
Roberto Saviano da Gomorra a Sodoma
SENZA PAROLE
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http://www.youtube.com/watch?v=NBgI_QWgXaI
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Israele-Palestina: conflitto senza fine absurda [07/01/2009 h. 12.07]
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Route 181. Frammenti di un viaggio in Palesina-Israele (2004) "Il film va visto e discusso, le immagini hanno una forza che va al di là di qualunque didascalia, le facce e le parole trasmettono verità dolorose.
Alberto Pezzotta, “Corriere" della Sera – Milano” -
Gomorra (2008) "Saviano è l’altra faccia del berlusconismo, un fenomeno mediatico, con una forma mentis di destra poiché trasforma una questione sociale, l’illegalità meridionale, in questione morale." (Alessandro Dal Lago, Eroi di carta).
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Fortini/Cani (1976) TITOLO ESATTO. I CANI DEL SINAI
"La nostra vita non è solo diminuita dal sangue e dalla disperazioni palestinese; lo è, ripeto, dalla dissipazione che Israele viene facendo di un tesoro comune. Non c’è laggiù università o istituto di ricerca, non biblioteca o museo, non auditorio o luogo di studio e di preghiera capaci di compensare l’accumulo di mala coscienza e di colpe rimosse che la pratica della sopraffazione induce nella vita e nella educazione degli israeliani." (Franco Fortini nel 1978)
Commenti
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13 ottobre 2010, 14:09 di Utente rimosso (mike patton)
hai rgione. Senza parole
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13 ottobre 2010, 14:21 di helius
"Ognuno è ebreo di qualcuno. Oggi i palestinesi sono gli ebrei di Israele". (Primo Levi)
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13 ottobre 2010, 14:24 di Utente rimosso (andreona)
Meno male che c'è gente come Arrigoni.
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13 ottobre 2010, 14:26 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
Scusa, kikisan - se vado in IMDb trovo tutti i film sull'argomento. Non è questo il senso della play (off topic). Non è necessario neppure il commento: si commenta da sè. Perché l'ho pubblicata, allora? Per fare riflettere. Se a qualcuno dà fastidio, posso anche cancellarla e farne una "CINEMA ISRAELE - PALESTINA. Ciao.
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13 ottobre 2010, 16:25 di Peppe Comune
Roberto Saviano sa scrivere bene e sa parlare ancora meglio. Come già ho avuto modo di scrivere, "Gomorra", se ha un merito, è quello di aver restituito tutta la complessita' del "sistema" camorra, il suo saper essere quella non facilmente identificabile zona grigia che si pone tra e oltre lo schema manicheo tra bene e male. Poi però si è andato molto oltre e il presenzialismo mediatico, a mio avviso, ha già compiuto il compito di anestetizzare il fenomeno di fondo attreverso la mera spettacolarizzazione del principale oggetto d'analisi. Ma intanto gli uffici marketing della Mondadori ne hanno fatto una sorta di simbolo di tutte lotte per la legalità, un qualcosa che va oltre il suo stesso talento come scrittore. Una specie di "santino" che se uno lo critica viene tacciato di fare il gioco dei camorristi (come è successo al sociologo Alessandro Dal Lago). Nella fattispecie, come dice Lorenzo, il video è più che esaustivo, no comment. Lode a te per aver criticato un "santo", non è cosa facile in tempo di imperante conformismo. Un saluto e se non ho rispettato il senso della playlist ti chiedo di scusarmi.
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13 ottobre 2010, 16:41 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
Caro Peppe Comune, hai inteso correttamente il senso della playlist. Come ho scritto in privato a pazuzu su Saviano: "c'è una differenza tra lo scrittore e l'uomo; come scrittore ha scritto un romanzo - bada, 'un romanzo' -documento, infatti è pubbilcato nella collana 'Strade Blu' - importante che ne ha messo a rischio la vita; come uomo può anche sbagliare, ma negli ultimi tempi la polemica su Mondadori, il carattere un po' permaloso (forse dovuto alle condizioni di vita in cui vive) lo hanno indotto a scelte sbagliate (dal mio punto di vista), come attesta il documento video. Se sorgono equivoci (parlare male di Saviano e di Israele è sempre un problema), cancello la playlist.". Tu hai compreso che 'perdere pe strada' uno scrittore come Saviano genera un'ansia notevole in chi riponeva fiducia in uomini come lui. Forse si è chiesto troppo allo scrittore e all'uomo, ma dall'uomo e non dall'eroe suo magrado qualcosa di meno sorprendentemente negativo era lecito aspettarselo. Credo che nessun uomo, triturato nel 'santificio' dei media, per quanto onesto e coraggioso possa uscirne indenne. Ti ringrazio. Un saluto
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13 ottobre 2010, 20:06 di pazuzu
"Saviano si espone senza sapere di cosa parla, ed è indifendibile. Spero solo che tutto questo non finisca per fare il gioco di chi vuole ridurre Gomorra al libricino astioso di uno che avrebbe voluto ma non ha potuto. Al di là delle ombre sulle idee politiche di Saviano, Gomorra resta un documento importante per la lotta alla camorra". Questo avevo scritto in privato a Lorenzo. Lungi da me dire che non si può parlare male di Saviano. Dico solo che uscite infelici come questa sua partecipazione a quella pantomima, con tanto di dichiarazioni incommentabili, possono essere usate strumentalmente, da chi ne ha l'interesse, per declassare (in malafede) Gomorra da 'documento' a 'romanzetto' scritto con altri fini. Ne perdemmo tutti. Non è certo la playlist il problema...
