
come Gus Van Sant ha raccontato bene Kurt Cobain
Vi ricordate il film "Last days"?...Gus Van Sant ha raccontanto la storia di una rock star, anzi gli ultimi giorni di una rock star, l'ha fatto ispirandosi a Kurt Cobain, il cantante suicida dei Nirvana....Penso allora a Kurt Cobain, ai suoi maglioni troppo larghi, e penso a me in quei giorni, quando lui cantava in quella maniera così disperata e nuova, penso a me e ai miei maglioni troppo larghi, e a quanto avevo voglia di nascondermi sotto tutta quella lana, e penso a Kurt Cobain che da quella lana, da quel gran successo è rimasto schiacciato...Troppa luce dei riflettori e troppo talento per un ragazzo che forse non si aspettava tutto quel clamore...Gus Van Sant comincia il suo bellissimo film facendo vedere di spalle questo ragazzo, nel suo maglione (riconoscibile come una divisa) mentre cammina per un bosco, una passeggiata lunga, lui borbotta, si spoglia, fa il bagno in un ruscello, risale il poggio...Quando vidi l'inizio del film, per me poteva finire anche così, aveva già raccontato tutto di quel ragazzo, che continuava a borbottare cose apparentemente senza senso...Ma il film continua meravigliosamente e ci regala altri momenti di vita di questo ricco disagiato.I parassiti che l'hanno circondato e che chiedono e chiedono senza domandare mai come si senta...E allora mi ritorna in mente il primo tantativo di suicidio di Kurt Cobain, avvenuto proprio a Roma, durante la sua turnee...Me lo immagino nel letto di ospedale, raggiunto dall'inominabile moglie (nel film interpretata da Asia Argento, forse il suo miglior lavoro)...Lo immagino solo, e circondato da tanta gente, lo immagino disperato come le sue canzoni, lo immagino spiritato come i suoi occhi e tanto tanto solo, proprio come nel film di Gus Van Sant, mentre cammina nel bosco....La scena ultima del film è commovente, non la svelerò....Ascolto il disco Unplugged, dove Cobain suona la chitarra classica,è seduto su uno sgabello, non spacca niente e non si lancia tra il pubblico, ma pacatamnete canta le sue canzoni disperate, trovando un meraviglioso equilbrio tra la sua aggressività, la sua voce, i suoi capelli e i suoi maglioni....Gus Van Sant ha saputo raccontare bene Kurt Cobain, ha raccontato questo meraviglioso equilbrio che purtroppo non ha trovato una fine felice.Ascoltate i Nirvana.
Commenti
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30 settembre 2010, 13:06 di panflo
Bella, commovente play ! Quanti giovani sono stati immaturamente stritolati i dal successo ; James Dean, Syd Vicious, Jim Morrison, il leader dei Queen, il nostro cantautore di " Giannna " e tanti, tanti altri. Lo show buisness, i media e il pubblico dovrebbero trovare un etica di moderazione quando esaltano troppo un singolo artista.
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30 settembre 2010, 13:09 di M Valdemar
Ma anche gli Alice in Chains dell'immenso Layne Staley; un'altra fine tragica per una voce e un'anima straziata e straziante. Ovvero l'altra faccia (quella più sporca, cupa e dura) dell'universo grunge
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30 settembre 2010, 13:16 di maghella
Ci tenevo a ricordare la parte di Kim Gordon, bassista dei Sonic Youth e grande amica di Kurt Cobain, che in questo film ha interpretato la mamma del protagonista...
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30 settembre 2010, 13:40 di kikisan
Parlare di Kurt Cobain,della sua musica e delle sue canzoni con me sfondi una porta aperta,ma per quanto riguarda il film,nutro qualche dubbio;hai ragione,il film doveva finire proprio all'inizio come tu hai perfettamente descritto,Dopo direi che Van Sant vuole fare un'ideale continuazione stilistica del suo precedente Elephant ed ho l'impressione che le successive vicende in cui ci mostra la rock star suicida,siano un po'studiate a tavolino. Paradossalmente il "film"per eccellenza su Cobain ce lo ha regalato la modaiola e qualunquista MTV,con quel meraviglioso unplugged che logicamente hai citato.Un saluto e...ASCOLTATE I NIRVANA!!!
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30 settembre 2010, 13:47 di Daskabinett
Alcuni di quei giovani non sono stati "stritolati dal successo": per esempio Freddy mercury è morto di Aids e J. Dean è stato stritolato da un camion.
