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09/07/2010 h. 02.00 Attori: Volti da dimenticare
`Flessibilità`

"Flessibilità"

Certi attori/attrici pensano forse che il loro mestiere sia più dignitoso di altri: invece dovrebbero provare a cambiare, buttandosi in attività in cui renderebbero meglio. Ecco 7 consigli semiseri rivolti ad alcuni volti che non rientrano nel mio, personalissimo, gruppo di preferiti (PS: non ho avuto il piacere di vedere tutti i film inseriti tra le righe, quindi non vuol essere una stroncatura delle singole pellicole).

  1. Steven Seagal Il miracolato.
    Ci hanno provato in tutti i modi di farlo fuori: “Trappola in alto mare”, “Trappola sulle montagne rocciose”, “Sfida tra i ghiacci”, “La morte negli occhi”, “Morte nella notte”, “L’ultima partita”, “Tempesta di fuoco”, “Allarme negli abissi” e “Delitti inquietanti”. Perfino con un film intitolato “Today you die”, ma, nonostante le “Ferite mortali” è ancora tra noi! E basta, Steven! Evidentemente tutte queste trappole e morti non si riferivano a lui, ma sembra che la pellicola meno fantascientifica in assoluto sia “Duro da uccidere”. Altro che la serie dei “Final destination”, la signora con la falce non può nulla in questo caso.
     
  2. Maria Grazia Cucinotta La tour operator.
    E’ senza dubbio il ramo in cui potrebbe avere più successo, potendo vantare una filmografia che include, tra gli altri, “Vacanze di Natale 2000”, “Abbronzatissimi 2” e “Last Minute Marocco”. Ma, evidentemente, dato che continua ad “interpretare” (e produrre) ancora film, a forza di aspettare l’offerta, l’aereo è partito e lei è rimasta in Italia: al massimo non è proprio partito, magari causa nube vulcanica. Altro che “Il postino”, questa è rimasta attaccata al campanello. E mollalo! 
  3. Nicolas Vaporidis Lo studente.
    Con tutte queste notti prima degli esami, sembra davvero non abbia imparato nulla. Forse, durante il corso di recitazione, dormiva prima, durante e dopo (gli esami e le lezioni). Quindi urgono ripetizioni. Ma l’intenzione non sembra esserci, visto che con l’ultimo film ha girato tutta l’Europa (forse alla ricerca di uno straccio di sceneggiatura, altro elemento non in cima ai pensieri in parecchi dei suoi lavori e da parecchio tempo in scaletta di “Chi l’ha vista?”). In questo caso potrebbe unirsi alla Cucinotta.
  4. Catherine Zeta-Jones La maga.
    Avesse saputo sfruttare meglio “Houdini” forse sarebbe riuscita a fare una magia. Invece niente: in attesa di un corso (accelerato, se possibile) di prestiridigizzazione, la carriera si è arenata dopo alcuni “capolavori” dai titoli (non) profetici come “Sapori (pochi) e dissapori (molti)” e “The rebound” (flop anche in prima tv), ovvero “Il rimbalzo” (fallito). Probabilmente, dopo film ben più riusciti come “Entrapment”, “Altà fedeltà”, “Traffic” e “Chicago” (riuscito?), ha funzionato perfettamente la dichiarazione “di” M. Douglas: “Prima ti sposo, poi ti rovino”.
     
  5. Eddie Murphy Il poliziotto.
    La prima missione che dovrebbe affrontare nei panni del “Beverly Hills Cop” sarebbe quella di arrestare, una volta per tutte, più che i delinquenti… la sua carriera, che sembra procedere per inerzia. Eppure nel mondo reale l’attrito c’è e quindi, prima o poi, dovrebbe fermarsi. Con all’attivo una serie di film da antologia (degli orrori) come “La casa dei fantasmi”, “Il professore matto”, “Pluto Nash”, “L’asilo dei papà”, “Norbit”, al massimo gli darei “Ancora 48 ore” (ma ne aveva già avute altre 48). Così i giurati dei Razzies dovrebbero cominciare a guardare altrove.
  6. Monica Bellucci La titolare di un corso di dizione.
    Con gli anni si migliora ma ho ancora in mente il suo ruolo, per altri versi efficace, in “I mitici – Colpo gobbo a Milano” (e l’imitazione della Germani). Magari i suoi progressi a volte sono coperti da un doppiaggio scadente, in ogni caso se aprisse una scuola di dizione sarebbe assolutamente sicura di avere minimo un’iscritta (e visti i tempi…): lei stessa. Penso ancora che la situazione non sia “Irreversible”.
  7. Christian De Sica Il professore universitario.
    Ormai il cinema in Italia sembra non poter fare a meno della “dinastia” dei De Sica: padri, figli, nipoti. Peccato che la qualità dei film interpretati cala col passaggio da una generazione alla successiva. Vista la situazione, una bel pacchetto di cattedre all’università non farebbe più di tanto notizia. Magari riservando loro un intero dipartimento, così da risparmiare sulle targhette fuori dalle porte. E tutti gli altri prof che meriterebbero quei posti possono farsi un bel “Natale a…”.
SI

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