
Europa Mon Amour
Sette film di sette autori europei degli anni 2000. Fra il declino dell'impero americano e un oriente sempre più emergente,
non dimentichiamoci del Vecchio Continente, da sempre faro per chi dalla Settima Arte esige alterità di sguardo e
profondità di contenuti. Ho scelto 7 registi di 7 nazioni diverse, divisi (casualmente) per macro-aree geografiche. Ho
cercato di soffermarmi su autori che, seppur in giro dal XX secolo, hanno avuto una consacrazione in questo primo scorcio di Terzo Millennio. Questi 7 cineasti, molto diversi fra di loro, hanno in comune uno stile molto personale (diciamo pure inconfondibile) e un'attenzione verso tematiche importanti. Al di là dell'effettiva qualità delle opere, la mia simpatia va in modo particolare verso coloro che stanno rivolgendo la loro ricerca al tema caldo dei nostri tempi: la globalizzazione e i suoi effetti sulla vita delle persone, sui loro rapporti e sulla percezione della realtà. In questo senso, i tre autori europei che mi sono parsi più stimolanti nell'ultimo decennio sono, nell'ordine: Haneke, Kaurismaki, Dardenne. Tutti e tre hanno affrontato temi inerenti al contesto storico e sociale attuale, costituito da emarginazione sociale, xenofobia, isolamento, impossibilità di aprirsi verso l'altro...Non si tratta ovviamente dei sette migliori film europei degli ultimi 10 anni, ma di un collage impressionista di diversi immaginari, con un filo conduttore per i primi 4 film, seguiti poi da 3 opere completamente diverse...Mi piacerebbe che ognuno di voi stilasse la sua playlist personale, con le stesse regole (non più di un regista per nazione, cercando di prilegiare autori affermati da uno, due decenni al massimo)...sarebbe bello avere un'idea dell'immagine che vi siete fatti dal Nuovo Cinema Europeo.
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Niente da nascondere (2005) Difficle scegliere fra i capolavori di Haneke. Per me sono tutti tasselli imprescindibili di un complesso discorso su come
sia mutata la percezione di noi stessi (e degli altri) nell'Europa contemporanea, ai tempi del villaggio globale,
dell'immigrazione, dello stravolgimento di valori consolidati da decenni e, non ultimo, delle nuove possibilità offerte
dalla tecnologia in merito alla manipolazione dell'immagine. In questo senso, credo che Cachè sia l'opera di Haneke che
meglio sintetizzi tutti questi aspetti. La capacità di combinare l'analisi della realtà con la riflessione sul linguaggio
cinematografico avvicina l'opera dell'austriaco a quella, apparentemente distante, del grande Abbas Kiarostami dei tempi d'oro (primi anni 90).
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Le luci della sera (2006) Come non provare pena per la parabola di Koistinen, umile e inconsapevole vittima della spietatezza del mondo moderno. Come non ricordare il dettaglio dei suoi occhi al momento della condanna? O quell'unico spiraglio di serenità che lo vede
sorridere fra i carcerati, col volto abbagliato dal freddo sole scandinavo? E lo sguardo glaciale della bionda del boss. E
quell'ultima mano tesa...Si parla di Chaplin, Dreyer, Bresson. Ma lo sguardo di Kaurismaki è inimitabile. Nessuno come lui sa inventare immagini così potenti e raffinate per rappresentare la solitudine di chi non riesce ad integrarsi con le regole
del sistema.
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Il figlio (2002) Il grande Olivier Gourmet alle prese con il conflitto fra vendetta e perdono, con i cocci di una famiglia distrutta, le
fatiche di un lavoro ingrato, il disagio per una società allo sbando, la ricerca di una nuova figura filiale. L'opera più alta dei Dardenne, la più profonda a livello tematico, la meno fredda a livello stilistico.
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In questo mondo libero... (2007) Ancora di scena le aberrazioni del neo-liberismo. Con l'inarrivabile lucidità di Ken Loach. Una storia troppo brutta per essere verosimile: ma nella realtà, succede di peggio, in tutta Europa (e non solo). L'agenzia interinale clandestina come iperbole del precariato e dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
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Volver (2006) Cambiando argomento, ma rimanendo su temi alti...come scegliare fra le meraviglie di Almodovar? Gli ultimi film che ha
fatto per me si equivalgono. Opto per Volver, per un motivo: il fatto che la seconda parte del film possa essere
interpretata anche in chiave onirica mi fa avvicinare quest'opera al capolavoro hitchcockiano Vertigo. Entrambi i film
parlano di necrofilia e di ossessioni, ed è come se a un certo punto questi fantasmi si materializzassero...
