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09/03/2010 h. 01.18 Film da ricordare
La mia donna ideale

La mia donna ideale

Amo le donne e il loro universo, sopra ogni cosa. La mia vita di uomo è legata irrimediabilmente all'amore per la donna.
La mia idea di donna ideale risponde alla donna che non ha accettato e non accetta tutt'oggi di essere solo un banale oggetto del desiderio, una donna che non vive per piacere o affascinare, per le sue curve o il suo corpo, ma che pone maggiore attenzione al proprio contributo al bene e al progresso della società che insieme condividiamo. Una donna che come me riconosca il valore delle donne che hanno subito l'umiliazione dei più forti e virili uomini, ma che non hanno mai abbassato la testa e non si sono rassegnate difendendo la propria dignità. Penso al detto "dietro ai grandi uomini ci sono delle grandi donne" e quando penso a questo penso a Dario Fo che non si separa mai da sua moglie Franca Rame e che non perde occasione nelle interviste per dare spazio al pensiero della sua consorte. Ci tiene a mostrarne le doti, perché Franca Rame è una Grande donna. Penso a quelle coppie in cui l'uomo e la donna hanno lo stesso ruolo e non importa chi sul lavoro ha un incarico più importante, lo stipendio più alto, chi sa comandare e chi obbedire. Coppie dove non c'è una donna oggetto solo bella e avvenente sminuita dall'uomo macho e virile, ma in cui ci sono una donna e un uomo uguali che si donano reciprocamente.
Credo che ogni uomo porti in sé elementi di entrambi i sessi. Per esempio, Fernando Pessoa amava definirsi con queste parole in cui mi rispecchio e che ho fatto mie: "Non mi risulta difficile definirmi: ho un temperamento femminile con un’intelligenza maschile. La mia sensibilità e i moti che da essa procedono, e in ciò giustamente consistono il temperamento e la sua espressione, sono da donna. Le mie facoltà di relazione – l’intelligenza e la volontà, che è l’intelligenza degli impulsi – sono da uomo."
In questa playlist ho voluto riportare sette film in cui il personaggio femminile non solo è protagonista, ma rappresenta una parte di me, delle mie idee, dei miei valori.
Personaggi che tutti insieme fanno la mia donna ideale, una donna che non teme gli anni né l'inesorabile appassire della bellezza, perché la sua bellezza travalica i limiti del tempo e della vita. E' un'impronta infinita.

