UNA PENNA CHE SCORRE
Ultimamente trovo che la comunicazione vocale sia sempre più difficile: le incomprensioni creano dei muri insormontabili, dei terreni minati che impediscono una futura relazione... Troppi non detti, troppi equivoci, troppe menzogne o omissioni...
E allora forse la soluzione è recuperare quella forma di comunicazione che giunge sempre a buon fine, perchè contiene la vera essenza dei propri pensieri, perchè le parole vengono calibrate durante il tempo necessario a far scorrere la penna sul foglio immacolato. Le lettere sono memoria, sentimento, amicizia, amore, sogni, disperazione, delusione... VITA!
- 84 Charing Cross Road (1986) Dei veri e propri dialoghi di carta si susseguono per anni tra una simpatica scrittrice americana e i dipendenti di una storica libreria londinese; dialoghi basati sull'amore per la letteratura, e sul bisogno di trovare persone con le stesse passioni. Anne Bancroft e Anthony Hopkins sono gli splendidi protagonisti, i loro volti si specchiano nelle lettere che scrivono, non c'è nulla della loro personalità che esca dalle righe. I due non riusciranno mai ad incontrarsi, sebbene si scambino per anni polverose copie di vecchi libri, ma forse questo è il finale più appropriato per un film che racconta come la parola scritta sia più efficace di quella parlata.
- OGNI COSA E' ILLUMINATA
Qui le cartoline sono testimoni del passato al pari di altri piccoli oggetti e reperti, raccolti con cura dal protagonista che si pone continue domande sulla propria storia e sulla propria famiglia. Liev Schrieber firma la sua prima regia adattando un libro di grande successo, e dimostrando come in assenza di indizi tangibili, nemmeno una mente sensibile come quella di Jonhatan potrebbe immaginare di intraprendere un viaggio alla scoperta di sè; lettere sbiadite su una foto, l'inchiostro come richiamo e come stimolo ad aprire i propri orizzonti. - I ponti di Madison County (1995) Un film profondo e commovente: la straordinaria Meryl Streep interpreta Francesca, una donna che ha racchiuso tutta le emozioni della sua vita in una lungo diario, che ha nascosto dentro di sè e in quelle pagine i momenti essenziali dell'esistenza, altrove grigia e monotona. La storia d'amore col fotografo Robert è emblematica: lui immortala le emozioni su pellicola, lei su carta, in una confessione dedicata ai figli che non l'hanno mai realmente conosciuta. Dopo un iniziale rifiuto, pagina dopo pagina emerge finalmente l'immagine di una persona "nuova", complessa e unica, una madre di cui essere fieri.
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Salvate il soldato Ryan (1998) Due le lettere in questo splendido capolavoro di Steven Spielberg: la prima, quella destinata alla madre dei tre fratelli morti in guerra, in cui a nome della Patria intera si riesce ad esprimere il ringraziamento per una devozione che ha portato morte ed orgoglio al tempo stesso. Sono parole che possono rincuorare, parole importanti che tengono unita una nazione di fronte all'orrore dei propri morti.
La seconda, quella del soldato Caparzo, che coperta di sangue passa di mano in mano, trascritta e gelosamente protetta dai compagni per poter giungere al padre: pur ignorandone il contenuto, intuiamo che si tratta di una comunicazione estremamente preziosa, l'unico brandello di vita privata che durante la vita militare riesce a sopravvivere. -
Sabrina (1954) "È notte ed è molto tardi, qualcuno qui attorno sta suonando "La vie en rose", è la maniera francese per dire "sto guardando il mondo con degli occhiali colorati di rosa" ed è esattamente quello che provo io adesso... Ho imparato tante cose qui... non solo a cucinare, ma una ricetta molto più importante: ho imparato a vivere. Ho imparato ad essere qualcosa di questo mondo che ci circonda, senza stare lì in disparte a guardare. Stai pur certo che ormai non la fuggirò più la vita, e neanche l'amore." Non riuscirei mai a parlare così direttamente a mio padre, forse per lettera...
