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12/09/2010 h. 22.20 Film: Playlist libera
Uomini. Veri.

Uomini. Veri.

Che cos'è che fa di un uomo un "vero" uomo? L'integrità morale forse; la coerenza fra le proprie azioni e le proprie idee; la capacità di seguire il proprio cammino nonostante le insidie reali e il pericolo per la propria esistenza. In tempi come i nostri e nel nostro Paese, esistono uomini veri? C'è spazio per essere coerenti rinunciando a vantaggi materiali immediati, con la cefrtezza di andare incontro a sicuri rischi gravi? Non lo so. Ognuno provi a riflettere seriamente. Dato che questo è un blog di cinema, provo a tracciare i profili di alcuni personaggi che sono stati, nella realtà o nella finzione, uomini veri, ben sapendo che si tratta di una lista forzatamente limitata e frettolosa.

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Becket e il suo re (1964) Jean Anouilh e T.S.Eliot hanno tracciato un profilo straordinario di quest'uomo che, pur amico del re Enrico II Plantageneto, una volta da lui nominato vescovo di Canterbury (e quindi, a quel tempo, capo della Chiesa d'Inghilterra) ebbe la forza morale di opporglisi, andando incontro alla morte. Un film degno ma soprattutto un film da rivedere perchè utile e, come si diceva una volta, istruttivo.
  2. Un uomo per tutte le stagioni (1966) Una figura e una storia molto simili a quella precedente. Paul Scofield (Thomas Moore) disegna un ruolo drammatico, intrigante e affascinante, davanti a un riuscito Robert Shaw (Enrico VIII), irascibile, arrogante ma sufficientemente onesto da odiare e al tempo stesso ammirare il suo rivale. Una storia che sembra un romanzo. Una storia che ha cambiato il mondo. Una storia che ci ha mostrato un uomo vero.
  3. Un eroe borghese (1995) Giorgio Ambrosoli era un avvocato specializzato in liquidazioni coatte amministrative. Gli venne affidato l'incarico di mettere in liquidazione la Banca Privata Italiana. Scoprì gravi irregolarità e falsità oltre a connivenze fra pubblici ufficiali e Michele Sindona, il noto bancarottiere siciliano. Dopo avere ricevuto minacce  e pressioni, decise lo stesso di andare avanti e denunciare il tutto. Il giorno prima di ufficializzare per iscritto le sue conclusioni, venne ucciso da un sicario mandato da New York. Corrado Stajano scrisse un libro su di lui. UN EROE BORGHESE  e Michele Placido diresse un film discreto basandosi sul libro. Ai funerali di Giorgio non vi fu partecipazione di alcuna autorità dello Stato. Qualcuno oggi dice che, col suo atteggiamento, se l'era cercata.
  4. DvdBlu-RayUmd non disponibile Gandhi (1982) Un piccolo ometto che con la sua integrità mise in scacco un Impero.
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile La parola ai giurati (1957) Un uomo, dotato di grande caratura morale e di raziocinio, riesce a cambiare, con la forza del suo ragionamento, con la sua fermezza e il suo carisma, l'orientamento di undici giurati pronti a condannare a morte un innocente. Un film indimenticabile e  un uomo "vero".
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Hombre (1967) Un Apache (Paul Newman), adottato da una coppia di bianchi, si immola per salvare coloro che lo disprezzano. Un western ormai classico e memorabile.
  7. DvdBlu-RayUmd non disponibile Il buio oltre la siepe (1963) Atticus Finch è l'eroe che tutti noi vorremmo essere e che non saremo mai.
SI

Commenti

  • 12 settembre 2010, 23:22 di maghella

    Questa è una play molto intrigante,perchè anche se i film sono pieni di "eroi", di UOMINI VERI non me ne vengono in mente molti...Chi è veramente un uomo vero? Come dici giustamente tu,chi insegue il suo ideale senza contraddirsi mai? Oppure chi dopo aver sbagliato riesce atrovare la sua strada?...Mi hai messo in crisi =D...Per esempio:Ethan di "Sentieri Selvaggi" è un uomo vero? Cerca la nipote per anni,ma il suo odio verso i pellerossa lo fa desistere e per poco non l'ammazza.E Rick di "Casablanca" è un uomo vero? Decide di lasciar partire il suo grande amore per l'amore verso la giusta causa,ma a quale prezzo...Spero che altri utenti partecipino alla discussione,perchè può risultare molto interessante,bravo...