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Water (2005) Questo film parla della condizione delle donne in India. Un film fortissimo, dove la protagonista accetterà di essere donna oggetto e subirà la vergogna e l'umiliazione di non essere sposata perché offerta per la comunità in cui vive ai piaceri sessuali di un uomo che sarà il padre del suo possibile marito. La salvezza è solo nell'uomo che sa scegliere e riconoscere pari dignità e opportunità agli uomini a prescindere dal sesso, dalla razza, dalla forza fisica, ma sulla base di una più grande forza interiore.
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Del perduto amore (1998) Ispirato alla storia di Liliana Rossi, il film parla di una donna che ha cercato di cambiare davvero le cose, che ha istruito i bambini delle famiglie più povere che non potevano permettersi nemmeno di pagare i libri per mandare i figli a scuola. Una donna che credeva che la politica fosse uno strumento utile per migliorare la vita di tutti. Una donna che credeva di contare come gli uomini, mentre probabilmente contava anche più degli uomini del suo partito. La cosa che più mi fa rabbia è che invece quella stessa politica che chiedeva alla donna un volto per un voto, ma non riconosceva alla donna un ruolo e un'identità è la stessa politica di oggi che ci offre donne-veline, bellissime, manipolate e plasmate dall'idea del partito. Mentre le donne che hanno idee vengono relegate a posti di secondo piano. Allora mi chiedo: perché dobbiamo parlare ancora di quote rosa? La sola necessità di parlarne per garantire un posto alla donna  (che fino a prova contraria le è dovuto) dimostra che la nostra cultura è ancora quella dell'italietta che ama la donna per il culo e per le tette e non per la sua sensibilità, per le sue idee, per il valore delle sue ragioni.
    Un'Italia insensibile sempre pronta ad accantonare il più debole e a non riconoscergli autorità e rispetto.
  3. DvdBlu-RayUmd non disponibile La sconosciuta (2006) Questo film è invece un esempio delle umiliazioni che ancora oggi le donne debbono subire. Essere scelte per la propria conformazione fisica, per la propria bellezza, essere usate come si farebbe con il bestiame solo per i secondi fini (ovviamente economici) di chi ti sfrutta promettendoti la libertà e calpesta la dignità in cambio della sopravvivenza: questo è ciò che rifuggo, che disprezzo e che non riuscirò mai ad accettare nell'idea della donna oggetto.
  4. DvdBlu-RayUmd non disponibile Tutti insieme appassionatamente (1965) La protagonista che sceglie di isolarsi dal mondo, cercando di diventare suora. E poi entra in una famiglia e qui fa una vera rivoluzione. Una donna carismatica, che sa comprendere le persone con cui parla e le conquista con quell'intelligenza e quell'acume che in certi uomini neanche sono presenti.
  5. DvdBlu-RayUmd non disponibile Il diavolo veste Prada (2006) La scelta: donna in carriera o donna affermata che non rinuncia ai propri valori e ai propri principi. In realtà è la scelta di vita che fa qualsiasi essere umano, nella società che viviamo. Vivere per lavorare o lavorare per vivere. Io, ovvio, ho scelto la seconda e il parametro con cui misuro la mia affermazione personale nella vita è diverso da chi sceglie la prima.
  6. La morte e la fanciulla (1995) La protagonista mostra la grande tenacia, la resistenza, la fedeltà. Nel racconto le donne non tradiscono, mentre gli uomini sono disgustosi: fanno i nomi, stuprano, violentano, sono subdoli, vivono di sesso, irrispettosi, codardi, vili. La virilità è un mito di cui io stesso, in quanto uomo, mi vergogno. Il mito del più forte, del più prepotente. Un mito buono per nascondere la stupidità e la piccolezza, a prescindere dal sesso a cui appartiene, dell'essere umano che non conosce rispetto e non merita stima né appoggio, nè giustificazioni.
  7. Pane e tulipani (2000) Ecco infine l'ultimo esempio di donna ideale. Colei che sa vivere delle piccole cose, ma sa anche ricostruire la propria vita. La donna che non si arrende ma lancia un messaggio importantissimo: pretendi di essere amata, apprezzata. Perché credere che la vita sia fatta solo di frustrazioni, di stereotipi, di sane banalità. Il rispetto va preteso da chi ci ama e va reso, così come le attenzioni, i gesti che fanno parte della nostra quotidianità. A parte tutto, uomini o donne, siamo prima di tutto essere umani e la nostra unione per il bene reciproco dovrebbe essere davvero il frutto di una collaborazione che ci riporti a un maggior riconoscimento dell'importanza del nostro contributo nella vita. Con le nostre idee e il nostro spettacolo che prosegue ben oltre un film: la nostra vita.
SI

Commenti

  • 10 marzo 2010, 14:42 di Utente rimosso (saw)

    Complimenti per la delicatezza di questa play...

    cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (saw)
  • 11 marzo 2010, 16:51 di red grave

    come sei buooono!!!!!!!!!!!! sarà per questo che ci voglio mettere un po' di pepe in tutta questa storia sulla sensibilità femminile...franca rame pare c'abbia corna ben ramificate spero solo che abbia trovato tempo e desiderio di spassarsela alla faccia del marito e dei suoi stupratori,e a proposito della politica al femminile oggi vien offerto di tutto : dalle racchie gelminiane e suore in borghese bindiane alle trans santancheniane e mignottone mussoliniane, dalle borghesucce melandriniane alle capitaliste-guerrafondaie boniniane...insomma un parco mostri per niente roseo hasta siempre ;)

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  • 12 marzo 2010, 06:57 di Johnny Depp

    Delle donne amo niente, ma amo il culo.

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  • 12 marzo 2010, 13:20 di cantautoredelnulla

