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26/03/2010 h. 15.55 Registi: Playlist libera
I registi più sopravvalutati

I registi più sopravvalutati

Mossa dal disappunto per l'immeritato (secondo me) successo di Mine Vaganti, ho pensato di aprire un dibattito su Ozpetek ed altri registi che, come Ozpetek, non vengono bastonati a dovere dalla critica. Per ora mi vengono in mente questi, ma confido nel vostro contributo.

  1. Ferzan Ozpetek
  2. Emir Kusturica
  3. Ang Lee
  4. Pupi Avati
  5. Roberto Benigni
SI

Commenti

  • 26 marzo 2010, 16:42 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    • Gentile Andreona, mi sembra che tu chiami gli utenti 'coraggiosi' alla messa in opera non di un commento ma di un'"Enciclopedia dei registi sopravvalutati", non essendocene nessuna in commercio. E si capisce: quale critico-criticante oserà o ha mai osato vituperare o male-dire alcuni di quelle braccia rubate all'agricoltura che, per pura ignavia, si definiscono (da sé) o vengono definiti (da altri scriteriati) "registi". Tanto per cominciare, hai trovato in me un odiatore assiduo di solo quattro degli elencati soi-disant registi, ché Emir fu regista un tempo di talento, ora, d'accordo, potrebbe darsi alla semina, invece di coltivare gramigna, ma sugli altri nomi non scriverei una sola nota lodevole nemmeno sotto tortura. Qui, dico nel blog, sorge un problema: se vai a consultare le egregie note sparse tra le opinioni, troverai scritti da gomiti inesausti fitti peana di grafia sicura da molta utenza che, stando all'adagio agricolo, farebbe bene a prendere la strada dei boschi invece di bivaccare e intonare canti penosi ai più penosi registi del mondo. Un nome solo tra quelli che citi mi indurrebbe al suicidio e non poche volte, al cinema, la sedia da me lasciata orfana, vuota è rimasta, perché il 'popolino' sarà pure infausto prigioniero del cinema di spiagge calde e inverni a Manhattan, ma il fiuto non gli manca. Un altro problema è che non vorrei farmi dei nemici, allora taglio corto e rimando alla salvifica lettura del "CINEMA PIU' BRUTTO DEL MONDO - IL CINEMA ITALIANO DEGLI ANNI SETTANTA" di Palo Bertetto (Bompiani editore), aggiungendo tutti gli altri registi DALL''OTTANTA AI GIORNI NOSTRI e salvando solo Paolo Sorrentino, Emanuele Crialese e Giorgio Diritti. Stop. Sul cinema di altri paesi sto preparando il terzo volume.

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  • 26 marzo 2010, 17:45 di Utente rimosso (andreona)

    Caro Marcello, sono ben consapevole di aver toccato un argomento spinoso e ho pensato a lungo se fosse il caso di dare inizio alle danze: alla fine ho deciso di farlo per onestà intellettuale, anche a costo di rendermi impopolare. Di Kusturica ho scritto proprio oggi su una delle playlist di michiblues e qui aggiungo solo che la decandenza artistica di Emir ha coinciso con la sua deriva nazionalista. Quanto a Sorrentino, proprio l'altro giorno un mio amico ed io abbiamo convenuto che egli è l'unico regista italiano degno di essere definito tale. Di Crialese finora ho visto soltanto "Respiro" che mi ha turbato profondamente, mentre di Diritti, ahimè, non ho ancora visto nulla ma cercherò di rimediare al più presto. Nektar, condivido le tue considerazioni ma penso anche che in molti casi, alla base di tutto, ci sia un enorme vuoto creativo.

