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22/10/2010 h. 15.07 Film: Playlist libera
Schermi violenti

Schermi violenti

Esistono, almeno in linea teorica, infiniti modi di rappresentare la violenza al cinema. Si può muovere convulsamente la cinepresa facendole condividere la brutalità del momento, si può tenere l'inquadratura fissa per distanziarsi dall'irruenza della scena, si può dilatarne la durata amplificando la ferocia dei gesti, si può frammentarne lo svolgimento per esasperare l'irrazionale impulsività e, ovviamente, molto altro ancora. In ogni modo, quali che siano le scelte adottate dai vari registi, la raffigurazione filmica della violenza fa sempre problema: emotivo, morale, estetico.
Di seguito, in ordine cronologico ma senza alcuna pretesa di coerenza, sette pellicole che si confrontano con questo tema scottante in forme e modalità differenti.

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Osterman weekend (1983) Slow-motion. Peckinpah abbandona la trasfigurazione enfatica e lirica dei film precedenti e rappresenta i corpo a corpo con brutalità antiestetizzante. I suoi leggendari ralenti si fanno stridentemente, grottescamente sgradevoli.
  2. 52 gioca o muori (1986) Video 1: frontalità. Harry Mitchell (Roy Scheider) è costretto a guardare una videocassetta in cui la sua amante viene crivellata di proiettili da alcuni criminali che vogliono incastrarlo. Tra ricatto su nastro magnetico e snuff, Frankenheimer sporca la pellicola col video, facendo dell'uno il lato oscuro dell'altra.
  3. Benny's Video (1992) Video 2: fuori campo. Due adolescenti in una camera da letto, una pistola per maiali e una telecamera a circuito chiuso. Lui le spara il primo proiettile nel ventre, lei stramazza al suolo ed esce dall'inquadratura. Poi lui la finisce con altri due colpi entrando e uscendo dalla cornice del monitor. La duplice inquadratura fissa (della cinepresa e della telecamera) fa del fuori campo il luogo dell'incomprensibile, dell'irrappresentabile.
  4. Il cameraman e l'assassino (1992) Necroreality. Una microtroupe di documentaristi d'assalto segue le scorribande di un criminale belga che accoppa gli abitanti, preferibilmente anziani, delle case popolari (perché "les vieux, ils ont l'argent, ça c'est sûr"). Il mockumentary in bianco e nero di Belvaux, Bonzel e Poelvoorde non rinuncia alla pellicola, ma sfrutta l'estetica a bassa definizione come certificato di attendibilità.
  5. DvdBlu-RayUmd non disponibile Jackie Brown (1997) Long shot 1. Convinto Beaumont (Chris Tucker) ad adagiarsi nel bagagliaio, Ordell (Samuel L. Jackson) percorre un centinaio di metri e s'infila in uno spiazzo deserto. Esce dalla vettura, gli spara due colpi a bruciapelo e torna al posto di guida. Posizionata nel punto di partenza della macchina, la cinepresa si solleva per riprendere la scena da lontano: la freddezza del gesto si impone in tutto il suo spietato, distaccato squallore.
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile La casa dei 1000 corpi (2003) Long shot 2. Otis (Bill Moseley) tiene sotto tiro l'agente Naish (Walton Goggins) e lo fa inginocchiare puntandogli la canna della pistola sulla fronte. Al rallentatore, la macchina da presa s'innalza in un imperioso movimento di gru, tendendo allo spasimo l'ineluttabilità della situazione: trenta interminabili secondi per un'esecuzione di ammutolente sadismo.
  7. DvdBlu-RayUmd non disponibile Non è un paese per vecchi (2007) Plongée. Ammanettato, Anton Chigurh si avvicina all'agente seduto alla sua scrivania. Lo afferra da dietro rovesciandoselo addosso e strangolandolo con la catena delle sue manette. La cinepresa, inquadrando a piombo il vano dimenarsi dell'agente, stringe sul volto spiritato di Chigurh ondeggiando da una parte all'altra: anche lo sguardo dall'alto perde le coordinate, disorientato dall'implacabilità del killer.
SI

Commenti

  • 22 ottobre 2010, 15:54 di panflo

    La Hammer e alcuni registi britannici degli anni'50 erano maestri nel rappresentare la violenza senza ricorrere ad eccessi ematici. Ad esempio "L' occhio che uccide" (un fotografo che filma l'agonia delle modelle con una cinepresa da cui esce una lama che lentamente le sgozza) , il lento disfacimento del viso di C, Lee nel primo "Dracula" , quando viene colpito dalla luce del sole.

