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12/08/2010 h. 12.09 Film: Playlist libera
Tonino Guerra ovvero l'ottimismo di un poeta

Tonino Guerra ovvero l'ottimismo di un poeta

Leggendo il magnifico articolo apparso oggi su IL CORRIERE DELLA SERA, ho pensato che una play il nostro Tonino se la stra-meritava. Ha compiuto novant'anni il poeta di Sant'Arcangelo di Romagna, una terra che lo accomunava a Federico Fellini con cui ha collaborato alla sceneggiatura di tre film, tra cui il celeberrimo AMARCORD. Ma è con Antonioni che collabora all'inizio del suo impegno nel cinema: ben sei film tra i suoi migliori. Poi collabora con De Sica, Petri, Lattuada, Indovina, Monicelli, Rosi e i fratelli Taviani. Non sarebbe scorretto dire che se Suso Cecchi D'Amico è la testa pensante e scrivente del cinema italiano, Tonino ne è il cuore. Ateo, ma rispettoso verso i credenti, ricorda un curioso episodio capitatogli durante il pontificato di Giovanni XXIII: mentre si trovava a Roma, viene urtato di striscio da una macchinona nera con i vetri opachi. Da buon romagnolo sanguigno, alza le braccia al cielo e si lascia scappare una sonora bestemmia di quelle che aprono i cieli di Romagna e che Fellini attribuisce nelle loro varianti più pittoresche ai vetturini di Rimini, veri maestri. Allora si abbassa il finestrino e spunta il volto di papa Rancalli, sorridente e ben lontano dall'alterarsi. Lo guarda e lo benedice. Una reazione che lascia stupito il buon Tonino che rimarrà per sempre "toccato" da quella manifestazione così imprevedibile e da quel papa che tanto piaceva anche a chi non frequentava le chiese. Ma Tonino è un poeta soprattutto. Scrive in romagnolo e in italiano e scrive così come parla: c'è come un'aria trasognata in lui quando parla, vedi che è un poeta a tutto tondo. La sua realtà è trasfigurata in una sorta di universo composto di mille cose piccole, quotidiane ma tutte condite con un occhio capace di scorgerne la magia, l'intima bellezza, senza tralasciare l'aspetto grottesco, tratto così vicino a Federico. La pubblicità ne utilizzò in maniera sguaiata e volgare l'indole "buona" e ottimista, presentandolo come un vecchio mezzo rimbambito, rendendo così un ennesimo pessimo servizio alla cultura di questo nostro Paese incolto.

  1. L'avventura (1960)
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile La notte (1960)
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile L'eclisse (1962)
  4. Blow Up (1966)
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Amarcord (1974)
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Nostalghia (1983)
  7. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Il volo (1986)
SI

Commenti

  • 12 agosto 2010, 12:27 di Daskabinett

    Doveroso omaggio a uno dei maggiori poeti e scrittori italiani contemporanei, Fixer. Ricordo, durante una notte di "ghezzinate" (Fuori Orario), un documento in cui lui poneva domande a Tarkovskj con il suo spiccato accento romagnolo, e il cineasta sovietico gli rispondeva in russo (senza sottotitoli).

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  • 12 agosto 2010, 14:58 di graffiodiluna

    Come prendere un Uomo e ridurlo ad una macchietta. I danni della pubblicità.

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  • 12 agosto 2010, 16:37 di Utente rimosso (andreona)

    Perché un uomo del suo calibro ha accettato una simile umiliazione?

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  • 12 agosto 2010, 16:41 di Spaggy

    soldi... vi dice niente la parola "soldi"? La UniEuro lo pagò molto profumatamente ai tempi... e si sa che gli "artisti" sono come le puttane :)

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  • 12 agosto 2010, 17:12 di Utente rimosso (andreona)

    @Spaggy, ahahahahha, VEROOOO

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  • 12 agosto 2010, 18:47 di Inside man

    Ottima e doverosa play su un grande uomo di cultura, vulcanicamente geniale ed imprevedibile, capace, fra splendide intuizioni poetiche, di essere alla mano come pochi altri ed insultarti sprezzantemente il giorno dopo (ho avuto modo di frequentare personalmente, vent'anni orsono, i suoi seminari sammarinesi sulla sceneggiatura, e queste gustose scenette erano all'ordine del giorno)! Per quanto riguarda il noto spot, non colpevolizzerei in questo caso "il sistema pubblicità sui generis", in quanto rappresentare Guerra come un ingenuo fattosi abbindolare dai maghi del marketing, vorrebbe significare fare un grave torto alla sua intelligenza e conoscenza delle dinamiche del mondo dello spettacolo. Aveva accettato quella proposta (chiaramente per motivi economici, ma son fatti suoi) con la piena consapevolezza di quanto si apprestava a fare e delle probabili conseguenze e reazioni (critiche e dileggio) del (suo) ambiente di riferimento. Forse l'unico aspetto veramente non previsto è stato la popolarità poi avuta da quello slogan, giunta ben aldilà delle aspettative di carattere commerciale. Un saluto.