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  • 26 marzo 2010, 18:24 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Il cinema italiano si è rimpiccilolito come le istanze politiche di questo paese, riducendosi alle basse dimensioni di chi lo governa. Forse Bertetto in quel saggio salutare non voleva essere cattivo, ma indicare (fatte poche eccezioni, Pasolini, il Bertolucci degli inizi, il Fellini prima di Amarcord, Ferreri, Olmi e pochi altri) nel New Cinema Americano nuove strade da seguire. Con la differenza che lì il 'movimento' fece esplodere grandi talenti, da noi il Sessantotto (tranne rare eccezioni: Petri, Bellocchio e pochi altri) non produsse niente di buono e il cinema fu salvato dal western e da film di genere, in seguito tanto insigniti di qualità, quanto depressi in precedenza. Ora, mentre il cinema americano dà scarsi segni di vitalità (vedi il ricorso ai remake), ma mantiene in vita, grazie a un manipolo di bravi o grandi registi, un cinema sempre appetibile e il cinema dell'Est Europa, Terzo Mondo e Oriente allarga orizzonti e prospettive, il cinema italiano si guarda l'ombelico. Del resto, se, marxianamente, la sovrastruttura ideologica è quella che da un ventennio ha fatto tabula rasa di memorie, valori, asservendo il ceto intellettuale alla volontà di un monarca e di una casta, non cui si può aspettare nulla di buono.

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  • 26 marzo 2010, 19:39 di pazuzu

    Concordo appieno su 3 dei nomi inseriti nella tua classifica: di Ozpetek ho visto diversi film, nessuno memorabile, qualcuno improponibile; Ang Lee credo sia in assoluto uno dei 2 o 3 registi più soravvalutati di questa galassia e oltre, e Benigni, che dire? Simpatico eh, ma il cinema è un'altra cosa. Di Kusturica (soprattutto) e Avati invece salvo un po' delle cose fatte in gioventù.

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  • 26 marzo 2010, 19:41 di maurri 63

    E pur mi corre il dubbio che dietro queste classifiche ci sia malafede, e non solo. Marcello Del Campo, o insigne, che tanti lustri addietro forse masticasti cinema per errore (e pur ti avevo ben valutao, accidenti, come ingannevole è il primo impatto),umanamente rispondi: sei forse tu tra quelli che non han potuto fare i "loro" film?. Poichè di questo, in genere, si tratta:" io farei un film che....!" L'america ha coltivato uno stile "industriale" che si è imposto ed ha traviato i gusti ma, suvvia, Michael Mann e Martin Scorsese sono più che sopravvalutati! Come i Coen. Tutti figli di papà (checchè se ne dica). E che dire di Antonioni, Scola, Rosi (franco)? In ogni caso, io penso che Sorrentino, nonostante tutto, sia tra questi. Basta vedere i suoi cast (popolati da attori che prima, sotto l'egida di Martone e c., rappresentavano il peana intellettuale psudo partenopeo...), scorrere le immotivate figure di contorno (e che c'azzecca, direbbe qualcuno Giannini figlio nelle Conseguenze che tanti favori ebbe?), l'accorto Product Placement (il funerale sponsorizzato da pompe funebri di rinomata tradizione, la Bmw che fornisce soldi a palate, la Banca svizzera che vi partecipa e le varie film commission intente a strappare pezzettini di svizzera, sicilia, ecc): ma quando smetterete di farvi abbindolare? Un film è un abile compromesso. Punto. A qualcuno riesce non farlo notare, qualcun altro è preso di mira. Certo, oggi si può fare il regista solo con i soldini (oh, mai visto un ragazzo figlio di povera famiglia che riesca ad arrivare dietro la mdp...mah!) . Però, va bene, alla fine, lo ammetto, avete ragione su quei nomi, e su molti altri. Mannaggia, Marcello, la penso (quasi) come te. Ps: Fellini finisce con Toby Dammitt, Bellocchio ha sei film buoni, Bertolucci, come il suo Pasolini maestro, è datato, inguardabile, lento, manierato, intellettualoide, ma salvo L'assedio, almeno, Petri aspetta di essere riuscoperto. Da Crialese, come da Vicenzo Marra se non si fa più finanziare dalla Rai (che gli ha imposto tutto nell'ultimo film, prodotto da 01), mi aspetto invece molto. Ma dobbiamo convincerlo a fare film. Le ultime incomprensioni su Nuovomondo lo hanno allontanato. Bè, sono andato fuori traccia. Ma, nonostante tutto, Moretti lo salvo. Ciao, raga!

