
Mi sovvenne un dubbio quando il sipario calò sulle mie palpebre
Nebulose in cui v'ottundete, "legiferando" col sarcasmo che vi contraddistingue, "appisolati" in un sonno perenne che vivacchia di emozioni in cui voi stessi create, "cretate" l'idiozia, e ve ne crepitate, ambendo inconsapevoli a un decrepito tramonto precoce.
E' il mio (ar)dire che alle volte inquieta, poiché pur immergendomene, nella vita, conservo intatta la mia lucida distanza che mi permette dall'alto del mio scibile di sbeffeggiarvi e di tirarvi le guanciotte in segno di compassionevole affetto, così come l'amico birbante "deturpa" la vostra dignità porgendovi quello sguardo di "bontà" benevolente che nasconde il "vero" ch'egli pensa di voi, la "maschera" dietro un sorrisino tenero(so). Meglio il mio tenebroso...
Vi conosco, inutile che vi danniate a celarvi, a coprir le vostre magagne, è tutto un toccarvi e mangiucchiarvi che va a discapito dell'intelligenza, meglio io che, "ombreggiando", saccheggio i miei godimenti al fine di protendere a più alti "pudori", laddove il pudore, appunto, non ha da mischiarsi col giudizio impertinente altrui.
Voi, donne oramai fatte e strafatte, anzi che vi liquefaste in nevrosi permanenti su pettinatura-permanente per attrarre l'uomo sicuro di sé dotato di arma "unguente" e inguinale.
Voi, la cui adolescenza venne funestata da quello sguardo marpione da uomo da bar, che già scrutava e derideva la vostra castigata sessualità repressa, sessualità che non tardò ad emergere smuovendo quelle parti tenute a bada, troppe volte "religiosamente" immolate al soffocamento della libido.
A voi mi rivolgo, metallari che pensate di cambiare il Mondo con qualche nota stonata, mal accordata, di grida & furore, anche voi cederete ai meschini inganni, e, tra fraudolenti corna di mogli insoddisfatte dal vostro pomparle e un lavoro di aberrante mediocrità, diverrete schiavi del vizio dell'anima, che, un tempo illibata, ora, quindi domani e dopo... giace(rà) miserevolmente nella più volgare acredine contro la Bellezza. Voi che vi scagliaste con chi oltraggiò la vostra anima, appunto, quei sentimenti così ingenui da apparir malinconici, sarete ottenebrati dalla grigia monotonia di un bignè immerso nel cappuccino, stupendovi, allibendovi di cosce accavallate che risveglia(ro)no il vostro trombettante pisellin ancor desto, che eppur si mosse e tutt'ora ama/ò/erà la donna che fa la mossa.
Non so se Inception sia un capolavoro, Nolan ha un'idea come sempre e la sviluppa coerentemente, spiegandoci tutto nei minimi dettagli, ribadendoli più volti quasi fossimo dei tonti che non afferrano al volo...
Perché scegliersi una "realtà"-Limbo di così fatta maniera, dove svettano grattacieli senza abitanti e edifici asettici, un Mondo desertico, un'immensa metropoli con vista sul mare che proietta solo le nostre ombre? Ricordi sbiaditi e poi vari, complicati e incasina(n)ti livelli narrativi, la tensione manca, scema, ma Leo è di così gran carisma che ci fa sembrar oro ogni cosa che tange.
Ma Nolan non è Lynch, ce ne sono ancora di pagnotte da magnà, caro Christopher...
Con questa mia, me esimio, non mi esimo dal criticarvi, e in rinomata ma "ambrata" solitudine, ascendo a dimensioni mistiche ove "folgoreggio" il nemico e ne annuso la reazione latrante, a tratti scomposta.
Firmato il Genius
Ora scambiatevi un segno di Pace.
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