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05/09/2010 h. 23.21 Film: Off Topic
Il mio Michael Mann

Il mio Michael Mann

Michael Mann è uno dei miei registi contemporanei preferiti, anche perchè è l'autore del film della mia vita "Heat" e per questo gli sarò grato in eterno. Già ai tempi di "Miami Vice", rimasi affascinato dalla sua visione romantica e dalla capacità di trasmettere emozioni utilizzando al meglio il connubio immagini-musica, caratteristica comune in tutti i suoi film. Le opere elencate sono rigorosamente in ordine di gradimento.

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Heat - La sfida (1995) Il capolavoro di Mann e uno dei cardini della Hollywood anni 90, interessante la visione di "L.A Takedown" per comprendere il lavoro maniacale del regista sull'evoluzione del soggetto, fino a farlo diventare una grande opera-simbolo della poetica e dello stile del regista. Colonna sonora ottima e personalissima, rimanendo in un contesto mainstream, Mann riesce a fare scelte estreme e funzionali come gli Einsturzende e un Moby non ancora star. Superbo e decisivo, Spinotti alla fotografia, e tutto il cast (ci mancherebbe altro...).
  2. Manhunter - Frammenti di un omicidio (1986) Grande colonna sonora, grandi immagini, grande indagine psicologica, la summa degli anni 80 manniani. Classico finale con il mare, elemento che tornerà molte altre volte in seguito. Solo un titolo: "In A Gadda Na Vida"...!!!
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Strade violente (1981) Il romanticismo è già il suo, la musica è subito grande (ottimi Tangerine, il regista è un appassionato di elettronica) e le azioni notturne sono personalissime. Caan perfetto, il primo grande, vero eroe manniano.
  4. L'ultimo dei Mohicani (1992) Le scene epocali non si contano, sempre più romantico, sempre più coinvolgente, nel genere un capolavoro. Emblematico che sia il film preferito da molte persone.
  5. Alì (2001) Riuscita rilettura del genere biografico, rischioso e personale, Mann insegna a tutti cosa sia la regia nel finale, straordinario e implacabile nel suo crescendo emozionale. Alì bumaye!
  6. Dvd non disponibileBlu-RayUmd non disponibile Nemico pubblico - Public Enemies (2009) Ritorniamo ai fasti espressivi di "Heat", con più maniera ma sempre emozionando, per un'opera che con il tempo verrà rivalutata sempre più. Solite magie nella messinscena.
  7. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Insider - Dietro la verità (1999) Dopo "Heat" era difficile fare un altro film, Mann abbandona il thriller e pur giocando in difesa inizia la sua personale escursione in generi cinematografici apparentemente lontani dalla propria poetica, in questo caso il film di denuncia, con esiti decisivamente sorprendenti. Ancora "Armenia" degli Einsturzende nella colonna sonora, come in "Heat", alla faccia delle omologazioni hollywoodiane...
SI

Commenti

  • 6 settembre 2010, 00:10 di Stuntman Miglio

    Mann è anche uno dei miei autori preferiti ; non vedo "Collateral" ma immagino sia colpa dei soli sette spazi disponibili. Ciao.

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  • 6 settembre 2010, 07:32 di luca826

    Guarda ho visto "Collateral" 3 volte, una di queste al cinema, ma niente da fare... Sono in controtendenza me ne rendo conto, ma lo trovo il Mann più omologato di sempre, sembrerà incredibile ma non mi è piaciuto, riconoscendogli comunque la solita grande messinscena. Saluti.

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  • 6 settembre 2010, 09:15 di panflo

    La colonna sonora di Alì è qualcosa di speciale; consiglio di comprare il CD e ascoltarlo più volte. Sono in effetti tutti grandi film quelli di Mann, ognuno con una sua particolarità.