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13 ottobre 2010, 20:06 di yume
Intellettuali e artisti di 40 anni fa (Godard, Resnais, Ivens, Klein, Lelouch, Varda). Un confronto: “Noi siamo lontani dal Vietnam e il Vietnam delle nostre emozioni e indignazioni a volte è lontano dal vero Vietnam quanto lo sarebbe l’indifferenza.Viviamo in una società che ha spinto molto oltre l’arte di nascondere i propri fini, le proprie vertigini e soprattutto la propria violenza.Questa guerra non è un incidente storico né il regolamento tardivo di un problema coloniale. Essa è lì, intorno a noi, dentro di noi.Comincia quando noi stessi iniziamo a capire che i vietnamiti si battono per noi e a misurare il nostro debito nei loro confronti. E’ vero che sono irragionevoli e pazzi questi vietnamiti e che la loro intransigenza violenta le nostre abitudini legate ai nostri privilegi.Ma la follia vietnamita è forse la saggezza politica del nostro tempo e il primo passo onesto che possiamo fare verso di loro è cercare di guardare in faccia la loro sfida. Davanti a questa sfida la scelta della società dei ricchi è semplice: o dovrà attuare la distruzione fisica di tutto ciò che le resiste, ma è un compito che rischia di superare i suoi mezzi di distruzione o dovrà compiere in sé una trasformazione totale. E forse è chiedere troppo a una società al colmo della sua potenza. Se rifiuterà questa scelta, non le resterà che sacrificare le sue illusioni rassicuranti, accettare questa guerra dei poveri contro i ricchi come inevitabile.E perderla.” ( da Lontano dal Vietnam, 1967, Vertigo)
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13 ottobre 2010, 22:10 di maghella
Mi piace molto Saviano, lo rispetto, e ha tutta la mia ammirazione per come scrive sopratutto, non è facile leggere cose scritte così bene da un ragazzo giovane...A questo riguardo ha detto cose che non condivido, e me ne dispiaccio, ma ciò non toglie nulla a quello che ha scritto in precedenza sulla camorra....Il fatto di scambiare Saviano come una specie di Madre Teresa di Calcutta, mi da parecchia noia, primo perchè lui può avere tutte le opinioni che vuole su gli argomenti, e per questo può essere criticato, il fatto che lui viva sotto protezione è una condizione talmente odiosa che non può che indignare, avrei preferito che le cose che ha detto, anche se non mi trovano d'accordo, le avesse potute dire di persona e non tramite un videomessaggio.Secondo, Saviano è uno scrittore, può esprimersi su quello che vuole come vuole, noi siamo liberi di criticarlo o no, è infantile pensare che esista un supereroe di cartone che dica a tutti quello che tutti si vogliono sentire dire, comunque ha il pregio di esporsi anche su argomenti tanto spinosi, molte volte chi lo dovrebbe fare per dovere non lo fa.Complimenti Marcello per l'interessante spunto di discussione.