Una citazione così è migliore di ogni mio commento, ma la ciurma di impiegati che nella cucina della villa aspettano con ansia di leggere in compagnia le lettere dell'amata Sabrina sono memorabili! - THE READER
Ne film ho trovato che la mancanza di scrittura sia decisiva rispetto agli altri casi, in cui lettere e diari diventano protagonisti della storia: Hanna ha un passato terribile, ma nulla che lo testimoni, nulla che possa salvare una parte della sua coscienza, nulla che possa scagionarla almeno dall'accusa di cosciente crimine. E la parola vera e propria, quella di chi in tribunale potrebbe risolvere la situazione, nemmeno in questo caso viene in soccorso... - Espiazione (2007) La lettera incriminata, quella che Robbie scrive di getto all'amata Cecilia e che non sarebbe mai dovuta giungere a destinazione, sostituita da una più diplomatica lettera di scuse dopo il primo "focoso" incontro... Esiste dimostrazione migliore di come il foglio bianco sia il più gradito dei confidenti? La sincerità della passione che scoppia nel cuore del protagonista deborda dalle righe, colpisce chi deve colpire ma purtroppo genera una serie di ricadute impreviste che portano all'infelicità, in un periodo storico dominato dalla disperazione. E il non detto, il senso di colpa e i sentimenti non espressi finiscono per recare danni ancora più devastanti.
Commenti
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2 giugno 2010, 23:29 di Stuntman Miglio
Bella play "epistolare" ; dopo tutto il gran parlare degli ultimi giorni, mi viene spontaneo citare anche "Letters froma Iwo Jima" di Eastwood.
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3 giugno 2010, 05:19 di LAMPUR
Interessante play. Opinabile l'accostamento di alcune pellicole. Ma a volte anche la penna scorre inconsultamente... ;)
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3 giugno 2010, 08:58 di audrey84
Grazie Yume, davvero un bel commento, e sono perfettamente d'accordo: la scrittura è l'anticamera della conversazione, leggere e riflettere con una penna in mano aiuta ad organizzare le proprie e a metterle a fuoco, per poi parlarne in una conversazione!
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4 giugno 2010, 05:37 di LAMPUR
Non lo sò... penso a Michele Serra, che scrive da Dio e poi lo trovi in un dibattito e vedi che arranca... a me succede la stessa cosa... carta e penna mi creano atmosfera (spesso play ed opinioni nascono da bloc notes inchiostrato...), rilassano e producono immagin su immagini. Tant'è che mi ricorreggo più volte... tutto un pò più complicato a voce.. ;)
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4 giugno 2010, 16:47 di AlexPortman80
Meritevole dell'utilità questa play, con 7 titoli azzeccati che, per una volta, posso dire d'aver visto dal primo all'ultimo... Fortuna che c'è il cinema a ricordarci che il progredire della tecnologia non necessariamente ha solo lati positivi: certo, senza di essa non sarei qui a "blaterare", ma vedere che ormai si va alla posta per qualsiasi cosa (ormai vendono pure cd, dvd, giocattoli, ecc) tranne che per spedire una missiva non è poi così confortante. Ciao!
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5 giugno 2010, 06:53 di LAMPUR
Dico che le lettere saltano quando parli, magari presi da furore marinettiano, tutto controlliamo fuorchè periodo, tempi e grammatica. ora ho scritto, rileggo, mi piace, clicco invia. Se stessimo parlando la capacità d'analisi sarebbe ridotta, a vantaggio della spontaneità direte, e posso essere anche d'accordo... l'importante è che non si scrivano troppe balle. E non è il mio caso. Aspetta che rileggo... si , va bene... ora clicco PUBBLICA... ;)
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5 giugno 2010, 08:19 di LAMPUR
Forse non lo vedi ma un bel sorriso te lo clicco... ;))
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5 giugno 2010, 18:37 di LAMPUR
Intanto chiedo a scusa ad Audrey per la fagocitazione della play... forza Yume, anche tu... andiamo se no ti clicco addosso... !!
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5 giugno 2010, 22:17 di audrey84
Grazie Lampur, troppo gentile da parte tua... No, invece sto seguendo con interesse il vostro dibattito, anche se confesso di essermi persa qualche anno-luce fa....
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