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10/10/2010 h. 18.37 Film: Playlist libera
Salti nel `vuoto` di una (s)bugiarda(ta) ambizione, ambisci a una vita felice nel suo pensiero che non sia invasa dalla `comoda` lucentezza di cervelli fritti che potrebbero ungerla fungendosi d'aiuto

Salti nel "vuoto" di una (s)bugiarda(ta) ambizione, ambisci a una vita felice nel suo pensiero che non sia invasa dalla "comoda" lucentezza di cervelli fritti che potrebbero ungerla fungendosi d'aiuto

Pare quasi che tu debba barricarti nel silenzio per trovare requie continuamente "annerita" dal ciarliero bla, bla, bla di una meschinità dilagante, della fiera "autorevolezza" di chi giudica in superficie, presupponendoti di conoscere le intime emozioni, che per fortuna tua ancor gorrgheggiano nella tua anima.
E' una continua lotta destinata forse a macerarsi contro l'inossidabile, neppur scalfibile idiozia delle persone in cui t'imbatti e che, se Dio lo vorrà, combatterai osteggiandone le piccole menti, dalla nascita assuefatte al più pigro conformismo e imbevuto di luoghi comuni da sputacchiar semmai su di te, "povero" malcapitato della circostanza e del turno che ti toccò.
"Smagrito" in depressioni languide che non trovano "rinomanza" in un Mondo poco eclettico per assorbirle, ti reinventi poeta dell'assurdo come nemmeno il personaggio di "Aspettando Godot", e immagini di Chiese bizantine abitate da uno scrittore stregone come Sutter Cane, o hai solo assimilato bene la lezione di "sordina" alla Michael Caine.
Le tue parole svaniscono bruciate dal grigio fumo di una realtà tetra, poco disposta a comprenderle, che ne fa materia di riso e di abominevole "ironia", o almeno è quello che pensano loro, dove i sentimenti che serbi ancora vengon trucidati da sguardi ludici di chi non empatizza mai, semmai ferisce, infierisce, blandisce con gusto sarcastico, quel sarcasmo avvilente che toglie gioia e vitalità.
Influenze che (ti) condizionano, carne alla brace o al macello per qualche porco abituato al gioco dell'afferrarti per la coda o per la "cosa", tutti noi la possediamo essendo creature ancestrali e istintive, e dimenarti da ossesso come un pazzo, solo perché, semmai non ti "abitui" al sesso che tanto decanti e poi non pratichi, in quanto lucidamente altrove, meno tangente al pilucchio di pelli "scamosciate" che si vorran impellicciar.
Sangue nella tua anima dissuasa dal viver, orientata verso suicidi in cui passeresti da martire con dignità perché commise il gesto di farsi fuori, ma io, da guerriero mai arrendevole, scalzo le volgari accuse che mi si rivolgono, rivolgendomi a me stesso con sfacciata spudoratezza, arrivando(mi) a scarnificar pur di non aderir a un "placido" bon ton di maniera e alla maniera che si deve.
Irremovibile contro chi predica l'irreprensibile "onestà", son pecora nera di acuto furore, di mente sopraffina come il miglior chef non sparebbe cucinare, e navigo prima in mari di mestizia e poi in tempeste, anche ormonali, di sapida letizia, mescendo la commistione di tali elementi contrapposti con l'ingegno che mi compete per diritto mai dinastico ma di nobiltà raggiunta senza effondermi in effusioni che trovo oltremodo patetiche.
In un abito tutto mio di personal stile, impongo la legge del mio Cuore, soverchiando regole rattrappenti da uomini già tappezzati in una vita di mediocre, allucinante pochezza.
Picchio colui che si astiene dal darmi retta, e ne reclamo i suoi rimpianti, da uomo fin troppo addomesticato che piegò, sì lo chino, il capo ai capi e a un torturante percorso senza tonitruarlo in deliri quantomai necessari.
Io sono il non sense che dà pepe al gusto, sono il sublime incantatore di serpenti a cui le donne dovranno abdicare, ne sciorinerò loro poemi omerici da Ulisse mai vinto.
In effetti è sulla vittoria e sulle sconfitte che dovremmo riflettere: spetta(va) a me vincerle ed "evincermi", non ad altri affibbiar patenti di pirandelliana memoria che si ritorsero su di loro come un macigno che "offuscò" le acque del lago. E ora piangono coscienti delle loro indicibili malefatte...
Il mio lago non è uno Iago, è ancor ridente e porge la guancia a chi lo irride. Povero guercio, povero sguattero, povero mentecatto.
Evviva i gatti, con sette vite, mai morti, anzi immortali da immortalare perché si compia (in) loro la natura felina, alle volte animalesca.

Firmato il Genius
Che quando metterà la testa "a posto" sarà per ubicarla sul comodino con l'abajour.
Ricordate miei amici: c'è chi si finge d'aiuto e chi davvero lo funge.
Io non lo fui, essendo un sono.

  1. Man on the Moon (1999) Son un Kaufman pinocchiesco dalle guanciotte ora pallide ora rubiconde che ama bere vino nei pressi del fiume Rubicondo.
  2. La promessa (2001) Io mantengo sempre i patti, e chi si opporrà a tali promesse sarà sfregiato dal mio essere eastwoodiano che non ammette i crimini mai giustiziati.
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Rambo (1982) Potevo essere una macchina reaganiana di fiche e fico, preferii esser marginale nell'emarginato vendicandomi dello "sceriffo" imbecille.
SI

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