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14 ottobre 2010, 11:28 di helius
Sgombriamo subito il campo da equivoci. Quello che hanno subito gli ebrei – durante la seconda guerra mondiale e non solo - è quanto di più orribile la Storia ricorderà. Ma la riflessione che esorta a fare questa play è molto importante. C’è poca filosofia da fare con dei dati oggettivi: anche quello che stanno subendo i palestinesi è un’ingiustizia, punto. Ora, che un uomo come Saviano abbia scritto un “documento-denuncia” e per questo la sua vita risulti in pericolo, ce ne dispiace immensamente, tenuto conto anche della giovane età dello scrittore. E’ doveroso dire grazie a Saviano per quello che ha scritto, e dovremmo farlo tutti i giorni, anche solo per tenere accesa la speranza che il suo esempio possa essere seguito da molti, in qualsiasi campo del vivere civile. Ma Saviano non ha scritto un'opera di fantasia, perché solo alla letteratura è consentito vivere per sé stessa, è in quel caso lo scrittore è intoccabile. Il suo libro denuncia un’ingiustizia, e quando parliamo di questo, dobbiamo sempre tenere a mente che non ci sono storie-di-contrada o storie figlie-di-un-Dio-minore come quella palestinese. Secondo il mio parere modesto, Saviano, in quanto scrittore-denuncia, avrebbe fatto meglio a smarcarsi, a non dare la sua disponibilità. Invece, nella maniera in cui si è posto, rischia di perdere un po’ di credibilità nei confronti di chi si sente, o è, debole e crede che il mondo non debba essere animato solo da interessi di contrada. E’ un peccato, ma sono d’accordo anch’io con Marcello quando dice: “Credo che nessun uomo, triturato nel 'santificio' dei media, per quanto onesto e coraggioso possa uscirne indenne”. Buona giornata.
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14 ottobre 2010, 11:49 di Utente rimosso (lamagadioz)
Non ci sono parole appunto. “Credo che nessun uomo, triturato nel 'santificio' dei media, per quanto onesto e coraggioso possa uscirne indenne” questa frase potrebbe riassumere tutti i commenti.
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14 ottobre 2010, 14:16 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
Ringrazio tutti per i commenti civilissimi a una play che (senza parole) intendeva porre il problema di uno scrittore coraggioso in un momento di obnubilamento della coscienza nel luogo dove un conflitto che dura dal 1967 (ricordate Moshè Dayan, la seconda volpe del deserto) rende instabile l'area, rafforzando il fondamentalismo islamico. Ho appreso con gioia che Vargas Llosa ha ricevuto tardivamente il premio Nobel per la letteratura: un grande scrittore che dopo una giovinezza rivoluzionaria aveva abbracciato la causa della destra nel suo Paese, restandone deluso e amareggiato. Il vecchio Llosa è ritornato agli ideali che lo spinsero a scrivere romanzi straordinari. Non voglio affermare che Roberto Saviano sia uomo di destra - sarebbe un'idiozia; voglio dire che è molto giovane e che avrà tutto il tempo per correggere un punto di vista che fa somigliare il suo elogio a Israele, 'paese dell'accoglienza', alle pagine di un baedecker. Una volta tanto, non si è sbraitato, non si è inveito contro l'uomo, come è accaduto l'estate appena trascorsa, sui quotidiani, con toni sbrigativi e offensivi. Segno di una maturità (del sito FilmTv) raramente riscontrabile in altri vocianti luoghi del web
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15 ottobre 2010, 01:07 di Filmoski
Scusa, Marcello, perchè dici: "Non voglio affermare che Roberto Saviano sia uomo di destra - sarebbe un'idiozia". Un'idiozia? Saviano afferma di essersi formato leggendo filosofi di destra, ad esempio Carl Schmitt, inoltre ha espresso la sua simpatia per Fini. Ciò non significa che non sia condivisibile la sua lotta alla criminalità, ma neppure che lui sia automaticamente un uomo di sinistra.
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15 ottobre 2010, 01:33 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
Hai perfettamente ragione, Filmoski. Ieri notte ci ho pensato, avrei cambiato il commento stamani, poi ho dimenticato di farlo. La frase si presta, infatti all'equivoco che il solo pensare che Saviano possa essere di destra è un'idiozia; in realtà, sono io ad avere scritto un'idiozia (effetto del sonno?) perché, se anche Saviano fosse di destra (che abbia letto Schmitt non prova un'appartenza ideologica, tutti abbiamo letto scrittori e pensatori reazionari) non è detto che ciò che scrive diminuisca di valore. Naturalmente c'è destra e destra: Travaglio è di destra ma scrive e dice cose sensate, Gasparri è di destra e spara fesserie, Ciarrapico è di destra ma fa affermazioni naziste. Una differenza va fatta tra essere reazionario (o conservatore) e essere fascista. Tra il giovane Fini che si proclamava seguace delle teorie di Julius Evola e il Fini che (così sembra, diffidare è sempre bene in questi casi) ha abbandonato l'orbace e si presenta lustrato a nuovo come democratico. Nonostante l'esibizione infelice di Saviano, non riesco a vedere in lui un uomo di destra. In seguito, non sappiamo, tutto è possibile.
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16 ottobre 2010, 20:53 di Filmoski
Condivido pienamente il tuo commento. Ciao.
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