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  • 6 settembre 2010, 14:11 di BobtheHeat

    tutte le playlist su Mann sono OVVIAMENTE "utili" per me: questo nonostante la tua visione di Collateral NON coincida affatto con la mia: evidentemente hai provato sensazioni simili a quelle da me avute x Nemico pubblico. E personalmente aggiungo che adoro anche Miami Vice, come da mia recensione. :-)

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  • 6 settembre 2010, 14:39 di fixer

    Michael Mann è grande in tutto ciò che circonda il racconto: scenografie memorabili (l'ultimo dei mohicani), colonne sonore straordinarie, buoni effetti, glamour a secchiate (i due di Miami Vice che viaggiano su Ferrari: idea folle ma funziona!). E' normale in tutto il resto: storie, dialoghi, ricerca psicologica. Non trovi in lui la profondità, le idee. Mann accetta e descrive la società come noi la percepiamo e non offre interpretazioni originali, spunti diversi. Parte da una storia e da lì ci monta un grande apparato scenico che conquista gli occhi e l'udito senza però catturare l'intelletto. Se vogliamo è un artista della ripresa e dell'effetto ed un buon mestierante, alla Tony Scott, per tutto il resto. Però lascia un segno personalissimo e questo è già qualcosa.

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  • 6 settembre 2010, 20:15 di Stuntman Miglio

    Il paragone con Scott, a dire il vero, mi lascia un pò perplesso.

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  • 6 settembre 2010, 21:14 di luca826

    Condivido il concetto di Fixer, ribaltando però il discorso su tutto il resto è normale, infatti lo ritengo una scelta precisa, perchè il cinema di Mann è fondamentalmente d'intrattenimento, ma che intrattenimento! Per il resto il paragone con il buon (e sottovalutato) Tony mi sembra esagerato, ne riparleremo quando girerà un film come "Heat" o "Manhunter" per dirne solo 2...

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  • 6 settembre 2010, 23:22 di BobtheHeat

    Caro Fixer, sarò di parte, è evidente dal mio nick, ma decisamente il paragone con Tony Scott, con tutto il rispetto, è fuori luogo. Non condivido il tuo pensiero neanche quando dici "Non trovi in lui la profondità, le idee" e/o "Parte da una storia e da lì ci monta un grande apparato scenico" , perchè ad es Collateral inizia dove altri sarebbero arrivati a metà tempo e Miami Vice prosegue oltre , addirittura con un NON inizio di storia. Il Suo Cinema Romantico, ricco di idee e profodità, è oggi "quadro e cornice" insomma forse più di ogni altro. Per uno studio approfondito dei Suoi lavori consiglio tutto ciò che in passato hanno scritto Emanuela Martini e soprattutto Pier Maria Bocchi. Ovviamente è lecito che Mann possa interessarti poco, ci mancherebbe. Però, senza giri di parole, come ha fatto "gentilmente" sopra Stuntman Miglio, non diciamo fesserie tipo "mestierante alla Toni Scott": please.

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  • 7 settembre 2010, 11:46 di fixer

    Tony Scott è un mestierante che riesce a dirigere film di successo dove c'è soprattutto azione e poca materia grigia. Michael Mann si situa su un gradino più in alto, ma insisto nel dire che le idee sono una cosa e gli effetti sono un'altra. Le idee le trovi in Jonathan Demme (a volte), in Woody Allen, in Ridley Scott (ogni tanto), Tim Burton, Martin Ritt, Sidney Lumet, Robert Redford (sì, fa anche buon cinema), Kubrick, Sam Shepard e pochi altri che ora non riesco a memorizzare. Mann è un buon regista che sposa il cinema del futuro, quello dove trionfa il glamour, l'effetto visivo, scenico e lo condisce con tocchi personali di sensibilità pittorica (vedi L'ULTIMO DEI MOHICANI) e gusto del racconto. Tutto questo non è un limite, ma una caratteristica. A me piacciono di più i film che ti fanno ragionare, che mettono in discussione le tue certezze, che fanno traballa re i tuoi punti di riferimento, uin cinema cioè originale anche nel modo di interpretare la realtà e non solo nel raffigurarla. Mi spiace che Bobthe Heat qualifichi come fesseria la vicinanza che io trovo tra Michael Mann e Tony Scott e non capisco, con tutta la buona volontà, come possa affermare che telefilm come MIAMI VICE (che ho visto e rivisto più volte) proseguano "addirittura con un Non Inizio della storia". Quei telefilm sono una delizia per gli occhi ma sono storie vecchie come il cucco. Il segreto del loro successo è la veste che li circonda, il glamour che li pervade. Miami sembra una città futuribile, piena di luci, ricchezza,sfarzo e fiumi di coca. Ma non è così. La realtà è altro. Quanto a COLLATERAL, devo ammettere che si tratta di un film che non si limita alla sola azione, come è solito in luii, La sceneggiatura notevole di Stuart Beattie, il concetto che la malavita potrebbe essere un prolungamento del mondo degli affari, la straordinaria fotografia con cui ritratta Los Angeles, situano questo film su un piano diverso dagli altri. Qui ci sono anche delle idee. E quindi dò volentieri il benvenuto a Mann nel cinema di qualità. Ma non vorrei che fosse un fuoco di paglia.