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  • 12 agosto 2010, 20:38 di fixer

    In effetti, colpevolizzare Guerra per aver ricevuto soldi rischia di centrare il bersaglio sbagliato. Mi riferivo all'esperto pubblicitario che ha pensato bene di prendere come testimonial della società telefonica ben nota un uomo di cultura anziano, di grande comunicabilità e bontà d'animo. L'uso che l'industria pubblicitaria fa della cultura e degli uomini di cultura è significativo del livello della percezione che della cultura si ha a livello di massa. Si prende Tonino non per le sue sceneggiature e per le sue poesie, ma per la sua figura di inguaribile ottimismo, gli si mettono in bocca tre frasi che, prese in un contesto diverso, potrebbero essere condivisibili ma che, appiccicate alla pubblicità dei cellulari suonano come inno al consumismo sfrenato e cioè al telefonare sempre, comunque e dovunque a cani, porci e suini e chissenefrega dei costi, della dipendenza dal cellulare ecc. Si vorrebbe che gli intelletuali, i poeti, gli artisti fossero persone speciali, dure e pure, lontane dalle tentazioni materiali più bieche. Magari fosse così! In realtà occorre scendere a terra e fare i conti con una società che non ti permette di scendere dalla giostra. O ci sali e sei uno di noi, o ci scendi e diventi un nessuno, nessuno ti fila più, esisti solo nei trafiletti di qualche critico o in certe riviste di nicchia che la massa non legge. Se non esisti non vivi: senza soldi, intendo, non vai da nessuna parte. Importa però l'uso che ne fai. Però non puoi certo pretendere di imporre tu il messaggio pubblicitario: ne diventi un oggetto, ma quei soldi ti permettono di tirare il fiato per un pò.Certo spiace vedere degli intellettuali piegarsi alle forche caudine del business, ma condannarli non porta a nulla. Gli artisti rimangono artisti anche se intascano ogni tanto soldi da qualche fonte lontana dalla cultura. L'importante, a mio avviso, è non abdicare alla propria dignità. E' qui che l'artista si gioca la propria anima.

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  • 13 agosto 2010, 01:12 di Spaggy

    @fixer: solo un'annotazione... lo spot in questione non era per un gestore di telefonia mobile ma per una catena di centri commerciali... il telefonino era solo un mezzo usato ma non legato alla campagna pubblicitaria né al claim stesso... riduttiva anche l'analisi dell'oggetto "telefonino": ti consiglio al riguardo la lettura di un volume uscito qualche anno fa, scritto da uno dei maggiori studiosi italiani di semiotica: Gianfranco Marrone, "C'era una volta il telefonino"... Ritornando a Guerra, trovo che invece lo spot l'abbia aiutato a farsi conoscere da una fetta maggiore di pubblico, che incuriosito avrà cercato notizie sulla sua bio/bibliografia...

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  • 13 agosto 2010, 07:42 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Qualcuno potrebbe indirizzare il proprio moralismo verso altri bersagli che non verso il Poeta Tonino Guerra; del resto molti attori dei quali qui si fa l'elogio - gente piena di soldi, non esitano a fare 'le puttane' con spot pubblicitari che non farebbero in patria per vergogna e li scaricano sui nostri teleschermi. Chissà se Alda Merini, di casa in televisione da quel trombone di Costanzosciò, non sia stata un'altra 'puttana'... ma gli artisti, si sa, sono merce di scambio (!). Tonino Guerra: perbacco, - scherzate?

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  • 13 agosto 2010, 10:08 di Utente rimosso (andreona)

    In realtà Spaggy ha ripreso una mia affermazione di qualche tempo fa "gli attori sono come le puttane, si vendono al miglior offerente", riferita gli attori di fama mondiale che hanno recitato nei film di Zeffirelli. Credo che il bersaglio della battuta di Spaggy, per quanto equivoca, non sia Tonino Guerra bensì la sottoscritta che ha riso a crepapelle. Spaggy, correggimi se sbaglio :)

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  • 13 agosto 2010, 16:39 di Spaggy

    @andreona: esatto, colpito nel segno... molto spesso ricordo le frasi che scrivete e mi piace riutilizzarle nei vari contesti in cui vi vedo coinvolti =D Poi... non è moralismo il mio, anzi... vi dico anche che apprezzo la presenza dei volti noti legati agli spot, delle loro facce possono far quel che vogliono: penso alle numerose pubblicità che mi hanno reso più simpatico qualcuno... E, comunque, confermo che gli artisti devono pur campare in qualche modo e preferisco chi si lancia in imprese ardite, rimettendosi in gioco, piuttosto che quelli che si piangono addosso e richiedono soldi a mo' di carità, ultimo in lista Jimmy il fenomeno... Mi chiedo ancora "fenomeno" de che? =D

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