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18/04/2010 h. 19.32 Film: Playlist libera
da Kissinger a Lutwack:: l'america che non ci piace

da Kissinger a Lutwack:: l'america che non ci piace

A commento  di quanto è apparso in TV ad annozero, in particolare per ciò che riguarda le dichiarazioni di Luttwak....
Sentendo parlare quest’uomo, che in altri tempi sarebbe stato definito come lo fu Henry Kissinger “un arnese dell’imperialismo jankee” sono tornato indietro negli anni e mi è venuto in mente:
l'attentato a JFK ("JFK")...l'omicidio a Lee Oswald ("l'uomo che sapeva troppo ?")....l'omicidio di Luther King (I have a dream)...la colonizzazione dell’America Latina  (The lost city, Salvador) tramite l’appoggio occulto della CIA (L’amerikano) che finanziava la guerra alla nazionalizzazione delle miniere di rame in Cile...e lo sciopero contro Allende degli autotrasportatori, o quello meno occulto, con l'attacco militare alla Casa Rosada e la conseguente fine di Salvador Allende.
Contemporaneamente in Grecia la CIA operava in sostegno dei colonnelli (Z L’orgia del potere), in Italia non è ben chiaro se abbia mai avuto connessione con i Servizi Deviati, Rosa dei Venti, P2...
E’ un fatto, che all’epoca del rapimento Moro, i principali responsabili delle Forze Armate e Servizi di Sicurezza erano iscritti alla P2, e degli uomini che costituirono il commando di via Fani, ce ne fu uno, la cui identità non è stata mai svelata, che, secondo la commissione Stragi (La tela dl ragno), avrebbe sparato in una manciata di secondi oltre 100 colpi uccidendo tutti gli uomini della scorta e lasciando illeso Moro (Piazza della Cinque Lune) .....ma si sa che i brigatisti si erano addestrati bene.... 
Sempre in America Latina, la CIA aiutava Videla e i suoi  generali, i quali, dopo una pausa di riflessione (Garage Olimpo) offrivano viaggi aerei premio ai giovani argentini...indi le “strane” connessioni tra CIA e narcos (L’amerikano e Missing),..tanto per citare solo alcuni film che Lutwak ha avuto il potere di evocare.... Poi mi sono ricordato del Watergate (Tutti gli uomini del Presidente) e di Farenheit 9/11, e di tutta la stupenda filmografia USA da La caccia e Mississipi Burning, a la valle di Elha....l’elezione di Obama mi ha convinto che occorre essere cautamente ottimisti......Prometto in futuro una play sull'America che ci piace...... 

  1. JFK - Un caso ancora aperto (1991)
  2. L'amerikano (1973)
  3. Z, l'orgia del potere (1969)
  4. Garage Olimpo (1999)
  5. Missing - Scomparso (1982)
  6. La confessione (1970)
  7. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Salvador (1986)
SI

Commenti

  • 18 aprile 2010, 21:23 di ed wood

    ...e no eh!!! bisogna essere radicali: USA ahead o USA caput! non ci sono vie di mezzo! o filo-americani o anti-americani! o con loro o contro di loro! yankees fuck oooooofffffff!!!!!!!! W la Cinaaaaaaa!!! Seriamente, l'unica salvezza per l''umanità è il ritorno al comunismo, inteso come abolizione della libertà. Come diceva il "traditore" G.L. Ferretti, è la liberta che ci frega! Abbasso la libertà! Viva la pianificazione economica! Sul serio eh...

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  • 19 aprile 2010, 00:12 di Peppe Comune

