
Moral Guidance: Aki Kaurismaki
Un regista che, grazie al suo cinema, si erge ad esempio di una disperata moralità laica ed umanista.
- L'uomo senza passato (2002) La solidarietà come mezzo d'emancipazione e di rivincita su un mondo ostile.
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Ho affittato un killer (1990) L'amore vincerà sulla solitudine, la disoccupazione e la depressione.
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Le luci della sera (2006) Sfuggire agli inganni ed alle illusioni della vita.
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Leningrad Cowboys Go America (1989) La musica libera dal suo sfruttamento commerciale, la vera America è il Messico.
- Nuvole in viaggio (1996) Si può sempre ricominciare, o almeno tentare.
- Vita da bohème (1992) L'arte e la passione riempiranno le nostre esistenze e ne serberemo il ricordo.
- La fiammiferaia (1989) Opporsi allo sfruttamento ed alla disperazione che può produrre.
Commenti
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27 maggio 2010, 23:21 di Utente rimosso (andreona)
Aggiungo "Juha" e lo dedico a ed wood :)) Amo molto Kaurismaki e soffro ancora per la prematura scomparsa di Markku Peltola.
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28 maggio 2010, 00:07 di Filmoski
Ricordiamo anche il compianto Matti Pellonpaa.
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28 maggio 2010, 11:58 di Peppe Comune
Se c'è un merito particolare che senza ombra di dubbio può essere riconosciuto a Kaurismaki, è quello di continuare imperterrito a raccontarci storie di vite in disarmo, dimenticate da tutti e da tutto, esistenze poste ai margini dalla società del benessere generalizzato, a dare un'identità di uomini innanzitutto a chi l'identità se le vista scippare dalla volgarità trionfante. Affatto interessato agli arzigogoli dell'industria cinematografica, va avanti per la sua strada facendo cinema col minimo consentito. Col garbo e la poesia di un maestro di semplicità. Bell'omaggio a Kaurismaki. Un saluto
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28 maggio 2010, 15:24 di tommyda
grande Filmoski, io adoro Kaurismaki, qualche tempo fa ho letto del festival del cinema che fanno lì in Finlandia, organizzato proprio da Aki, pare che il primo premio sia una piantina grassa. Kaurismaki con quello straniamento dei suoi personaggi che richiama Bresson, unico cineasta, a mio giudizio, in cui sono ravvisabili i segni del grande maestro francese, Brechtiano, ironico, irriverente, di denuncia, e sempre leggero come la neve che cade lassù. è formidabile.
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28 maggio 2010, 21:02 di Filmoski
A chi non l'avesse letto consiglio il bel libro di Peter von Bagh sul nostro Aki. Ciao a tutti.
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