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  • 7 settembre 2010, 13:38 di BobtheHeat

    Ciao Fixer, bene, ora già dici che il mio beneamato " è un gradino più alto" del tuo Tony Scott. Di gradini ne mancano ancora vari, comunque. :-) :-) E ovviamente ma non troppo, quando parlavo di "Miami Vice" , mi riferivo al film e non alla serie televisiva. Forse non lo hai visto. (Anche qui , per un analisi consiglio di leggere,oltre alla recensioni di Gervasini, Martini e Bocchi, le pagine di Cineforum , o qui sul sito l'amico Roto...solo per citarne uno, facciamo unpochino di pubblicità anche agli utenti del sito :-) :-) : mentre i detrattori del film, molto più numerosi in questo specifico caso, potranno invece "rifarsi" con il giudizio negativo di SegnoCinema.) Hai dunque frainteso le mie parole. Per il resto, in questa occasione, siamo in sintonia solo quando parli (molto bene) di Collateral. MA NON VOGLIO CONVINCERE NESSUNO PER CARITà. AD OGNUNO IL SUO CINEMA. E le "idee" le trovi sicuramente oltre che ad es in Tim Burton, e Kubrick anche in molti, ma molti altri: tra cui certamente Michael Mann, che come oramai appurato ampiamente dalla critica mondiale, è uno dei più grandi registi degli ultimi 20 anni. Nanni Moretti, ai tempi di Caro Diario, aveva detto anche lui una fesseria parlando sarcasticamente di Heat. Con il senno di poi, sono passati 15 anni, ora lo si può dire: è un fatto, non una mia opinione. Ma Nanni è molto più bravo come regista che come critico cinematografico. E anche questo è un fatto. Ciao

