James Cameron: fra industria e arte.
Ed eccomi qui, dopo anni di silenziosa adorazione, a voler per la prima volta intitolare una piccola "retrospettiva" a quello che è uno dei registi che più mi attraggono da anni. Innanzitutto mi dispiacerebbe se qualcuno dubitasse della mia "onestà" essendo questo un periodo molto facile per elogiare Cameron e il suo cinema, in quanto è uscito quel che è uscito, esso continua ancora a reclamare le nostre (accese) discussioni nonostante sia ormai in molti scaffali sotto forma di DVD, e parlare oggi di questo regista sembra essere un modo per riscaldare la minestra ancor di più dopo le polemiche e le lodi. In verità, spezzando una lancia a mio favore, dico che da poco ho in DVD anche "Terminator", e dunque ecco un secondo buon motivo per parlare del suddetto regista. E poi, soprattutto, Cameron è uno dei pochi registi di cui ho visto quasi interamente la filmografia; quasi come Spielberg e Mann, per intenderci. Chi è Cameron? Personaggio senza dubbio particolare. Penso adori le materie scientifiche, dalla biologia alla fisica; quasi uno scienziato, un pioniere. Quel che nell'ultimo decennio del XIX secolo erano i proiezionisti che per la prima volta portavano il cinema "basso" in giro per il west meravigliando cowboys e ragazze. Un intrattenitore, un abile affarista. Un geniale imprenditore. Ma anche un narratore: potrai anche fare film dalla trama furbetta come "Avatar", ma molti grandi narratori di genere hanno ormai insegnato che ciò che conta in un buon prodotto d'espressione creativa per il largo pubblico non è tanto la storia: è la cura nella rappresentazione. Lo stile. La capacità di entrare in empatia con lo spettatore, e anche, e soprattutto, di sviscerare temi fissi affrontandoli da più punti di vista. Per Cameron senza dubbio questi sono i temi dell'etica e della bioetica: la tecnologia ("Terminator", "Aliens"), la guerra e la maleconomia ("Avatar"), i conflitti sociali ("Titanic") ma anche e soprattutto la rielaborazione dei canoni del cinema di genere ("True Lies"). Sia chiaro: Cameron non è un autore e neppure uno dei più grandi di tutti i tempi, Kubrick e qualcun altro si rigirerebbe nella tomba. E anche Spielberg avrebbe da ridire per pretendere un posto d'onore. Ma Cameron ha il grande dono di saper parlare con le masse con molta più onestà e serietà di molti altri. E questo, nel panorama cinematografico odierno, non mi pare da sottovalutare.
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Terminator (1984) Secondo me è interessante il fatto che il regista sia riuscito a prendere un genere piuttosto basso dell'epoca, il film d'azione, e a riplasmarlo come film di fantascienza a 360°, con tematiche etiche e fantaetiche non indifferenti, secondo me scavando in alcune paure collettive proprie di quell'epoca in maniera sottile (la guerra atomica, la diffidenza per l'operato dell'uomo). Forse il "suo" capolavoro.
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Titanic (1997) Il suo unico film ad argomento realistico; si, okay, è una storia d'amore per sedicenni innamorate, ma come molti film di Cameron ha anche un livello di lettura più profondo. Sulla nave di Jack e Rose non ci sono solo Jack e Rose, ci sono anche realtà umane e sociali che si scontrano all'ultimo sangue per la sopravvivenza, e alla fine devono arrendersi all'ineluttabilità del destino in una visione quasi provvidenziale. Non dico "neorealismo" perché sarebbe bestemmiare, ma un buon punto d'incontro fra esso e la Hollywood moderna.
- Aliens - Scontro finale (1986) Film horror, western, giallo. Cinema di genere con l'anima: tensione a mille, personaggi umani, forte componente (bio)etica. Un film di fantascienza esemplare.
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Terminator 2 - Il giorno del giudizio (1991) Difficilmente un sequel riesce, e "Terminator 2" sconta molto la vicinanza del soggetto con quello del capostipite, ma guai a farsi ingannare: la trama estremizza molti dei concetti di "Terminator" in un'ottica più seriosa e adulta, creando un film film in cui la violenza domina tutto e ci sono sempre meno appigli per non scivolare nella disperazione generata dall'età del consumismo sfrenato. Alcune sequenze di "Terminator 2" riescono a turbarmi ancora oggi...
- True Lies (1994) Divertente e divertita variazione sul tema dello spionaggio internazionale cinematografico, in cui come già in "Terminator" Cameron riesce nel difficile incarico di rielaborare i canoni di un dato genere (in questo caso il cinema d'azione) contaminandolo con il campo semantico della commedia: la spinta traninante non sono tanto le manovre dell'harrier alla fine, ma il volto da ostinata casalinga disperata di Jamie Lee Curtis, gli equivoci e le gag di uno Schwarzy scatenato.
- Avatar (2009) "Balla coi Lupi" in salsa sci-fi: un interessante lavoro "di laboratorio" in cui Cameron esercita linguaggi cinematografici e tecnici affrescando una tela perfetta da un punto di vista estetico. Sempre un grande narratore, speriamo che alla prossima riesca a tornare alla sua solita originalità "di sostanza". Senza dubbio, il trionfo della rappresentazione.
- The Abyss (1989) Bell'excursus spielberghiano, con gli alieni buoni e gli umani cattivi. Forse il meno importante, ma anche qui non mancano alcune "note a margine", qualila tensione, il gusto per l'action e per le atmosfere claustrofobiche.
