Lampur intervista il Genius
Bene, ritorniamo al sottoscritto, essere multiforme dall'incorporea trasparenza, quella dell'anima è invece di opaco livore.
Il mio cognome potrebbe richiamare esotismi e erotismi meridionali, dove il Mar Tirreno bacia le sacre sponde in cui si disputarono battaglie mitologiche fra vincitori e vinti di una colonizzante Grecia.
Paesaggi brulli, dalla vegetazione sterile, ma non posso certo sterilizzarmi in questo topos.
Sono molto di più di un qualcosa in calce all'anagrafe, sono uno, nessuno e centomila, creatura poco dormiente che poco mente e molto si rivela per quel che è, dunque per ciò che veramente non è. L'apparenza è il meschino e ipocrita inganno dello sguardo in superficie che si accontenta di un giudizio "a prima (s)vista".
Sono il "nulla" e quindi il tutto.
Essere movimentato da moventi ignoti, perlustra il Mondo saltandoci intorno, la clessidra del Tempo ruba attimi preziosi alla mente, "roba" che m'interessa più della vita "reale", tesa al laido profitto, alle macchinazioni strategiche per infliggere pene psichiche a chi non si "adatta" al Sistema, al cinismo, alla cattiveria e quel che ne segue.
Dunque, conseguo il diploma, anzi no, esageriamo, abbondiamo, la laurea dell'unicità, per come Dio mi concepì, siccome mi creò tale e quale a quel che sono e non a quello che gli altri si aspettano che sia.
Li deluderò, ma ne sarà valsa la pena.
E' meglio un piatto di pasta al sugo delle macchie di sangue sul pavimento.
Ma giungiamo a noi, descrivermi è un vezzo a cui non rinuncio, ma che desta, sinceramente poca attenzione, per questo mi permisi tale "digressione", per "orpellarmi" di vanità.
Lampur, cortesemente, mi ha rigirato le domande che gli avevo posto per l'intervista, e son ben lieto di replicargli, dunque di rispondermi.
Son patetico e dolciastro, non rinnego i sentimentalismi e mi emoziono per cose "futili", per le inezie di cui è corroborata dalla vita, gli attacchi (ingiusti e sconsiderati) alla mia persona li lascio scivolare come acqua piovana sull'impermeabile da Marlowe sintetico e mai artificiale, mai artefatto, fomentano le mie energie e mi spingono all'azione.
Ma veniamo, come già detto, a noi.
Come detto poc'anzi, e Totoianamente il pazzo di Pocanzio non esiste, ma io un po' folle(tto) lo sono, me ne freg(i)o.
Non riproporrò le domande che posi a Lampur, mi "limiterò" a una specie di diario di bordo.
Ho 30 anni, ma ne dimostro 20 e quando occorre, non corriamo troppo, anche 80.
Sono un'esteta che ama l'estetica e detesto le estetiste, ho raggiunto un'età in cui non si bada alle ovvietà, è ovvio, "merce" superflua.
Ma si poetizza.
Non sono sposato, il mio addio al celibato è rimandato a data senza scadenza.
La mia passione per il Cinema risale ai primi albori dell'infanzia, quando si comincia a usare l'erotismo contro la morte.
Il Cinema spazza e spezza vie le indolenze, è un medicinale contro l'aborto dell'anima, chi non vuol capire si astenga dal "leggerlo".
Il Cinema non ha bisogno di "dire" né di "raccontare", lasciamo le trame ai dizionaretti.
La vita personale incide talvolta sulla visione di un film, che dipende da molteplici fattori.
Prima sei "incantato", poi l'amarezza ammanta le tue giornate e provi empatia per Destini affranti in cerca del proprio Io.
Ma il Cinema è spesso solipsista, opinabile e da opinionisti.
Peggio de "Il processo di Biscardi".
Non mi lascio condizionare dai critici, sebbene ci siano molte persone di quell'ambiente che stimo e leggo volentieri.
Diciamo, che sono abituato a "ricredermi" su un film, e adotto lo stesso di valutazione nella vita. Siamo "cose" in perenne mutamento. Eppur si muove, la celluloide è fotogrammatica, dunque collegata al cervello e al cuore.
Leggo molto, dunque, anche in questo caso, i miei gusti cambiano.
"Il pasto nudo" è il mio libro preferito, dunque metterei William Burroughs fra i grandi, ma mi affascina tutta la letteratura orrorifica, allucinatoria e delirante.
Stephen King ha partorito delle perle.
Guai a chi lo tocca, sebbene si "commercializzi".
Non ho un regista prediletto, ma Lynch e Cronenberg sono due geni intoccabili.
Il film della mia vita è "Taxi driver", notte, "sporcizia", alienazione, mente che si frantuma, la lucida follia di un "ribelle".
Adoro la vecchia guardia di Hollywood, vale a dire i vari De Niro, Pacino, Nicholson, Hoffman, in ordine di gradimento.
Fra la "mezz'età" Sean Penn e Johnny Depp, fra i "giovani" Di Caprio e Colin Farrell.
Ho molte attrici "erogene", su tutte Julianne Moore, dal vivo ha un culo universale.
A un gran culo non si dice mai di no.
Grazie a tutti.
Ne vedrete delle belle.
A vostra completa disposizione.
Commenti
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14 maggio 2010, 05:15 di LAMPUR
L'iperfolletto Travis si confessa con la consueta maestria. Magma in ebollizione non smentisce irruenza ed irriverenza (marchio di fabbrica), "dolciastro" allo zucchero di canna, amante dell'inconvenzionale squarta sagacemente il questionario... vi attendiamo sullo scomodo lettino... ;)
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