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  • 12 settembre 2010, 23:50 di Neve Che Vola

    Se dovessi riassumere il mio credo su quali siano i fattori che rendono un uomo "vero", mi concentrerei su questo: quando un uomo realizza la propria natura doppia, la vede, la riconosce, e cioè: vede che sostanzialmente in lui agiscono due forze, una che lo tira verso il basso, una che lo tira verso l'alto; le studia, tenta di venirne a capo; si incammina, per mezzo di una disciplina, verso la risoluzione di tale conflitto; tenta una unione mistica del tipo "Io e il Padre siamo Uno" con la sua vera natura nonostante le obiezioni della "bestia" in lui presente; dilla con Dante: "Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza"; quando questo comincia ad accadere, allora l'uomo comincia ad apparire. Prima, l'uomo è uomo solo in senso fisico. Un involucro che contiene il caos, la folla. Bella play su un argomento intelligente sul quale ci sarebbe da passare l'intera vita: quali sono le caratteristiche che rendono un uomo degno di tal nome? Non ho visti tutti i film che citi, ma di sicuro Henry Fonda è il prototipo dell'uomo morale che fonda la sua azione sul pensiero. C'è un momento sopraffino nel film (tra i tanti sopraffini, cioè tutti i momenti del film): quando ha il coraggio di non insistere sulla propria posizione e "il vecchio" confessa di essere stato lui a votare la seconda innocenza, proprio perchè Fonda aveva avuto il coraggio di prendere su di sè il ridicolo di una scelta difficile. La moralità basata sulla ragione che si propaga come un contagio, il "vecchio" timido che si fa coraggio proprio perchè Fonda, con la sua presa di posizione coraggiosa, tira fuori il meglio dagli altri. Mamma mia che bel film! Mi fa gran piacere che tu abbia anche scelto "Hombre", proprio in questi giorni sto scrivendo una opinione sul film che alla fine non sarà una opinione ma una specie di citazione senza fine di molte frasi del film, una migliore dell'altra. Il trailer recitava "Hombre means man, and Paul Newman is Hombre". Anche lui si rende impopolare, ma solo per rimanere fedele ad un interiore richiamo verso la verità. Attraverso la sua figura, e questa risposta che da a Diane cilento, l'intera nazione indiana rinchiusa nella riserva di San Carlos rivendica le proprie ragioni: "Senta, lassù su quei monti c'è un sacco di gente che ha perduto tutto. Non gli è rimasto il posto per stenderci una coperta. Sono stati insultati, ne hanno fatto dei poveri alcolizzati, imbecilli. Lei li chiama Cristiani i responsabili di questo e se ne fida; io li conosco come bianchi e non me ne fido affatto". Eppure il film rimane talmente equilibrato da riconoscere anche a Favor/F.March le ragioni del suo atto: "E' un disastro invecchiare, signor Russell". E' uno dei film che ho visto e rivisto anche a piccoli pezzi per impararne i dialoghi, come una musica. Gregory Peck anche ne "Il grande paese", oltre che in "Il buio oltre la siepe", da vita a un personaggio forse altrettanto morale e indimenticabile. Non collude con i bulli che lo tengono a battesimo, contro di lui si infrange la morale falsa e distorta del vecchio latifondista. Quanto alla realtà reale, vedo difficile il crearsi una situazione simile a quella cui da origine Fonda di "contagio positivo". Vedo piuttosto il contrario che va sempre più in profondità, basta accendere la tv per vedere chi sono gli idoli, le icone cinematografiche e musicali più amate. I modelli ispiratori... il poster di Brad Pitt col coltellaccio da "Bastardi senza gloria", con quel sorriso come se lui fosse quello furbo e ammirevole, con tutte quelle belle ed ammirevoli qualità da vendere ... Sarò sintetico: preferisco perderli che trovarli. Fiducia: zero. La faccio finita qui, prima ancora di iniziare.

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  • 13 settembre 2010, 00:02 di montelaura

    Concordo pienamente per quanto riguarda l'Atticus Finch di Gregory Peck (e per quanto lo riguarda, appoggio la candidatura di Neve Che Vola anche per "Il grande paese") e l'Henry Fonda di "La parola ai giurati. Credo che i "miei" veri uomini sarebbero di un profilo un po' più basso rispetto a quelli elencati da Fixer (che ha comunque fatto una scelta ottima, ponderosa, "storica"). L'uomo vero dev'essere grande nelle piccole cose di tutti i giorni, e non necessariamente nei Grandi Capitoli della Vita e della Morte. In proposito mi viene in mente una bellissima sequenza di "Peter Pan", il film di P.J. Hogan: la mamma di Wendy, John e Michael spiega loro che anche il loro compito, noioso e inamidato papà a modo suo è un eroe, perchè "ci vuole un gran coraggio a mettere i propri sogni in un cassetto e decidere di crescere per allevare una famiglia". Beh, se l'uomo che ci riesce (bene) non è un vero uomo, allora non so proprio chi lo sia.

