunghi e 'democratici' del cinema degli ultmi trent'anni -: quando in sala c'era qualcuno che non volevo salutare - se quello restava anche lui per lo stesso motivo e quando, per ragioni di opportunità, ero costretto a svicolare in compagnia di una donna poiché in sala, da un'altra parte era seduta un'altra donna (sarà capitato a tutti voi!) e ho ritenuto giusto che non ci fosse questioni di 'domicile conjugal' nel bel mezzo della folla. Devo ai titoli di testa e di coda tutto quanto conosco oggi di cinema: Ci sono registi che per ovviare all'inconveniente (e al cattivo vezzo) che i loro titoli di coda non siano proiettati e quindi letti, cercano espedienti perché dalla sala si esca a proiezione finita. Molti li avete citati, forse manca "Omicidio in diretta" di De Palma nel quale il thriller trova una spiegazione proprio sui titoli di coda.

    cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (Marcello Del Cam
  • 4 marzo 2010, 18:17 di leporello

    Bravissimo Lampur! Concordo in ogni cosa. Io, specie per i film che più mi sono piaciuti, cado in una specie di trans catalettica, assumo la postura di un monaco buddista zen e, cercando di tenere lo sguardo fisso il più possibile nonostante lo scorrere inesorabile, tento di assorbire quante più informazioni possibile su quanto ha appena finito di vedere, in una sorta di esercizio di meditazione trascendentale. E il bello (o il tragico, dipende...) è che lo faccio pure se i titoli sono in arabo, o in cinese (dovò farmi visitare?!). Aggiungo alla play il film "UP", anche se è un film che non mi è piaciuto tanto, ma i titoli di coda erano davvero molto carini.

    cancella commento cancella commento e blacklista leporello
  • 4 marzo 2010, 19:15 di maxcalifornia

    L'unico film che ti COSTRINGE a guardare tutti i titoli di coda è "Gli spietati" di Eastwood. Non si può perdere il toccante omaggio ai due grandi cineasti "For Sergio and Don".

    cancella commento cancella commento e blacklista maxcalifornia
  • 4 marzo 2010, 19:19 di maxcalifornia

    Durante le mie rare presenze nelle sale cinematografiche ho avuto l'occasione di vedere tutti i titoli di coda di "Parnassus" diretto da Gilliam. Tutto sommato è piacevole guardare fino all'ultimo fotogramma, specialmente se la musica è piacevole da ascoltare...

    cancella commento cancella commento e blacklista maxcalifornia
  • 4 marzo 2010, 20:21 di Dying Theatre

    gli imbe(ci)lli che, da androidi decerebrati quali sono, scappano a razzo dopo la fruizione (sciatta) sono uno dei sintomi più evidenti dell'umano pressappochismo.. come chi, a teatro, scappa via senza fare applausi, o chi, ad un concerto, vola al parcheggio durante il primo bis. Quando andavo allo stadio - e già è dir tutto - detestavo perfino gli ultrà che, per evitar la calca, abbandonavano gli spalti all'ottantasettesimo. Figurarsi di fronte all'arte... come mangiare quasi tutta una carbonara e lasciare il guanciale nel piatto. (Esempio volutamente estetico)

    cancella commento cancella commento e blacklista Dying Theatre
  • 4 marzo 2010, 21:09 di leporello

    Impossibile, Dying.... la carbonara si fa con la pancetta. :-)

    cancella commento cancella commento e blacklista leporello
  • 4 marzo 2010, 22:40 di Neve Che Vola