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Arca russa (2002) Non tutti i film di Sokurov mi piacciono. Spesso li trovo ermetici, come quelli del suo maestro Tarkovskij. Ma di fronte ad un piano-sequenza di un'ora e mezza, in cui si sogna la Storia della Russia...
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Le conseguenze dell'amore (2004) La cosa singolare di questo noir filosofico targato Sorrentino è il numero di battute memorabili. "Io non sono una persona frivola". "La verità è noiosa". "Quando si è amici una volta, si è amici per sempre". "Voglio morire in maniera rocambolesca". "Da 20 anni assumo eroina una volta a settimana, il mercoledì mattina, senza eccezioni". E tante altre...Difficile anche
dimenticare il dolly sulla testa di Servillo mentre si spara la droga in vena. O la scena della masturbazione. Un cult-
movie gravido di invenzioni.
Commenti
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31 marzo 2010, 23:00 di steno79
Ecco i miei sette film, scelti secondo le regole da te stabilite: Volver di Almodovar- Spagna- Il sole di Sokurov- Russia- L'enfant dei Dardenne- Belgio- Gomorra di Garrone- Italia- 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni di Mungiu- Romania- Il pianista di Polanski- Francia/Gran Bretagna- L'uomo senza passato di Kaurismaki- Finlandia
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31 marzo 2010, 23:43 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
Complicato scegliere in Francia, comunque, ARNAUD DESPLECHIN (I RE E LA REGINA); Ungheria: BELA TARR (LE ARMONIE DI WERCKMEISTER), Danimarca: PER FLY (L’EREDITÀ); Svezia: ROY ANDERSSON (THE FLICKERING LIGHTS); Unione Sovietica: ALEKSEJ BALABANOV (CARGO 200); Austria (ULRICH SEIDL (CANICOLA); Portogallo: Manoel De Oliveira (LO SPECCHIO MAGICO).
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1 aprile 2010, 00:30 di pazuzu
Alla rinfusa senza pensarci su troppo: Spagna: PARLA CON LEI (Almodovar) - Finlandia: L'UOMO SENZA PASSATO (Kaurismaki) - Francia/Gran Bretagna: IL PIANISTA (Polanski) - Italia: LE CONSEGUENZE DELL'AMORE (Sorrentino) - Francia: 13 TZAMETI (Babluani) - Francia: SULLE MIE LABBRA (Audiard) - Spagna: LA COMUNIDAD (De La Iglesia) - Svezia: LASCIAMI ENTRARE (Alfredson). Volevo inserire il bellissimo OGNI COSA è ILLUMINATA di Liev Schreiber ma pare sia di produzione statunitense..
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1 aprile 2010, 00:34 di Peppe Comune
Costringendomi a scegliere sette autori non ancora indicati, ecco i miei contributi secondo le tue regole : Italia, "Il Caimano"(2006) di Nanni Moretti ; Francia, "A tempo pieno"(2001) di Laurent Cantet ; Inghilterra, "Il segreto di Vera Drake"(2004) di Mike Leight ; Georgia (passamelo),"Giardini in autunno" (2006) di Otar Iosseliani ; Germania, "L'ignoto spazio profondo" (2005) di Werner Herzog ; Danimarca, "Anthicrist" (2009) di Lars Von Trier ; Polonia, "Katin" (2007) di Andrej Wajda. Adesso aspetto quella su Ferreri. Saluti.