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  • 13 settembre 2010, 00:03 di billykwan

    Un argomento assai vasto quello che tiri in ballo, caro Fixer. A me, di primo acchito, ha riportato alla memoria le parole di Don Mariano nel Giorno della civetta, e forse Sciascia ha ragione...anche se incontri pochi uomini veri, quando questo accade, li riconosci. Bye

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  • 13 settembre 2010, 00:19 di fixer

    @Maghella: Ethan è un uomo accecato dall'odio. Ricorda un pò il Wayne di IL FIUME ROSSO. La scena finale (stupenda) fa rinsavire Ethan e forse è il primo passo verso un atteggiamento di maggiore equilibrio. Non è certamente quello che chiamerei un uomo vero. Più interessante è la figura di Rick, ma vedi, più che un personaggio reale è uno schema. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Venne chiesto all'industria del cinema di collaborare con lo sforzo bellico proponendo storie esemplari. Vennero allora prodotti film di propaganda ed altri di buon livello come C'E SEMPRE UN DOMANI, ARCIPELAGO IN FIAMME, UOMINI, CASABLANCA ecc. Il protagonista rappresenta l'uomo medio americano, abbastanza freddo riguardo all'impegno. Messo davanti all'esempio di altri americani duramente provati dal conflitto, cambia atteggiamento e si decide ad impegnarsi, "Bentornato alla lotta!" dice Laszlo a Rick, ma forse l'uomo vero è un altro. E' colui, per esempio, che si sacrifica in silenzio per gli altri senza protestare o lamentarsi. E' colui che vive coerentemente una vita dura, difficile, spesso in contrasto con chi gli offre una vita più comoda ma al limite del lecito od oltre. Ci sono tanti uomini oscuri, di cui non conosciamo nè conosceremo mai i nomi, che vivono così, in silenzio, soffrendo, svolgendo magari un doppio o triplo lavoro per mantenere la famiglia, continuamente derisi, magari, da colleghi o familiari che ne disprezzano l'onestà, la laboriosità e il rifiuto del compromesso. Questi sono uomini veri a cui mi inchino e che mi commuovono.

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  • 13 settembre 2010, 00:37 di fixer

    @Nevechevola: come non concordare con le tue posizioni? Sono contento che tu apprezzi HOMBRE e LA PAROLA AI GIURATI. Sono film classici costruiti con intelligenza pur rispettando canoni convenzionali. Oggi il cinema americano sforna ogni tanto qualche film intelligente. Di Sofia Coppola, tanto per parlare di cose attuali, ho apprezzato molto LOST IN TRANSLATION e spero vivamente di vedere al più presto il film che ha vinto a Venezia. Un caro saluto. @ Billykwan: sì, avevo bene in mente il personaggio del capitano interpretato da Franco Nero. Un uomo (vero) pronuncia, in un momento di onestà intellettuale, Don Mariano. Sì, probabilmente lo è: riuscire a svolgere con giustizia e imparzialità il proprio difficile compito in un territorio controllato dalla mafia denota integrità. Superfluo aggiungere che questo tipo di uomini, come Ambrosoli, ecc. finiscono o ammazzati o trasferiti. Prendiamo un prete come don Puglisi, o altri magistrati (Falcone, Borsellino, Costa, ecc.), sindacalisti e politici onesti (il caso del sindaco ucciso l'altro giorno è emblematico) oppure lo stesso don Ciotti: è ancora vivo, certo, anche se con una maxi-scorta. E Saviano? A mio avviso è un uomo a tutto tondo, ma sai quanti italiani lo giudicano male per essere un rompiscatole, un esibizionista o uno che se le va a cercare? Qui in Lombardia, dove abito, sono molti a pensarla così, credimi. E' triste.

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  • 13 settembre 2010, 09:16 di panflo

    Uomini veri ? Il generale Nando dalla Chiesa, Falcone, Borsellino, il giudice Levatino, tutti con film su di loro.

