
Non è che Dying Theatre sia Cherry Darling?
In effetti il dubbio sorge spontaneo, da anni, io e l'esimio Dying, all'epoca Ragiontravolta, poi vituperato e bannato per i suoi scritti accesi e polemici, così come fecero (in effetti è tutta una fece) col sottoscritto, eravamo i baluardi di FilmTv online, ora ridotto, spiace dirlo, è una "constatazione amichevole", a nugolo di cinefili dell'ultim'ora che adorano film banalotti e attrici pienotte.
Col Tempo, il Tempo sovente fa brutti scherzi, il buon Dying si rammollì. Non fu una cosa di giorni, ma un progressivo deteriorarsi della sua mente, che preferì adattarsi a uno stile un po' più pingue e meno pungente, meno accalorato e più "colorato".
Noi tutti conosciamo gli effetti che la cultura moderna, ben lontana dai Ciprì e Maresco, sa "prodursi" nei cervelli più fervidi, meno inchiappettabili.
Per quanto ti ribelli, e con furente ostinazione provi a far valere la tua visione del Mondo, vogliono farti comprare il visone e farti curar il viso.
Di mio, com'è noto e risaputo, preferii alienarmi e rendermi un vero alieno. Unicorno che così non sarà mai cornuto, cammino nella mesta "agonia" della mia solitudine, imbevendomi di Cinema e poesia e sbeffeggiando con acume e aculei chi s'intromette nel mio territorio.
Nella mia vita ho incontrato un sacco di merde, a cui risposi con sane prese pel culo perché volevano incularmi.
Inculcarmi i loro precetti da, come direbbe il Dying, da evangelisti ipocriti.
Non ne avevamo abbastanza di Silvio Berlusconi che mostra la sua crapa pelata che divenne pelosa?
Della Sinistra che tedia i poco onerosi?
Di Ilary Blasi e del suo pupone Totti per tutti?
Di Michelle Hunziker che toglie gli occhiali all'orango tango John nello spot del 187?
L'altro giorno m'imbucai in una festa e per puro diletto scoreggiai.
Sono un uomo Hollywood party, la creatura serpentosa dalla lingua velenosa, che non patisce d'amori Perugina e disprezza Nicolas Vaporidis, uomo il cui successo è evaporante.
L'Italia stolta balla e poi guarda Ballarò, io leggo Moby Dick e faccio Achab.
Sono un Genius.
Il vero, altissimo insuperabile, come il tonno Rio Mare.
E non uso il parrucchino poiché non sono un parruccone.
La folla invoca il mio nome e io, da Massimo Decimo Meridio, azzanno il leone e ingroppo la pecorella.
- Brazil (1985)
- Sonatine (1993)
-
Il cacciatore di ex (2010) Gerald Butler ama il butt di Jennifer Aniston.
In quello è imbattibile.
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