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06/08/2010 h. 22.15 Registi: Playlist libera
Ho scritto questa playlist: Mi chiamo Orson Welles

Ho scritto questa playlist: Mi chiamo Orson Welles

Orson Welles, intervistato da Peter Bogdanovich : " cambio le risposte a seconda di chi mi fa le domande, voglio dire, se il tizio mi è simpatico, mi piace farlo contento.Se invece è irritante..."
 

  1. Michelangelo Antonioni Secondo la giovane critica americana, una delle grandi scoperte della nostra era è il valore della noia come soggetto artistico. Se è cosi, Antonioni merita di essere annoverato come un pioniere e un padre fondatore (a K.Tynan marzo 1967)
  2. Ingmar Bergman
    Non condivido né i suoi interessi né le sue ossessioni. Mi è molto più estraneo di un giapponese. ( a K.Tynan marzo 1967)
  3. Vittorio De Sica Non vi piacerà quello che sto per dire, dato che le persone che ammiro non sono affatto stimate dagli intellettuali del cinema; il dramma è tutto qui, il regista che preferisco è De Sica: so che fa star male. Ah! Sciuscià è il miglior film che abbia visto
  4. Federico Fellini Il suo limite che è anche la fonte del suo fascino, è di essere fondamentalmente provinciale. I suoi film sono quelli di un ragazzo di paese che sogna la grande città. La sua sofisticazione funziona perché è la creazione di uno che non è sofisticato
  5. GIOVANI REGISTI AMERICANI.
    Niente da dire. Li disprezzo. Non ho visto niente di Aldrich . Di Nicholas Ray, si: non mi interessa. Sono uscito dalla sala dopo quattro bobine di Gioventù Bruciata
  6. Roberto Rossellini E' un dilettante. I film di Rossellini provano semplicemente che gli italiani sono degli attori nati e che in Italia basta prendere una macchina da presa e metterci persone davanti per far credere di essere registi( Cahiers du Cinèma 1958)
  7. Stanley Kubrick A proposito di 2001.Mi piacerebbe, non vedrò mai nulla che mi costringa nella poltrona di un cinema per più di due ore.
    "Considero Stanley Kubrick un “gigante” fra i cineasti americani della nuova generazione". (Orson Welles, dopo aver visto The Killing, 1956, tratto da http://www.cfi-icf.ca/kubrick.html, libera traduzione di P.V.)
SI

Commenti

  • 6 agosto 2010, 23:57 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Welles non è attendible, come John Ford gioca a rimpiattino con il giovane Bogdanovich che come intervistatore non ha la scaltrezza di Truffaut vs Hitchcock o del colto Friedkin vs Fritz Lang. Le risposte di Welles sembrano dirette più ai critici americani che all'intervistatore. Certamente i profili veloci di Welles sconcertano, ma l'uomo era controverso, spiazzante, spesso cambiava parere.

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  • 7 agosto 2010, 00:10 di Utente rimosso (astronomy domine

    Welles scherza, prende in giro, gioca

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  • 7 agosto 2010, 00:19 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Chiarisco: la lista dei film citata da astronomy non è tratta dall'intervista a Bogdanocich, ma dal Castoro Cinema (Claudio Valentinetti) che azzavorra giudizi en plein air dati ai Cahiers. Nella lunga intervista a Peter Bogdanovich "Io, Orson Welles" (Baldini & Castoldi, 1996), Welles è molto cauto e alla domanda di PB su Rossellini risponde evasivamente dicendo che non gli va di parlare di cinema, su Antonioni (e Mizoguchi) scherza, dice di avere risposto 'ah, grande' a un intervistatore francese, quanto alla lunghezza di Odissea 2001 confessa che non vedrebbe neppure l'edizione integrale del suo Amberson perché soffre di mal di schiena. Insomma, da prendere con le pinze ciò che Welles afferma. Mi chiedo: e se Welles avesse ragione?

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  • 7 agosto 2010, 00:29 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Sì, gioca come il gatto con il topo, ma non ha dubbi su John Ford, Andrzej Wajda, Ejsenstejn. Inoltre finge di andare poco al cinema, cerca di sottrarsi ai giudizi su altri registi. Welles vuole parlare di altro e quando le domande di PB affrontano temi 'universali' sull'arte, le risposte di Welles sono quelle di un uomo che ha fatto del 'falso' la sua filosofia di vita. Del resto, mi mancano elementi sicuri per dire se Welles avesse letto "Le perizie" di John Gaddis, un romanzo sulla falsificazione totale della storia americana. Credo più probabile che sia stato Gaddis a ispirarsi a Welles - ma non ho le prove. ciao. ,

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  • 7 agosto 2010, 01:15 di Utente rimosso (astronomy domine

    A proposito di falso da ricordare la trasmissione radiofonica The Mercury theatre on the air . Orson welles spaventò l'America raccontando in diretta l'ivasione della terra da parte di un gruppo di marziani, la reazione fu inimmaginabile, la gente cominciò a scappare per le strade, le chiese si riempivano sempre di più.Nel libro Io, Orson Welles, scritto da Peter Bogdanovich in base ad un'intervista fatta a Welles, il regista racconta: "Da Nashville a Minneapolis la gente alzava invocazioni e si lacerava gli abiti. Cominciammo a renderci conto, mentre stavamo distruggendo il New Jersey, che avevamo sottostimato l'estensione della vena di follia della nostra America

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  • 7 agosto 2010, 10:20 di carlos brigante

    anche io ho il libricino del Castoro Cinema su Welles e confermo quanto detto Marcello Del Campo

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  • 7 agosto 2010, 10:52 di Utente rimosso (astronomy domine

    Orson Welles: legge poesia di Pasolini (YouTube - La Ricotta - Orson Welles)

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  • 8 agosto 2010, 13:34 di fixer

    Spesso, e qui Marcello ha capito tutto, Orson dice esattamente il contrario di ciò che pensa. Gli piace stupire, confondere l'interlocutore da quel gran istrione che è. Welles si vede ma non si legge, o almeno si legge comprendendo il suo messaggio che è proprio il contrario di quanto dice. Gliene fregava assai del giudizio dei critici, del pubblico beota che pendeva dalle sue labbra, dai giovani intervistatori che si inginocchiano mentre egli parla! Welles è immenso anche in questo: nella sua solenne indifferenza verso tutto ciò che universalmente si crede definitivamente acquisito. Basta pensare a F FOR FAKE, a MR ARKADIN. Quello che lo intriga è il seme del dubbio, dell'altra verità, dell'altra essenza della realtà, che ci sfugge ma che, con l'intelligenza e l'esercizio talvolta riusciamo a intravedere confusamente, se non vedere.

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