Napul'è
Ho cercato di inserire (a memoria) i film ambientati nella mia città. Una città difficile e bellissima. Come dice Pino Daniele "...ma è la mia città, tra l'inferno e il cielo..." Ce ne sarebbero altri che mi vengono e che non ho inserito come : mi manda picone con giannini, scusate il ritardo ancora di troisi, il resto di niente (film storico sulla rivoluzione del 1789 se non sbaglio), pensavo fosse amore invece era un calesse, vari di totò, il camorrista di tornatore, l'oro di Napoli col grande De sica. Aiutatemi a ricordarne altri. Grazie
- Gomorra (2008) Ho iniziato dalla fine. La faccia sporca di Napoli. Un film capolavoro. Un pugno in faccia. A mio avviso solo chi è napoletano può capirlo davvero fino in fondo. Per me è migliore del libro.
- Fortapàsc (2009) Ancora presente. Ancora Camorra. Ma questa volta dalla parte dei buoni. Dalla parte dei giusti. Come Giancarlo Siani. Bellissimo film e grande Libero De Rienzo, un altro figlio di questa città.
- Le mani sulla città (1963) Grandissimo film sulla speculazione, sulla corruzione degli anni sessanta. Attualissimo e girato a Napoli. Ma riguarda l'intera nostra piccola Italia.
- Filumena Marturano (1951) Un capolavoro firmato dal più grande figlio di Napoli: Eduardo.
- Le quattro giornate di Napoli (1962) Un film corale, un film sulla dignità e il coraggio del popolo napoletano che in 4 giorni mi se in fuga i nazisti dalla città.
- Miseria e nobiltà (1954) Totò. Punto e a capo.
- Ricomincio da tre (1981) Non c'è bisogno di commentare. Il grande Massimo. L'ultima grande maschera napoletana.
Commenti
-
4 agosto 2010, 10:23 di Utente rimosso (astronomy domine
Mi manda Picone, Pacco doppio pacco e contropaccotto
cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (astronomy domine -
4 agosto 2010, 11:42 di kikisan
Consiglio vivamente "L'amore molesto"di Mario Martone;oltre ad essere-secondo me-uno dei migliori film italiani degli ultimi vent'anni,mi ha colpito molto il modo in cui Napoli viene rappresentata e filmata:se dallo schermo cinematografico o dal televisore potessero uscire gli odori,probabilmente questo film ci farebbe sentire anche quelli.
cancella commento cancella commento e blacklista kikisan -
4 agosto 2010, 11:49 di Utente rimosso (lamagadioz)
"Pensavo fosse amore invece era un calesse" "Assunta Spina" "Così parlò Bellavista" "FF.SS." - Cioè: "...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?" "Fortapàsc". Magari me ne viene in testa qualcun'altro.
cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (lamagadioz) -
4 agosto 2010, 13:58 di Peppe Comune
Sorrentino, Garrone, Martone, Corsicato, Capuano, Incerti, Patierno, Piscicelli, De Lillo, De Majo, Gaudino, Terracciano, ....., (e mi limito solo ai registi). Per rapporto quantità-qualità, quello di Napoli (e della Campania) è il miglior contributo dato al cinema italiano negli due decenni almeno.
cancella commento cancella commento e blacklista Peppe Comune -
4 agosto 2010, 14:10 di panflo
"L'oro di Napoli " tratto da Marotta e "Carosello Napoletano" ambedue Sofia Loren agli inizi ; poi ci sarebbero tanti film di Totò, ma quì ci vorrebbe Spaggy. Un saluto a quella meravigliosa città dove nacquero mio nonno e mio padre .
cancella commento cancella commento e blacklista panflo -
4 agosto 2010, 14:31 di spopola
Peppe cComune ha fatto un elenco imprescindibile di registi che sono un riferiemtno sicuro (se poi apputno passiamo aglia ttori, l'elenco sarebbe infinito). Io mi limito a ricordare un film ripreso da uno spettacolo teatrale a mio avviso "imprescindibile" e mi riferisco a "Rasoi"
cancella commento cancella commento e blacklista spopola -
4 agosto 2010, 15:20 di panflo
@lorenzomarone non è che cambieresti la foto del tuo avatar ? Ogni volta che la guardo mi mette tanta tristezza.