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1 aprile 2010, 19:21 di ed wood
Grazie per i consigli. Mi saranno sicuramente utili. In particolare, credo, quelli di Marcello Del Campo, visto che ha citato 7 film che non conosco. Ho visto su YouTube un paio di piani-sequenza di LE ARMONIE DI WERCKMEISTER e ne sono rimasto estasiato. Si tratta della rappresentazione dell'eclisse di sole e di un manipolo di uomini che faceva irruzione in un dormitorio: due splendide pagine di cinema, che mi fanno rimpiangere di essermi perso questo film quando lo ha mandato in onda Ghezzi 4 anni fa (in quel periodo avevo un po' lasciato da parte il cinema)...Mi incuriosice anche questo nuovo cinema svedese (Andersson in particolare), Cargo 200 e soprattutto Canicola (ho un debole per l'Austria). Confido molto nella Romania (devo ancora vedere i film di Mungiu, mentre ho apprezzato l'opera prima di Porumboiu) e auspico una riscossa balcanica (qualcuno ha visto l'ultimo di Pascaljevic a Venezia?). Un'ultima cosa: oltre ai listoni, mi piacerebbe sapere da voi se avete un "percorso privilegiato" nel cinema europeo contemporaneo...io ho trovato interessante il tema della globalizzazione e dei suoi effetti sulla quotidianità delle persone (e sulla percezione)...voi?
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1 aprile 2010, 22:05 di carlos brigante
Hai messo un bel po' di film che apprezzo molto!!! Mi trovo in crisi nel fare qualche nome, ma l'opera fiume di Bela Tarr "SATANTANGO", per me, fa parte delle vette del Cinema...
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2 aprile 2010, 02:28 di shadgie
è davvero difficile scegliere, però mi chiedo una cosa: i film per "nazione" si scelgono in base alla nazionalità di un regista? no, perchè mi viene in mente ad esempio che "niente da nascondere" è di Haneke (austriaco) ma girato in francia con attori francesi, e che anche "giardini d'inverno" (non l'ho ancora visto) si iosseliani racconta una storia francese.
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2 aprile 2010, 07:34 di bradipo68
la playlist è bellissima:mi iscrivo al concorso con un po'di ritardo perchè ci ho voluto pensare e mi sono sforzato a citare film non citati da altri(e comunque la maggior parte dei film citati hanno conquistato da tempo il mio cuore).I miei sette sono in ordine sparso:Heimat 3 di Edgar Reitz(ma anhe i primi due sono imprescindibili),MR 73-L'ultima missione di Oliveir Marchal,Gomorra di Garrone,La notte dei girasoli di Jorge Sanchez Cabezudo,A soap di Pernille Fischer Christensen,Sweet sixteen di Ken Loach,Noi albinoi di Dagur Kari.Un saluto a ed e ancora complimenti per la playlist bellissima.
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2 aprile 2010, 09:52 di spopola
... difficile per me mettere ordine preferenziale nelle mie "passioni". Ogni volta che un film mi colopisce al cuore, mi sembra che si modifichi la prospettiva. Proverò a citare sette titoli (comunque importanti per la mia "crescita di conoscenza") che siano pi quelli davvero al top definitivo di una mia ipotetica, imamginaria classifica, non ci giurere tanto "variabili" nel tempo sono i miei umori al riguardo: Dunque: Francia: (in questo caso, l'ultimo "potente innamoramento: "IL PROFETA di Audillard (faccio mie le parole con cui ha commentato il film Joseba); Ungheria: SATANTANGO di Bela Tarr potrebbe essere condivisibile (ma è del 1994 ed è precendte al periodo indicato... quindi essendo Tarr un mio autore feticcio, ripiego anche io sul comunque splendido LE ARMONIE DI WERCKMEISTER; Austria: CANICOLA di Seidl; Russia: ALEXANDRA di Sokurow; Finlandia. L'UOMO SENZA PASSATO di Kaurismaki: Germania: L'IGNOTO SPAZIO PROFONDO di Herzog; Romania: Svezia: LASCIAMO ENTRARE; Italia: GOMORRA di Garrone; Spagna: PARLA CON LEI di Almodovar ; Romania Mungiu e il suo 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni ; Inghilterra: SWEET SIXTEEN di Loich... potrei continuare ancora, ma mi fermo perchè mi accorgo (come al mio solito) di avere già "sforato")
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2 aprile 2010, 10:51 di Inside man
Russia: "Il sole" di Sokurov; Francia: "Il profeta" di Audiard; Spagna: "Parla con lei" di Almodovar; Italia: "Le conseguenze dell'amore" di Sorrentino; Belgio: "L'enfant" dei Dardenne; Finlandia: "L'uomo senza passato" di Kaurismaki; Romania: "Il concerto" di Mihaileanu (in originale of course); non pervenuti ancora Mungiu, Seidl, Tarr, Antichrist e Il nastro bianco.