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  • 7 settembre 2010, 16:53 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Insomma, se ho ben capito BobtheHeat, per giudicare Michael Mann dovremmo tutti andare a scuola da Gervasini, Bocchi, Martini o andare a leggere rototom. Va be', a me piace molto Michael Mann ed è difficile che certe affermazioni apodittiche, fatte senza un minimo di analisi del cinema di Mann (Michael) o con l'oblazione di slogan (vedi Luca826), me lo facciano dispiacere. È quindi il caso di 'difendere Michael Mann dai suoi ammiratori’, dicendo che, per esempio, dopo "Strade violente" e "Manhunter", (lasciamo stare "La fortezza"), due film perfetti, Mann si è trasformato in un grande griffeur e quel che è peggio in un intellettuale. Il primo elemento era, in nuce, la 'cifra' della serie "Miami Vice" con l'esibizione sfrontata ma intelligente e glamourosa dei feticci degli anni Ottanta (e sì che vedere come guest star Miles Davis e Frank Zappa non disturbava, anzi!); il secondo elemento ha dirottato il suo cinema verso direzioni 'pensose' esistenziali che, a me che vedevo in Mann l'erede di Fuller e di Siegel, di quel cinema 'che va dritto allo scopo', come scrive Carlos Clarens in "Giungle americane", costituiva un ingombro perché, senza mettere in dubbio il fascino del suo cinema, si evidenziavano elementi di superfetazione, additivi retorici, come la sovraesposizione musicale (tra parentesi, gli Einsturzenden Neubauten li aveva inseriti nel "Cielo sopra Berlino" Wenders per la prima volta) con l’invadente score à la page, altro che non omologato a Hollywood!, tecniche ausiliarie che servono a ingigantire l'assenza di contenuti forti, il prestito (non evidenziato) dai registi di Hong Kong (come Scorsese di “The Departed” ma con ben altra fascinazione), nel caso di “Heat” la scena della rapina è 'copiata' da “City on Fire” di Ringo Lam; senz'altro superiore a Tony Scott, Mann è un umanista in seconda che di fronte a Friedkin sembra un mestierante supponente e vanaglorioso; se fai un paragone tra “Vivere e morire a Los Angeles” e “Heat” non c'è storia. Cinema di orpelli e griffes seducenti, le opere di Mann esaltano il gusto piccolo borghese di chi non ha mai visto i film americani degli anni dal Trenta ai Settanta. Aggiungo che, a parte queste pecche, i film di Mann sono grandi film, sarebbero dei capolavori (tranne "Alì' e "Nemico pubblico") se l'ossessivo controllo del materiale non avesse preso la mano al regista: in "Heat" l'azione è negata da inserti tragici con tanto di Massive-Attack-song da alta classifica - Mann esibisce sempre gioielli musicali che assicurino il funzionamento, in seguito saranno i Calexico, i Roots Manuva, solo 'Recourring Dreams' nel finale di "Heat" è da un pezzo fuori dal 'sistema della moda' barhesiano, infatti è uno dei vertici del cinema di Mann), se, sempre in "Heat" non si assistesse alla risibile porzione di apparizioni di Bob De Niro e Al Pacino in parti uguali, sarebbe stato un capolavoro. Ma non lo è! E che dire della sceneggiatura brogliaccio dell'"Ultimo dei Mohicani"? È vero che il finale salva tutto il film, ma non è un capolavoro! Né lo è "Collateral" con tutto quel ronzare notturno nell'auto in una Los Angeles mai così 'fotografata' iperrealisticamente (un'opera d'arte visiva in un film difettoso). "Collateral" è il film migliore dopo i due capolavori dell'inizio della carriera di Mann. "Miami Vice" esibisce con strafottenza i gioielli griffati del serial, ma è un gran bel film, azione pura non viziata da arie d'autore. Poi arriva "Nemico pubblico" e... [faccio un po' di pubblicità anch'io agli utenti di filmtv], leggete le opinioni di sufficienza nello spazio ad hoc. Ciao : )

    cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (Marcello Del Cam
  • 7 settembre 2010, 17:17 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Spero di non tediarvi se aggiungo che quando si fa riferimento ai film di Michael Mann, si segnalino 'scene' e non il film nel suo intero: la scena della rapina in "Heat", momento tellurico; la scena dell'inseguimento sulla montagna nell'"Ultimo dei Mohicani", movimento ascensionale di grande suggestione visiva e musicale; Luca826 le chiama "scene epocali", io le definirei "scene madri" (sull'argomento Mario Sesti ha scritto un bel saggio, Feltrinelli, di pochi anni fa) che definiscono sineddochicamente il cinema di Mann.

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  • 7 settembre 2010, 20:23 di BobtheHeat

    Marcello , non voglio mandare a scuola nessuno, per carità. Ti ringrazio per il tuo intervento.

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  • 7 settembre 2010, 20:43 di Stuntman Miglio

    Nessun tedio Marcello, le tue argomentazioni sono sempre ineccepibili e costruttive. Magari è eccessivo definire Mann un autore ma credo sia indiscutibile che abbia all' attivo almeno due capolavori e almeno altri 4 film di alto livello (non vedo tuoi commenti su The insider e non mi dispiacerebbe conoscere la tua opinione), cosa che non si può dire certamente di Tony Scott o del 90% dei registi in circolazione.