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  • 13 settembre 2010, 09:21 di spopola

    ... un uomo è "voro" quando non ha paura di essere se stesso, rivendica le proprie posizioni e idee, lotta per degli ideali, si impegna e non si lascia scoraggiare anche se sa di "essere" oerdente. Gli altri quelli che si vedono per una sigaretta, che accettano di fare i sissignori per convemienza, che sono ondivaghi come banderuole sempre attenti a valutare "da che parte tira il vento", sono dei quaquaraquà.... Gli esempi cinematografici andando a scavare, sono tantissimi... ma in ogni caso siamo sempre nella finzione.... ce ne sono tanti anche nella vita reale di tutti i giorni (ma sempre meno mi sembra e questo mi spaventa non poco).

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  • 13 settembre 2010, 09:22 di spopola

    .."non voro ma "veri" ovviamente (maledetta tastiera e accidenti a scrivere senza occhiali.)

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  • 13 settembre 2010, 09:56 di fixer

    @ Montelaura : giustissimo. Pensa che un autore e filosofo come Miguel de Unamuno chiamò "infrahistoria" quella che noi chiamiamo storia. Essa è fatta da tanti piccoli uomini che, in silenzio, laboriosamente, concorrono a creare civiltà e umanità. Gli uomini "veri" sono anche loro, nè più nè meno dei "grandi" esempi. Non è possibile essere tutti Thomas Moore, Giovanni Falcone ecc. Ma è possibile, se lo vogliamo, con coerenza, ottimismo e fede nell'ideale, creare civiltà attorno a noi e rendere migliore questo mondo. @ Panflo : Vale quanto ho detto a Montelaura. Se il mondo fosse fatto di tanti Dalla Chiesa, Falcone ecc. non staremmo qui a parlarne. Chi ha scritto quella bellissima frase: "Felice la società che non ha bisogno di eroi"? Non potendo essere tutti eroi, accontentiamoci di essere coerenti. @Valerio : con altre parole, esprimi i concetti con cui ho introdotto questa play. Oggi trionfano i venduti e soffrono gli onesti. Ma il "redde rationem" arriva per tutti, credimi. E per i primi ci saranno "lacrime e stridor di denti". Io ne sono convinto. Sono un idealista? Se un uomo non ha ideali, che uomo è? Il pessimismo è sterile, non genera frutti e, spesso, scoraggia chi si accinge a scalare la montagna. Ognuno di noi ha la propria montagna da scalare. Chi tende al pessimismo ha il pregio di non scivolare e farsi male, ma non arriva mai in cima. La cima è riservata a chi ha avuto fede e costanza. Un caro saluto.

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  • 13 settembre 2010, 10:55 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    UOMINI.VERI. Il punto accortamente esclude e separa gli UOMINI VERI, l'esibizione virile fine a se stessa. Devo dire che l'antropologia esclude il femminile. Lo aggiungo per allargare il raggio alle DONNE.VERE. La Montalcini, Teresa di Calcutta, le Madri Coraggio letterarie e reali. Non per piaggeria verso l'identità di genere opposta e complementare, osservo nel funestato, vile consegnarsi degli uomini - a parte le eccezioni portate ad esempio nei commenti - al gioco del potere (e al giogo) una maggiore consistenza di coraggio alle donne, forse deprivate per secoli del diritto di esprimersi. E' difficile circoscrivere il campo delle dotazioni che rendono VERI uomini e donne. a) accordare la vita ai propri ideali b) assenza di compromessi c) tenere la barra dritta verso il compimento del proprio destino d) mantenere la promessa data. Il cinema racconta di eroi, martiri (testimoni), non sempre verificabili nella realtà. Per me il Bodhisattwa è l'uomo vero, colui che opera il Risveglio. E qui cedo la parola a Neve Che Vola. Due film, oltre quelli citati, si affacciano alla mia mente: "Yakuza" o dell'amicizia e dell'obbligazione e "Il prigioniero della miniera" o dell'abnegazione che vince la disspiazione dell'orgoglio. ("Tu te ne porti di costui l'eterno, per una lacrimetta ch'el mi toglie")..

    cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (Marcello Del Cam
  • 13 settembre 2010, 13:52 di spopola

    ... anche io avevo tante speranze una volta: credevo di poter contribuire a cambiare il mondo.... la frustrazione nasce dal fallimento (anche personale). probabilmente appartengo a una generazione che non è stata capace di lasciare una "corretta" eredità, che non ha saputo tramandare gli insegnamenti ricevuti. Adesso mi sembra che siano vincenti i cosiddetti "cattivi maestri" e credo ormai - vista la mia età - che non farò più in tempo a riagguantare la rimonta... ammesso che ci sia davvero (però in questo anche io sono convintissimo che il sonno della ragione non può durare in eterno). Comunque vi assicuro che nonostante tutto non ho smesso (nè ho intenzione di farlo) di stringere i denti e di "credere ancora".... E BRECHT è ANCORA ATTUALISSIMO CON LE PAROLE CHE METTE IN BOCCA AL SUO JALILEO (peccato che anche lui sia "passato di moda" e non faccia più tendenza.

