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21/05/2010 h. 20.46 Film: Off Topic
Psicanalisi

Psicanalisi

Ultimamente ho visto parecchi film in qualche modo legati alla psicanalisi. In questa playlist, ho voluto elencare quelli che mi sono rimasti più impressi, raccontandovi le emozioni che mi hanno trasmesso e le riflessioni che hanno suscitato in me. Mi piacerebbe sapere che cosa pensa il popolo di Film TV di questi film e di altri affini. Come sempre, confido sul fatto che il vostro contributo sarà la parte più interessante di questa play!

  1. La stanza del figlio (2001) Uno stimato psicanalista in grado di curare le fobie e le ossessioni dei suoi pazienti, di fronte al lutto più grave che possa colpire una persona – la perdita di un figlio – si perde, scoprendosi debole ed incapace di curare quelle stesse sofferenze che più volte aveva saputo mettere a tacere nella psiche di chiedeva il suo aiuto. I problemi non sembrano mai reali finché toccano agli altri: solo quando ci coinvolgono da vicino, li scopriamo in tutta la loro irruenza.
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Maledetto il giorno che t'ho incontrato (1992) Due giovani pieni di fobie, manie ed ossessioni si incontrano per caso, fuori dallo studio dello psicanalista che entrambi frequentano. Dove non poté la scienza, poté l’amore, mi vien da dire. Una cura per i loro disturbi non c’è, ma insieme trovano la forza per affrontare la vita e andare avanti. La solitudine è forse il male da cui è più difficile guarire.
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Io ti salverò (1945) Psicanalisi in giallo, alla maniera di Hitchcock. Un uomo crede di essere il Dottor Edwardes e prende servizio nel manicomio dove il vero medico è atteso. I sospetti, però, non tardano ad affiorare. Il Dottor Edwardes appare strano, si comporta in modo anomalo… È forse un impostore? Non lo è: è vittima della sua stessa psiche. Solo la psicanalisi può sciogliere gli intricati nodi gordiani…
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Un'altra donna (1989) Una donna, il cui appartamento confina con lo studio di una psicanalista, ascolta le confessioni delle pazienti e, attraverso le loro storie, viene a patti con sé stessa. In fondo, è un po’ quello che facciamo tutti noi quando ci sediamo sulla poltrona di un cinema: ci immedesimiamo nei protagonisti dei film, gioiamo e soffriamo per loro e con loro, e alla fine ne usciamo un po’ cambiati. A volte, anche un film può essere utile per guardarci dentro con un po’ più di spirito critico.
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Confidenze troppo intime (2004) Può un avvocato trasformarsi in psicanalista e consulente matrimoniale? A quanto pare, si direbbe proprio di sì. Non solo: in questo caso il processo di trasformazione va oltre… Ancora una volta, però, quello che emerge dal film è che nel mondo frenetico di oggi ci sentiamo sempre più soli, nonostante la fredda rete informatica dalle cui spire sembriamo non poterci più staccare. Il contatto umano non può essere sostituito da una macchina…
  6. Ma che colpa abbiamo noi (2002) Anche se di solito non amo inserire nelle playlist due film dello stesso regista, questa volta mi concedo un’eccezione citando un secondo film di Carlo Verdone. Del resto, Ma che colpa abbiamo noi ruota ancora una volta attorno alla psicanalisi. Anche qui, il bisogno di non sentirsi soli di fronte a un mondo percepito come ostile è al centro della vicenda. Anche senza psicanalista, il gruppo di “malati” trova la forza di guardare avanti puntellandosi l’un con l’altro.
  7. DvdBlu-RayUmd non disponibile Sfida senza regole (2008) Ok, d’accordo, la psicanalisi non è il cuore del film. Tuttavia, se fino ad ora ho citato film in cui la psicanalisi fa, per così dire, un figurone, adesso voglio far suonare l’altra campana. Al Pacino segue i consigli dello psicanalista, sta alle regole del gioco, si lascia curare. Robert de Niro no, fa di testa sua, crede che lo strizzacervelli spari solo cazzate. Chi dei due è il colpevole? Neanche lo psicanalista l’ha capito in tempo…
SI