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  • 7 settembre 2010, 21:03 di luca826

    Per Marcello del Campo. L'enfasi del linguaggio è per via della passione e la uso sempre, non volevo convincere nessuno, ne tanto meno fare un saggio critico, non ne sarei in grado, a volte nel mio giudizio prevale la componente emozionale a quella più razionale, magari sono un po' sprovveduto (cinematograficamente parlando), le critiche ben vengano, se sono precise e competenti poi ancora meglio. Per il resto, il pezzo "Armenia" degli Einsturzende è abbastanza duro (del gruppo tedesco solo per averli nella Ost si potevano scegliere altri brani più "facili"), non conosco la colonna sonora del film di Wenders (che non ho neanche visto), ma non ho scritto che Mann sia stato il primo ad usarli, intendevo dire che in un contesto hollywoodyano anni 90 la ritenevo una scelta interessante oltre che coraggiosa e se ne può discutere anche su questo; una domanda: ma il pezzo 'Recourring Dreams' che hai citato in Heat per avvalorare la tua tesi non lo trovo nella Ost, ma il titolo è quello?. Salutoni

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  • 7 settembre 2010, 22:03 di Inside man

    Marcello, pur non condividendolo in alcune piccole parti (ad esempio non apprezzo nel medesimo modo Miami Vice-film, mentre trovo stupendo The Insider, che non citi), il tuo intervento è davvero interessantissimo e foriero di intuizioni; eccelle nel descrivere e "circoscrivere opportunamente" (mantenendo su un piano rigorosamente "alto" il livello su cui porre le riserve) le varie problematiche di stereotipizzazioni e superfetazioni (diegetiche, visive e musicali) del recente cinema manniano (ormai radicatesi, a quanto pare), come pure coglie il rilievo crescente assunto dalle scene madri, dettate da un sempre più sofisticato e continuo movimento "ondulatorio" impresso al pathos emotivo (secondo me di valore assoluto, ne ho scritto a margine di Collateral), ed è vero come da Alì in poi sia venuta a mancare una solida compattezza d'insieme nelle sue opere. Il tuo commento concorre, a mio modesto avviso, a ristabilire un certo equilibrio di giudizio verso UNO dei maggiori artisti cinematografici degli ultimi decenni (credo non vi siano dubbi al riguardo), che allo stesso tempo risulta fra i più acriticamente idolatrati da una folta schiera di recensori di vaglia (ancora impressionano certe boutade, come la nota conclusione lanciata da Gervasini in merito a Nemico Pubblico: "l’ennesimo capolavoro del miglior regista sulla faccia della Terra", dimenticando (spero) i vari Scorsese, Eastwood, F. F. Coppola, Sokurov, Resnais, Godard, Oshima, Olmi, Lynch e via dicendo... la lista sarebbe lunga). Un saluto a tutti.

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  • 7 settembre 2010, 22:15 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    @BobtheHeat, come al solito la mia passionalità tende ad essere recepita come aggressiva, mi scuso con te - volevo dire che, senza fare i finti modesti, molti utenti di questo siti, compresi tu e rototom, possono analizzare il cinema con propri strumenti; ben vengano anche la Martini, Gervasini, Bocchi. @Stuntman Miglio: devo, una volta evidenziati i pochi punti deboli di Michael Mann, precisare che ho amato i suoi primi due film, apprezzatto e visto più volte "Heat" e "Coillateral", come tutti ho rivisto decine di volte il finale dell'"Ultimo dei Mohicani"; "Alì" mi ha un po' deluso per eccesso di retorica (mi dirai che Cassius Clay meritava un tributo solenne, - sono d'accordo); "The Insider" che ho colpevolmente dimenticato è un film straordinario, 'aberrante' rispetto agli altri che sono film di 'genere', ma è quello in cui il tema della responsabilità di un uomo solo di fronte alla propria coscienza (che percorre tutto il cinema di Mann, è qui portato ad un livello tale che, senza alcun dubbio, ne fa il vero suo capolavoro. @luca826. Capisco la tua 'componente emozionale' e un po' mi spiace di avere fatto le pulci a uno dei registi che insieme a Friedkin, Malick, Lynch, Nolan (negli ultimi anni), Fincher, Eastwood è un grande costruttore di miti e segni del nostro tempo. Il brano "Recourring Dreams" è degli Husker Du (dal cd "Zen Arcade"). Con simpatia un saluto a tutti voi. Ah, Tony Scott è a distanza siderale da Michael Mann, all'inizio mi colpì con "Miriam si sveglia a mezzanotte", poi con "Una vita al massimo" (dietro c'era una sc. di Quentin Tarantino), interessante "Nemico pubblico". credo di non avere apprezzato altro di suo.