    Prima mi sono sbagliato: non solo devono morire, ma soffrire un bel pò; capisco che con quel ladrone al governo oggi sia tutto lecito, e che trasgredire alle semplici norme del rispetto per gli altri spettatori sia una piccolezza al confronto. Ma si tratta di rispettare gli altri, la questione sta tutta qui. Non si tratta di gusti, ma di diritti. Se pago il biglietto, ho diritto di vedere il film fino all'ultimo istante, se qualcuno si alza (a meno che non abbia motivi seri) trasgredisce alle più banali norme di educazione e calpesta i diritti di chi vuol (e ha il diritto di) vedere TUTTO il film. Non si tratta di trovare utili o meno i titoli di coda, questo è soggettivo: si tratta di rispettare chi ha il diritto di vederli, non sta a me decidere con un comportamento sbagliato che è giunta l'ora di alzarsi. Il gestore di un cinema mi ha detto che ha provato a non accendere le luci, ma che si è trovato in guai anche peggiori, perchè i buoi facevano anche più casino perchè costretti a trovare l'uscita al buio sbuffando. Per il bue è difficile capire che il fattore decisivo non è il suo apprezzamento o meno dei titoli di coda, quanto l'educazione nei confronti degli altri, fosse anche uno solo. Se già un concetto simile risulta al bue incomprensibile, spiegami Tu, o Dio, se sarà capace di capire qualcosa in generale, e sempre Tu - o Dio che li hai creati a immagine e somiglianza del bue (quando dicono di essere fatti a Tua immagine e somiglianza Ti bestemmiano, dicono che Tu sia un bue, ma certo rientra nei Tuoi disegni incomprensibili) - spiegami perchè entra in sala a vedere un film invece di andare al bar? Moriste!

    cancella commento cancella commento e blacklista Neve Che Vola
  • 4 marzo 2010, 22:48 di ocagiuliva

    Boh! Trasecolo!!! Con il guanciale si fa l'amatriciana.... Adesso vi lascio...vado al bar...volevo andare al cinema, ma ci ho ripensato.

    cancella commento cancella commento e blacklista ocagiuliva
  • 4 marzo 2010, 23:26 di maurri 63

    NON ho mai abbandonato la sala prima dei titoli di coda, anzi devo uscire per ultimo, da tradizione. Perfino dopo l'omino della sala. Però, pensiamoci: i titoli di coda avvincenti da voi citati appartengono a film decisamente scadenti. E non si può parlare di un film solo per i titoli...Detto questo, va ricordato che circa il 40 % dei credits fanno riferimento a nomi inventati (basta guardare le foto delle varie troupe sui set per capirlo). Ma è tanto "figo" far vedere che ci hanno lavorato settanta persone (mentre erano "solo" trenta in produzione e sette in post-produzione). Per comprenderlo meglio, guardiamo i film degli anni settanta - novanta, soprattutto quelli italiani: vedrete i nomi "essenziali" e a questo punto ragionando: come si faceva in tempi di pellicola "pesante" (le arriflex odierne hanno magazzini a corredo leggeri, le panavision addittura digitalizzano ma qui è meglio non entrare nei dettagli) a fare film con troupe ridotte e con mezzi più articolati...? Certo, però, Lampur, hai ragione quando affermi che Tizio lo interpretava Caio e Sempronio lo faceva Cosaltro...e vale anche per musiche, caratteristi, doppiatori, aiuti registi... A proposito, tra Sky e Premium i titoli non sono tagliati e, quando mi capita di vedere i film su questi canali, credetemi, resto SEMPRE fino alla fine. Perchè un film è AnChE i suoi credits...!

    cancella commento cancella commento e blacklista maurri 63
  • 4 marzo 2010, 23:30 di maurri 63

    Ps: a teatro, se non ci è piaciuto, riserviamoci qualche volta il diritto di non applaudire, e che...! Anzi, personalmente, reclamo quello antichissimo di fischiare o, perlomeno, di fare buuuu. Come i sanfedisti rossiniani ad un Barbiere scadente!

    cancella commento cancella commento e blacklista maurri 63
  • 4 marzo 2010, 23:43 di Neve Che Vola

    Resto fino alla fine anche quando mi tocca sorbirmi musica che non mi piace e della quale farei volentieri a meno, il film è AnChE i suoi credits, anche se per la verità non resto per leggere di chi era la fotografia, notizia utile a chi di cinema parla con competenza e dati alla mano ma che in buona misura si possono trovare anche all'IMDB. I titoli di coda sono spesso occasione, se la colonna sonora è fatta da un buon musicista, di portare a compimento tutti i temi proposti, ma spessissimo sono anche teatro di un riempitivo musicale del tutto inutile e che non è utile al film. Sarà che suonando un pò il piano certi dettagli li devi per forza notare: per esempio, non è lasciato al caso il tempo che intercorre tra l'attacco di un movimento e di un altro, pesa sulla tensione generale, non è l'ora della birra. Alle volte, pur più democratici come notato prima, i titoli di coda possono essere una palla al piede, non riesco a immaginarmeli dopo l'ultima inquadratura di La donna che visse due volte, per esempio. Oggi, se anche un regista volesse, forse non potrebbe concludere un film così, secondo me c'è gran differenza se seguono al film oppure no i titoli di coda in casi simili. Alle volte può essere meglio uscire di sala (o in casa) senza niente altro che l'ultima inquadratura.