Commenti

  • 21 maggio 2010, 22:28 di maghella

    Io avrei citato soprattutti Woody Allen,piuttosto che Carlo Verdone per due volte,anche se lo adoro non mi sembra che in questi due film che hai citato sia riuscito particolarmente bene...Mentre Allen in tutti i suoi film non manca di citare la psicanalisi e l'ossessione per l'analisi psicanalitica propria degli americanii.Buone le altre scelte,naturalmente oltre a Io ti salverò (dove ci sono degli autentici quadri di Salvator Dalì come fondali per il sogno rivelatore di Gregory Peck) citerei anche Psyco,Film pazzesco oltre che come giallo anche per il lato psicologico della doppia personalità di Norman Bates,tema che il regista amava moltissimo,e che si ritrova anche in tanti film di Brian De Palma(Doppia personalità,appunto). Bella Play,mmmiau.

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  • 22 maggio 2010, 09:58 di Scotty

    Effettivamente, maghella, parlando di psicanalisi avrei potuto inserire 7 film di Woody Allen! Ho citato "Un'altra donna" perché, in questo film più che in altri, la psicanalisi è il vero motore dell'azione, anche se è curioso come questo sia l'unico film di Allen in cui l'analisi va a buon fine... Relativamente a Hitchcock, più che a Psyco - che, comunque, giustamente tu citi - avevo pensato anche a "Marnie", con Sean Connery che s'improvvisa psicanalista e incomincia a viaggiare nei meandri della mente di Tippi Hedren, un po' per piacere e un po' per liberare la sua donna dagli incubi ricorrenti che la tormentano. Grazie del commento! Ciao

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  • 22 maggio 2010, 13:07 di kirkdetective

    Sono molto legato all'intenso "Un'altra donna", così come a "Interiors", visto recentemente. Ai film della playlist mi sento di aggiungere "Gente comune" di Redford e il cinema di Bellocchio, in particolare "Salto nel vuoto". Ciao

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  • 22 maggio 2010, 19:49 di jonas

    Credo che la prima volta della psicoanalisi al cnema sia stato Girandola di Mark Sandrich (pieno di castronerie). Fra i titoli che citi, curiosamente, quello che preferisco è Confidenze troppo intime dove di psicoanalisti non ce ne sono.

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  • 24 maggio 2010, 02:23 di Neve Che Vola

    Tra i film a me noti: "La donna dai tre volti" con Joanne Woodward e Lee J.Cobb nel ruolo del medico che l'assiste, grossolano secondo molti, un capolavoro per me (e quindi lo è). La moglie di Paul Newman mi pare ottenne l'oscar per l'interpretazione. "La scuola dell'odio" con S.Poitier e Bobby Darin, storia di un medico di colore di un istituto di pena che ha in cura un giovane nazista americano tormentato dagli incubi, anche questo un film a mio avviso eccelso. Il terzo segreto (1964) con Pamela Franklin e Stephen Boyd, che mi piacque abbastanza. Buttiamoci dentro anche "Notte senza fine" di Raoul Walsh con Teresa Wright e Robert Mitchum, storia di un uomo tormentato dagli incubi, vede il luccicare di un paio di speroni nel buio, definito da B.Tavernier "western freudiano e onirico" (tanto per dire qualcosa di mirabolante) e fatto restaurare da Martin Scorsese. Continua, dopo alcune visioni, a non esaltarmi, mi pare troppo forzato, non so... Chissà se ci potrebbe stare "Anno 2118:Progetto X" un film di william Castle con C.George nel ruolo di un uomo nella cui mente sono contenuti alcuni preziosi indizi per capire in quale maniera gli abitanti della Sinoasia (il mondo è diviso in due blocchi) vogliano distruggere l'Occidente. Il problema consiste nel trovare la maniera di far riaffiorare in lui i ricordi voluti, così gli scienziati costruiscono un posto tipico degli anni '70 del '900 nella speranza di fargli riaffiorare i ricordi. Uno dei miei cult personali. "Le schiave della città", a mio avviso un capolavoro eccelso (non solo per le gambe meravigliose di Ginger Rogers, vedere per credere!) di M.Leisen, in bilico tra commedia e drammatico e musicale, con Ray Milland e Barry Sullivan (nel ruolo dello psicologo). Il numero in cui canta e balla questa meraviglia di donna ("Who's Jenny?", non ricordo però con precisione il titolo) e la sua preghiera "Non questa canzone, vi prego, non questa!" mi sono sempre apparsi stratosferici. Dio salvi Vieri Razzini che lo propose, con il suo solito gusto ai limiti dell'infallibilità, in un ciclo molti anni fa! Il titolo originale "Lady in the Dark" è molto più rivelatore... Dei titoli citati mi piacciono sia "Io ti salverò" che "Marnie", il primo uno dei miei film preferiti, con un senso del punto culminante perfetto, mi riferisco al connubio tra immagini e musica nella scena della discesa con gli sci. Truffaut che disse a Hitchcock di considerarlo un film minore mi divenne inviso senza possibilità di perdono, e l'ammissione del regista di aver voluto solo fare un piccolo film di psicanalisi la perdono solo perchè l'ha detto lui e probabilmente semplicemente come atto di cortesia verso Truffaut che trovò da ridire anche su "il ladro", che di sbieco tratta di psicanalisi (mi riferisco alla scena che neanche Dio avrebbe potuto girare, una delle più belle che abbia mai visto, quando Vera Miles colpisce Fonda e lo specchio si incrina come la personalità della donna: "Manny" rimane immobile e il gesto che fa verso la moglie che ama per davvero è al di là della perfezione, almeno per i miei gusti). Ci si può mettere anche "Il posto delle fragole"?