    Grazie saw, red e johnny per le vostre parole. @Johnny: Amare il culo delle donne fa bene e anche il seno, sono i grandi vantaggi fisici delle donne. Quando una volta per scherzare mio figlio mi ha chiesto perché lui avesse qualcosa in mezzo alle gambe che la mamma non aveva io ho risposto: beh, la mamma ha il complesso di castrazione! Lei di tutta risposta ha ribattuto: è il papà che ha il complesso di castrazione, perché io ho le tette e lui no! Quindi, la morale che tiro fuori da questo bellissimo confronto è che abbiamo tutti qualcosa in comune da condividere al di là del sesso a cui apparteniamo, ovviamente quel qualcosa muta in base al nostro punto di vista e alla nostra sensibilità che è condizionata anche dagli ormoni che circolano nel nostro corpo, è una questione chimica. @RedGrave: Per quanto riguarda il buonismo eccessivo della play, in realtà quando l'ho scritta pensavo alle cose positive e parlavo di quelle, ma non ho le fette di prosciutto sugli occhi. Nella play parlo, per esempio, della donna politica secondo il mio ideale che dovrebbe ricalcare il personaggio di "del perduto amore" che non rappresenta la politica delle racchie, delle suore, delle trans e delle mignotte che demoliscono l'immagine politica di un paese più che edificarla. Parlo di donne che non hanno solo una blanda opinione o qualche idea suggerita dal partito, ma una preparazione adeguata e competente, indipendente, ragionata, con la capacità di trascinare e comunicare. Sono convinto che come queste doti esistano nell'uomo esistano alla stessa maniera nelle donne. Del resto non tutti i politici maschi sono dei fenomeni, anzi, loro sono la prima causa dell'evoluzione del parlamento in mignottamento. Così come credo che in certi ambienti di lavoro le donne partano svantaggiate, che anche nella musica leggera possiamo trovare poche cantanti rispetto ai maschi che si affermano per il carattere e le cose che hanno da dire, quasi fossero più relegate alla reinterpretazione delle grandi idee del mondo maschile. Quando ho scritto l'esempio, infine, di Fo e Rame ero consapevole di non prendere un esempio inattaccabile, le corna ramificate sono ben note negli ambienti universitari (e non solo), ma non credo che il valore della coppia sia nella fedeltà, o perlomeno non solo. Trovo che abbiano più peso sul valore della coppia la capacità di adattarsi e di scegliersi, di rispettarsi e ammirarsi, di mantenere vivo l'amore reciproco. Poi la scelta di come gestire la coppia appartiene alla sfera privata e non condiziona la mia ammirazione. Una volta Benigni commentando la Divina Commedia disse che Dante ama tutte le donne, ma ama più di tutte Beatrice. Paradossalmente, questo dà addirittura maggior valore all'amore verso la propria donna. Ecco, a volte penso che Fo potrà avere avuto relazioni con altre donne, non mi è dato sapere con certezza se questo è vero o falso, ma mi viene da credere che sceglie e ama più di tutte le donne che ha incontrato Franca Rame (del resto niente li costringe a restare legati insieme se non fosse così) e questo me lo fa tenere sempre in gran stima. Grazie mille red per avermi dato l'occasione di chiarire quello che era senza dubbio un aspetto ambiguo di questa play!

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  • 13 marzo 2010, 11:43 di Sigfrida

    Stupenda play cantautoredelnulla!!!! Per delicatezza, sensibilità e sincerità...Mi hai davvero emozionata,credimi. In più hai citato 3 film ormai nel mio cuore: "Water" con una favolosa Lisa Ray, "La morte e la fanciulla" ( visione che per me fu devastante) e sopratttutto "Del perduto amore"...film che ho visto una sola volta e che ho amato moltissimo; quello di Liliana Rossi credo che sia uno tra i più bei ruoli di Giovanna Mezzogiorno. Aspetto altre play così intense! Un gran sorriso :-)

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  • 14 marzo 2010, 22:38 di red grave

    @johnny: hai il dono della sintesi @cantautore: sei un inguaribile romantico... bisognerebbe vedere cosa ne esce frullando gli ingredienti DD -delnulla/deep-, magari l'uomo ideale 8)

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  • 15 maggio 2010, 11:21 di na

    Solo adesso e per caso mi sono accorta di questa tua stupenda playlist. Posso fare un'aggiunta tardiva? Frida di Julie Taymor. Film incentrato sulla figura di una grande donna e grandissima artista. Una donna coraggiosa, passionale che nonostante la malattia che la attanaglia con una sofferenza continua riesce ad esprimere tutta la forza che ha dentro attraverso l'arte. Una donna che si innamora e riesce a far innamorare di sé due degli uomini più carismatici del suo tempo: Diego Rivera e Lev Trotskij. Un film di grande impatto visivo e assoluta forza interiore.

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  • 15 maggio 2010, 14:20 di cantautoredelnulla

    ciao na, purtroppo Frida l'ho perso quand'era al cinema e non sono mai riuscito a rivederlo. Però, per come lo racconti, per l'entusiasmo con cui lo ami, direi che è esattamente in linea con la mia play e che probabilmente anch'io mi innamorerei di questa donna tenace e forte, tanto da inserirla nell'elenco sopra. Grazie per il tuo bellissimo commento.

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  • 15 maggio 2010, 17:29 di cantautoredelnulla

    Molto stimolante anche il tuo commento, Yume. Il film che hai suggerito non l'ho mai visto, però anche la tua donna mi piace, ha carattere e non subisce il proprio sesso, ma lo vive e lo fa rispettare. La play nasceva da un confronto con un'amica. Si parlava, in occasione della festa della donna, dei diritti e del ruolo della donna nella società attuale, ma soprattutto delle discriminazioni subdole e malcelate che le donne ancora subiscono. Così ho voluto dire come la vedevo io che sono perennemente innamorato di tutte le donne del mondo quando dimostrano di vivere la loro personalità nel ruolo che vogliono e non che gli viene appioppato dall'uomo predatore! ;D

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  • 15 maggio 2010, 17:47 di dedo

    Per come sono maltrattate le donne, fisicamente, psicologicamente, sul lavoro, negli affetti MI VERGOGNO di essere un maschio. Purtroppo mi sono accorto che è proprio la donna ad essere uno dei più subdoli antagonisti delle donne.