Commenti
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19 agosto 2010, 16:38 di Dalton
Se qualche critico affibiasse il massimo dei voti a TITANIC, non gli punterei il dito contro. Sicuramente AVATAR non raggiunge nessun apogeo artistico, all'infuori della sua indubitabile evoluzione tecnica (è piuttosto prevedibile come canovaccio). TERMINATOR 2, THE ABYSS e TRUE LIES invece s'avvalevano d'una sceneggiatura di ferro, che ha permesso di farli diventare dei veri e propri cult del cinema di genere. Cameron ha realizzato anche il trascurabile PIRANA PAURA (sequel di un altro b-movie d'esordio di Joe Dante) o i copioni di STRANGE DAYS e RAMBO 2 - LA VENDETTA. I pochi fortunati che circolano in alcuni mastodontici luna park all'avanguardia hanno avuto il piacere di gustarsi altri lavori in 3D di Cameron (inerenti a Titanic e alla saga di Terminator).
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19 agosto 2010, 17:20 di maxcalifornia
Caro Spielbergman, sono contento che tu sia tornato con una play interessante!! Ti consiglio vivamente di vedere il bellissimo documentario "The Abyss" del 2003. La visione mi ha entusiasmato molto, l'ho trovato profonda e soprattutto descrive in maniera accurata la personalità scientifica di Jim Cameron!! Ciao
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19 agosto 2010, 17:39 di glm
Grande Cameron,Avatar è un bellissimo film che vanta l'ammirazione di molti cineasti di oggi.
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19 agosto 2010, 18:23 di ilpanda
Non solo Cameron non è un autore, ma nemmeno Spielberg lo è: fanno cinema "di genere",e ci hanno fatto molti soldi. Certo: conoscono bene i meccanismi per arrivare alle masse, ma non fateli passare per autori, che sono ben altri. P.S.: dopo aver visto quel giocattolone rumoroso di "Avatar" a me Cameron è addirittura caduto sotto le suole delle scarpe.
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19 agosto 2010, 19:05 di Spielbergman
Bah, dipende sempre da cosa si intende per "cinema d'autore" e "cinema di genere". Ed esistono anche "vari" cinema "d'autore". Un conto è monsieur Godard, un conto è mister Spielberg. Perché Spielberg non dovrebbe raccontare una certa realtà da un punto di vista "autoriale"? TUtta l'immagine degli anni '70 e '80 americani l'abbiamo costruita sui suoi film, e non era certo solo una celabrazione, anzi, c'erano anche delle "scosse" sociali non indifferenti (la critica al capitalismo sfrenato, al militarismo, la continua contrapposizione fra lato "liberale", economico e corrotto, e "democratico" degli USA)... secondo me è così... poi, certo, le letture possono differire...
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19 agosto 2010, 19:41 di Utente rimosso (signor joshua)
Cameron, per me, è infinitamente superiore a Spielberg, o almeno ad un certo tipo di Spielberg. Per il resto, un capolavoro di playlist, per un capolavoro di uomo e di regista.
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19 agosto 2010, 21:15 di ilpanda
"Un intrattenitore, un abile affarista, un geniale imprenditore": sono parole che usi tu stesso, e che esprimono bene (secondo me) il fulcro del discorso. L'autore invece, secondo me, è libero dalle logiche commerciali, di mercato, delle case di produzione. Non propone uno spettacolino di facile interpretabilità, ma idee di cinema personali, spesso sperimentali.
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20 agosto 2010, 01:30 di kubritch
1) The Abyss. 2) Titanic. 3) Teminator 2. 4) Aliens. 5) Terminator. 6) Avatar. 7) True lies
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20 agosto 2010, 11:43 di Utente rimosso (signor joshua)
Secondo me, la portata rivoluzionaria di Cameron, sta proprio nel saper fondere il cinema d'autore impegnato, con quello commerciale e divertente.
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20 agosto 2010, 18:06 di supadany
Adoro tutti i suoi film, quindi ho poco da aggiungere, tanto meno da criticare, ma approvo sinceramente. "Aliens" è un amore senza tempo, ma anche "Titanic", "Terminator 2", "Avatar" e "True lies" sono ben piazzati nelle mie preferenze. Oggi mi risulta però difficile da considerare come autore in senso stretto, ma, se in molti pensano che ci si dimenticherà presto di lui, io credo che sarà rivalutato a 360° (anche se è ingeneroso da dire già oggi, manuali alla mano) in futuro. Ne sono praticamente certo. Ciao!
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20 agosto 2010, 23:01 di kubritch
Cameron è un figlio di Spielberg e Lucas. La cosa che lo contraddistingue è la grandezza titanica del baraccone da Lunapark. Macchine tecnologiche sempre più grandi. Non ha la raffinatezza sintattica di Spielberg. Bei temi umanitari ma tanta ingenuità che attechisce sul pubblico contemporaneo, bisognoso di belle favole tra un respingimento e l'altro, una guerra e l'altra, chissà su quello avvenire. Ci sedimo al cinema e siamo tutti pieni d'amore e di fratellanza umana poi usciamo dal cinema e votiamo Lega Nord, i fascisti e i neocon e il capitalismo più selvaggio perché quello che ci interessa è vedere la medusa fosforescente in 3D grazie al progresso dei giocattoli tecnologici.
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21 agosto 2010, 12:03 di Spielbergman
Personalmente, adoro Cameron, ma lungi da me il voto a certi partiti :D
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