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  • 7 settembre 2010, 23:50 di ROTOTOM

    Acc. sono nominato. Allora mi ci metto anche io. Mann mi rimesta le tre dita d'angoscia che ho in fondo allo stomaco e che mi fanno rimanere reattivo. (citazione) Insider è uno di quei film che quando passa in televisione DEVO fermarmi a vederlo, come mi succede solo con BArry Lyndon. Mi sono emozionato con Miami Vice,molto personale, potente. Per me è la traduzione in pellicola di un'erezione (che direbbero di tutto ciò Bocchi, Gervasini e Martini?) Mi sono piaciuti molto Collateral e Heat. SEcondo me Manhunter ha dei momenti inarrivabili e sono talmente tanti che mi rettifico, Manhnter è inarrivabile. Ho rivisto e rivalutato l'ultimo dei mohicani. Mi sono piaciuti meno ALI anche se forse ha tra le migiliori riprese sul ring. Mi ha deluso profondamente NEMICO PUBBLICO (epicume in scaglie, sceneggiatura con picchi di ridicolo involontario, attori fuoi parte, questo si un film che mira spasmodicamente a tirare più gente possibile nel minor tempo possibile in sala, visto il pacco che è) e in questo mi accodo a quanto detto da Inside Man sulle lodi sperticate di Gervasini a questo filmello. Trovo Tony Scott molto distante da Mann. Trovo Nanni Moretti molto distante dal cinema. Trovo Nanni Moretti neppure allo stato di antimateria nei confronti della critica. Personalmente accomuno Mann a Friedkin, anche se giustamente come dice Marcello, Mann più propenso a farsi piacere. Mi piace il suo uso della musica come veicolo di emozioni, funziona alla grande. Non so se questo sia un difetto. Mann è epico, esteticamente ricco, visivamente potente. E' un poseur di grande sensibilità, un commerciante con l'anima, un imbonitore onesto. Poi, ogni cinefilo ha il Mann che si merita. Che piaccia non è un vanto, che non piaccia non è una colpa. Un saluto a tutti. Ma tutti tutti eh? bye rototom

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  • 8 settembre 2010, 01:11 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Chiedo scusa a Inside Man perché ho risposto a Luca per errore sulla dimenticanza di "The insider". Devo fare i miei complimenti a tutti per i commenti che, pure tra piccoli dissensi, hanno messo a fuoco grandezza (molta) e limiti (pochi) di un grande regista. A Luca826 un ringraziamento per questa play. Un solo dubbio: perché queste discussioni non hanno grande seguito? Sarebbe interessante conoscere il parere di molti utenti che apprezzo.

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  • 8 settembre 2010, 09:44 di FABIO1971

    A mio parere un discorso complessivo sul cinema di Michael Mann andrebbe sospeso. Se si deve considerare "Nemico pubblico" come fotografia del Mann versione XXI secolo, allora bisogna ammettere che il Cinema e Michael Mann si sono detti addio per sempre... "Alì", lo stesso "Collateral" e "Miami Vice" percorrevano già l'arco discendente della sua parabola d'autore: pagine sontuose alternate a vistose cadute (la retorica di "Alì", qualche deriva manieristica sia in "Collateral" che in "Miami Vice")... Gli concedo una prova d'appello perchè se la merita (per "Manhunter" e, soprattutto, "Insider", il mio preferito in assoluto), ma il più grande affabulatore americano, secondo me, è diventato Paul Thomas Anderson... Ciao a tutti e complimenti per gli interventi, è stato utilissimo leggerli tutti di seguito!!

