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10/06/2010 h. 12.06 Registi: I più grandi
PRINCIPALI REGISTI MARZIALI 2

PRINCIPALI REGISTI MARZIALI 2

  1. Chang Cheh
  2. Ching Siu-tung
  3. King Hu
  4. Prachya Pinkaew
  5. Richard W. Munchkin
  6. Aaron Norris
  7. Art Camacho
SI

Commenti

  • 11 giugno 2010, 02:25 di Neve Che Vola

    Impossibile non ricordare "A Touch of Zen" e "Le lame implacabili di Rondine d'Oro" ("Come Drink with Me") di King Hu. _ Riporto, con qualche aggiunta, alcune interessanti dichiarazioni di Chang Cheh: "Viviamo in una società molto depressa, in un'epoca molto depressa, e i film della violenza si addicono alla nostra epoca, alla nostra società. ci sentiamo insicuri, senza speranza, e l'esibizione di forza che c'è in questi films ci dà come sicurezza, speranza. Voglio dire che in ciascuno di noi c'è il bisogno di esplodere e, per soddisfare tale bisogno, vi sono soltanto due cose: il sesso e la violenza (...). C'è altro, però. C'è il fatto che chiunque non sia al potere odia il potere e tende a ribellarvisi. non ci riesce, ne è impedito dalle leggi, e si arrabbia. Per calmare la rabbia, per dimenticare la sua impotenza, va a vedere films dove l'oppresso spacca tutto e finisce con lo sgozzare colui che rappresenta il potere. (...) Sono anche giornalista e scrittore, tengo una colonna settimanale su un giornale di Hong Kong, e ogni settimana presento me stesso come un venditore di violenza. Un commerciante di violenza. Non mi giustifico nemmeno: non credo che la violenza debba sempre essere condannata (...). Una volta ero comunista (...). Forse questi film sono il risultato della mia delusione in politica: scaturiscono dalla mia rabbia. (...) Sono io il regista di Tiger Boy, il film che avviò tutti gli altri. Sono io che ne scrissi il soggetto e poi convinsi Run Run Shaw a produrre quel film, poi i film che seguirono. E tuttavia li detesto, li odio. A me piacciono i film romantici: basati su storie gentili, su personaggi dolci. Adoro "Massaggero d'amore" di Losey, "Giulietta e Romeo" di Zeffirelli". "(...) Io non ho mai progettato le inquadrature dei miei film (...) ignoro totalmente la ricerca storica sulla verosimiglianza dei costumi e delle pettinature, li scelgo secondo il mio gusto personale; secondo la mia opinione, ognuno dovrebbe fare ciò che gli fà piacere fare." "(...) Io non sono un pianificatore freddo e pratico che calcola le cose in modo ordinato. Questo difetto risulta dall'incoerenza del mio lavoro. Qualche volta i miei film sono piacevoli, e qualche volta sembrano rozzi, volgari". (Chang Cheh, da Zhang Che on Zhang Che: an interview, in Influence Magazine, n.13, Taiwan, Aprile 1976, pag. 11-27, citato nel libro di R.Esposito "Il cinema del kung fu" a pag.106-107) _ Credo che nel famoso "Mantieni l'odio per la tua vendetta" ("One-Armed Swordsman") si noti una certa tendenza al romanticismo, basti pensare che il protagonista, il celebre "spadaccino monco", diviene tale per mano della ragazza che lo ama in segreto e che lo colpisce a tradimento, ma l'uomo si blocca prima di colpirla e fugge nella foresta, dove trova l'amore di una ragazza solitaria. Mi era parso un eccellente film, in specie nella prima parte.

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