
La Mid-Generation: Attori
Tra i grandi senior e i nuovi teen-idol del mondo del cinema, c'è una generazione che abbraccia attori nati più o meno tra gli ultimi anni '70 e la prima metà degli '80, e che ancora oggi faticano ad interessare anche criticamente il panorama cinematografico.
Io, nato nel '78, e io stesso attore, sento fisicamente questo mio rispetto per questi attori, ma avverto anche il gigantesco cono d'ombra che li avvolge, tanto quanto avvolge me.
Uno di loro, Heath Ledger, non c'è più - e a ben vedere non ci sono più nemmeno River Phoenix e Brad Renfro ben ascrivibili in questa generazione - ma molti altri, più o meno presenti sulla scena, non godono del rispetto autoriale che dovrebbero. Il nostro "Joker" per esempio gode unanimamente consensi solo adesso.
Questa generazione io la chiamo la Mid-Generation, la generazione di mezzo, e questi sono i suoi 7 migliori rappresentanti.
PS: della generazione farebbero parte anche: Hayden Christensen, Jerry O'Connell, Eros Galbiati, Diego Luna, Jonathan Rhys-Meyer, Ivan Olita, Gaél Garcia Bernal, Gaspar Ulliel, Riccardo Scamarcio, Wes Bentley, Ashton Kutcher e Jake Gyllenhaal, Ryan Gosling, Michael Pitt, Ben Foster, Cam Gigandet, Louis Garrell, Nilo Mur, Tamar Novas che per motivi diversi tengo fuori dalla playlist, ma che è ben ricordare ci sono e a corrente alterna lasciano pure un bel segno.
- Emile Hirsch L'Attore Maiuscolo. Non solo sceglie con grande classe i ruoli da interpretare - a parte qualche titolo alimentare a inizio carriera - ma la sua presenza scenica mette a tacere quelle altrui. E' ruvido come uno sputo di tabacco, e ha lo sguardo credibile di chi dice con assoluta consapevolezza "Datemi la Verità".
- Elio Germano Elio il Grande, i giovani attori italiani se li mangia tutti. Dalla commedia al dramma, ruoli scomodi o borderline che lo elevano sopra i suoi coetanei come un esempio di vero, classico e impegnato attore/autore italiano.
- James Franco Attore e regista con cognizione di causa. Mai davvero apprezzato, ma infinatamente capace e intenso. Uno dei pochi attori davvero belli - bellezza non standardizzata e da facile copertina wasp - che non utilizza il fascino per le sue performance più mature, se non indirettamente come sottotesto di un omoerotismo strisciante.
- Joseph Gordon-Levitt Tra i volti più intensi, quando per intensità non si intende la carica espressiva quanto la presenza scenica. Anche per lui, palma d'oro per la tipologia di ruolo scelta.
- Josh Hartnett Tutto è cominciato da qui. Mio quasi gemello - ci separano solo 9 giorni di luglio del '78 - è stato l'attore che ha distolto la mia attenzione dai seniors che ho sempre seguito con devozione. Dopo le grandissime prove di inizio carriera dove sfoggia una presenza scenica perfetta, e una freschezza del gesto inviadibile, si perde. Da De Palma in avanti s'imbolsisce, pur restanto un gigante in scena.
- Leonardo DiCaprio "Titanic" gli ha fatto molto male, ma chi come me l'ha seguito con interesse fin da "Basketball Diaries" e "What's Eating Gilbert Grape?" non può certo stupirsi del grande attore che oggi lavora a stretto contatto con uno dei tre massimi registi americani in attività: Martin Scorsese (e Clint Eastwood bussa alla porta).
- Ryan Donowho Artista da strada, conserva sulla scena cinematografica la freschezza che lo contraddistingue. Un ragazzo profondo che anche sullo schermo non scherza nella scelta dei ruoli.
Commenti
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4 aprile 2010, 04:17 di Inside man
Secondo me manca Ben Foster, ancora poco conosciuto ma già da qualche anno sicuramente fra i migliori attori in circolazione (ha grandi doti di versatilità). Encomiabile e doverosa la segnalazione di un ns eccellente interprete come Elio Germano, mentre il 4 e il 7 cinematograficamente mi sembrano più "belle promesse che solide realtà".
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4 aprile 2010, 10:56 di nickoftime
...Ryan Gosling
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4 aprile 2010, 12:05 di scapigliato
Forse più Gosling che Foster, almeno per me. Effettivamente ci sono parecchi attori nati in quell'arco di tempo, molti dei quali molto altalenanti nella loro resa. A volte gioco forza della tipologia di ruolo, della riuscita finale del film, o anche e soprattutto per i gusti personali che bon vanno dimenticati. Foster è molto espressivo, carica molto il gesto e lo sguardo, e non è un male nemmeno per me che preferisco la sottrazione (anche se il mio guro Hackman è tutt'altro che sottrattivo), ma lo trovo irritante, a pelle, e questo purtroppo incide poi sul giudizio finale, che ripeto è personale. Ryan Gosling invece ha molta classe, ma a parte ruoli di culto non mi ha entusiasmato così tanto. La lista può così estendersi con Gosling, Foster, e anche il Michael Pitt di Bertolucci che al fianco dello stesso Gosling mi sono piaciuti parecchio. In più c'è l'area europea che andrebbe sondata meglio: Elio Germano, per chi scrive, è l'attore imprescindibile, l'unico ad avermi eccitato in un certo modo dopo Hackman, Eastwood e Hartnett. Ma ci sono anche Riccardo Scamarcio che checchessenedica è bravo; Nicolas Vaporidis credo che si schiodasse dai soliti film e dai soliti ruoli sarebbe un grande attore, così come tutti i ragazzini che oggi stipano il panorama cinematografico italiano: non tutti sono veramente bravi, ma molti sono giudicati male solo per i film in cui hanno lavorato. In Spagna conosco Nilo Mur, Tamar Novas e Ruben Ochandiano in particolar modo. L'inglese Joe Dempsey della serie "Skins" e il francese Luis Garrell. Ma come è ovvio è impossibile mappare esaurientemente l'intero orizzonte di questa mid-generation, e soprattutto farlo con obiettività. Voglio però insistere che i 7 nomi che ho fatto vale la pena darli davvero peso, anche se Gordon-Levitt e Donowho (spesso invisibili nonostante i molti film girati) sono erroneamente ancora visti come "astri nascenti".
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