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  • 8 settembre 2010, 09:50 di BobtheHeat

    Marcello, non ti devi scusare, figurati. Hai grande passione e anzi ti ringrazio ancora per aver speso così tanto tempo per i tuoi preziosi interventi a riguardo. Se si parla di Mann, segnalare il lavoro di Bocchi (dunque anche la sua monografia per Il Castoro) mi sembra utile per gli appassionati e coloro che lo amano. Se dovessi commettere l’errore di invitare a leggere una monografia di un qualsiasi regista (che sia Eastwood o Mann, Kitano o Yimou, Burton o Coen, Tarantino o Lynch, Woo o To, Lasseter o Paul Thomas Anderson, Nolan & more... tanto per citare a mente alcuni dei registi , ne dimentico ora altri, più rappresentativi tra quelli emersi dagli anni 80 in poi) qui in ufficio...mi guarderebero come se fossi pazzo...ma qui sul sito è un Mondo a parte. Quanto al mio parere su Michael Mann, l’ho espresso talmente tante volte da risultare sin troppo noioso. E si rischia, parlandone troppo, di renderlo quanto meno antipatico. Non mi piace il fanatismo. Venni aggredito in box per la mia opinione negativa riguardo INLAND EMPIRE da alcuni “seguaci” (ce ne sono molti, non di ammiratori come me ma di seguaci/fanatici) di Lynch, sebbene avessi, credo, argomentato (ai tempi avevo più tempo e voglia) la mia opinione. ed alcuni concludevano che MANN Eera una "cacca" (usavano un latra parola) rispetto a Lynch. Pazienza. Ce ne vuole tanta. Ci sono tanti altri registi. La parola autore non mi piace : simpatizzo semmai per Herzog, quando si definisce filmaker. Suona meglio. Ringrazio tutti per la discussione.

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  • 8 settembre 2010, 13:52 di lorenzodg

    Dimenticare COLLATERAL.....non si può! Capolavoro con un Tom Cruise allucinato e grande! Mann è un genio della ripresa..ogni scena non vale l'altra...scopri sempre qualcosa di nuovo. Guardare 'Nemico pubblico' dove la notte. gli alberi, le armi e i personaggi hanno tutti una precisa funzione (scena clou dell'inseguimento..straordinaria). Vorrei ricordare anche 'Miami Vice' dove la notte è da contraltare alla luce della serie film-tv. Solita maestria da grande 'director'.

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  • 8 settembre 2010, 20:24 di luca826

    Beh, volevo fare una sviolinata ai miei film di Mann preferiti e alla fine a momenti li rivaluto, grazie ai bei commenti espressi da chi è intervenuto riuscendo a generare qualche dubbio nel mio giudizio sul regista americano (ma sulla colonna sonora di Heat tengo duro!). A mente fredda è così, poi metto dentro il dvd di Heat e tac mi lascio trasportare, non c'è niente da fare (forse come ha detto Marcello si esalta il mio gusto piccolo borghese!) e godo anche un mondo! Grazie a tutti, ciao.

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  • 8 settembre 2010, 22:32 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    @Luca826, grazie alla tua play è venuta fuori una discussione molto interessante e molto educata in cui posizioni all'inizio divergenti sono confluite in un giudizio unanimamente positivo sull'opera di questo grande filmaker (per usare la giusta definizione di BobtheHeat). La colonna sonora di "Heat" piace moltissimo anche a me, soprattutto le musiche aggiunte ("Recourring Dreams" degli Husker Du è si una potenza devastante e descrive nel finale la caccia all'uomo con Pacino in elicottero; in una delle scene da antologia, l'ingresso nella discoteca, Mann è al calor bianco, il brano "Canela" dei Calexico cede alla baraonda del pezzo dei "Roots Manuva" quando comincia la sparatoria con Tom Cruise che cerca di mirare all'obiettivo tra una folla di gambe in agitazione; qui Mann supera il modello Hong Kong), non tanto lo score vero e proprio di Elliott Goldenthal. Quindi, goditi "Heat" e scusami quel "piccolo borghese" che è un retaggio sessantottino del quale non mi sono liberato negli anni. Con simpatia, ciao.

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  • 9 settembre 2010, 23:46 di mmciak

    Io toglierei Alì,che è bello ma inferiori ai suoi soliti lavori e ci metteri Collateral e Miami Vice.

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