Salvatevi da Rambo, non è lui a doversi salvare da voi
Un passato "nodoso" che torna virulento ed impetuoso ad inquietarti.
Rivedi episodi che avevi oscurato, messo in candeggina, e, ora, funesti, fanno capolino, bussano alla porta, fantasmi e spettri che credevi "anneriti".
Quando ti chiudesti, "respingendo" l'altro, non vi era in te il desiderio di mischiarti a una folla ilareggiante, sciocca e vanesia, che dissertava di amori "cioccolatini", di ragazze da sverginare, e di quel godimento che a te appare morboso.
Questa tua distanza pare che non sia (stata) rispettata, il coro intonante quel balbettio che suona così flebile alle tue orecchie, e "sbiadisci" sbadigliando, nello "sbaglio" che ti viene inferto.
Idioti in cui t'imbatti, che fanno pressioni, andando a toccare ferite mai risolte, traumi per i quali ti sei strutturato in un certo Mo(n)do. A modo tuo, nel tuo mantello, che disprezza una società che lavora per soddisfare bisogni materiali, che investe tutto su quello, che si fa grande schiacciando dignità altrui, e che tramanda la sua orribile progenie con educazioni "liofilizzate", dove ti danno da mangiare quello che serve a mantenere gli equilibri, a procastinarli.
Chi parla riempiendosi la bocca di paroloni, "esagitato" nel furore "mimico" della sua lingua, baionetta contro gli sprovveduti, contro gli "ignoranti", difesa e barriera dal confronto, dal guardarla davvero, dal tenerli aperti gli occhi.
E' tutto un proteggersi, il padre che non ha nulla da chiedere alla vita e non chiede altre donne eccetto la propria, che non ama più e neppure più, che ha imparato a smussar gli angoli e ad ammorbidirsi, quanto era ribalda la sua giovinezza senza fronzoli... quanto era "ingenuamente" sincera.
E poi s'inventano strumenti di controllo per tacere le coscienze, psichiatri ad ogni angolo pronti ad intimorirti tacciandoti di "pazzia", perché tu sappia che non devi proferire parole che indurrebbero al "disgusto", al minare certezze consolidate. Avvitati soli-soletti e solfeggianti in diatribe che si fingono amicali o amichevoli, o solo ammiccanti, in corteggiamenti alla collega affinché ne "sviluppi" il suo comunque virile prostrarsi, il suo darsi perché lei gliela dia.
Meglio un tassista che va a zonzo, che raccimola incubi per le strade, che manda a fanculo tutto, e semmai è onanista, "perverso", Mohawk, guerriero della notte, di mille notti da non dormire.
Sapete una cosa? Fate schifo.
Firmato il Genius, che contro le asperità di vite inutili preferisce farsi dare dell'inutile, del nullafacente e dello spernacchiante, d'aria "deretanica"
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