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  • 26 marzo 2010, 20:03 di Johnny Depp

    sopravvalutato sarAi tu, Pirlone!

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  • 26 marzo 2010, 20:22 di Utente rimosso (andreona)

    Dai, Alex DeLarge de noantri, finalmente hai la possibilità di dire qualcosa di sensato, ammesso che tu abbia degli argomenti che non siano dettati dal disturbo narcisistico di personalità che ti affligge.

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  • 26 marzo 2010, 22:01 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Sì, Maurri63, tanti lustri fa entrai in un cinema per errore (come hai fatto a capirlo?): pensavo fosse un lupanare - tutti stesi a fumare in un enorme letto (capitò che Fellini ci girò uno spot due decenni dopo) -; cascai male perché sul telo bianco c'era Orson Welles e un gatto tra i piedi. Non ci crederai, ma da allora mi sono negato il piacere di immaginare di fare un film. Persisto nell'errore e mi fa piacere che sei (quasi) d'accordo con me. Ti regalo un pugno di registi in linea con la play, meglio in ordine alfabetico. ciao. ........ .. Francesca Archibugi - Mimmo Calopresti - Sergio Castellitto - Cristina Comencini - Saverio Costanzo Alessandro D’Alatri - Davide Ferrario - Luciano Ligabue - Daniele Luchetti - Andrea Molaioli - Silvio Muccino- Michele Placido - Sergio Rubini - Gabriele Salvatores - Silvio Soldini -Giuseppe Tornatore-Carlo Verdone-Giovanni Veronesi. Salviamo Moretti.

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  • 27 marzo 2010, 00:45 di Death By Water

    Cara andreona, non ci conosciamo, ma mi sento di inetervenire nella diatriba. Sono d'accordo con le tue scelte, che rispecchiano, per lo più il malessere del cinema italiano, infarcito di facce note per discendenza, monopolizzato dal familiarismo, a cui, certo, ragazzi di campagna di modesti natali e modeste fortune poco possono ambire come dicevate poco fa. Sentenzio solo su Ang Lee che, al contrario di quanto detto da nektar reputo un regista che ha saputo reinventarsi, o meglio riscoprirsi sensibile a certe storie tutte assai diverse tra di loro nel corso della sua carriera. "Mangiare bere, uomo donna"; "Ragione e sentimento" (una delle più accettabili trasposizioni della Austen al cinema), "Tempesta di ghiaccio" (bellissimo); "La tigre e il dragone" (che ha il merito di aver lanciato un genere assai innovativo per quel che riguarda i combattimenti e le arti marziale e che ha avuto largo seguito); "Hulk" (blockbuster non male, tutto sommato, in cui è da rimarcare una certa accuratezza degli effetti speciali e una profondità nella descrizione dei personaggi che divengono esseri complessi, non alla x men per indentersi); "Brokeback Mountain" (intenso, vero, un film che non ha paura di niente, estremamemente coraggioso); "Lussuria" (un ritorno alle origini per niente scontato, vagamente ammiccante a kar-wai devo dire). Saluti a tutti e salviamo Moretti (non la birra per carità).

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  • 27 marzo 2010, 00:57 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Caro Death By Water, abbiamo avuto in passato (ricordi Rollo Tomasi?) scambi di pareri in accordo sempre, ma su Ang Lee non me la sento di seguirti - ma, vivaddio, è giusto pensarla diversamente, altrimenti che noia! - solo vorrei rimarcare che il genere wuxapian era già in auge e consolidato fino dal 1968 da King Hu e in seguito da Tsui Hark, per dire solo di due registi di masterpiece quali "A Touch Of Zen" e "The Blade" che certamente hai visto. Ang Lee ha solo 'adattato' il genere' alle modalità occidentali, tutto qui. Certo, è regista poliedrico che ha marcato sullo stesso modello di accettabilità tutto ciò che ha toccato con grande (e immeritato plauso), e quando ha tentato di 'addomesticare' anche Cormack Mc Carthy ne è uscito un film che non nomino nemmeno. Un saluto.

