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29/03/2010 h. 14.17 Film: Playlist libera
Il cinema di Matteo Garrone

Il cinema di Matteo Garrone

Classe 1968, sei lungometraggi e quattro corti-medi all'attivo, Matteo Garrone è il cineasta italiano più talentuoso e coraggioso in circolazione. Inizia la sua carriera con Silhouette, cortometraggio premiato col Sacher d'Oro nel 1996 e accorpato l'anno dopo ad altri due episodi (Euglen & Gertian, Self Service) nel lungometraggio d'esordio Terra di mezzo. Per questo film Garrone fonda la sua casa di produzione (Archimede), con la quale realizzerà i successivi Ospiti ed Estate romana. Nel frattempo gira Oreste Pipolo, fotografo di matrimoni, mediometraggio prodotto e ideato da Andrea Busiri-Vici (suo il soggetto).

Passato alla più facoltosa Fandango di Domenico Procacci, il cineasta romano inizia una nuova fase della sua carriera, portandosi dietro i collaboratori più stretti (lo sceneggiatore Massimo Gaudioso, il direttore della fotografia Marco Onorato e il montatore Marco Spoletini). Tra il 2002 e il 2008 dirige tre film che ne decretano l'affermazione nel panorama cinematografico nazionale e internazionale: L'imbalsamatore, un noir affascinato dalla tassidermia e permeato di tensioni (omo)erotiche, Primo amore, un mélo ossessionato dal peso corporeo, e Gomorra, un polittico in cinque pannelli dall'interno del sistema camorristico.

Se nella prima fase della sua produzione Garrone dinamizza le regole del realismo interrogando il territorio con uno sguardo totalmente alieno dalle formule del verismo accusatorio (Terra di mezzo), del documentario promozionale (Oreste Pipolo, fotografo di matrimoni) e del cinéma-vérité (Ospiti, Estate romana), nella seconda sposta le coordinate del suo cinema verso una direzione più narrativa e controllata, raccontando un triangolo amoroso all'insegna dalla possessività (L'imbalsamatore), un delirio manipolatorio di castigata crudeltà (Primo amore) e un incubo quotidiano tra le Vele di Scampia e lo smaltimento clandestino di rifiuti nel casertano (Gomorra).

Sei lungometraggi e un medio che riscrivono i codici del realismo, del documentarismo e del noir con uno sguardo lucidamente refrattario al moralismo e alla retorica. Improvvisazione, derive visive, ironia strisciante, dialogo con lo spazio circostante, tempi sospesi, immersività ambientale, attitudine non giudicante: il cinema di Matteo Garrone parla un linguaggio obliquo e spiazzante, filtrando la realtà attraverso un obiettivo trasparente e sorprendente al tempo stesso. Con l'ammaliante precisione di un antropologo con la macchina da presa.

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Terra di mezzo (1996)
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Ospiti (1998)
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Estate romana (2000)
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile L'imbalsamatore (2002)
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Primo amore (2004)
  6. DvdBlu-RayUmd non disponibile Gomorra (2008)
SI

Commenti

  • 29 marzo 2010, 15:53 di carlos brigante

    A Ciprì (clase '62!) e Maresco non mi pare manchino talento e coraggio (ed una forte dose di dissacrante sperimentazione), anzi....che il bravo Matteo Garrone sia "il più...." lascia alquanto perplessi....

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  • 29 marzo 2010, 15:54 di joseba

    Libertà di perplessione.

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  • 29 marzo 2010, 17:22 di bradipo68

    ricordo che l'estate scorsa ne parlammo diffusamente in riva all'Arno e concordo col tuo punto di vista.Anche se non conosco tutta la sua produzione penso che il cinema di Garrone sia una boccata d'ossigeno per il nostro asfittico panorama di celluloide.Non dimenticando anche Ciprì e Maresco che purtroppo non sono più in circolazione come sodalizio artistico.Ciao Jos!

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  • 29 marzo 2010, 19:31 di Peppe Comune

    Credo che Garrone e Sorrentino rappresentino il meglio dell"nuovo" cinema italiano. Poi perchè non sono iscritto al partito di quelli che criticano incessantemente la produzione filmica italiana (che sembra essere diventato lo sport nazionale preferito dando vita a un conformismo tanto strisciante quanto praticato talvolta maldestramente) io citerei altri buoni autori (e dimendicandone diversi altri) come Ciprì e Maresco, Capuano, Crialese, Scimeca, giovani da tenere d'occhio come Diritti, Mereu, Tummolini e "vecchi" ancora capaci di lampi di classe come Moretti, Olmi, Benvenuti, Amelio, Bellocchio (che seguendoti so che, insieme proprio a Sorrentino, non ti garba molto). Ottima la tua analisi sul cinema di Garrone. Ho visto tutti i suoi film e quelli della "maturità" li sento molto vicini perchè impregnati della mia terra. Credo che"Gomorra" sia un capo d'opera che ha inciso profondamente e irrimediabilmente sul genere. Sara' difficile prescindergli per chiunque voglia cimentarsi nella rappresentazione antropologica degli archetipi delle mafie. Saluti.

