Il regalo del Genius ai suoi fans, scatenati e non, anche scotennati
Come promesso, le tenebre sono (sco)scese ed io vi delizio con un mio regalo.
Fra poche settimane uscirà il nuovo libro del Genius, che mai domo si adoperò affinché l'umanità profittasse del suo talento, letterario e non, "baciante" e spesso (d)eluso.
Manigoldi sprezzanti vollero negarmi l'ardire del mio ardere, il fuoco che mai si arrese dal bruciare, ed io insistii perseguendo la mia strada, lastricata solo di buone intenzioni.
Son l'uomo che mai ti aspetteresti, che combatte le piccinerie dei piccoli borghesi e baionetta con le sue armi vincenti in un Mondo spesso fustigante, spesso manicheo, spesso senza spessore.
A voi fans "allego" la quarta di copertina del mio libro.
Aspettate e lo vedrete, e ne potrete leggere di avventure, di solipsismi barocchi e di "violenze" al tessuto idiomatico, come qualcuno definì il mio stile, mai timoroso di eccedere, di funamboleggiare e di mischiarsi al vento.
Un uomo mi disse con aria supponente che i miei sono i sogni di un bambino ed, in tutto tono, gli risposi:
- No, è qui che ti sbagli. Sono i sogni di un grande uomo.
Buttarsi nella lettura di questo romanzo è concedersi un tuffo negli angoli
bui dell’animo umano attraverso lo spirito, immutato, di due “mostri”
letterari. Un Frankenstein e un Dracula attuali, odierni, come non si sono
mai letti.
Certo, si corre il rischio di essere riduttivi definendo quest’opera una semplice
rivisitazione del romanzo di Mary Shelley: il Frankenstein di Stefano
Falotico va ben oltre, ricrea il mito donandogli anima nuova e sentimenti
moderni. Giocando con le parole, sfruttando in pieno le potenzialità di
un linguaggio ricco di sfaccettature, giostrando le lettere, smuovendo significati,
l’autore crea di nuovo il personaggio e la sua storia. Il risultato è
un romanzo che ha il ritmo musicale della poesia e una poesia che acquista
lo spessore del romanzo; la stessa suggestione accompagna anche il
breve racconto che precede Frankenstein, un Dracula che si fa leggere
con gli occhi di oggi. Eppure il fascino e lo spessore dei due “eroi” rimane
estremamente fedele all’originale.
Uno stile innovativo per due miti letterari, un mix che lascia aperte mille
porte all’interpretazione, affidando al lettore un ruolo di assoluto protagonismo.
Firmato il Genius
Non vorrete mica arenarvi a una tediosa ed ammorbante vita di "stuzzichini" reciproci, di drink in mano e di baciamano, di pannolini e panna? Eh no, io sono colui che fa sconquasso, sono il volto "silente" e taciturno contro il vostro volgar chiasso.
Applauso.
Ed ora date al Falotico quel che è di Falotico.
Commenti
-
15 ottobre 2010, 22:53 di billykwan
Ai fans sarebbe utile sapere il preciso titolo dell'opera, nonché l'editore, onde essere facilitati nella corsa a reperire il prezioso tomo. Bye
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16 ottobre 2010, 01:20 di Daskabinett
Concordo con B. kwan, ma ho il sospetto di conoscere già la risposta: ovvero che la del Genius risposta arriverà solo per posta (privata). Perchè il Genius è sì tacciato di immodestia da taluni, ma non vorrà essere additato anche a marchettaro come un ospite di un Costanzo Show qualsiasi. Credo.
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16 ottobre 2010, 07:17 di LAMPUR
Io voglio sapere anche dov'è la presentazione ;)
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16 ottobre 2010, 08:27 di Travis Bickle 1979
Il titolo è niente meno che "Frankenstein" e vi terrò informati a breve.
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16 ottobre 2010, 10:35 di panflo
E noi aspettiamo fiduciosi. Ciao e...auguri.
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17 ottobre 2010, 06:59 di Travis Bickle 1979
A tutti i miei estimatori regalo anche una chicca. Qualcuno, molto invidioso del mio Genius, mi ha fatto "notare" che Mary Shelley potrebbe rivoltarsi nella tomba. A tale frase fatta di donna strafatta replico che sarebbe meglio che costei svolga ruoli più competenti alla sua misera figura, cioè lavare i piatti e rivolgersi ad un'agenzia "sentimentale", chissà mai che incontri un Agente 007 sotto copertura per "coprirla" nel letto.
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17 ottobre 2010, 20:47 di M Valdemar
Gioverebbe ricordare a quella str. che, in quel di Ginevra, (ed anche in seguito alla pubblicazione, da parte dei soliti critici) Mary Shelley era circondata da uno scetticismo diffuso, aveva osato attingere al mito di Prometeo e a quello di Faust. Attenderò nuove sul tuo libro. Ciao
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18 ottobre 2010, 18:26 di Dalton
in bocca al lupo.
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