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  • 22 ottobre 2010, 17:08 di bradipo68

    per prima cosa bentornato su queste pagine jos,la ta preenza è come al solito illuminante.La tuamagifica playlist e il commento di panflo mi hanno fatto venire in mente Oscar Insaguinato(Theatre of Blood) di Anthony Hickox in cui gli omicidi si ispiravano alle tragedie shakespeariane.Ogni omicidio con la sua tecnica di ripresa,una sollecitazione sensoriale continua,addirittura anche due barboncini cucinati come patè per palati delicati..Come al soito play entusiasmante .Un saluto

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  • 22 ottobre 2010, 18:47 di maghella

    Caro joseba questa play è BELLISSIMA...io preferisco la tecnica di Benny's video...dove appunto il fuori campo, quello che non si vede è la parte più violenta...perchè quello che possiamo immaginare è nulla in confronto a quello che può succedere...Complimenti...

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  • 23 ottobre 2010, 11:44 di joseba

    Hai ragione Panflo, tra l'altro citi "Peeping Tom", uno dei miei film preferiti: morboso, agghiacciante, ferocemente teorico come piace a me. Ciao Brad, grazie dell'apprezzamento e del saluto. Il film di Hickox piace molto anche a me, la videocassetta che lo custodisce è qui accanto a me in ottima compagnia, precisamente tra "Il lungo addio" e "Gli amici di Eddie Coyle". Un abbraccio. Cara Maghella, ti ringrazio di cuore per i complimenti. Inutile dire che la dislocazione della violenza nel fuori campo è un espediente che entusiasma anche me. Ma per gli individui non dotati di fervida immaginazione come il sottoscritto è altrettanto suggestivo vedere in che modo i cineasti si sporcano le mani impressionando pellicola e spettatori. Suggerimento filmico in tema: "Trouble every Day" di Claire Denis :)

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  • 23 ottobre 2010, 12:29 di maghella

    @joseba:accetto il consiglio...tempo fa, dopo alcune giornate di frustrazione lavorativa, scrissi una play di osannazione alla violenza cinematografica, che ben sfogava i miei impulsi violenti...perciò la mia immaginazione è molto solleticata dalla vita che conduco, non mi è per nulla difficile immaginare cosa potrei fare "fuori campo"....sono una potenziale violenta che trova soddisfaziione in un certo genere di film...perciò ben vengano film violenti, che mi facciano dire "basta, non ce la faccio, devo spegnere"...Ho comprato "Frontiers", dicono che sia su questo genere pesantuccio, che dici? l'hai visto? merita?

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  • 23 ottobre 2010, 12:47 di joseba

    "Frontière(s)" non mi è affatto dispiaciuto: derivativo, sguaiato e caricaturale quanto si vuole, ma con un'irruenza cinematografica tutt'altro che disprezzabile. A mio avviso però il titolo più estremo (e a rischio ridicolo, il che è un bene per il sottoscritto) della Nouvelle Trouille (è così che ho fantasiosamente definito il nuovo horror francese) resta "A l'intérieur".

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  • 23 ottobre 2010, 12:55 di joseba

    Dimenticavo: su un registro decisamente più autoriale, un'altra pellicola francese che sfida i limiti della sostenibilità dello sguardo è "Dans ma peau" di Marina De Van, film che stabilisce uno stretto legame tra ipercompetitività professionale e disagio psichico.

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  • 23 ottobre 2010, 13:09 di maghella

    ....o madonnina...sei un'espertone...ti devo tenere di conto quando ho uno dei miei scompensi-violenti-disagevoli-frustrati-psicotici...=D grazie, ti farò sapere se mi è garbato 'sto frontière(s)...

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  • 23 ottobre 2010, 13:22 di joseba

    casomai un espertino, non raggiungo i sessanta chili... aspetto le tue impressioni di frontiera :)

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  • 23 ottobre 2010, 14:13 di Stuntman Miglio

    Quoto Maghella, bellissima play.

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  • 23 ottobre 2010, 15:56 di Dalton

    Resto ammutolito. Questa playlist è un capolavoro. Ed una lezione di cinema. Chapeau!

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  • 23 ottobre 2010, 19:23 di joseba

    Stunt, grazie. Dalton, :D

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  • 24 ottobre 2010, 11:50 di zombi

    a me non dispiace affato la violenza con cui viene umiliato a più riprese il caro ragioniere fantozzi e la sua fidata consorte. crudeltà smodata.

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  • 24 ottobre 2010, 12:57 di joseba

    Con la saga fantozziana siamo nell'ambito della malvagità pura, altro che cinema estremo :)

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