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  • 27 marzo 2010, 07:28 di LAMPUR

    Non me la sento di seguirvi su Hulk ma, soprattutto, non vi seguo su Moretti (e neanche sulla birra omo(ano)nima...). Stava bene al sesto posto lasciato libero il Nanni (assieme ad Eastwood al settimo magari)... e salvo pure il Mine vaganti che ha dato la stura alla, comunque interessante, play...

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  • 27 marzo 2010, 08:34 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Esistono anche i non sopravvalutati: Gianni Amelio, Marco Bechis, Guido Chiesa, Ciprì e Maresco, Matteo Garrone (sopravvalutato solo da poco), Lucio Gaudino, Emidio Greco, Mario Martone, Pasquale Pozzessere, Antonio Rezza (se facesse ancora film), Corso Salani, Pasquale Scimeca, Paolo Virzì (a rischio do sopravvalutazione), Edoardo Winspeare. Sopravvalutato Moretti? E che dire di Woody Allen? Che oltre metà del suo cinema a scadenza annuale rischia di far crollare l’altra metà. Non è Billy Wilder. Certo, se uno ha letto Philip Roth o Mordechai Richler capirà perché ce l’hanno a morte con il regista più sopravvalutato di tutta la storia del cinema. Ma come intoccabili sono i territori occupati, così sono i film di Allen. A differenza dei territori romani o californiani.

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  • 27 marzo 2010, 09:48 di chilex

    Concordo sul nome di Benigni.francamente a parte "la vita e' bella"...non riesco a capire quali sono i suoi meriti di regista....i suoi film mancano di sceneggiatura.e la direzione degli attori e' penosa..........Ang Lee e' invece un ottimo regista anche se gli si rimprovera di passare da un genere all'altro stessa critica che veniva mossa a Billy Wilder quando lo si definiva volgare.E' verisssimo che Allen non e' piu' lo stesso..ma ha scritto e diretto delle vere e proprie perle,possiamo "perdonarlo".....

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  • 27 marzo 2010, 09:55 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    La play di andreona rischia di diventare "Sopravvalutato Moretti?". Devo confessare che i primi film di Nanni Moretti fino a "Bianca" mi sono piaciuti (come dire che in circa trent'anni non ho apprezzato gli altri). Mi ha sempre stupito (e infastidito) che i fan del regista romano sono proprio gli obiettivi contro i quali lo stesso mena i suoi fendenti. Molti lo applaudono (pure sentendosi rappresentati e presi per il culo), altri prendono le distanze in ragione delle stesso motivo.

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  • 27 marzo 2010, 10:01 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    I no-fans (absit coincidentia pharmacologycha reumatica!), in fondo, si negano apotropaicamente ad essere rappresentati, pur facendo parte degli obiettivi.

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  • 27 marzo 2010, 10:07 di Utente rimosso (andreona)

    Caro Death by Water, grazie per il tuo intervento. Rispetto la tua opinione, ma ho problema con Ang Lee che reputo un bravo "prostituto" perché la sua intera cinematografia è finalizzata al compiacimento dell'utente occidentale, cosa che trovo molto irritante. Se vuoi, ti rimando allo scambio di opinioni su Ang Lee che Marcello e ed io abbiamo avuto alcuni gioni fa. Puoi trovarlo nei commenti che seguono la sua recensione di "Lussuria". Che dire di Woody Allen? Punta sulla quantità sprecando le idee inutilmente, funziona a corrente alternata, prima o poi ci scappa un film carino, ma neanche lontanamente paragonabile alla produzione degli anni Sessanta-Settanta. Ciononostante, continuo ad apprezzare il suo cinismo, non so fino a che punto autentico, ma mi ci riconosco.