cancella commento cancella commento e blacklista panflo -
4 agosto 2010, 18:22 di sasso67
Visto che Peppe ha citato Piscicelli, vorrei menzionare "Blues metropolitano". Però la mia intenzione era di segnalare una piccola commedia di diversi anni fa, "No, grazie, il caffè mi rende nervoso" di Gasparini e Lello Arena, sul contrasto (un po' superficiale, d'accordo, ma è pur sempre una commediola) tra la "nuova Napoli" - quella di Edoardo ed Eugenio Bennato, Pino Daniele, Troisi, James Senese ecc. e la vecchia cara Napoli del Vesuvio fumigante, del ciuccio e di Pulcinella. Del resto, un serial killer che si firma "Funiculì Funiculà" vale da solo il prezzo del biglietto.
cancella commento cancella commento e blacklista sasso67 -
4 agosto 2010, 21:48 di Inside man
Peppe ha ragione da vendere, il "gruppo campano" è stato indubbiamente (e continua ad essere) la spina dorsale del ns cinema recente (e forse qualcosa di più). Tale fenomeno di matrice geografica (in queste dimensioni abbastanza atipico per il ns cinema) meriterebbe degli approfondimenti a livello di studi che mi pare non siano emersi finora (almeno di una certa importanza), ma attendo ovviamente smentite, anche in riferimento a tesi universitarie pubblicamente reperibili (ne ho trovata una su tesionline), perchè sono interessato all'argomento. Grazie ed un saluto.
cancella commento cancella commento e blacklista Inside man -
4 agosto 2010, 21:54 di maghella
Napoli è la città che amo più di tutte,vorrei tornarci sempre,mi piace quasi tutto di lei,ho imparato ad amarla guardando proprio i film,da Totò a Troisi,Eduardo e De Sica,ma soprattutto Martone e Capuano.La voglia di visitarla mi è venuta guardando Morte di un matematico napoletano.Quando ci sono andata la prima volta ho avuto l'impressione di esserci già stata,e questo è stato grazie a tutti i film visti con Napoli protagonista.Non vi dico quando,senza accorgermene,mi sono ritrovata nel quartiere sanità....mi sono commssa.
cancella commento cancella commento e blacklista maghella -
4 agosto 2010, 22:07 di dianacarlesi
"Operazione San Gennaro" è l'unico titolo che mi viene in mente, a parte quelli già citati. E la foto di Troisi nell'avatar di Lorenzomarone mi fa tenerezza.
cancella commento cancella commento e blacklista dianacarlesi -
4 agosto 2010, 22:11 di Spaggy
...bisognerebbe cambiare titolo alla playlist: in alcuni dei film accennati non vi è alcuna traccia di Napoli come città... semmai, avrei parlato di "napoletanità" nel cinema :) Per chi richiedeva la mia presenza: pazienza, questi giorni sono pesantucci da digerire ma da venerdì sarò un po' più presente ;)
cancella commento cancella commento e blacklista Spaggy -
4 agosto 2010, 22:22 di Spaggy
...ecco cosa scrive a proposito, su un vecchio numero di "Ulisse", Valerio Carrara: "Il cinema napoletano è stato un infinito palcoscenico di situazioni e sentimenti, e ha rispecchiato fino in fondo la innata carica di pathos napoletano. Fantasia ed ironia, antica saggezza e grande euforia, ma anche solidarietà e sofferenza. I pionieri del cinema napoletano furono i padri fondatori del cinema muto italiano, con la formula “nu guaglione che mmore, na madre che chiagne, nu guappo acciso”. Uno schema iniziale a cui lasciò il posto quella che fu la vastità e la complessità del cinema napoletano, contraddistinto sempre da alcune peculiari qualità: la poeticità delle sceneggiature, la varietà dei temi, la genialità artigianale, l’arte innata e versatile dei grandi interpreti e l'indiscutibile spettacolarità dei panorami napoletani. Dal felice connubio tra la musica, le arti, la poesia, il teatro ed i cinema è risultato un affascinante