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  • 13 settembre 2010, 14:07 di fixer

    Caro Lorenzo. Noto che hai afferrato, ma non ne avevo dubbio, il senso del punto. Avrei senz'altro compilato una play per le donne che si sono segnalate nei secoli per abnegazione, coraggio e fermezza. Tu mi hai anticipato. Quanto alla citazione dantesca (Dante mi toglie sempre il fiato) mi hai fatto ricordare le parole che Lucia dice all'Innominato: "Dio perdona per una sola buona azione una vita malvagia". Lucia: una povera provinciale ignorante che convince con la sua integrità un vero uomo del Male. Un miracolo? Mah! Ma perchè non annoverare Lucia fra le vere donne? O è una cosa reazionaria? Se Manzoni è reazionario allora non si capisce nè Manzoni nè l'età in cui è vissuto. Un caro saluto.

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  • 13 settembre 2010, 14:10 di fixer

    @ Valerio: E stringiamoli allora 'sti denti e "crediamoci ancora", mannaggia! Non prevalebunt!

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  • 13 settembre 2010, 18:42 di dedi42

    @Valerio,anch'io come te ho vissuto la speranza del cambiamento,come dici tu credo che prima o poi ci sarà la comprensione,la rimonta la chiami,come te io sono sicura che non la vedrò,perche ci vorrà molto tempo,dovranno ritornare a provare ciò che noi abbiamo vissuto e comprenderlo,poi trovare degli ideali in cui credere e per essi lottare.Non sarà facile,ma credo,ci voglio credere,che alla fine sapranno lottare per il loro futuro,per una vita migliore che comprenda tutti,ma proprio tutti,che non si discrimini per la razza la religione o per scelte sessuali, che smettano di morire gli uomini per un lavoro da poche lire, sono una sognatrice?spero di no,ci riusciranno sono sicura,ma non avrò il piacere di vederlo.

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  • 13 settembre 2010, 20:20 di LAMPUR

    L'uomo vero rimane idealizzato. Sarà che non ci credo all'uomo vero. Probabilmente perchè rifletto una mia condizione impotente. (l'uomo vero non mi riguarda, quindi sospetto, dubito, nicchio). C'è stato un cristo uomo vero, ma forse quello autentico è quello di Scorsese, arresosi all'ultima tentazione...

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  • 14 settembre 2010, 15:45 di almodovariana

    A me viene in mente Colin Firth vedovo e padre di due figlie in GENOVA, che affronta il lutto sradicandole dal paese d'origine e sopportando che in ognuno affiori il dolore. Ma se parliamo di persone che lasciano libero chi amano non si possono non citare il Bogey di "Casablanca" o il Clint Eastwood di "Madison county" sempre premesso che secondo me vanno citate anche le controparti femminili, il personaggio della Streep e, ad esempio, Jane Eyre. Insomma parlerei di persone più che di uomini e donne.

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  • 15 settembre 2010, 05:13 di LAMPUR

    ... e col Clint dei ponti abbiamo raggiunto l'apice...

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  • 15 settembre 2010, 17:34 di BobtheHeat

    Leggo solo ora la tua bella play. Personalmente ci provo ogni giorno: ad esser coerente ed onesto, a rivendicare le mie posizioni con forza e serenità, ad avere un alto senso di onore e lealtà, a lottare (a volte, sempre più spesso, anche contro i “mulini a vento”) per ciò in cui credo senza alcun timore (ingenuamente? In ambito lavorativo sicuramente sì). Ma è dura e francamente non sempre ci riesco. E questo pur sempre tenendo presente il motto: “quando si perde, non perdere la lezione”. Cinematograficamente parlando l’immagine di Peck in “Il buio oltre la siepe” anche a mio avviso è sicuramente un esempio perfetto, come sopra riportato. Ma penso anche a molti ruoli di Spencer Tracy , James Stewart, Robert Redford & more. Ciao

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