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  • 27 marzo 2010, 10:33 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Credo che questa play stia scivolando sul terreno infido del "gusto". Ora, mi perdoni chilex se, nel raffronto che ha fatto tra BILLY WILDER e ang lee, io gli chieda, di grazia, quale film dell'ottimo' possa, sia pure nel campo dei 'mondi possibili' essere paragonato a A QUALCUNO PIACE CALDO, ARIANNA, BACIAMI STUPIDO, BUDDY BUDDY, CHE COSA È SUCCESSO TRA MIO PADRE E TUA MADRE?, FEDORA, GIORNI PERDUTI, IRMA LA DOLCE, L’APPARTAMENTO, L’ASSO NELLA MANICA, LA FIAMMA DEL PECCATO, LA MAUVAISE GRAINE, NON PER SOLDI… MA PER DENARO, PRIMA PAGINA, QUANDO LA MOGLIE È IN VACANZA, SABRINA, SCANDALO INTERNAZIONALE, STALAG 17, TESTIMINE D’ACCUSA, UNO, DUE, TRE, VIALE DEL TRAMONTO, VITA PRIVATA DI SHERLOCK HOLMES. Nessuno nega che ang lee possa piacere, ma dai!

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  • 27 marzo 2010, 16:31 di LAMPUR

    Quoto Antonio Rezza tra i sottovalutati (ma il meglio lo esprime a teatro) mentre eviterei accostamenti tra Woody e Nanni. Woody da tempo vomita rimasugli di cinema (e lo abbiamo bastonato un pò tutti...) ma lo zoccolo duro del suo genio rimane intonso. Nanni che ha fatto? Ha cavalcato l'onda ma è rimasto affogato quasi subito e gorgoglia cinemello annacquato...

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  • 27 marzo 2010, 16:53 di Acid Jack

    scusate, ma Carlo ed Enrico Vanzina?

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  • 27 marzo 2010, 17:39 di Utente rimosso (andreona)

    Acid Jack, non mi sembra che i fratelli Vanzina siano sopravvalutati dalla critica, ecco perché non li ho inclusi nella play.

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  • 27 marzo 2010, 23:05 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Rispondo a Lampur: hai perfettamente ragione, purtroppo quando ci si infila in play di questo genere bisognerebbe essere meno impulsivi e soprattutto sinceri. Ebbene, su Woody Allen ho barato, il paragone con Nanni Moretti non sta né in cielo né in terra, Allen ha diretto grandi film (ritengo "Zelig" il suo capolavoro) e la media della sua filmografia resta alta, nonostante una certa stanchezza negli ultimi anni. Di Moretti che dire? Fa un cinema 'simpatico'. Quanto a Kusturica (e qui rispondo a Andreona), credo che dopo "Underground" sia stato trascinato lontano dal cinema per le vicende politiche della ex-Jugoslavia. Non vorrei essere frainteso, ma Emir Kusturica ha più ragione di quanto non si dica. Qui il discorso diventa complicato, perché non è questo il luogo in cui indagare 'il nazionalismo' di cui parla Andreona. Capisco che la frase di Milosevic che aprì l'inferno post-titoista "nessuno metterà più le mani su di voi" abbia prodotto, complici i governi occidentali, le tragedie che ben conosciamo, ma un grande scrittore ha scritto pagine che converrebbe leggere su questo tema diffficile, Peter Handke, anche egli odiato (da Sofri, per esempio) per avere assunto una posizione critica rispetto al plauso generale di fronte alla molecolarizzazione del sogno della Grande Serbia. Vorrei chiedervi cosa pensate dei disegni leghisti di frammentaziione dell'Italia. Kusturica è un grande regista ed è abbastanza giovane per tornare ad essere 'sopravvalutato'.