prorompente messaggio culturale che si subito è diffuso fuori dal contesto partenopeo, per divenire universale e simbolico dell’essere Italiani. La contraddittoria energia sprigionata dalla città, tante volte sprecata e a volte deprecata, è stata infatti capace di produrre per il cinema un patrimonio inestimabile di immagini, che narrano storie indissolubilmente impregnate di cruda realtà e preziosa sociologia, capricciosa fantasia e sferzante ironia, antica saggezza e facile euforia. Non a caso, quando a partire dalla fine degli anni del 1960 i prodotti della napoletanità sono stati messi in dubbio dai prodromi di quell’anti-cultura che sfocerà decenni più tarti nel becero leghismo - in qualche modo il massimo fenomeno anti-italiano prodottosi in Italia – il cinema italiano si è avviato alla decadenza. Rinunziando infatti, nell’ambito del rifiuto sdegnoso di “pizza, sole e mandolino”, al fermento e alla originalità dei film napoletani, a prescindere dal loro quoziente artistico, il cinema italiano, non avendo null’altro da dire, ha perso ogni tipo di personalità. Non si può dimenticare che Napoli, in concorrenza spesso vittoriosa con Torino e Roma, diventò a cavallo del Novecento la prima Cinecittà italiana grazie alle sue pionieristiche "manifatture" (tra cui quella insediata da Roberto Troncone in una ridente villetta del Vomero), ai suoi attrezzati teatri di posa, alle sue dive come la mitica Francesca Bertini. All'inizio degli anni 20, la Dora Film dei Notari (Nicola nelle vesti di produttore, regista e operatore, sua moglie Elvira in quelle di soggettista e regista ed il figlio Eduardo, col soprannome di Gennariello, in quelle di attore) sopravvisse alla crisi dell’epoca conquistando le folle degli emigrati in America. Le sequenze dei celebri A santa notte o È piccerella si sincronizzavano sull’accompagnamento del pianoforte, mentre le didascalie esprimevano con un lessico che imitava la forma spezzata del dialetto. Il bianco e nero stilizzava una Napoli insieme arcadica e tragica, mentre gli attori recitano con sentimentale impeto. Già allora qualche antesignano del becero leghismo aveva cercato di colpire il cinema napoletano: con l'avvento del sonoro, il governo fascista emana la “riforma” del cinema del 1931, in cui si prevede la centralizzazione del settore a Roma, dove sorgono a carico dello Stato gli studi di Cinecittà. Napoli rimase un must dell'immaginario, ma la ricostruzione scenica viene sempre più spesso realizzata nella capitale da pittoreschi produttori come Gustavo Lombardo, Peppino Amato o Raffaele Colamonici. Questa “napoletanità ideale” diede luogo a almeno tre filoni di film: gli storico-letterari (La cieca di Sorrento, o Un'avventura di Salvator Rosa); commedie popolari di vita napoletana; film direttamente trasposti dal teatro, di cui i massimi mattatori furono Eduardo, Peppino e Titina De Filippo e, poco più tardi, Totò. Nel Dopoguerra Rossellini in Paisà dipinge il senso dell'abbandono morale, del degrado, ma anche del desiderio di rinascere, suscitati dalla guerra fascista. Stessi temi sviluppati dallo stesso Eduardo nella poetica Napoli milionaria. Vittorio De Sica gira L'oro di Napoli, tratto dai racconti dello scrittore Giuseppe Marotta. Ettore Giannini confeziona il capolavoro di Carosello napoletano (1953), che riesce a fondere lo spirito "alto" e quello "basso" dell'anima popolare napoletana: uno spettacolo totale, in cui canto, danza e recitazione s'intrecciano finemente in uno sfavillante caleidoscopio di storia e natura, sogno e realtà. Con La sfida, premiato alla Mostra di Venezia del 1958, Francesco Rosi coniuga denuncia e suspense con un rigore ed una tensione