    cancella commento cancella commento e blacklista Neve Che Vola
  • 4 marzo 2010, 23:48 di Neve Che Vola

    @maurri63: secondo me è giusto applaudire anche se sono scadenti gli artisti, purchè onesti. E' troppo grande l'investimento di sè che fa un artista recitando, o suonando, o cantando, per poter rischiare di arrecargli danno. L'applauso va non tanto al risultato (lì allora sarà maggiore se buono il risultato), ma alla difficoltà stessa che l'artista affronta. Dopo l'esecuzione del quartetto n.15 di Shostakovich, eseguito alla luce delle sole candele che gli artisti spengono dopo l'esecuzione, il Quartetto Borodin chiede di norma di non applaudire.

    cancella commento cancella commento e blacklista Neve Che Vola
  • 5 marzo 2010, 05:21 di LAMPUR

    Mi riservo anch'io il diritto di non applaudire in caso di mancata approvazione (a teatro) mentre non sopporto quelli che applaudono al cinema (al telone?). Dying ma chi te la fa la carbonara? Vieni da Tony e Dino a Via leone IV e ti leccherai le orecchie rischiarandoti le idee (ma pure Cacio e pepe a Via Avezzana...). Allora si applausi, bis ed ovazioni... (mi rendo conto che stiamo scivolando dai titoli di coda a quelli... di coda alla vaccinara...)

    cancella commento
  • 5 marzo 2010, 10:54 di Utente rimosso (saw)

    citando ancora film d'animazione, sono davvero spassosi i titoli di coda del film Cars , dove alcuni protagonisti guardano un film con personaggi di A Bug's Life e Monsters & Co..simpaticamente trasformati in auto.Sempre finti errori nei titoli di coda del film Toy Story....come dici tu ....davvero geniali.

    cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (saw)
  • 5 marzo 2010, 11:33 di Immorale

    Molto belli anche i filmati in coda a "La Gang del Bosco".

    cancella commento cancella commento e blacklista Immorale
  • 5 marzo 2010, 15:09 di cantautoredelnulla

    D'accordo con te Lampur, anch'io e mia moglie restiamo appiccicati alla poltrona fino alla fine. Nei multisala di Milano dove vado per comodità di parcheggio i titoli di coda vanno avanti fino alla fine anche se la sala è vuota. E' questione di serietà e di rispetto. Per quanto riguarda la TV ho smesso di guardarvi i film proprio perché li interrompono con le pubblicità e tagliano o non fanno i titoli di coda... Tra l'altro io sono così paranoico da non entrare in sala se il film è già iniziato, anche solo da un'inquadratura. Un'inquadratura (spesso un titolo di testa) può sembrare poco e chi viene al cinema con me mi prende per pazzo perché rifiuto di entrare, ma per me è fondamentale vedere un film dall'inizio alla fine (ricordo in questo Woody Allen in Io e Annie). E sono d'accordo anche sul fastidio degli applausi a fine film: ma se non c'è nessuno pronto ad accoglierli, cosa rappresentano? E' come se applaudissi davanti al televisore, non riuscirei a sentirmi "tutto bello a posto". :D

    cancella commento cancella commento e blacklista cantautoredelnulla
  • 5 marzo 2010, 17:35 di tafo

    resto sempre da solo in sala a guardare i titoli di coda, quando li tagliano bestemmio pesantemente contro il mondo e anche contro il proprietario del cinema o della televisione, volevo segnalare flags of our fathers di eastwood come esempio di film da non muoversi fino alla fine

    cancella commento cancella commento e blacklista tafo

Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?