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  • 16 maggio 2010, 11:05 di red grave

    già presentato al festival di roma arriverà nelle sale e sarà interessante vedere il film 'the last station' sulla vita della famiglia tolstoj e in particolare sul ruolo combattivo,romantico e anticonvenzionale di sof'ja (la grande helen mirren), a sua volta raffinata scrittrice. per chi ha voglia di approfondire 'I diari 1862-1910' di Sof'ja Tolstaja ediz. la tartaruga “14 ottobre. Sono di umore strano. Molto presa dal mio aspetto esteriore, comincio a sognare una vita diversa da quella di ora. Ho di nuovo voglia di leggere molto, di istruirmi, di pensare; ho voglia di essere bella, ho in mente i vestiti e altre sciocchezze. Sogno di fare un viaggio a Mosca con i bambini.” Una lettura interessante, introdotta da una prefazione di Doris Lessing che ci introduce alle figure di Sof’ja e di Lev ed alla loro vita in comune. Riferendosi più specificatamente al diario la Lessing dice: “Mentre lo leggevo, mi sentivo così coinvolta che mi sono ritrovata a sognare Sof’ja, a parlarle in prima persona, nel disperato tentativo di raggiungerla per offrire parole di conforto al suo dolore. Spero che questo memoriale delle sue battaglie sia di aiuto e ispirazione alle generazioni presenti e future.”

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  • 16 maggio 2010, 12:07 di cantautoredelnulla

    Dedo la tua sensibilità ti porta a provare vergogna, esattamente come capita a me, e lasciamelo dire: mi fa piacere scoprire di non essere il solo ad arrivare a un sentimento tanto contraddittorio! L'asservimento di cui parla Yume è assolutamente vero, ma è anche vero che il rapporto tra uomo e donna nella storia si è sempre manifestato in maniere diverse e questo, mi viene da pensare, perché la società non la fanno le regole ma gli individui. Penso alle culture matriarcali, per esempio, o a quelle culture (mi salta in mente in questo momento il ramo fondamentalista mormone FLDS) dove apparentemente l'uomo comanda e domina mantenendo le donne in una condizione di ignoranza forzata e ottenendo di conseguenza che siano le donne per prime ad accettare la propria condizione e a non fare niente per cambiarla. La nostra società probabilmente affonda radici in gerarchie sociali strutturate diversamente... Mentre rispondevo ho visto il post di Red. Questo film che segnali mi incuriosisce molto, le parole della Tolstaja che citi dal suo diario sono interessanti. Sono le parole di una donna che cerca di riprendere in mano la propria vita e il proprio ruolo prima di tutto con se stessa. E dietro quelle parole c'è anche l'ombra di Tolstoj e tutto quello che di conseguenza può venire in mente...

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  • 16 maggio 2010, 16:13 di dedo

    Forse a questo punto, se non è già stata fatta, varrebbe la pena di comporre una playlist sul rapporto donna e sulla più odiosa violenza fisica (con sconvolgimento psichico perpetuo) che quotidianamente alcune subiscono: lo stupro, sia da estranei sia in famiglia. Non mi rimangio ovviamente le valutazioni su tutte le altre violenze e discriminazioni, ma ho una particolare animosità verso questo reaato. Se un omicida uccide un'altra persona, il o la morta non continuano a soffrire. Per loro la vita è finita. Ma per chi ha subito una violenza sessuale gli effetti che ne derivano condizionano per sempre la sua esistenza e la sofferenza non ha mai fine. Se per un omicidio si commina una pena, questa dovrebbe essere notevolmente superiore in caso di stupro. E, a pensarci bene, se il corpo è l'insieme di una parte fisica e di una psichica. la perdita della prima pone fine ad una componente, senza ulteriodi danni (salvo per i parenti), ma la alienazione della seconda è, per gravità e per le sequele che produce, superiore alla sola perdita del corpo. Ed invece giuridicamente questo non avviene, anzi spesso una donna è costretta a tacere perchè, sia da parte della Giustizia che da parte di conoscenti, familiari ed amici sarà soggetta a malvessazioni intollerabili.

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  • 18 maggio 2010, 00:31 di red grave

    no dedo ti prego risparmiaci 8(

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