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  • 24 maggio 2010, 10:03 di Scotty

    Neve Che Vola, sono assolutamente d'accordo con te a proposito di "Io ti salverò". Gran parte della critica è concorde nel definirlo un film discreto, o al più buono: un film da tre stellette e nulla più, insomma. Secondo me, invece, è un gran film (azziardiamo "capolavoro"? Penso si possa fare, no?), sia dal punto di vista visivo che da quello sostanziale. La scena che citi tu è bellissima ed è il culmine di tutta una serie di linee parallele che Hitchcock dissemina qua e là nel film. E poi, c'è la scena della mano gigante che impugna una pistola altrettanto gigante, che secondo me è un'ottima sintesi della concezione estetica di Hitchcock: rappresentare un concetto avvalendosi di strumenti puramente cinematografici (punti di vista particolari, movimenti di macchina, filtri, luci ad hoc, effetti ottici originali, ecc.). Alla lista di film citati sinora, aggiungere anche "Una lama nel buio", visto proprio ieri sera: non male, soprattutto la ricostruzione del sogno dell'uomo ucciso che porta alla soluzione del mistero.

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  • 24 maggio 2010, 17:45 di Neve Che Vola

    Altrochè se lo metterei nei capolavori, Leonard Maltin gli dà solo ***1/2 su ****, ma dice: "Dali dream sequences , innovative (and oscar winning) Miklos Rozsa score help Hitchcock create another unique film", altro che filmetto minore... e l'umorismo dell'ultimissima scena davanti al bigliettario? La critica è l'ultima fonte alla quale mi riferisca, oggi esaltano "Il cavaliere dlla valle solitaria", domani lo ridimensionano, a seconda... Mi sembra Bazin, diceva che Wyler negli ultimi film era accademico, vuoi mettere i suoi primi film? Che schifo "La legge del signore", ruffiano, buonista... meglio un finale che ti convinca che la vita sia merda, allora sì! Poi ho letto l'articolo di Fittante (mi pare), che si concludeva più o meno: "Wyler accademico? Non diciamo eresie"... inutile dire che concordi con Fittante, quello che mi chiedo è come sia possibile che un Kezich che a prima vista diceva che "Sussurri e grida" era un capolavoro al di là dell'immaginabile, non fosse stato in grado di dire altrettanto di "Sentieri selvaggi" del quale scrisse non negativamente ma come se Ford fosse dovuto ricorrere a espedienti (come un aumento di violenza) per stare al passo coi tempi. Provati un pò ora ad andare a dire che secondo te "Sentieri selvaggi" non è poi quel capolavoro? Quindi pensa te quanto mi interessi il giudizio degli esperti! Per quel che mi riguarda ho sempre considerato "Io ti salverò" un capolavoro assoluto, ma neanche mi è mai sfiorato che possa essere di meno.

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