degni del noir americano e cinque anni dopo, con Le mani sulla città, accentua l'indignazione civile puntando il dito contro l'intreccio politico che favorisce il malaffare. Accanto ai film d'autore, esplode un nuovo boom di film popolari: un gran numero di film a basso costo, facile presa e grande guadagno, sprezzantemente definiti dalla critica "lacrimevoli-partenopei", che però venivano incontro al desiderio del pubblico di ritrovarsi con il proprio dialetto, le proprie canzoni, i propri volti e di appassionarsi a storie verosimili quanto improbabili, prevedibili quanto commoventi. I MaIaspina di Roberto Amoroso, costato due milioni di lire, ne incasserà trecentottanta, di cui quarantacinque provenienti da due sale di New York. Segnato dalle critiche, il cinema napoletano si avviava intanto al tramonto. Il panorama produttivo diventa man mano desolato. Si distingue ancora Salvatore Piscicelli con Immacolata e Concetta (1979) e Le occasioni di Rosa (1981). Il film napoletano ha celebrato la sua recita. Persa la battaglia contro una critica che non voleva più “sole, pizza e mandolino” (ma cosa voleva?) si è rifugiato nel piccolo schermo dove ogni giorno, c’è spazio per Antonio de' Curtis-Totò, Tina Pica, ecc. ecc.: I due orfanelli, Totò al giro d'Italia, Fifa e arena, Totò cerca casa, L'imperatore di Capri, Totò cerca moglie ... in questi vilipesi capolavori di massa il fuoco della vita e della recita si bruciano nel trionfo della vitalità sottoproletaria, che non si piega alla speranze, né apre verso un lieto fine. L'arte d'arrangiarsi, la fame, l'imbroglio, la beffa, l'avidità sessuale perenne dichiarano guerra a tutte le istituzioni: Totò resta così per sempre il grande ambasciatore della napoletanità non addomesticata, il portabandiera irredimibile dell'indiavolata vitalità del sottosviluppo partenopeo, che è cinema e dramma"
cancella commento cancella commento e blacklista Spaggy -
4 agosto 2010, 22:36 di maghella
@spaggy:Mmmmmhhhh,vedo che hai giusto scritto due cosine:::::))))
cancella commento cancella commento e blacklista maghella -
4 agosto 2010, 22:45 di Spaggy
@maghella: son stato fortunato... sto giusto lavorando sulla "napoletanità" in questi giorni e avevo questo articolo tra le mani ;)
cancella commento cancella commento e blacklista Spaggy -
5 agosto 2010, 09:01 di lorenzomarone
Bene, bene, sono contento di aver dato vita a questa bella discussione. Grazie a tutti :)
cancella commento -
5 agosto 2010, 09:57 di panflo
@lorenzo però quel Troisi con la faccia triste fa proprio male 'o core. Ciao.
cancella commento cancella commento e blacklista panflo -
5 agosto 2010, 10:14 di lorenzomarone
OK, siccome me lo avete detto in tanti cambio foto :)
cancella commento -
5 agosto 2010, 14:14 di panflo
GRAZIE DI CUORE, A NOME DI TUTTI !!!!!!!!
cancella commento cancella commento e blacklista panflo -
7 agosto 2010, 16:31 di gene55
Al posto(addirittura primo!)di Gomorra opterei per Biutiful Cauntri,un ottimo documento,non con la stessa popolarità ma per questo più lucido e diretto...DA VEDERE
cancella commento cancella commento e blacklista gene55 -
8 agosto 2010, 00:54 di AlexPortman80
Tra i recenti, "Lo spazio bianco" della Comencini. Ciao!
cancella commento cancella commento e blacklista AlexPortman80
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra
dal 21/5 al 27/5
- 1 Men in Black 3 2.591.957,00
- 2 Dark Shadows 1.122.660,00
- 3 The Avengers 457.344,00
- 4 Quella casa nel bosco 457.100,00
- 5 American Pie: Ancora insieme 450.594,00
- 6 Cosmopolis 330.899,00
- 7 La fredda luce del giorno 245.995,00
- 8 Molto forte incredibilmente vicino 239.484,00







condividi su Facebook