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  • 27 marzo 2010, 23:26 di Utente rimosso (andreona)

    Marcello, vorrei chiarire che io non giudico le posizioni politiche di Kusturica, non sono certo quelle che sanciscono la grandezza di un regista. Quello che mi interessa, invece, è la totale caduta di stile che ha accompagnato la sua produzione degli ultimi due decenni, la forma e i contenuti si sono mescolati pericolosamente e ne è venuto fuori un manifesto propagandistico di pessimo gusto (ti ricordo che nel cast di "Quando la vita era un miracolo" figura la regina del trash serbo Ceca Velickovic in Raznjatovic, meglio nota come la moglie di Arkan e tu sa di cosa sto parlando). Perdonami se ti dico quello che è successo nell'ex Jugoslavia non ha nulla da spartire con i disegni leghisti, ma penso anch'io che sarebbe fuori luogo parlarne qui.

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  • 28 marzo 2010, 01:03 di AlexPortman80

    Apprendo ora che Benigni è un regista :(.... ed è già una bella considerazione! Ok "La vita è bella", che comunque non lo definirei capolavoro, ma da allora il vuoto assoluto: cosa che non impedisce, ad ogni suo strombazzatissimo ritorno, a miriadi di critici italici di gridare al miracolo! Sorrentino è davvero uno dei pochissimi a meritarsi a pieno titolo il nome di regista. Aggiungerei tra i non-registi anche Moccia, che come i suoi colleghi trova sempre qualcuno che finanzia le sue porcherie. Woody ha un andamento sinusoidale, ma a mio parere con un valor medio molto elevato. A differenza dell'Allen de Noantri, Avati, i cui film ormai incassano sempre circa la stessa cifra (segno che i fan sono quelli, può incidere l'influenza stagionale). Oltre a Woody non riesco assolutamente ad includere in questa black-list Mann, Scorsese e i fratelli Coen: a noi toccano al massimo i Vanzina... Ciao

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  • 28 marzo 2010, 09:35 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Certo, Andreona, meglio lasciare fuori i discorsi politici. Dire però che Kusturica non fa un buon film 'da due decenni' significa bocciare "Gatto nero gatto bianco" (1998), "Underground" (1995), "Arizona Dream" (1993); forse volevi scrivere 'un decennio'.

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  • 28 marzo 2010, 14:39 di Utente rimosso (andreona)

    K. mi ha talmente disgustato con quello che ha combinato nell'ultimo decennio che, retroattivamente, vedo del marcio in tutto quello che ha fatto a partre dal '93. Salvo solo Arizona Dream.

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  • 28 marzo 2010, 14:40 di fixer

    A me pare che dei registi citati, solo Benigni sia realmente sopravvalutato. In effetti non è un vero regista. E' un uomo di spettacolo che a volte si diverte a fare cinema. Kusturica, e sono d'accordo con Marcello, ha diretto buoni film all'inizio di carriera e questo è un fatto. Di Ang Lee ho visto poco, ma LUSSURIA-SEDUZIONE E TRADIMENTO non è malvagio. Per quel che riguarda Pupi Avati, sono d'accordo che non si tratta di un regista geniale, ma non credo neanche che sia sopravvalutato. Da chi poi? La critica lo considera un discreto regista. Io sono sulla stessa linea anche se, per me, REGALO DI NATALE è un buon film, pieno di pessimismo e ben lontano dalle leggere commedioline della prima epoca. Si direbbe che, con il tempo, Pupi sia come il vino: invecchia migliorandosi. Su Ozpetek sono d'accordo in parte, non ho visto MINE VAGANTI, ma non scarterei affatto un film come LA FINESTRA DI FRONTE e nemmeno LE FATE IGNORANTI mi sembra da buttare nella tazza del cesso. Non so, ma, per caratteristiche mie, eviterei di "squalificare" in toto tutti questi registi. In ognuno di loro, ho trovato momenti, ispirazioni, scene che mi sono piaciute molto, anche se, in complesso, ci troviamo di fronte ad un livello medio. Ma non è detto che sia un demerito.

