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03/07/2010 h. 11.56 Film: Playlist libera
Non è ancora giunta l'ora di morire, ho visto cose e ne vedrò...

Non è ancora giunta l'ora di morire, ho visto cose e ne vedrò...

La stupefacente idiozia di chi ti circonda che prova a cambiarti, quando si accorge che "qualcosa" non va. Lo fanno con l'ignoranza che è loro congenita e congeniale, abusando di parole sferzanti e colpi al tuo orgoglio per farti "muovere", perché tu la smetta di vivere una vita-non vita.
A me piace, la abito bene, e personalmente detesto e guardo anche con un po' di sospetto quelli che vogliono entrare nella mia anima, "educandomi" al giusto, a quello che pare loro per come io appaio.
Prendo sempre più distanza da una società che non accetto e in cui non mi voglio immischiare, stanno svanendo persino i miei interessi che davano colore alla mia sembianza umana, scimmia sembro, poiché ho "perso" la dignità umana del gioco e della guerra per affermarsi, per sopravvivere.
Stanno svanendo, io ero perfino vanesio. Poi "riprendono", incalzano.
Non mi capacito di quel che vedo e non voglio farmi assorbire, nego l'evidenza e stringo i denti finché posso, lacerandomi il fegato, dilatandolo, enfiandolo, in convulsioni che rasentano la mia pazzia, così viene denominata la mia "diversità" nei confronti del Mondo, pazzia, parola a cui vorrebbero associare il mio modo bislacco e "strano" di vivere.
Quanto mi appare sterile una vita condotta come la conducono loro, dilaniati sempre dalla voglia di apparir "bene", di far bella figura, Wasp che poi si travestono da trasgressivi quando lo richiede l'esigenza, secondo l'uso e il costume della loro ipocrisia.
Parlottano fra loro, confabulano, chiacchiere d'isterica nullità, avvoltolate sempre in una vi(t)a che non mi compete, mi tengo fuori dal giro e se posso mi lasciono perfino schernire, a loro interessa perder tempo divertendosi ad attribuire sembianti.
A collocare le persone dentro i "reparti", ad ognuno è assegnato un posto, un numero ciclostilato.
Si prodigano in mille professioni che odiano e fanno di tutto per mantenere per non perdere i loro "privilegi", li chiamano così, e non c'è verso di spiegar loro quanto tutto questo trasmetta solo morte, inerzia dell'anima, un deserto avvilente in cui paiono sdraiarsi a prendere il Sole.
Già, semmai "alloggiano" dentro vacanze "telecomandate", a farsi il bagno e a farsi ammirare dall'altro sesso per defibrillare i propri ormoni, per saziarli di "taste" erotico, di piroettante liquefarsi nell'altro.
Ora, è pur vero che io non sono perfetto, ma almeno io annuso i miei difetti, li conosco e li accetto di buon grado, faccio dell'imperfezione uno stimolo vitale, dal disagio scaturiscono le "cose" migliori, la rabbia è energia propulsiva, è anima che diviene e si trasforma, è non essere mai contenti, mai appagati, cercare sempre nuove strade, non fermare il cervello, è nuovi respiri, nuove agonie e nuove gioie, nuovi lidi, nuove mete da raggiungere, nuove, soprattutto, emozioni.
Prese e poi rapprese, defluiscono con furia sinergica, è adrenalina che scorre, che non si cristallizza mai nell'ovvio, nel banale, che non si arrende al luogo comune, mai, neppure quando gli è vicino, quando approda alla bandiera bianca.
E' conoscenza la mia anima, conoscenza che non si vanta di se stessa, è dimagrire e ingrassare, deambulizzare nel proprio corpo come una creatura Cronenberghiana, è nuovo sangue, nuova carne, nuova pelle, nuova escrescenza.
Nuovo fumo che passeggia con alare ironia, con virgulta passione, con entusiasmo, al Diavolo chi mi attacca e mi sfregia, a tali miserabili è riservato il piatto delle banalità, della superficie che vuole ammorbidire le pulsioni, che vuole cesellare dentro la pietra i movimenti dell'anima.
Che morissero, che urlassero e che si accapigliassero per essere i primi ad offendermi.
Solo io (non ) mi conosco, sono padrone della mia mente e di quel che essa guida, modula, crea e disfa, che parla, parla e non sta zitta, almeno si protende in qualcosa di articolato, di sincero, di complicato, come il Cuore che ne fornisce alimento e "battito di ciglia".
 
Firmato il Genius, che appone il sigillo a questa lettera "sincera" con faccia ambigua, poker face.

  1. Brazil (1985)
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile La leggenda del Re Pescatore (1991)
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo (2009)
SI

Commenti

  • 3 luglio 2010, 13:24 di tabula rasa elettrificata

    Ciao Travis , ti dispiace se intendo questa tua filippica come contraria alla "moral suasion" che ormai tende ad orientare , in modo assai invasivo , il nostro stile di vita ? Su 2 aspetti , se me lo consenti , vorrei dire la mia : A) il mondo degli eletti , di coloro che dimorano sull'Olimpo , non vede "privilegi" nella loro vita , bensì "legittimi frutti dell'impegno giornaliero" B) Non attribuirei loro , indistantamente , il marchio Wasp ( White anglo-saxon protestant ) in quanto , originariamente , questa definizione connotava l'orientamento alla filosofia di vita calvinista dei padri pellegrini . Poi , negli anni 60-70 , questa definizione andò a connotare la middle class nata dal boom economico post seconda guerra mondiale . Alcuni la conosceranno per la canzone di Morrison in L.a. woman , ma ai suoi albori non era negativa , anzi era sinonimo di dirittura morale . Un saluto afoso da un posto assolato e deserto , anche se non c'è sabbia .

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  • 3 luglio 2010, 14:28 di Travis Bickle 1979

    "Legittimi frutti giornalieri" è un tantino triste, sa di "tirar a campare", un po' "Family man". E ho detto anche la mia.

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  • 3 luglio 2010, 14:29 di Travis Bickle 1979

    E inoltre preferisco la mia "dirittura morale" alla dirittura morale altrui, se me lo permetti, sarà antipatico ma denota la mia individualità. A costo di essere frainteso.

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  • 5 luglio 2010, 00:44 di annamartori

    Un posto assolato e deserto, in prov. di Ravenna? Spostati di 20 km e vieni ad istruirci con le tue dotte dottrine, avrai in cambio tante belle "magnate e bevute" di gruppo, cazzeggiando su come sia possibile scambiare ciabatte griffate con ciabatte anonime, seppur dello stesso colore. Ahimè, anche la pazienza ha un limite, ma la cornice è attraente, e un pò di brezza rende il tutto più sopportabile, e non mi riferisco solo al caldo...

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  • 5 luglio 2010, 09:09 di LAMPUR

    Due Brazil citati in play contigue ma estremamente diverse. Ma anche se uno insiste a guardarsi il Mondiale orfano dei presunti fenomeni, e l'altro scimmieggia disumanamente ma con animo sincero, entrambi cazzeggerebbero volentieri da Annamartori, tutto sommato...

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