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20/09/2010 h. 16.54 Film: Playlist libera
L'eterno femminino: il sacro...... ed il profano

L'eterno femminino: il sacro...... ed il profano

L’eterno femminino”  è l’espressione usata da Goethe nel Faust ad indicare le caratteristiche eterne, immutabili, del fascino femminile, della femminilità.
 
L’universo femminile si presenta agli occhi del maschio (specie se non più giovane) come un’entità ancora tutta da scoprire; questa (vana) ricerca fa del Curioso delle donne l’essere, al tempo stesso più ridicolo ma anche più fortunato, poiché è “la ricerca” stessa, alimentata da un mai sopito desiderio di conoscenza, che è il sale della vita…ciò sia detto nel massimo rispetto di chi invece non condivide per nulla la ricerca in questione, o magari la rivolge (a pieno diritto) verso il proprio stesso sesso….Il cinema ci offre una gran varietà di tipologie femminili: ammesso e non concesso che sia possibile estrapolare degli stereotipi, vorrei qui ricordare alcuni film che ci presentano la donna sotto diversi e contrastanti aspetti…Ai due estremi di questa “curva gaussiana” sono, da un lato, le “corpose” eroine di Brass, impegnate in un non sempre gioioso corpo a corpo con l’altro sesso, quali ad esempio appaiono in Paprika o in Miranda, e dall’altro la “Pulzella d’Orleans” Giovanna d’Arco (Rossellini), per la quale si condivide appieno il commento di Neve Che Vola [15/01/10]“…E diglielo una buona volta, o Dio, che non esisti, così la finiranno di morire per niente!….” Tra i due estremi, il cinema ci offre un universo di stereotipi: si va infatti dalla  fervente nazista, prostituta di classe al servizio del F?hrer, qual è la Margherita di Salon Kitty, sempre di Brass, poi ravvedutasi per amore, alla Salomè di Film d’amore e di anarchia (Wertmuller), fervente anarchica, e prostituta anch’essa per “fini politici” (verrebbe quasi voglia di definirla tale), alla Adriana (Stefania Sandrelli) di Io la conoscevo bene (Pietrangeli), dove “… una giovane donna senza qualità sfiora la vita al suono delle canzonette..”.[Michel 24/05/10]. Il film, definito “piccola storia ignobile” [Michel, ibidem] per la vacua quotidianità del peccare, conseguenza di una società senza valori etici, non a torto “potrebbe essere preso ad esempio della società italiana odierna..” [Fixer, 18/02/09]. E se lo sfuggire alla noia di una vita borghese e monotona costituisce il movente per l’accostamento alla prostituzione da parte della giovane Severine, (Bella di giorno, Bunuel), benestante moglie di un medico – quindi anche qui diremmo in assenza di contenuti etici – tuttavia ben presto “…. (essa) si accorge che la paura, l’imbarazzo e lo stupore provati di fronte alle perversioni dei clienti sono il sale che dà sapore alla sua sensualità, affrancandola dal mortificante peso delle convenzioni. I suoi sogni erotici sono da sempre conditi di violenza: il suo desiderio inconfessato è quello di essere posseduta, perché questa non è altro che una forma estremizzata di corteggiamento. La sua natura di donna non chiede di decidere autonomamente, bensì vuole essere scelta, inseguita, istruita sui segreti del piacere…[OGM, 12/08/10]. Quindi puttane per scelta, ovvero per puro caso, o per ignoranza oppure per noia…o megio, per piacere…ma non è un codice etico che ci sarà mai utile, perché esse sono ingiudicabili….
Nello spostarci così in un percorso ideale che ci avvicina alla Giovanna d’Arco, troviamo, quale esempio di “santità laica”, quello offerto dalla pasionaria spagnola, interpretata da Simon Signoret in La nave dei folli (Stanley Kramer), la quale, pur appesantita dalla droga, dimostra un grande coraggio, andando consapevolmente incontro al proprio destino dopo una storia d’amore (corrisposto, ma impossibile) con il medico della nave….E, a proposito di amori impossibili, in Per chi suona la campana (Sam Wood) troviamo il viso “angelicato” di Maria, indimenticabile….!
Ma vi siete accorti che tutte queste sono stereotipi di sante, madonne o puttane?  Non può esserci un rapporto “normale” del cinema con la donna?…