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  • 28 marzo 2010, 14:58 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Lo immaginavo che questa play correva il rischio di debordare, infatti siamo arrivati al 'disgusto'. Che dietro ci sia un'ideologia, Andreona lo mostra chiaramente. Con un po' di saggezza mi sento di accettare l'opinione di fixer. Diciamo che ci sono incompatibilità di spettatore: non amo molto i film di Ang Lee, ho visto l'ultimo fil di Avati venti anni fa, di Ozpetek ho visto solo un film, di Benigni solo il film di Jarmusch. Ho anche scritto un'opinione su "Lussuria" di Ang Lee che è piaciuta a bradipo, nonostante sia un suo ammiratore. Sarò costretto a scrivere una play su Kusturica, tempo permettendo. Ah, volevo dire che non provo disgusto per nessuno degli altri quattro registi.

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  • 28 marzo 2010, 15:29 di Utente rimosso (andreona)

    Marcello, lo ammetto, io ho un problema serio con Kusturica (e ho i miei buoni motivi) e quindi il mio giudizio è senz'altro da prendere con le pinze. Lui ha dimostrato di essere un grande regista 30 anni fa e questo è un dato di fatto. Sul resto possiamo non essere d'accordo, ma va benissimo. Quanto agli altri quattro, non c'è nessuna dietrologia, semplicemente penso che nessuno di loro abbia mai dimostrato di meritare il titolo di regista, tutto qui.

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  • 28 marzo 2010, 19:06 di cantautoredelnulla

    Personalmente non credo nemmeno che La vita è bella sia un esempio di grande regia e non ricordo di aver mai letto bene di una regia di Benigni. Diverso è dire che i suoi film possano avere messaggi a volte importanti, a volte divertenti o spinosi. Il "fanculo alla maggioranza" de Il mostro, per quanto sia un'idiozia, la trovo una delle mie esclamazioni preferite degli ultimi anni. Per quanto riguarda gli altri, non ho una conoscenza adeguata per esprimere un'opinione, conosco di loro solo i film più noti e mi sono piaciuti. Sono però, in generale, portato di più a credere che esistano film sopravvalutati e film veramente buoni, mentre non riesco a pensare che un regista sia riuscito ad avere sempre risultati costanti in tutta la sua filmografia, fatta eccezione per pochi registi che però hanno prodotto non più di sei-sette film in quarant'anni di carriera.

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  • 28 marzo 2010, 23:46 di bradipo68

    Tra questi il meno regista di tutti è Benigni e credo che sia un dato abbastanza oggettivo che le sue regie vengano sopravvalutate dalla nostra critica.Io ,visto lo stato di crisi perdurante lo vedo come un tentativo di ancorarsi a qualcosa di sicuro.Come gli incassi dei suoi film.Ozpetek ha fatto film molto carini e altri che ho gradito decisamente meno(tipo Cuore Sacro e Un giorno perfetto)ma non credo che sia sopravvalutato,un po' come Avati,regista seriale da un film all'anno che pur con qualche eccezione notabile(tipo Il papà di Giovanna o anche altri film della prima parte della sua carriera) continua con la sua idea di cinema provinciale.Tra questi che hai citato quelli che mi premono di più sono Kusturica e Lee.Il primo per me ha fatto film notevolissimi (il mio preferito è Gatto nero Gatto bianco)e trovo sia ignobile che sia stato praticamente ridotto al silenzio per ragioni extracinematografiche.L'uomo è afflitto da egocentrismo cronico ,a credo che sia peccato veniale.Ang Lee invece credo che ha fatto film notevoli però perfettamente inserito nel mainstream hollywoodiano e non:è un regista che rispetta i meccanismi commerciali non rischiando più di tanto ma per me ha fatto alcuni film molto belli.Anche per lu come per Kusturica non parlerei di sopravvalutazione.Ma chiaramente le mie sono opinioni strettamente personali.Condivido le liste di Marcello...

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