Sono il re pescatore di una leggenda, sono l'uomo alcolico di una partita mai disputata, sono quel che sono e mi va bene così
Sfiancato, poi "irrobustito" da nuove ansie, comunque te stesso, penzolante come un pendulo e poi di nuovo intatto, biascichi le tue emozioni e ti annidi in posti desueti, fumi in un cantuccio e lasci che la vita scorra, defluiscano le paure, quel che t'imprigiona o non è ancora stato liberato, e ti "rassegni", sono attimi che durano in eterno, protratti all'infinito, sperperi il tuo tempo in lunari "follie" incomprese, ed è questa distanza dal Mondo e da tutto "quanto" ad annerirti, il bisogno ineludibile di essere te stesso, lontano in fuga dalla foga, dal chiasso che ammorba la coscienza, da chi trucida l'anima con impertinenze corrosive, con le sue supposizioni infantili, viaggi, meditabondo ed in "incognito", nella tua sfera emotiva, espansa, mai arresa all'ovvio, al bello indotto per creanza, ad un'educazione remissiva che teme sproloqui a zonzo, sei tu la zanzara, uomo fra miliardi di esseri, col tuo abito sgualcito, le poche parole scandite da una bocca sempre più bisognosa di star zitta, di non enunciarsi se non per denunciarli, i torti, le "abiure" commesse e perpetrate dallo sguardo cinico di una realtà che non arretra di fronte alle sue malignità.
Tutti addobbati di "bell'aspetto", ti provocan nausea e un disperato senso di "vuoto", lancinato dai tuoi errori che reputi forieri solo di una conoscenza che ad altri sarà ignota, non ti prostri agli "obblighi" richiesti né porgi l'altra guancia in segno di "riconoscente" sconfitta, il tuo viso sarà pur inviso ma non lecca nessuno né vuol ammirarne la presunzione con cui si balocca(no).
Tediato e poi di nuovo tu, ti appigli al "niente", mangiando l'aria, rendendola commestibile al palato, anzi, t'impali e non ti lasci impallinare.
Uomo onesto fra i lupi, acqua fra le bestie, "semplice" scoiattolo canterino di un Mondo che con Lucifero è allucinato. Procaccian sesso, inseguono il futile che par loro dilettevole, si vestono per piacere al piacer altrui, si guardano allo specchio, gli uomini rasati e le donne "cerettate", gli uomini incravattati e le donne "minigonnate".
In tale trambusto odioso e riprovevole, io abdico alla mia faccia da joker-poker e succhio parti del me ancora sconosciute, come zucchero filato sui denti del mio Cuore.
Firmato il Genius
Potete ostinarvi a "negarmi" ma sarò l'uomo sempre bello allo spuntar civettuolo del Giorno.
Come darmi torto?
- Frankenstein (1931)
- Frankenstein di Mary Shelley (1994)
- Deliro
Con Branagh e De Niro.
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