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  • 29 marzo 2010, 20:04 di steno79

    Certamente uno dei più talentuosi cineasti italiani contemporanei... e Gomorra come film è davvero eccezionale. Complimenti, un'ottima e approfondita analisi

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  • 29 marzo 2010, 20:51 di old boy

    Applausi!!! Play da scuola di cinema. Personalmente di Garrone amo soprattutto l'imbalsamatore. Ha un atmosfera malsana raramente riscontrabile nel cinema italiano. Gomorra è un film meno bello, ma più potente e incredibilmente importante (sarà il nostro pulp fiction). Primo amore forse è troppo autoriale ma va riscoperto. PS: Adoro anche il primo Sorrentino, l'uomo in più è un grande film anche se indubbiamente imperfetto e un po "teatrale" , le conseguenze dell'amore... be che te lo dico a fare... ;) Grande Jo!!!

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  • 29 marzo 2010, 22:22 di ed wood

    Di Garrone mi mancano i primi film...per il resto anche io rimasi positivamente impressionato dall'atmosfera torbida dell'Imbalsamatore...penso che quel film segnò una certa rottura col cinema italiano che lo aveva preceduto, imponendo uno stile più sfaccettato, a tratti allucinato, evitando la sciatteria di certo realismo minimalista che ha infestato il nostro cinema nei decenni 80 e 90...se il nostro cinema ha avuto una rinascita nell'ultimo decennio, il merito è anche di Garrone per il momento...grande anche Sorrentino, anche se col suo espressionismo grottesco (il Divo mi fa venire in mente i quadri di Ensor, non so perchè) rischia talvolta di perdere il senso della misura...detto questo, Le Conseguenze Dell'Amore è uno dei miei film di culto degli ultimi anni e uno dei pochi per cui mi ricordo a memoria parecchie battute...al di là dei gusti personali, credo che quel film abbia contribuito anch'esso a "sprovincializzare" il cinema italiano...Crialese, Ciprì, Corsicato, Giordana li conosco poco, ma hanno sicuramente personalità...grande film italiano sottostimato degli anni 2000 è il geniale "Segreti di Stato" di Benvenuti, di grande impegno civile e ricco di straordinarie intuizioni estetiche...per il resto, Moretti, Olmi, Bellocchio hanno trascorso un decennio di grazia, forse il migliore delle loro rispettive carriere...continuo a credere che il cinema italiano dell'ultimo decennio sia anni luce superiore a quello degli anni 80 e 90, e uno dei più significativi in circolazione...lasciamo perdere i vari Moccia, gli pseudo-comici e fuffa modaiola...il cinema medio è storicamente compromesso da almeno un trentennio: bisogna guardare ai capolavori oramai per giudicare una cinematografia nazionale, specialmente quella italiana...una domanda a Old Boy: non ho capito il confronto fra Gomorra e Pulp Fiction?!

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  • 29 marzo 2010, 22:57 di old boy

    ciao ed wood! (grande nickname, mi piace moltissimo quello che è considerato il peggiore regista del mondo!). Tornando al cinema italiano, ritengo giusta la tua analisi (tra l'altro le conseguenze dell'amore è stato girato nelle mie zone, bellissimo film). PS: pulp fiction è stato un film rivoluzionario e non solo nel suo genere, ha seganto una spaccatura, molto del cinema che è venuto dopo deve qualcosa al capolavoro tarantiniano (basti pensare ai dialoghi). Spero che in italia Gomorra possa avere effetti simili non solo nel cinema di genere italiano ma nel nostro cinema tout court.

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  • 30 marzo 2010, 00:14 di Inside man

    Lucidamente efficace, precisa e pienamente condivisibile la descrizione di Joseba sulle notevoli qualità del cinema di Garrone (e noto la quasi unanimità nel ritenerlo ormai autore di assoluto rilievo internazionale). Personalmente "fra gli italiani in circolazione" per coraggio e talentuosità, gli affiancherei anche Sorrentino. Un saluto.

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  • 30 marzo 2010, 01:24 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

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  • 30 marzo 2010, 01:46 di joseba

    Grazie a tutti per i graditi commenti. La buonanotte.

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  • 30 marzo 2010, 23:55 di shadgie

    è il mio preferito tra gli italiani relativamente giovani. purtroppo è un po' difficile recuperare i vecchi film (ho visto solo Terra di mezzo). lo giudico superiore a Sorrentino, interessante ma talvolta troppo ammiccante. Ciprì e Maresco sono ancora più estremi e outsider, e propbabilmente anche Benvenuti (che non conosco molto, mea culpa). il discorso sul denigrare il cinema italiano lascia il tempo che trova, perchè in percentuale quello che viene proposto nelle sale è di qualità infima, e secondo me c'è anche un peggioramento rispetto agli inizi del decennio. Garrone francamente mi pare un'eccezione. non dimentichiamo piuttosto che vengono prodotti con soldi ministeriali film come quelli di luca lucini (il primo della saga moccia)e della archibugi

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  • 31 marzo 2010, 10:46 di joseba

    Non la penso troppo diversamente da te, Shadgie, fuorché sulla difficile reperibilità dei primi film di Garrone: la Fandango li ha recentemente raccolti in un cofanetto di quattro dvd sotto la supervisione del regista stesso: http://www.fandangostore.it/cinema/433/scheda_prodotto.aspx

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