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30 settembre 2010, 14:24 di panflo
@daskabinet oserei dire che Jimmy Dean , fondamentalmente timido e schivo, dopo il successo del suo primo film entrò in un universo di alcool e amori anche omosessuali che ne trasformò la personalità; L'amore per le auto e la velocità erano un tragico tentativo di emergere da quel mondo . Sono in molti a ritenere che sia stato un suicidio perché nel deserto di Salinaa si vedeva benissimo la vettura che stava arrivando a tagliare la strada alla Porsche. Per Mercury magari hai ragione. Ciao.
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30 settembre 2010, 16:02 di hallorann
Anch'io ho amato i Nirvana e Kurt Cobain. Ricordo che durante il soggiorno a Roma, il gruppo fece una performance alquanto bizzarra in una trasmissione televisiva della Dandini forse Tunnel. Il film di Van Sant poi è molto bello (come ho avuto modo di scrivere in una vecchia op)...per le curiosità ti consiglio un documentario intitolato "Kurt e Courtney", se non sbaglio del '98...
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30 settembre 2010, 16:56 di LIBERTADIPAROLA75
Gus Vant Sant è sicuramente uno dei migliori narratori di racconti crudeli della giovinezza...
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30 settembre 2010, 22:28 di Daskabinett
@panflo - magari per Mercury ho ragione (grazie): sarà stata colpa degli amori omosessuali...
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30 settembre 2010, 23:40 di cheftony
Non ho mai visto il film, non è ancora riuscito a catturare un mio reale interesse...Ho adorato i Nirvana durante la mia adolescenza e un po' messi da parte in seguito per spaziare un po' di più, ma l'aura di fascino che emanavano quei tre ragazzi, Cobain su tutti, rimane tuttora. Grazie anche @M Valdemar, che cita i misconosciuti (e magnificamente tristi) Alice In Chains, mai più gli stessi senza Layne Staley, praticamente un altro Cobain: infanzia infelice, estroverso ma anche timido, eroinomane, morto troppo giovane (anche lui il 5 aprile) e con una voce superlativa...
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1 ottobre 2010, 01:00 di Filmoski
Ricordiamo anche Andrew Wood dei Mother Love Bone e Shannon Hoon dei Blind Melon, per restare in ambito grunge. ASCOLTATE I NIRVANA MA ANCHE ALTRI!!!
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1 ottobre 2010, 01:47 di pazuzu
Ho amato alla follia Kurt Cobain e i suoi Nirvana, ci sono cresciuto, e tuttora Nevermind (su tutti) non riesce a stancarmi. Ero presente al concerto del Palaghiaccio di Marino, la sera che poi tentò per la prima volta il suicidio, e ricordo la timidezza (o forse i cattivi pensieri, dato quello avrebbe fatto di lì a qualche ora) che non gli permetteva di dire nulla tra un pezzo e l'altro (a interagire col pubblico ci pensò Kirst Novoselic). E ricordo ancora il giorno in cui uscì la notizia del suicidio: facevo il quinto liceo ed andai a scuola ignaro indossando (per puro caso) la maglietta di Nevermind. Un mio amico mi disse "Ah, vedo che hai saputo...", e io "No, cosa?". Che bizzarra coincidenza.
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1 ottobre 2010, 21:29 di Filmoski
Ascoltai una canzone dei Nirvana per la prima volta in un rock club, mi piacque, ma non sapevo di chi fosse. M'informò una mia amica. Acquistai "Bleach" e l'alternarsi di quiete apparente e potente furore mi conquistò. Qualche tempo dopo comprai "Nevermind" ed occupò assiduamente il piatto del giradischi, lo stile era meno spigoloso, forse più maturo, certamente accattivante. Pensai di andarli a vedere dal vivo, ma rinunciai per stanchezza e problemi logistici. Non erano ancora le celebrità che tutti conosciamo, suonavano in piccoli locali per un pubblico di grunge ed alternativi di altre specie, la fama arrivò dopo un mese o due. L'immagine di Kurt Cobain occupava il video e le riviste con insistenza nauseante ed il ruolo di rock star sapevo non gli si addicesse. Ignorai "In Utero", scelsi altri dischi, altri gruppi. Il grunge era stato svuotato del suo significato e ridotto a stupida moda già da qualche tempo. Seppi della morte di Kurt dal telegiornale.
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1 ottobre 2010, 21:51 di maghella
Grazie a tutti, soprattutto per i vostri ricordi legati ai Nirvana e a Kurt Cobain....Ovviamente ascoltate anche altro, ma i Nirvana meritano sempre....=D
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2 ottobre 2010, 15:52 di Stuntman Miglio
Sono d' accordo sul genio di Cobain, sull' importanza di "Nevermind" come capolavoro di un genere, sulla struggente bellezza dell' Unplugged a New York ma, ahimè, non sono d' accordo sul fatto che Van Sant abbia centrato il bersaglio con "Last Days". Tutt' altro.
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