
2010 il meglio secondo me (gennaio-aprile)
No "oldies but goldies".
In questo caso "young fresh and new".
I migliori 7 del 2010, secondo me ovviamente.
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Il concerto (2009) La trama è grottesca e divertente: vizi e virtù di ebrei e zingari in viaggio dalla Russia per rappresentare (con l'inganno) il teatro Bolchoi in un festival musicale parigino. Il passato si lega al presente e ne determina lo svolgimento: segreti si svelano, intrecci si sciolgono e la verità irrompe dolce e straziante come la melodia di un violino. Gli attori sono fantastici: Melanie Laurent, prima fra tutti, mi ha emozionato soprattutto nella sequenza del concerto quando, al termine dell'esecuzione dell' opera 35 di Tchaikovsky, durante gli applausi del pubblico, guardando il direttore d'orchestra, si abbandona ad un pianto liberatorio, molto realistico e coinvolgente. La musica è sublime: forse l'unico elemento in parte discutibile è il doppiaggio italiano, che però garantisce di sicuro impatto comico.
- L'uomo che verrà (2009) Per questo film, che mi ha commosso molto, ho pianto fuori dal cinema. Può sembrare strano, ma finchè ero in sala non sono riuscito a sfogarmi, anche se dentro di me ero lacerato dalle immagini e dal realismo della narrazione di Diritti. Al termine della proiezione si è levato un applauso corale, mosso dalla partecipazione del pubblico bolognese che sente ancora viva sulla sua pelle la ferita della strage di Marzabotto e continua a chiedersi il perchè di una simile violenza. Gli attori, che recitano in dialetto bolognese, sono tutti molto bravi ma una menzione speciale va alla piccola Greta Zuccheri Montanari, stupenda nella parte di una bambina muta, che solo nell'ultima scena, stanca ma piena di speranza, riesce ad intonare una ninna nanna al suo fratellino, l'uomo che verrà del titolo, unico superstite, insieme a lei, della strage perpetrata dai tedeschi. Gli eventi sono noti a molti, ma questa trasposizione cinematografica aiuta il pubblico, soprattutto giovane, a conoscere meglio i luoghi, le usanze, i linguaggi delle vittime e anche dei carnefici, offrendo momenti toccanti, destinati a restare nella storia del cinema mondiale.
- La prima cosa bella (2009) Quando sono andato con i miei amici (eravamo 10) a vedere questo film, nessuno di noi si aspettava che gli sarebbe piaciuto così tanto. Virzì ha davvero superato sè stesso. E' riuscito a fare ridere e piangere con la stessa intensità. Bravissima la Pandolfi ed emozionante il rapporto con il fratello Mastrandrea, fatto di "abbracci spezzati" e poi finalmente di fisicità condivisa e sguardi complici. Magica la Sandrelli che ha saputo rubare un sorriso alla morte e tante lacrime ai figli (nel film) e a noi (in sala). Una nota se la merita anche la splendida Malika Ayane che ha interpretato e personalizzato la canzone che da il titolo al film. La prima cosa bella del 2010......................
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Cella 211 (2009) Un film molto maschio, da cardiopalma, che dimostra come la vita possa cambiare irreversibilmente nell'arco di una giornata.
Juan decide di visitare il suo nuovo posto di lavoro un giorno prima di iniziare, e fino a qui non c'è niente di strano: ma se si pensa che il giovane catalano lavorerà come secondino in un carcere di massima sicurezza in cui è in atto una sommossa da parte dei detenuti, le prospettive cambiano decisamente. Protagonista è Malamadre, capo dei carcerati che rappresenta una specie di Caronte che traghetta Juan nell'inferno delle prigioni e che lentamente instaura con lui un rapporto, seppur precario, di fiducia, che lo porterà ad affezionarsi a lui a condividerne esili speranze e inaspettati dolori. Solo la morte sarà in grado di restituire loro ciò che gli era stato rubato: a Juan la compagna incinta uccisa durante una sommossa all'esterno del carcere e a Malamadre la tanto agognata libertà. - Departures (2008) Capolavoro. Le lacrime di commozione dei miei amici non me le dimenticherò più. E li ringrazio per aver condiviso le loro emozioni con me.