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2 aprile 2010, 15:36 di Utente rimosso (andreona)
Francia : "Ricky" di Ozon; Italia: "L'amico di famiglia" di Sorrentino; Spagna: "Mar adentro" di Amenabar; Norvegia: "Il mondo di Horten" di Bent Hamer; Serbia: "Midwinter Night's Dream" di Paskaljevic; GB: "Boy A" di Crowley; Bosnia: "Il segreto di Esma" di Jasmila Zbanic
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2 aprile 2010, 22:26 di ed wood
@Shadgie: anche se forse non è molto corretto, tenderei a privilegiare la nazione d'origine del regista. Quindi vada per l'austriaco "Niente Da Nascondere" e per il georgiano "Giardini D'Autunno" :-)
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2 aprile 2010, 23:34 di pazuzu
Cavolo nella mia lista avevo omesso LE VITE DEGLI ALTRI di Florian Henckel. Non può mancare!
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3 aprile 2010, 08:36 di supadany
Negli ultimi dieci anni direi che la Francia si fa notare come assoluta protagonista almeno per la quantità e la varietà di autori ed opere (non come vette). Scelta n°01 Nemico Pubblico n°01 . Impossibile non dare spazio e risalto a due cinematografie assolutamente emergenti come la Romania (02 - Cristian Mungiu con “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni”) e la Turchia che vanta due tra gli autori più importanti, Fatih Akin e Nuri Bilge Ceylan (la scelta n°03 ricade su “Ai confini del Paradiso”) dell’attuale scena festivaliera. Spazio anche al Belgio grazie ai fratelli Dardenne, autori imprescindibili di questo decennio per modi e soprattutto temi (scelta n°04 “Il matrimonio di Lorna”). Un posto (almeno) va poi dedicato al cinema nordico, decisamente florido; la mia scelta (n°05) ricade su “Dopo il matrimonio” di Susanne Bier in volata su Per Fly. Scelta n°06 per l’Austria ed Haneke, senza dubbio uno degli autori di punta di questo decennio (“Niente da nascondere”). Infine si giocano il settimo posto la Germania con Florian Henckel ed uno dei film più amati degli ultimi anni ovvero “Le vite degli altri”, (sperando non si spenga alla prima attuale trasferta americana) e l'Italia con "Il divo" che preferisco al pur bello "Gomorra".
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3 aprile 2010, 13:23 di ed wood
Le Vite Degli Altri l'ho registrato su Mamma Rai qualche mese fa, ma la registrazione è venuta male (chissà come mai) e ho dovuto cancellarlo, mannaggia...tornerà...
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3 aprile 2010, 15:14 di OGM
Sette film dell'Europa che esce dal guscio; che si ispira alla tradizione del romanzo come trattato narrativo, politico, storiografico, per rinnovarne i contenuti e superarne i rigidi schemi formali. Questa rivoluzione silenziosa, mai veramente annunciata, sta maturando come una meditazione visiva, distribuita, in ordine sparso, su varie opere destinate al grande schermo. Il flusso degli eventi ed il corso dei pensieri stanno cominciando a cedere il passo ad un viaggio senza rotta e senza meta in cui lo sguardo vaga, libero e inconcludente, intorno all’anima delle cose. Gli oggetti, i luoghi e le circostanze appaiono spaccati a metà, aperti ad un’osservazione invadente e curiosa, che scruta dentro la realtà senza secondi fini, cercando non risposte, bensì soltanto inquietudine e stupore. 1) YOU, THE LIVING (2007) di Roy Andersson (Svezia). 2) IL DIVO (2008) di Paolo Sorrentino (Italia). 3) IL NASTRO BIANCO (2009) di Michael Haneke (Austria). 4) ANTICHRIST (2009) di Lars von Trier (Danimarca). 5) THE OTHERS (2001) di Alejandro Amenábar (Spagna). 6) PALERMO SHOOTING (2008) di Wim Wenders (Germania). 7) CHI LO SA? (2001) di Jacques Rivette (Francia).
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