
Aki Kaurismäki, un maestro del nord.
Il cinema di Aki Kaurismäki è sempre sospeso tra il serio e il faceto, tra il riflettere amaro sulle condizioni di vita di perfetti emarginati sociali e il sorridere per il modo in cui riescono sempre a tirare avanti. Se c'è un merito particolare che gli andrebbe riconosciuto più di ogni altro è senz'altro quello di continuare iperterrito a raccontarci storie di vite in disarmo, dimenticate da tutti e da tutto, a parlarci di persone poste ai margini del benessere generalizzato, a dare un'dentità di uomini innanzituto a chi l'identità se le vista scippare dalla volgarità imperante. Il suo è un tipo particolare di cinema sociale dove non è tanto necessario concentrarsi sulle dinamiche socio-economiche che determinano le iniquità sociali, quanto pedinare le piccole storie umane che da quelle dinamiche sono messe in pericolo. Kaurismäki si concentra più sulle vittime degli effetti che sulle cause che le hanno prodotte. Gli interessa il loro umanesimo, la loro capacità di resistenza. A proposito di "Juha", l'autore finlandese ebbe a dire che in "questa sovrabondanza di immagini ridondanti, che caratterizzano la nostra società e uccidono la poesia, ho sentito l'esigenza di riflettere con un cinema "puro" dove, nelle spirali di un triangolo amoroso, ci sono solo due rumori: quelli buoni della moto del marito tradito, quelli cattivi dell'automobile dell'amante cattivo". Mi conforta molto sapere che esistono cineasti come Kaurismäki che tengono alla purezza dell'arte cinematografica e che la praticano attingendo dalla bellezza delle piccole cose. Si fa del grande cinema col minimo consentito. Il segno distintivo di un maestro del nord.
- Amleto si mette in affari (1987) C'è del marcio in Finlandia. La sempiterna avidità umana è una tragedia che non ha padroni.
- La fiammiferaia (1989) Il massimo della laconicità. Le parole non comunicano.
- Ho affittato un killer (1990) L'amaro incedere della morte incombe con beffarda ironia su un "Doinel" da trasferta.
- Vita da bohème (1992) Marcel, Mimì, e Rodolfo. Tre artisti della vita che quotidianamente praticano l'arte dell'arrangiarsi.
- Nuvole in viaggio (1996) Lauri e Ilona. L'odissea dei "nuovi" disoccupati.
- Juha (1999) Muto e rigorosamente in bianco e nero. La poesia dei rumori.
- L'uomo senza passato (2002) M. non ha più un identità. La solidarietà umana può cominciare.
Commenti
-
22 luglio 2010, 12:28 di Utente rimosso (andreona)
Un sottile messaggio trapela dai film di Kaurismäki: esisti nella misura in cui produci; se non produci (perché magari hai perso il lavoro) per la società sei invisibile; se non hai un'identità non puoi lavorare, quindi non esisti. Persino nella civilissima Finlandia, uno dei paesi più alfabetizzati, meno popolosi e con il miglior welfare del mondo.
cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (andreona) -
22 luglio 2010, 14:08 di mm40
Difficile scegliere, Kaurismaki ha fatto tante cose belle: bene o male sono d'accordo con i tuoi sette, ma avrei sotituito Juha con il primo, l'assurda rilettura in chiave contemporanea (e nichilista, ed antimoderna, etc.) di Delitto e castigo. Tuttora mi manca solo l'introvabile Tatjana. La tua analisi, infine, è stragiustissima.
cancella commento cancella commento e blacklista mm40 -
22 luglio 2010, 14:13 di observador15
La visione di un bel film è un piacere che non mi concedo spesso, ma in me c'è la voglia di conoscere questi grandi maestri del cinema. Grazie a te, caro amico, che ci regali queste belle pagine di conoscenza! Saluti!
cancella commento cancella commento e blacklista observador15 -
22 luglio 2010, 14:31 di spopola
Kaurismäki è un'altra delle mie passioni segrete
cancella commento cancella commento e blacklista spopola -
22 luglio 2010, 14:42 di carlos brigante
Kuarismaki è un autore fuori dal tempo e fuori dagli schemi. Un cantastorie di vicende spesso immerse in una delicata, e al tempo stesso raggelentate, atemporalità. Tutto appare per così dire "ovattato"... e persino i colori più accesi non risultano mai tali. Un autore fondamentale ed imprescindibile. Un cinefilo colto e preaparato ma che mantiene sempre un basso profilo e si tiene volutamente a debita distanza (e al riparo) dalle luci della ribaltà. Inutile dire che faccia parte dei miei registi preferiti. @mm40 Tatjana era venduto, fino ad almeno un paio di anni fa in un'edizione (della Dolmen se non ricordo male) insieme a "Leningrad Cowboys meet Moses". Bravo peppe. La tua introduzione è più che esaustiva
cancella commento cancella commento e blacklista carlos brigante -
22 luglio 2010, 16:03 di degoffro
Trovo le tue riflessioni ogni giorno più illuminanti e ricche. Grazie per come scandagli con semplicità e passione cineasti non sempre facili ma fondamentali. Un saluto
cancella commento cancella commento e blacklista degoffro -
22 luglio 2010, 17:34 di mm40
Grazie Carlos, sapevo che ti saresti sentito tirato in ballo sull'argomento ; ) Peraltro ancora non ho trovato a un prezzo umano la bio che mi consigliasti (Dialogo sul cinema, la vita, la vodka), ma continuo a puntarla su ibs...
cancella commento cancella commento e blacklista mm40 -
22 luglio 2010, 18:43 di carlos brigante
@mm40 non ricordo quanto pagai quello splendido libro-dialogo del buon vecchio Aki...appena lo ebbi tra le mani non seppi tirarmi indietro. Non mi pare, però, di aver speso una cifra spropositata, anzi... scandagliando la rete prima o poi un prezzo accettabile salterà fuori...;)
cancella commento cancella commento e blacklista carlos brigante -
22 luglio 2010, 19:55 di mm40
Costa 19 euro, per 224 pagine comincia a essere una cifra importante... però credo che l'argomento li varrebbe tutti, come sai sono un estimatore pure io e sarei curioso di saperne di più (da lui stesso, poi). Il fatto è che gli sconti su ibs sono tanti e frequenti, ma quello non lo toccano mai (per ora)! Paziento...
cancella commento cancella commento e blacklista mm40 -
22 luglio 2010, 21:10 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
Arrivo per ultimo: che dire di più di questo regista, "un etre etoilique" lo avrebbe definito Henry Miller. Cercate questo cd "Marko Haavisto & The Poutahaukat Band - Taydellinen Maalmo" (1999), è la magnifica band che suona le musiche degli ultimi film di Kaurismaki. Ciao a tutti.
cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (Marcello Del Cam -
22 luglio 2010, 22:46 di billykwan
Nel cinema di Kaurismaki avverto una poesia che sempre più di rado trovo nel cinema contemporaneo. Il tuo conforto dell'introduzione è anche il mio. Bye
cancella commento cancella commento e blacklista billykwan
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra
dal 21/5 al 27/5
- 1 Men in Black 3 2.591.957,00
- 2 Dark Shadows 1.122.660,00
- 3 The Avengers 457.344,00
- 4 Quella casa nel bosco 457.100,00
- 5 American Pie: Ancora insieme 450.594,00
- 6 Cosmopolis 330.899,00
- 7 La fredda luce del giorno 245.995,00
- 8 Molto forte incredibilmente vicino 239.484,00






condividi su Facebook