- Nord (2009) Un film piccolo piccolo, ma delizioso. Fanno da sfondo il paesaggio innevato della Norvegia e il viaggio grottesco e pieno di incontri sorprendenti del protagonista, che decide di spostarsi verso il nord del paese per conoscere suo figlio, che vive con la sua ex compagna. Dopo la paura iniziale Jomar, che soffre di depressione dopo essere stato abbandonato dalla donna e si dedica all'acool, utilizza una motoslitta e intraprende il viaggio, uscendo per la prima volta dal suo paesino. Una specie di pellegrinaggio che lo porterà ad incontrare realtà diverse dalla sua, fugaci ma cruciali. L'ultima scena vale l'intero prezzo del biglietto: il motivo del viaggio si palesa dinnanzi agli occhi di Jomar, le parole non sevono più, si assiste in silenzio all'incontro di due anime bambine che sanno di appartenersi e potersi riappropriare di tutto quel tempo che la stupidità degli adulti gli ha sottratto.
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Lourdes (2001) Questo film mi ha colpito per il modo in cui viene affrontato il tema della malattia e della ricerca del miracolo. Christine è costretta sulla carrozzella dalla sclerosi multipla e partecipa ad un pellegrinaggio a Lourdes, sorridendo sempre e cercando di parlare con i volontari delle organizzazioni presenti, molto spesso giovani e belli, consapevole di essere malata, ma desiderosa di una rivincita erotica piuttosto che di un intervento divino salvifico, in cui peraltro non crede: infatti non prega mai e sembra che si accosti di mala voglia ai riti collettivi.
Dal mio punto di vista il vero miracolo che Christine cerca è di poter interagire con uno di questi volontari, un desiderio totalmente laico che si concretizza al termine del film quando, miracolata fisicamente (e per questo odiata da tutti gli altri pellegrini che avevano pregato tanto per ottenere una grazia), ormai in piedi, riesce a baciarlo e a ballare con lui, sulle note di una azzeccatissima "Felicità" di Albano e Romina. L'aspetto religioso del pellegrinaggio viene relegato in secondo piano, mentre vengono sottolineati il business che si crea attorno alla vendita di santini e acqua santa e l'ipocrisia dei volontari e di alcuni religiosi che preferiscono raccontare barzellette piuttosto che dedicarsi all'accoglienza e all'assistenza dei pellegrini.
Commenti
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6 maggio 2010, 11:25 di chilex
Concordo pienamente su Departures....un capolavoro che mi ricorda il cinema di Ozu.........Oscar meritatissimo...anche io mi sono commosso.
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6 maggio 2010, 11:56 di simon cruz
ciao Chillex, grazie per il commento. a presto, spero, per nuovi confronti. Simon
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6 maggio 2010, 17:07 di AlexPortman80
"Departures" l'ho visto ieri: film magnifico (e che musiche)! E quindi si aggiunge sicuramente, nella top7 di questo primo scorcio del 2010, a "Il concerto", "L'uomo nell'ombra", “Shutter Island”, "Green zone", "Invictus" e “Fantastic Mr. Fox”. Leggermente sotto, ma assolutamente godibile, anche il da te citato "Nord", ma pure “Tra le nuvole”. Ciao
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13 dicembre 2011, 02:53 di nandolustig
Dei 7 mi manca ancora IL CONCERTO e DEPARTURES, gli altri mi sono piaciuti tutti,soprattutto CELLA 211 / LOURDES / L'UOMO CHE VERRA'.Ma anche LA PRIMA COSA BELLA e NORD buoni.Ciao.
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