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21/07/2010 h. 00.08 Film da ricordare
Filmexil 4: lo sfuggente Billy Wilder

Filmexil 4: lo sfuggente Billy Wilder

Billy Wilder è forse l’esiliato che meglio si è adattato all’american way of life. Quando lascia la Germania nel ’33 ha al suo attivo una decina di sceneggiature, non è un’esponente di primo piano del cinema tedesco, ma lo diverrà di quello statunitense.
Il cinema di Wilder è di difficile classificazione, figlio di un regista capace di affermarsi con opere ad alto tasso drammatico per poi diventare un maestro della commedia con una capacità di cambiare registro forse seconda soltanto a Howard Hawks, che Wilder studiò sul set di Ball of Fire al momento del suo esordio dietro la mdp.
Se la diaspora hitleriana porta negli Stati Uniti registi che riverseranno nel cinema hollywoodiano i conflitti e le eredità di Weimar in maniera diretta, Wilder lo fa trasversalmente, utilizzando l’arma dell’ironia.
Lo sguardo di Wilder inquadra con occhio cinico e impietoso le contraddizioni della società americana, in primo piano nei drammi e pronte a emergere prepotenti dietro la patina della commedia…in fondo L’asso nella manica e Prima pagina, sono le due facce della stessa medaglia, le due facce di Wilder, entrambe sotto la connotazione del grande cinema.

  1. La fiamma del peccato (1944) Crocevia del noir.
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Giorni perduti (1945) In una New York squallida e senza speranza si consuma il dramma di un uomo cui non rimane neppure un dollaro d’onore.
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Viale del tramonto (1950) “Io sono sempre grande, è il cinema che è diventato piccolo”
  4. L'asso nella manica (1951) Crudo nella denuncia e nel mettere a nudo le storture del sistema americano.
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile L'appartamento (1960) Un film sugli amari compromessi del quotidiano, e sulla forza per lasciarseli alle spalle.
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Uno, due, tre! (1961) Il funerale che si consuma a Berlino è quello del comunismo e del capitalismo, sbeffeggiati dall’ironia iconoclasta di Wilder.
  7. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Prima pagina (1974) Apologo amaro su giornalisti e carta stampata perché poi, il giorno dopo, la prima pagina serve per incartare un chilo di trippa...
SI

Commenti

  • 21 luglio 2010, 00:26 di steno79

    Grandissimo regista, tanti capolavori... c'è solo l'imbarazzo della scelta nella sua filmografia. Complimenti bella play

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  • 21 luglio 2010, 00:43 di Peppe Comune

    Mi piacciono le cose che stai scrivendo. Il modo e i contenuti. Saluti.

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  • 21 luglio 2010, 01:04 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    E' l'unico regista del quale posseggo tutta la filmografia. Non ha mai sbagliato nulla. Ammirevole la tua capacità di sintesi, Stefano. Non è facile condensare un artista così 'invadente' in poche righe.

    cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (Marcello Del Cam
  • 21 luglio 2010, 17:47 di spopola

    ...l'ironia, la sagacia il critico senso di osservazione, la battuta pronta il "vetriolo" delle osservazioni il gustoper la boutade vengono magnificamente fuori anche dal film/intervista di Volker Schlondorff e Gisella Grischow Billy, ma come hai fatto?... e fra i film ingiustamente considerati minori io rivaluterei fortemente anche Baciami stupido. (per capirne tutto il talento corrosivo, basterebbe pconfrontarla con l'insipida realizzazione "borghese" se none rro fatta da Camerini (non kmi ricordo nemmeno il titolo, della stessa commedia .

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  • 24 luglio 2010, 14:28 di fixer

    Quello che appare chiaro, ora, a otto anni dalla sua morte, è che Wilder è uno dei maggiori registi della commedia brillante (all'altezza di uno dei più grandi e cioè Hawks). Ma quel che non è chiaro è come possa un talento della comicità aver scritto e diretto alcune delle opere drammatiche più importanti della storia del cinema. Il riferimento a Hawks non è casuale. Anche il regista americano eccelleva in tutti i generi. Ma il caso di Wilder è, forse, unico. Non andrebbe mai dimenticato che proveniva dalla Germania e che le sue origini ebraiche certamente pesarono sulla sua condizione in un Paese che improvvisamente era impazzito per le urla sguaiate di un ex-imbianchino. Quando arriva negli Stati Uniti non sa una parola d'inglese e non ha il becco d'un quattrino. Mi volete spiegare come fa un uomo così, a meno che ci troviamo di fronte a un vero e proprio genio, a diventare nel giro di qualche anno uno dei registi più amati dall'America? Personalmente stravedo per lui. Lo confesso: è uno dei miei tre registi preferiti : Ford, Hawks e lui, Billy. In qualsiasi posto dove vi troviate, in qualsiasi stato d'animo stiate, qualsiasi età abbiate, cercate un film di Billy Wilder. La vostra vita non cambierà, certo, ma il vostro umore noin sarà più lo stesso. Danke schön, Herr Wilder! Caro Stefano, la tua play era proprio doverosa!

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  • 17 aprile 2011, 12:27 di Axeroth

    Ottima scelta di film nella play, lasciando fuori probabilmente e volutamente i film più scontati con la Monroe hai sottolineato probabilmente i migliori :) E quoto ciò che ha detto steno79, sono talmente tanti i capolavori che c'è l'imbarazzo della scelta, ogni film di Billy Wilder è un'esperienza unica e travolgente.

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