 
 

 

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Giovanna d'Arco (1948)
  2. Paprika (1991)
  3. Salon Kitty (1976)
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Io la conoscevo bene (1965)
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Bella di giorno (1966)
  6. Film di amore e d'anarchia
  7. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile La nave dei folli (1965)
SI

Commenti

  • 20 settembre 2010, 19:57 di maghella

    Caro Curiosone, complimenti vivissimi, bellissima play, l'ho letta tutta d'un fiato. E' vero molti uomini ci vedono così: sante,madonne o puttane...Ma ti voglio rispondere con una frase di N.Kidman in Eyes wide shut:" SE SOLO VOI UOMINI SAPESTE"...Ciao.

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  • 20 settembre 2010, 21:44 di Utente rimosso (andreona)

    definisci "normale"

    cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (andreona)
  • 20 settembre 2010, 21:54 di maghella

    ...Definisci "donna"...

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  • 20 settembre 2010, 22:22 di maghella

    ...Anzi, definisci "donna normale" eh,eh,eh...

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  • 21 settembre 2010, 00:44 di Peppe Comune

    Bella playlist Curiosone49. Mi piace questo tuo modo così bello e spontaneo di essere riconoscente dei contributi che ricevi dalle persone che frequentono questo spazio. Anche tu ne offri di preziosi (per me almeno) e per una volta voglio io ringraziare te. Un saluto a tutti.

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  • 21 settembre 2010, 05:47 di LAMPUR

    Approvo e condivido con Peppe la modalità di riconoscenza di Curiosone agli utenti del sito. Condivido meno la tipologia di inquadramento dell'universo femminile, reso radicale nella play da scelte al limite. Allo stesso modo si potrebbe inquadrare a comparti stagni anche l'universo maschile. Trovereste cosi "easperate" anche le donne di Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, ad esempio?

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  • 21 settembre 2010, 15:11 di curiosone49

    @maghelle e andreona: come uomo sono il meno adatto a definire "il concetto" di "donna", specie se "normale", anche perchè, come ho detto, sono fuorviato da ciò che il cinema mi ha "passato" per decenni....e che mi passa tuttora; aggiungo che in realtà tutto ciò che ho visto è ben lungi dalla “normalità”. Come definire “normale” la "corposità" della Taylor in La gatta sul tetto che scotta, o il viso angelico della Bergman in Per chi suona la campana....senza dire della Cucinotta o della Bellucci da un lato, e della aerea finezza di Melanie Thierry in Canone Inverso dall’altro; del sorriso ammiccante della Sandrelli e di quello prorompente della Cardinale che si sporge dal treno occupando per intero la scena in C’era una volta il West; dell’espressione di profonda sofferenza, ma anche di grande sensualità, della Signoret in La nave dei folli (quegli occhi che di lì a poco l’avrebbero lasciata in un buio totale fino alla fine dei suoi giorni!). E cosa c’è di normale nel volto di Marylin con la gonna che le si alza sulla grata della metropolitana in Quando la moglie è in vacanza, o nell’espressione sognante che assume quando canta “Many whishes to my President” , in tal modo, forse, firmando la sua condanna a morte. Forse che la normalità è ciò che ci avvicina alla quotidiana banalità della vita di tutti i giorni? Allora NON la troveremo MAI nel cinema, che deve far sognare o comunque deve far pensare, e per ciò stesso colpire l’immaginazione dello spettatore con immagini “forti”. Pure nell’immagine “immortale “[Fim.TV.it] della “Magnani che viene falciata dai mitra mentre insegue la camionetta con suo uomo” , che pure ricalca una situazione che purtroppo si verificò spesso nella II^ G.M., non c’è nulla di “normale” in senso stretto; il pathos dell’immagine, con quel grido disperato, e la scena che ne segue, con don Morosini (un grande Aldo Fabrizi) proteso su di lei, fanno piuttosto pensare ad una “deposizione”, filmica si, ma non per questo altrettanto “vera”… To die, to sleep, maybe to dream.......@ Peppe Comune e Lampur: è doveroso da parte mia riprendere frasi o concetti che in tanti avete già espresso così bene sugli argomenti che mi capita di sfiorare…non potrei fare altrimenti . GRAZIE A TUTTI VOI DELL’ATTENZIONE!

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