    Luttwak appartiene a quei "realisti" dell'analisi geo politica- che ragionano solo in ragione dei rapporti di forza che di volta sono sul campo e sono talmente convinti di stare sempre dalla parte del giusto che non si rendono minimamente conto che nel mentre condannano un fondamentalismo ne stanno concretando un' altro. Il loro realismo è quello che ti vuole portare ad attribuire patenti di legittimità a un male piuttosto che a un altro come se la presenza di un male maggiore precludesse necessariamente la condanna di un'altro minore. Le cose vanno chiamate con il loro nome e definire, sempre e comunque, gli USA come il regno del bene vuol dire, non solo dimenticare quello che pure i film ricordati dall'amico Curiosone ben aiutano a documentare, ma soprattutto far finta di non vedere che il modello economico dominante (di cui sono ancora i massimi beneficiari e i più arditi difensori) si sta dimostrando più capace di allargare la forbice tra nord e sud del pianeta che di rispondere al fabbisogno primario di qualche miliardo di persone, più incline a devastare l'ambiente che a dare risposte concrete sul futuro dell'ecosistema. Il fatto è che di fronte a un Saddam Hussein o i Talebani è facile trovare un unanime condanna, tutti siamo d'accordo nel chiamarli criminali. Quello che è più difficile è insinuare il dubbio sulla bontà di operazioni militari che si definiscono "civilizzatrici", rendere chiaro l'inganno di chi si nasconde dietro il tiranno di turno per ammantare di pacifismo i sporchi affari dei potentati economici, smascherare il ricatto morale di chi subdolamente ti fa capire che se ti accodi al carro dei vincitori un pò di elemosina sarà elargita anche a te. Luttwak fa delle analisi spesso interessanti, ma il fatto è che i Luttwak se ne fregano di quello che pensano gli altri perchè loro sono organici di un sistema che impone i suoi modelli, non è alla ricerca di consenso. Le regole della democrazia vigono nell'ambito del politico ma oggi (da un paio di decenni ormai) è quello economico ad avere il sopravvento. La crisi (generalizzata) della politica è direttamente legata al fatto che è il momento economico dominante a permeare nel profondo le scelte che si devono prendere in sede politica. Prova ne è, secondo il mio modesto avviso, che nei paesi a democrazia avanzata esiste una politica dell'"alternanza" piuttosto che dell'"alternativa". Il modello liberista (non liberale) non viene più messo in discussione da nessuno (dai governi cioè) e il conformismo dei più forti ha generato la misurazione secondo parametri quantitativi di ogni tipo di elaborazione umana, da quelle misurabili come le produzioni industriali fino a quelle artistiche. Mi sono allargato forse e poi ce ne sarebbero di implicazioni da fare per ogni singolo periodo. Concludo quindi, ricordando a Curiosone che ha fatto benissimo a sottolineare "l'america che non ci piace", perchè questo è un grande paese ed è tutt'altro che un monolite in cui tutti seguono fedeli i loro condottieri come spesso ci viene con troppa superficialità dipinto. Saluti e grazie per gli spunti di riflessione.

    cancella commento cancella commento e blacklista Peppe Comune
  • 19 aprile 2010, 16:15 di jonas

    Il mio voto di utilità va esteso al commento di Peppe. Aggiungo che, laddove le contraddizioni sono più forti, è più forte anche la loro percezione: perciò gli americani più civili sono i primi ad essere consapevoli della barbarie di chi sta loro intorno e non si pone problemi sull'imperialismo yankee. Un aneddoto: qualche anno fa, in una via del centro storico di Pisa, ho visto due turiste (suppongo americane) che fotografavano la scritta sul muro "Bush merda". Mi sono chiesto: conosceranno il significato della parola? se sì, la approveranno? o magari, non conoscendola, avranno pensato "vedi come è popolare anche all'estero, il nostro presidente"...

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  • 19 aprile 2010, 20:53 di ed wood

    Sottoscrivo i commenti di Peppe e di Jonas. Con una correzione: a mio parere, Peppe, non è da due, ma almeno da tre decenni che il predominio dell'economia sulla politica sta inaridendo le produzioni di ogni genere, comprese quelle cinematografiche: dai, è troppo forte il divario qualitativo fra i film degli anni 50/60/70 e quelli degli anni 80/90/00...e questo vale per il 90% delle cinematografie nazionali...non trovate?

    cancella commento cancella commento e blacklista ed wood
  • 20 aprile 2010, 12:28 di curiosone49

    Grazie a te, Peppe, per l'approfondita riflessione che hai fatto...Mi trovi completamente d'accordo! Ringrazio anche jonas ed ed wood per il prezioso contributo...D'altra parte i cittadini USA sono loro stessi che denunciano al mondo quanto di marcio c'è o esprimono i loro governi (vedi Tutti gli uomini del Presidente, Missing, Mississipi Burning, Valle di Elha, etc..). Senza di loro, probabilmente, non saremmo venuti a conoscenza di fatti gravissimi... Aggiungo che per quanto attiene ai governi, sembrerebbe che in passato non se ne sia salvato nessuno. Mi ha sempre colpito, infatti, che del “grande” JFK si ricordi la visita a Berlino, quando davanti al muro ha rivendicato la libertà per tutti i tedeschi, identificandovisi ("Ich ben ein berliner"), e si può financo arrivare, come atto di estrema accusa, a sospettarlo - assieme al fratello Bob - di essersi sbarazzato dell'ingombrante (quale meraviglioso ingombro!) Marylin Monroe (il che pare sia stato effettuato tramite mai chiarite connessioni con la mafia USA, parliamo di Tom Jancana & ass); mentre solo gli addetti ai lavori ricordano il fallito tentativo di rovesciare Castro, tramite gli esuli cubani finanziati al solito dalla CIA (la baia dei porci), ma soprattutto il fatto di essere il vero artefice dell’intervento in Vietnam....Così come tutti ricordano Nixon per il Watergate, mentre molti meno lo ricordano come il primo presidente USA che volò in Cina dopo aver chiuso definitivamente il Vietnam...Non sempre l’immaginario collettivo aiuta nella valutazione dei fatti....

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